Lo strano caso del 118 siciliano

Scritto da: il 20.12.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Sabato ho pubblicato su Milano Finanza Sicilia (che è in edicola fino a venerdì prossimo) una inchiesta sulla gestione del 118 siciliano. Ho basato i miei ragionamenti su di un parere dell’Avvocatura dello Stato e su 2 recentissime sentenze di Tribunale (Caltanissetta e Messina, questa addirittura del 13 dicembre). Le sentenze sollevano forti dubbi sul caso e parlano espressamente di trasferimento d’azienda tra Sise e Seus (l’operazione che è alla base dell’attuale gestione). Secondo quel che ho ricostruito, la Regione Siciliana avrebbe “dribblato” (bravissima la mia collega della redazione palermitana che ha pensato a questo verbo!) un debito da 60 milioni di euro nei confronti della Croce Rossa Italiana, che però a questo punto si ritrova sotto scacco ed esposta ad eventuali richieste risarcitorie da parte degli operatori del servizio per una cifra più o meno simile. A complicare il quadro, un decreto ingiuntivo da 70 milioni presentato dalla Cri alla Regione.

Ovviamente, a rimetterci – e pesantemente – sono i lavoratori, i cui diritti in questa vicenda sono stati fatti a brandelli. Costretti a scendere a patti nella fase di “chiusura” della Sise (ora in liquidazione, anche se qualcuno pare abbia addirittura proposto di portare i libri in Tribunale chiedendo il fallimento, il che, qualora venisse provato in via definitiva il trasferimento d’azienda con la Seus, potrebbe anche far ventilare l’ipotesi di bancarotta fraudolenta!), sono stati “privati”  ognuno di circa 20-25 mila euro di extraorario maturato nel tempo (extraorario che l’Avvocatura dello Stato ha espressamente indicato come dovuto dall’Assessorato regionale alla Salute alla Cri).

Mi giunge voce che Massimo Russo, l’assessore al ramo, in un passato non troppo remoto avesse simpatie di estrema sinistra, il che me lo rende pregiudizialmente simpatico. Mi chiedo com’è possibile, quindi, che un uomo di sinistra non abbia compreso per tempo quale opera di svilimento dei diritti dei lavoratori si stesse portando avanti. Capisco l’esigenza fondamentale di far quadrare i conti nei decenni disastratissimi della sanità regionale dell’Isola, opera assolutamente meritoria, ma lo scenario che emerge da questa intricata storia del 118 a me sembra tutto a scapito di chi quotidianamente dà l’anima per soccorrere gente in difficoltà e, contestualmente, portare a casa uno stipendio. Del resto, dopo Thatcher e Reagan lo Zeitgeist è questo …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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