Iraq/2 Il “sogno” nucleare

Scritto da: il 30.10.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Sembra incredibile, ma con tutta l’instabilità del Paese, con centinaia di morti ammazzati al mese, con una emergenza continua dovuta alla massiccia presenza di al-Qaeda in Iraq ormai da sei anni, c’è chi ripensa al nucleare e spende tempo ed energie (e probabilmente anche un bel po’ di denaro pubblico) per riavviare un programma atomico di cui certo non vi è bisogno nella martoriata Mesopotamia, in linea teorica fra i principali produttori al mondo di petrolio.

Secondo indiscrezioni rivelate dal Guardian e confermate dal Riformista, funzionari governativi iracheni avrebbero infatti chiesto aiuto alla Francia per rimettere in funzione i reattori nucleari del Paese.

Nell’attuale caos mediorientale, con numerosi Stati (in primo luogo l’Arabia Saudita) che stanno valutando di avviare programmi atomici di contrasto a quello iraniano, l’ultima cosa che serve, ma proprio l’ultima, è un simile progetto anche in Iraq.

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