La maggioranza è ormai cortocircuitata

Scritto da: il 01.04.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Davvero ieri la maggioranza di governo è andata in corto circuito, scompigliando il sensibilissimo castello di carte della difesa politico/processuale del presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi, ormai è evidente, è sempre più prigioniero di veti incrociati, di un numero di voti insufficiente per farlo stare sereno e di litigi interni al governo (neanche tanto fomentati dall’inerte opposizione, figuriamoci se questa facesse bene il suo mestiere).

Insomma, il Pdl ed i suoi alleati, notoriamente non troppo addentro ai meccanismi ed ai regolamenti della clasa discutidora, per dirla con Juan Donoso Cortés, hanno preso due cantonate regolamentari, appunto, inceppando di brutto il ruolino di marcia deciso dal premier, ossia approvare entra questa settimana la cosiddetta norma Paniz (che rende innocui due dei quattro processi in cui Berlusconi è implicato, soprattutto il Mills).

Il premier avrebbe preferito (e di molto) andare lunedì a Milano in Tribunale per l’udienza Mediatrade con la prescrizione breve sostanzialmente quasi approvata, almeno alla Camera. Ed invece la norma Paniz è slittata alla prossima settimana, con grave danno per il premier, che davvero non si può fidare delle capacità dei suoi uomini. Confusi, sotto assedio, troppo poco avvezzi ai regolamenti per comprendere come serve quelli – invero arzigogolati – della Camera.

Una vecchia veduta di Piazza Montecitorio (1890 circa)
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