BREAKING NEWS – Grave attentato stamattina in Iran contro i vertici dei Pasdaran, i famigerati e tumuti Guardiani della Rivoluzione. Il capo del battaglione Al Qods dei Pasdaran, vicecomandante delle operazioni di terra del corpo, il generale Nour-Ali Shushtari, è rimasto ucciso stamane durante un attacco di uomini armati nel sud-est del Paese. Morti anche numerosi altri membri di alto lignaggio dei Guardiani nella provincia meridionale del Sistan-Baluchistan, nella regione di Pishin, al confine con il Pakistan.
«In una azione terroristica sono stati uccisi il generale Nour-Ali Shoushtari, il vicecomandante dell’esercito dei Guardiani della Rivoluzione, generale Mohammad-Zadeh, il comandante dei Guardiani della Rivoluzione del Sistan-Baluchistan, il comandante dei Guardiani per la città di Iranshahr e il comandante dell’unità Amir-al Momenin», si può leggere in un lancio dell’agenzia Fars News. Da canto suo, il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha confermato in Parlamento la morte degli alti ufficiali. In assoluto è l’attentato più grave mai compiuto contro il corpo d’elite, da circa trent’anni la più potente Forza Armata del Paese.
I quattro alti comandanti erano in un’auto, diretti ad un incontro con alcuni leader tribali dell’area, sciiti e sunniti, quando un attentatore suicida si è fatto esplodere. L’Irna, l’agenzia stampa di Stato iraniana, aveva in un primo tempo parlato di 60 militari colpiti, fra deceduti e feriti, ma la stima è subito apparsa troppo ottimistica. I morti sarebbero infatti almeno 49.
Le autorità iraniane hanno accusato Stati Uniti, Gran Bretagna e Pakistan della strage, che rischia ora di bloccare il dialogo appena appena accennato fra Teheran e Washington.
Negli anni, il Sistan-Baluchistan, che si trova proprio al confine con Pakistan e Afghanistan, è stato teatro di frequenti scontri a fuoco fra le forze di sicurezza della Repubblica Islamica, i ribelli sunniti presenti nella zona ed i numerosi trafficanti di droga che infestano la regione.
