Libia, il capo dell’Intelligence nuovo ministro degli Esteri

Scritto da: il 05.03.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Il capo dei servizi segreti libici, Mussa Kussa, è stato nominato ministro degli Esteri al termine di un delicato processo di rimpasto dell’esecutivo operato dal Parlamento e che ha visto ben 15 cambi di poltrona (ma il premier Baghdadi Mahomudi rimane in carica ).

Kussa, 59 anni, ha preso il posto di Abdel Rahman Shalgham, in carica da otto anni e destinato a New York al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Kussa, che è un esponente di spicco del comitato rivoluzionario al potere, nonché un uomo di assoluta fiducia del colonnello Gheddafi, ha avuto un ruolo di rilievo nella vicenda del risarcimento alle famiglie delle vittime degli attentati di Lockerbie nel 1988 (i morti furono 270) e del Dc-10 francese dell’Uta nel 1989 (170 le vittime).

Il neoministro degli Esteri nel 2003 ha attivamente cooperato allo smantellamento del programma nucleare libico e nel 2007 ha partecipato ai negoziati che hanno condotto alla liberazione delle cinque infermiere bulgare e del medico loro connazionale dopo 8 anni di kafkiana detenzione con l’assurda accusa di aver volontariamente contagiato dei bambini con il virus dell’Aids.

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