Israele attacca via terra, ma non sarà una passeggiata

Scritto da: il 03.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Oggi pomeriggio è scattata l’attesa offensiva di terra dello Stato ebraico nella striscia di Gaza. Il compito che attende ora Tsahal, le Forze di Difesa di Israele, non è semplice. Perché il territorio dell’Autorità Nazionale Palestinese è ormai da così tanto tempo in mano ad Hamas che ogni pietra può rappresentare un pericolo per i soldati con la Stella di Davide.

I palestinesi fedeli al gruppo integralista hanno occultato armi ovunque nella Striscia e si batteranno allo spasimo. Per inciso, il loro obiettivo dichiarato è non tanto uccidere, quanto catturare vivi gli uomini dell’Esercito ebraico, in maniera da poterli utilizzare per anni come arma di negoziazione.

Viene quasi da rimpiangere la fase dell’ultimo Arafat in cui l’Anp era divenuta una sorta No Man’s Land, con fazioni (tutte laiche) di al-Fatah in lotta fra loro. Perché la follia islamista di Hamas ha mutato radicalmente la natura del conflitto israelo-palestinese, trasformando un popolo tradizionalmente laico e di sinistra in un popolo di fedeli ad oltranza.

?amas, acronimo di ?arakat al-Muqawwama al-Islamiyya (in arabo ???? ???????? ?????????, Movimento di Resistenza Islamico, ovvero ????, cioè “zelo” o anche “entusiasmo”), sorto nel 1987, a poco a poco ha soppiantato la leadership palestinese (che con il senno di poi si potrebbe quasi definire “illuminata”, quantomeno rispetto all’attuale), mutando in profondità anche gli obiettivi da raggiungere: non solo la creazione di uno Stato palestinese, ma la sua nascita quale Stato islamico votato alla distruzione di Israele.

Farsi largo nella Striscia di Gaza e neutralizzare Hamas comporta il rischio di un vero e proprio bagno di sangue per Tsahal, sia chiaro. Ma è un rischio inevitabile.

La Storia recente ha ampliamente dimostrato che con le sole azioni aeree non si risolvono i conflitti. Occorre sempre una robusta azione da terra. La speranza è che possa essere quanto più veloce e mirata possibile. La speranza (debole, debolissima) è che possa risolvere una volta per tutte il problema Hamas, vero macigno sulla strada della Pace in Terra Santa.

Israele, Striscia di Gaza e West Bank
Israele, Striscia di Gaza e West Bank
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