La caccia alle risorse sposta nello Spazio il gioco geopolitico

Scritto da: il 31.12.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La sonda indiana Chandrayaan-1, che ruota attorno alla Luna dall’8 novembre, ha trovato sul satellite una vasta miniera di ferro. Per inciso, la scoperta è anche frutto di uno strumento scientifico americano che la sonda utilizza, il Moon Mineralogy Mapper (M3), uno spettrometro della Nasa con il quale gli americani intendono creare una accurata mappa delle risorse minerali del nostro satellite, ad integrazione della precedenti indagini delle sonde Clementine (di proprietà del Dipartimento della Difesa statunitense) e Lunar Prospector.

Sulla Luna, nella regione orientale Basin, l’M3 ha rilevato una notevole presenza di pyroxene, ossia di minerali di ferro sotto la forma di sferette. Lo strumento del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ideato a Pasadena (California) permette di rilevare con una risoluzione assai alta la presenza di minerali, valutandone anche la distribuzione e la quantità presente su suolo e sottosuolo.

In questa sua missione lunare, sostanzialmente alla ricerca di elio-3, indispensabile per la prossima generazione di centrali nucleari, oltre a della sua tecnologia, l’India utilizza tutta una serie di apparecchiature fornite da altri Paesi (Unione Europea, Usa e Bulgaria).

Chandrayaan-1, che era stata lanciata il 22 ottobre scorso dal poligono indiano di Sriharikota, nel golfo del Bengala, era entrata nell’orbita lunare, a cento chilometri di altezza, dopo 18 giorni. Un bel successo per gli scienziati indiani, non c’è che dire.

Ora New Delhi intende continuare nell’esplorazione del satellite spedendo altre due sonde per ottenere dei campioni di minerali da studiare comodamente sulla Terra. Dopo di che l’Indian Space Research Organisation punterà apertamente ad una spedizione umana, in competizione con Pechino e con gli Usa, che vorrebbero ritornare sulla Luna con degli uomini, per cominciare a costruire un primissimo avamposto coloniale.

In ogni caso, la ricerca di elio-3 sul satellite, il ritrovamemnteo casuale di una miniera di ferro e il desiderio di mappare le risorse lunari la dice lunga sulla prossima sfida dell’uomo nello spazio. Rinvenire e prevelare ove possibile le materie prime che sulla Terra cominciano a scarseggiare.

E così, il gioco geopolitico del futuro di medio periodo si sposta fra le stelle, nello Spazio magari non tanto profondo, ma pur sempre Spazio. Oggi, ad esempio, sembra impossile andare a prelevare gli idrocarburi presenti su Titano, ma nel giro di 50-70′anni non è escluso che possa essere tecnicamente alla nostra portata. Ed il sistema solare sarà colonizzato almeno da robot minatori. Se non da uomini predatori …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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