Le bandiere sono sacre, no all’uso distorto del Tricolore

Scritto da: il 27.09.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Tengo sul cuscino accanto a quello sul quale dormo una bandiera. Non quella italiana, francamente, tantomeno quella siciliana o della Juventus (che pure a Roma per anni ha sventolato al mio balcone, ma qui a Catania avrebbe poco senso, siamo quasi tutti juventini). Sul cuscino ho in bella mostra la bandiera di uno di quei Paesi che romanticamente amo e che, con un pizzico di schizofrenia, ho a modello per il mondo così come lo gradirei. Un mondo, ovviamente, assai lontano dall’Italia o dalla Sicilia (chi mi è vicino lo sa fin troppo bene) …

La premessa serve per sottolineare quanto per me sia importante una bandiera, simbolo di una Nazione, di un Popolo e, spesso, anche di una netta Weltanschauung.

Grazie ad un caro vecchio amico, ho saputo di una vicenda singolare che ha suscitato una certa polemica a Turku, in Finlandia, città nella quale ho per un certo breve periodo vissuto e che rappresenta per me un ricordo insieme tormentato e bellissimo. Nonché uno dei tanti rimpianti della mia vita …

Ma veniamo ai fatti. Come ricostruito da una serie di articoli recentemente apparsi sul Turun Sanomat e sull’Ilta Sanomat, due quotidiani finlandesi, sulla facciata della pizzeria Dennis di Turku (in duplice esemplare) è stata esposta la bandiera italiana con l’immagine di un pizzaiolo sovrimpressa. Com’è facilmente intuibile, l’utilizzo della figura del pizzaiolo come tondo centrale del nostro tricolore si ricollega a stereotipi antichi quanto spiacevoli e riporta indietro di decenni la nostra immagine nel Paese finnico.

Personalmente, devo ammettere che la mia sensibilità di italiano ne risente parecchio. Fermo restando l’altissima dignità del mestiere di cuoco o pizzaiolo, l’uso improprio che viene fatto della nostra bandiera non corrisponde affatto al rispetto dovuto ad un Paese straniero.

Insomma, che cosa direbbero i finlandesi se su un ipotetico ristorante finnico di Milano, ad esempio, vedessero sventolare la loro bandiera corredata di makkara, il loro salsicciotto nazionale? O se nei negozi di telefonini italiani venisse esposta la bandiera finlandese con sovrimpresso un bel cellulare Nokia?

Tra l’altro, sull’Ilta-Sanomat Dennis Rafkin ha dichiarato che non toglierà affatto la bandiera “ritoccata” dalla sua pizzeria, anzi la metterà anche in quelle di Helsinki e Tampere.
A tutto questo, per inciso, si aggiunge il party tematico “mafioso” organizzato a Stoccolma dalla Scandic e dalla Finnair, durante il quale sono apparse, come ha scritto L’Espresso l’11 settembre scorso, delle bandiere italiane con sovrimpressa l’immagine di noti criminali italiani.
Anche in questo caso c’è da dire che il cattivo gusto ha davvero regnato sovrano.

Insomma, è una questione di semplice buon senso e di dovuto rispetto. Una bandiera è qualcosa di sacro è già è grave che venga utilizzata a scopo commerciale, figuriamoci poi così grottescamente modificata.

In ultimo, mi chiedo una cosa: se il signor Rafkin vendesse benzina si sognerebbe mai di utilizzare la bandiera saudita con sovrimpessi dei barili di petrolio? No di certo! Perché da Ryad la reazione diplomatica sarebbe durissima. Di contro, l’Ambasciata italiana ad Helsinki ha preferito glissare sulla vicenda. Per tacere del Consolato a Turku …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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