La Pace rovente: 2 morti e 4 feriti in Irlanda del Nord

Scritto da: il 08.03.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Troppo irreale la quiete degli ultimi anni nelle Sei Contee nordirlandesi. Sotto le ceneri la Pace era ancora rovente e l’attentato di stanotte a Massareene amaramente lo prova.

Morire uccisi è terribile. Lo è anche per un soldato. E morire a guerra conclusa è oltremodo assurdo. Morire nella contea di Antrim, pericolosissima appena una dozzina d’anni fa, quando ormai il processo di pace in Ulster sembrava essere più che consolidato semplicemente non ha senso.

Sembrava essere. Tutta qui la spiegazione di quanto accaduto. Perché un conflitto secolare, con odi secolari e radici anche socioeconomiche secolari non si tramuta in Pace con un Trattato, per quanto ben strutturato come quello del Venerdì Santo del 1998, fortemente voluto da Tony Blair (e probabilmente l’unico vero successo politico della sua carriera, almeno fino a stanotte).

Le autorità ed i media definiscono misterioso l’attentato (nessuna rivendicazione è ancora giunta) in cui hanno perso la vita due soldati britannici e 4 altre persone, fra cui 2 civili, sono rimaste ferite.

Le vittime sono state travolte da numerose raffiche di mitra sparate da un’auto in corsa mentre i militari erano di guardia all’ingresso della caserma di Antrim, che ospita il 38° reggimento del Genio dell’Esercito britannico.

Un simulacro di Pace, una certa qual convivenza civile negli ultimi anni in Irlanda del Nord vi sono stati. Non c’è dubbio. Lo testimonia il recente tasso di sviluppo economico dello spicchio di Isola di Smeraldo. Ma di certo i problemi insoluti sono ancora tanti.

Le discriminazioni dei protestanti nei confronti dei cattolici non sono state cancellate dall’oggi al domani, così come le reciproche diffidenze fra le due comunità. Un tempo divise anche da condizioni socioeconomiche assai differenti (benestanti i lealisti, sottoproletari i cattolici separatisti), ma già dalla fine degli anni Ottanta entrambe precipitate nel medesimo calderone proletario. Ad inscenare quotidianamente una guerra fra poveri che di vittime in circa trent’anni ne ha fatte oltre 3.000.

 Troppe armi (a prescidendere dal disarmo dell’Ira) ancora circolano nelle Sei Contee. E troppi uomini nati, cresciuti e vissuti nel conflitto. A pensare la guerra tutta la vita. Uomini che dall’oggi al domani, undici anni fa, si sono ritrovati a vivere una Pace irreale, non voluta, non cercata, non amata.

Molti degli ex combattenti, ovvero terroristi, si sono “riciclati” nel traffico d’armi, di droga, nello sfruttamento della prostituzione, nel “business” delle “richieste” ai commercianti. Inaugurando una certa qual via nordirlandese alla mafia. E mantenendo vivo un clima di violenza diffusa che i fatti di questa notte quasi fanno pensare sia una sorta di destino ineludibile dell’Ulster. 

Una delle prime immagini dell'attentato di Massareene (diritti dell'immagine di Sky News: http://news.sky.com/skynews/)

Una delle prime immagini dell'attentato di Massareene (diritti di Sky News: http://news.sky.com/skynews/)

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