La rivoluzione di Mr. O per adesso è un Clinton ter

Scritto da: il 24.11.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Sembra davvero una sorta di terzo mandato di Bill Clinton il governo che Barack Obama si appresta a varare. E la cosa sta già deludendo l’ala sinistra del movimento obamiano, che forse si aspettava immediate scelte di rottura da parte del proprio idolo.

Ma facciamo un po’ il punto della situazione sulle nomine fin qui annunciate. Mr O., come spesso lo chiama “Il Foglio”, ha fatto (o fatto fare ad arte dal suo entourage) i nomi di Eric Holder quale prossimo Attorney General (il nostro ministro della Giustizia), di Tom Daschle alla Sanità, di Janet Napolitano alla Sicurezza Nazionale, di Hillary Rodham Clinton al Dipartimento di Stato (dove, per inciso, non pare sia attesa con entusiasmo), di Dennis Ross quale responsabile della questione arabo-israeliana e di Lawrence Summers al Consiglio Nazionale dell’Economia.

Tutte nomine di altissimo profilo, nessuno lo può negare, ma considerate assolutamente centriste (ossia clintoniane) dai fan più radicali di Obama.

Di rottura è certo il nome del capacissimo prossimo segretario al Tesoro, Timothy Geithner, capo della Federal Reserve di New York, ma il talentuoso economista al momento è più che altro noto per il salvataggio, qualche mese fa, della Bear Stearns, che grazie ad un sostanzioso regalo pubblico non è fallita ed è riuscita ad approdare fra le braccia della JP Morgan. Non propriamente il miglior biglietto da visita per i fan di Obama.

Quanto al comparto Intelligence ed affini, quale consigliere per la Sicurezza Nazionale - ruolo diverso da quello della Napolitano, che sarà segretario alla Homeland Security – pare possa giungere James Jones (di simpatie repubblicane), ex comandante supremo della Nato ed amicissimo di John McCain, mentre a dirigere la Cia potrebbe arrivare il repubblicano dichiarato John Brennan, già vice di George Tenet, fautore della rendition (la tecnica di deportazione clandestina) e probabile coautore del dossier sulle presunte armi di distruzione di massa dell’Iraq di Saddam Hussein.

Insomma, vinte le elezioni è chiaro che Obama si sta ponendo fortemente il problema della governabilità e sta giocoforza dovendo pescare nel bacino clintoniano, visto che gli uomini del focoso ex presidente sono gli unici democratici ad avere esperienza di governo (la precedente generazione di segretari, quella di Jimmy Carter, per indenderci, è sull’ottantina …).

In politica estera, quindi, il governo di Obama si preannuncia assai meno “colomba” di quanto le anime belle del pacifismo internazionale si potessero attendere.

Certo, la Rodham Clinton si troverà a concretizzare scelte politiche che durante le primarie ha duramente avversato. Ma forse, semplicemente, su tante questioni Obama tornerà sui suoi passi e valuterà il da farsi in manierà assai più realistica che in campagna elettorale.

Perché una cosa è discutere di Iran in un ateneo liberal cercando il consenso della platea, ma cosa totalmente diversa è sedere nella Sala Ovale cercando di evitare concretamente che Teheran si doti dell’atomica.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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