La vocazione all’avocazione e il giallo del ricorso al Csm

Scritto da: il 23.06.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il quindicinale d’inchiesta catanese Sud ha appena pubblicato la notizia che i pm dell’indagine Iblis avrebbero fatto ricorso al Csm contro l’avocazione della medesima da parte di Michelangelo Patanè, facente funzioni del procuratore capo nel capoluogo etneo. Gli interessati, però, parrebbero aver smentito, anzi, addirittura vi sono dubbi sul fatto che l’ordinamento italiano preveda una simile eventualità. In ogni caso, un bel colpo nei giorni scorsi a Sud è riuscito, ossia reperire appunto il provvedimento di Patanè con il quale si avoca l’inchiesta Iblis, stralciandone le posizioni di Raffaele e Angelo Lombardo.

Per inciso, da quanto scrive Patanè si evincono alcune cose che, come spesso è accaduto nei mesi scorsi per l’inchiesta Iblis, fanno involontariamente sapere all’universo mondo più di quanto avrebbe gradito l’estensore (o il relatore che dir si voglia). Vediamo alcuni punti.

1) Patanè scrive che «nel mese di luglio dello scorso anno [...] si è tenuta in procura una serie di riunioni finalizzate alla valutazione della sussistenza delle condizioni di applicabilità di misure cautelari personali nei confronti di Lombardo Raffaele, Presidente della Regione siciliana, e del fratello Angelo, entrambi indagati per il delitto di concorso esterno in associazione mafiosa» (p. 1 dell’ordinanza). Ma come?!? A luglio 2010 si dibatteva in Procura sull’eventualità di arrestare o meno Lombardo? Ma se l’allora procuratore capo Enzo D’Agata in quel momento nemmeno ammetteva l’ipotesi che il leader autonomista fosse indagato?!? Mah …

2) A cavallo fra le pp. 5 e 6 dell’ordinanza, Patanè, riportando tra virgolette ed in corsivo i rilievi dei sostituti Boscarino, Fanara, Gennaro e Santonocito, scrive: «In particolare per Lombardo Angelo e Lombardo Raffaele precisavano che il compendio indiziario nei confronti dei predetti indagati “si è incrementato, in misura significativa, sia nel periodo successivo alle valutazioni espresse nel luglio 2010 (con riferimento alla possibilità di formulare nei confronti dei predetti richiesta di misura cautelare in carcere) sia nel periodo successivo al febbraio 2011 [...] ed anche nel periodo successivo alla nota redatta dal Dr Zuccaro in relazione ad ulteriori elementi acquisiti nell’ambito di altro procedimento penale». Anche in questo caso involontariamente, Patanè dà la notizia, fin qui ignota, che esisterebbe un ulteriore indagine parallela alla Iblis. Quante cose si riescono a sapere vagliando per bene un’ordinanza …

3) A p. 8 si legge altresì: «Va ricordato che all’esito di riunioni dedicate all’esame del procedimento in questione, il Procuratore della Repubblica, in data 25.2.2011 [ossia 3 giorni prima del suo pensionamento], dispose che l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio del procedimento in esame fosse trasmessa alla cancelleria competente senza il visto di assenso». Ora, la posizione di Enzo D’Agata certo non è mai stata severissima nei confronti dell’indagato Lombardo, ma (p. 9 dell’ordinanza) Patanè revoca anche il provvedimento “last minute” dell’ex procuratore capo … Singolare.

Chi volesse leggere l’intera ordinanza, può leggerla sul sito di Sud.

Raffaele Lombardo

 

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple