L’Mpa cambia pelle?

Scritto da: il 12.03.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Con l’ennesimo colpo a sorpresa il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo tiene puntata su di sé l’attenzione politica e mediatica, in attesa di svelare le sue prossime mosse giovedì 17, con l’annunciata (ma non confermata) presentazione del nuovo partito che dovrebbe prendere il posto dell’Movimento per l’Autonomia.

Dopo quasi 6 anni di vita, quindi, l’Mpa si trasforma, cambia pelle e nome. Il che, si sa, ha la sua importanza in un Occidente dove il brand ha un ruolo fondamentale nella scelta delle persone, a tutti i livelli. Si trasforma. Ma in che cosa? Proviamo a fare qualche (si spera plausibile) previsione.

Il movimento lombardiano ha dato molto al politico di Grammichele, rivelandosi un possente strumento politico, ma è chiaro come il tentativo di espansione oltre lo Stretto sia andato frustrato. Tentativi ne sono stati fatti (vi è una sede attiva financo a Milano), ma con pochi successi. Incurante delle inchieste aperte su di lui (giustamente incurante, si potrebbe dire, dal suo punto di vista squisitamente politico), Lombardo a questo punto pensa alla necessaria evoluzione del partito. In che direzione? L’unica che sovviene al momento è che l’Mpa finisca con il divenire un contenitore più ampio stile Partito del Sud.

Certo, di partiti e partitini sudisti ve ne sono oggi, ben al di là delle possibilità di assorbimento del mercato elettorale. Oltre all’Mpa, infatti, si registrano Forza del Sud di Gianfranco Micciché, Noi Sud di Enzo Scotti e Io Sud di Adriana Poli Bortone, i meno “anemici”, per così dire. Ma c’è pure il piccolissimo Partito del Sud di Antonio Ciano ed Erasmo Vecchio, che per tempo hanno registrato il marchio che Lombardo sicuramente avrebbero gradito per una sua formazione.

Altra questione di un certo interessa è quella del leader del nuovo. Lombardo ha fatto capire che potrebbe essere un intellettuale assai noto. Chi? Andrea Camilleri? Il giallista ha sempre criticato la politica di Lombardo. Sembra davvero impossibile. Pietro Barcellona? Ex marxista, oggi cattolico, da sempre meridionalista. Non è da escludersi.

Intanto, circolano altre voci assolutamente sorprendenti su Lombardo, voci che lo vorrebbero in veloce riavvicinamento con Silvio Berlusconi, pronto a dargli un posto da ministro. Fantapolitica senza dubbio. Ma ormai nello scenario pubblico italiano davvero nulla più appare impossibile.

 

Raffaele Lombardo
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