Alle 15.47 della Florida (21.47 ora italiana) vi sarà l’ultimo decollo verso lo Spazio di uno Shuttle, l’Endeavour. La Nasa ha infatti pensionato la “navetta” (questo ormai il significato diffuso della parola “shuttle”, che in effetti vorrebbe soprattutto dire “spola”), ritenuta obsoleta ed anche non più sicurissima dopo le tragiche esplosioni del Challenger (28 gennaio 1986, 7 vittime) e del Columbia (1 febbraio 2003, 7 vittime) ed altre anomalie recentemente rilevate a bordo del resto della flotta (Endeavour, Discovery e Atlantis).
Ora il futuro dei voli umani pare legato alle navicelle russe Soyuz, più piccole, meno costose e, ovviamente, assai meno confortevoli. Peccato, perché ci eravamo abituati all’idea di viaggiare nello Spazio comodi, con mezzi diversi da quelli claustrofobici degli albori dell’esplorazione. La controtendenza imposta alla Nasa da un budget sempre più risicato non è un buon segnale. Nell’ottica di lungo periodo di una vera e propria colonizzazione del sistema solare, restringere lo spazio a disposizione dell’astronauta è semplicemente folle. Come lo è da parte della Casa Bianca tagliare i fondi dell’agenzia spaziale vanto dell’intera umanità.