La Grecia è rossa … Ma (purtroppo) anche un po’ bruna

Scritto da: il 07.05.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Ma che cosa pensavano gli usuali partiti greci (centrodestra e centrosinistra), di poter vincere le elezioni più delicate della storia del Paese dopo il macello sociale che hanno messo in atto negli anni e nei mesi scorsi? I classici politici di governo non sono riusciti a raccogliere abbastanza consensi per formare una coalizione dopo il voto di ieri ed ora siamo al paradosso di Antonis Samaras, il leader di Nuova Democrazia (il partito conservatore) che ha l’incombenza, più che l’incarico, di formare il nuovo esecutivo. Nuova Democrazia, per inciso, ha avuto il 18.8% dei voti, con il premio è arrivata appena a 108 deputati, ma ce ne vogliono 151 per un governo.

I conservatori di Nuova Democrazia e i socialisti del Pasok, le formazioni che si sono alternate alla guida della Grecia negli ultimi decenni e che sono, fattore non da poco, gli unici fra i partiti maggiori a sostenere il programma di salvataggio/strozzinaggio targato Ue-Fmi che sta affondando la Grecia, hanno ottenuto insieme meno del 33% dei voti e solo 150 dei 300 seggi parlamentari a disposizione. Un governo di coalizione nazionale solo con loro andrebbe quindi in minoranza ad ogni stormir di fronda.

Per riuscire a rinnovare la loro gracile “grande coalizione” dovranno quindi ottenere l’appoggio di altre formazioni, ma l’impresa appare davvero ardua. Ogni possibile intreccio sembra infatti destinato ad avere vita governativa assai breve. Il rischio è che la Grecia precipiti in una infinita incertezza politica. Il che potrebbe avvicinare il collasso del debito europeo complessivo.

Samaras ha in queste ore invocato un governo di unità nazionale per l’Europa con l’intento di mantenere il Paese nella zona euro, obiettivo condiviso anche dal leader del Pasok Evangelos Venizelos. Di contro, i partiti minori che hanno vinto le elezioni sono tutti contro il piano di salvataggio Ue-Fmi. Il problema è che sono troppo divisi per poter pensare di formare una coalizione alternativa a quella Nd-Pasok.

Nel dettaglio, Nuova Democrazia ha raccolto poco più del 19% dei voti, il Pasok il 13.4% (nel 2009 aveva ottenuto il 44%) e la Coalizione di Sinistra il 16.6% (appena il 5% sempre enel 2009).

Dal canto suo, il giovane leader della Coalizione di Sinistra Alexis Tsipras, ha parlato di una rivoluzione pacifica e di sconfitta delle politiche di austerità imposte dalla Germania.

Gran brutto segnale, infine, il risultato del partito di estrema destra neonazista Alba d’Oro, che ha preso circa il 7% dei voti e che entrarà in Parlamento per la prima volta dalla caduta dell’infame regime dei colonnelli nel 1974. Anche questo è un (pessimo) segno dei tempi. Ed anche per questo bisogna dire “grazie, signora Merkel” …

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