L’euro, l’inflazione, Prodi, Visco e Berlusconi

Scritto da: il 08.11.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Davvero è raro che il premier italiano Silvio Berlusconi negli ultimi tempi dica qualcosa di sensato e condivisibile. Eppure è accaduto. Mi riferisco alla sua posizione, recentemente ribadita, sul cambio irreversibile dell’euro, fissato ormai 15 anni or sono ad un livello palesemente errato che al momento dell’introduzione “fisica” della nuova moneta nel nostro Paese ha prodotto un’ondata inflattiva violentissima, pagata a caro prezzo da tutti gli italiani proprio in un momento in cui, qualche mese dopo l’attacco alle Twin Towers, la crisi globale iniziava la sua prova generale, per così dire.

Ecco, il Cav. ha ricordato questo e subito dopo Romano Prodi, che di quel cambio a 1.936, 27 lire fu l’artefice, si è indignato, negando che l’entrata in vigore dei prezzi in euro nel gennaio 2002 abbia prodotto inflazione. Sulla stessa lunghezza d’onda si è posizionato Ignazio Visco, neogovernatore della Banca d’Italia. Ora, capisco la ragionevolezza di Prodi nel ricordare che all’epoca i rapporti di forza con la Germania di Helmuth Kohl erano tali da non potere imporre un cambio 1 euro/1.000 lire, ma negare l’assoluta evidenza dell’esplosione dei prezzi in Italia nei primi anni della nuova valuta significa essere (stati) semplicemente fuori dalla realtà.

Silvio Berlusconi e Romano Prodi

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