L’Italia Unita e il primato etico della Bellezza

Scritto da: il 17.03.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

A Dio piacendo, avrò quasi 93 anni quando si festeggerà il bicentenario dell’Unità d’Italia. In famiglia siamo longevi e la salute non mi manca, potrei anche esserci. Spero per allora di avere più entusiasmo che in questo momento. Che faccio oggi, festeggio? Anche no? Francamente tutto quel che si è sentito negli ultimi tempi mi ha fatto un po’ passare la voglia. Vomito dell’ignoranza da un lato (federalisti ed autonomisti vari) e retorica sotto vuoto spinto dall’altro non fanno bene al mio umore.

Comunque, alla fine, pur fra tante polemiche, inutili ed immotivate, il 17 marzo è giunto e con esso la festa per celebrare  appunto l’Unità della nostra nazione a 150’anni dai fatti che la sancirono. Fatti senza dubbio eroici che hanno impresso nel dna della nostra Patria il gene dell’azione, anche temeraria, e della lotta, anche impari e senza speranza. Come definire altrimenti l’impresa di 1.000 ardimentosi contro 100.000 dei soldati allora meglio addestrati d’Europa? Eppure, opportunamente aumentati cammin facendo, i 1.000 ce la fecero e liberarono l’Italia, unendola. Per sempre, verrebbe da evidenziare di fronte alle becere posizioni di chi oggi ironizza e minimizza. Da Nord a Sud.

Intendiamoci, io a Giuseppe Garibaldi ho sempre preferito Camillo Benso di Cavour. All’azione ho sempre preferito la riflessione. Ma la spedizione dei Mille ha un fascino romantico invincibile, ammettiamolo. Anche se, sia chiaro, mica davvero ci credo che liberazione e riunificazione dipesero da loro. Ben altri furono i fattori storici che fecero pendere la bilancia dalla nostra parte. Appunto, su tutti, il genio diplomatico di Cavour.

Peccato davvero per le tante idiozie a cielo aperto sparate da più parti nelle ultime ore. Questa dovrebbe essere giornata di ricordo e di gioia. Giornata per godersi i frutti di un Paese che potrebbe certo essere migliore, ma che, pur con tutti i suoi difetti e le sue follie da degenerescenza liberaldemocratica, rimane un luogo splendido da vivere.

Perché l’Italia, con la sua identità sfumata eppur solidissima, con i suoi (pochi) angeli ed i suoi (tanti) demoni è posto meraviglioso. Per una cultura ed un’arte millenarie, per l’incanto fisico, ma – mi si consenta, nonostante il fango pubblico emerso negli ultimi mesi – anche morale. Perché non c’è nulla di più etico della Bellezza. E questo primato, almeno questo, nel mondo davvero ce lo riconoscono tutti.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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