L’orrore di quei numeri primi, così dolenti, così inadatti

Scritto da: il 21.09.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Per la verità di inadatto in questo romanzo/film vi è solo il protagonista maschile, Mattia, perché quella femminile, Alice, al confronto è mille volte più positiva. Mattia, invece, è murato vivo nella prigione del suo errore di bambino, incapace di perdonarsi e di aprirsi ad un mondo che almeno un’anima davvero bella l’ha posta sul suo cammino.
Il film è delizioso, Paolo Giordano (del quale, lo confesso, non ho letto il romanzo) ha avuto un’idea geniale ideando questa vicenda ad incastri, piena di flashback e flashforward, e Saverio Costanzo l’ha messa su pellicola con un’operazione magica. Perché la storia è oggettivamente difficile da rendere al cinema ed il regista (che per il soggetto e la sceneggiatura è stato coadiuvato proprio da Giordano) vi è riuscito benissimo.

Della trama inutile parlare, chi vuole vada a vedere il film o legga il libro. Aggrovigliata, mai lineare (come la vita, del resto), non è semplice ed il film infatti non è consigliabile ai troppi minus habens che popolano il nostro Paese da cinepanettone (l’operetta è una cosa seria, non tiriamola in ballo a sproposito …). Dicevo che non ho letto il libro di Giordano, ma certo il film me ne ha fatto venir voglia. Io per principio non leggo autori italiani se non in rari casi. Concluso il mio perfezionamento post-laurea in letteratura italiana, quindici anni fa, ho pochissime volte preso in mano il romanzo di un connazionale, preferendo gli autori nordeuropei. Per Giordano mi sa che farò bene a derogare al principio generale.

Un pensiero particolare è giusto che vada agli attori. Tutti sono bravissimi, a cominciare da Alba Rohrwacher e Luca Marinelli, i protagonisti, ma quella che personalmente mi è piaciuta di più è Arianna Nastro, Alice adolescente. Una maschera di sofferenza e speranza, disillusione e curiosità. Una interpretazione davvero da incorniciare.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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