La scelta di Lucio

Scritto da: il 29.11.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Lucio Magri, 79nne intellettuale comunista fra i fondatori del quotidiano il manifesto, è morto ieri in Svizzera scegliendo il suicidio assistito. Non sopportava più di vivere senza la moglie Mara, scomparsa qualche tempo fa. Una volontà determinata, la sua, che lo ha condotto ad una scelta da rispettare e basta. Perché può anche arrivare un momento nella vita in cui questa semplicemente non ha più senso alcuno. Se il dolore è troppo – per i motivi più disparati, dall’infermità fisica alla sofferenza interiore -  troncare la propria esistenza è scelta privatissima nella quale nessuno, Stato o singolo, dovrebbe mettere parola.

Il pensatore marxista era fortemente depresso per un evento che prima o poi capiterà a tutti: la perdita del partner. Ci si incontra, ci si ama, si vive insieme decenni, si muore separati. Atroce. Ingmar Bergman ha detto e scritto tanto sull’argomento. Sembrerà strano oggi, in tempi di pseudo amore “mordi e fuggi”, ma vi è (ancora)  un tipo di rapporto affettivo in cui l’io è il noi della coppia. Andata via la moglie dopo anni di pene (ha sofferto per un tumore), per Magri la prospettiva di chissà quanto altro tempo da solo sul pianeta è risultata intollerabile. Dio benedica la Svizzera e la sua grande civiltà.

Jan Vermeer, "Vista di delft", 1698

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