L’India lancia la sua prima missione lunare, con un occhio (lungo) alla fusione nucleare di seconda generazione

Scritto da: il 22.10.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

A riprova di come lo sviluppo economico di un Paese ne modifichi rapidamente interessi e priorità, l’India ha lanciato la sua prima missione lunare (senza equipaggio). Dallo space center  di Sriharikota, nel Sud dell’Unione, è stato immesso in orbita il Chandrayaan-1 (che in sanscrito vuol dire più o meno manufatto lunare), che si annuncia come il primo tentativo di New Delhi di “contribuire” alla colonizzazione (ossia allo sfruttamento delle risorse) del nostro satellite.

Anche la Repubblica Popolare Cinese è assai interessata alle missioni spaziali. Pechino e New Delhi, infatti, nella loro spasmodica ricerca di fonti di energia, ipotizzano di potere, nel lungo periodo, mettere le mani sopra le risorse lunari di elio 3, fondamentale nelle centrali elettriche a fusione nucleare di seconda generazione.

L’elio 3 scarseggia sulla Terra, ma abbonda sul nostro satellite. Ecco il perché, quindi, della rinascita del programma lunare della Nasa e dei programmi spaziali che Pechino e New Delhi (ma anche Tokio, pur se con esiti meno esaltanti) stanno portando avanti con ingenti investimenti.

Insomma, nell’ottica di sganciarsi dalla “tirannia del petrolio”, per così dire, davvero i Paesi non arabi le stanno pensando tutte …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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