L’asse Fini-Lombardo si rafforza per sfidare meglio Berlusconi, ma i numeri ancora non ci sono

Scritto da: il 21.04.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini e quello della Regione Siciliana Raffaele Lombardo stanno ragionando sull’ipotesi di un gruppo comune al Senato fra gli uomini del Movimento per l’Autonomia e quelli facenti capo alla corrente finiana. Corrente del/nel Pdl di assoluta minoranza che, presentata ufficialmente ieri, ha avuto l’adesione di appena 54 (ma secondi alcuni 52) parlamentari. Di contro, 75 ex di Alleanza Nazionale (fra cui “big” del calibro di Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa e Altero Matteoli) si sono detti contrari all’iniziativa di Fini.

Consolidare l’asse Fini-Lombardo è importante per i due uomini politici per poter meglio sfidare Silvio Berlusconi, ormai obiettivo privilegiato delle loro critiche. L’alleanza può poi essere letta anche come un ulteriore passo in direzione di quel partito riformista che in Italia alcuni vagheggiano, ma certo che se i numeri sono quelli che al momento è riuscito a mettere in campo il presidente della Camera il progetto davvero ancora è da considerare ad uno stadio pre-embrionale.

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