La chance quasi persa di Frattini

Scritto da: il 22.02.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

La crisi libica sta facendo in queste ore una illustre vittima italiana, il ministro degli Esteri Franco Frattini. Da tempo i rumors politici di fascia alta lo danno quale “papabile” alla successione del premier Silvio Berlusconi nel caso in cui questi intendesse farsi da parte e non presentarsi alle prossime elezioni legislative. Quella di Frattini (che è di Roma) sarebbe una soluzione mediana fra il lombardo Giulio Tremonti (che è di Sondrio) e il siciliano Angelino Alfano (che è di Agrigento). Nell’Italia dei leghismi e degli autonomismi spinti incrociati ci sta anche che le scelte vengano fatte in base all’anagrafe, ma ragionare sulla stupidità di tale criterio ci porterebbe troppo oltre.

Il problema per Frattini è che però da ministro degli Esteri qualche passetto falso lo ha fatto e continua a farlo. Il giorno prima della rivelazioni di Wikileaks, ad esempio, ebbe a definire l’operazione che Julian Assange da lì a poco avrebbe lanciato «l’11 settembre della diplomazia». Di fatto Wikileaks gettò qualche petardo (poche le notizie davvero inedite in quell’occasione) che i media internazionali vollero a tutti i costi ingigantire.

Ora, però, l’errore di valutazione di Frattini è più grave. Appiattirsi sulle posizioni del premier se non in difesa di Gheddafi, comunque di cauta (nonché assolutamente tardiva) critica può infatti costargli assai caro. Quando Frattini afferma (appena ieri) che «l’Unione Europea non deve interferire nei processi in corso in tutta la regione libica», comprende che sta mettendo a repentaglio tutta la sua carriera politica? Vero che gli italiani hanno memoria corta, ma un simile atteggiamento di fronte a centinaia di vittime del regime di Gheddafi pare difficile che possa essere dimenticato in fretta.

Franco Frattini

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