Là dove comincia lo Spazio
Articolo scritto da
Carlo Lo Re. Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.
Dei ricercatori dell’Università di Calgary, in Canada, hanno ideato uno strumento che consente di tracciare con molta accuratezza i labili punti di transizione fra l’atmosfera terrestre e quello che viene definito spazio esterno, ossia la zona dove i venti dell’atmosfera più in alto cedono il posto a dei violenti flussi di particelle cariche.
Con esattezza gli scienziati canadesi hanno stabilito che il limes fra la nostra atmosfera e lo spazio esterno si trova a 118 chilometri di quota sopra le nostre teste.
Lo strumento prediposto, che si chiama Supra-Thermal Ion Imager, è costato quasi mezzo milione di dollari ed è stato messo in orbita nel gennaio 2007 a bordo del razzo Joule II.
