Lynn, l’intelligenza, il Nord e il Sud

Scritto da: il 08.04.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

A scoppio ritardato (come sempre tutto arriva in Sicilia a dorso di mulo, anche le polemiche), ieri sera sono stato coinvolto in una simpatica disputa verbale sulla ricerca, pubblicata ormai oltre un mese fa, del docente britannico Richard Lynn sulla presunta minore intelligenza dei meridionali d’Italia rispetto ai settentrionali. Punto sul vivo (quello dell’inferiorità del mondo meridiano è un mio cavallo di battaglia, quindi …), butto qui per iscritto alcune considerazioni che ieri facevo a voce. Si valuti come siano in qualche modo risposte a precise obiezioni verbali di alcuni amici.
Non per difendere sempre a spada tratta la categoria dei giornalisti, ma che lo studio (molto pseudo) di Richard Lynn sia un’accozzaglia di sciocchezze è un dato certo che il Corriere della Sera, che per primo ne ha dato notizia sulla stampa italiana, non ha certo mancato di evidenziare. Che poi il metodo lombrosiano avesse fatto il suo tempo tre minuti dopo essere uscito dalla testa dell’ideatore è assodato (anche se a vedere certe foto sui giornali – di camorristi, di leghisti, di “tronisti” vari – vien quasi da rivalutarlo in fretta e furia), ma certo le provocazioni (e quella di Lynn lo è, almeno spero …) servono per spingere a ragionare e quindi ben vengano sempre.

Chi mi legge sa che io non amo nulla che s(t)ia sotto la Danimarca, Germania compresa, mondo anglosassone compreso. Quindi la prima obiezione che dal mio punto di vista “polare”, per così dire, verrebbe da fare è che un inglese che per di più di cognome fa Lynn (quindi di chiare ascendenze gallesi) ha ben poco da (stra)parlare di meridionali, non essendo di certo lui stesso un iperboreo.

Detto questo, siamo poi così sicuri che non vi sia un residuale, remotissimo fondo di ratio in quanto (malamente) sostenuto da Lynn?!?

L’idea che vi siano popoli più stupidi e popoli più intelligenti è fondamentalmente sciocca, oltreché destituita di qualsivoglia fondamento scientifico. L’idea, poi, che vi siano popoli superiori e popoli inferiori è addirittura criminale e criminogena. Ma, vivaddio, se parliamo di Civiltà no …

Passando in rassegna passato e presente, non si può mettere sullo stesso piano ogni esperienza di Civiltà, ogni ciclo vitale della Storia umana. E allora qui scatta il sacrosanto giudizio di valore.

Per me, e lo dico senza pudore e senza timore d’essere accusato di scarsa (invero pressoché nulla…) political correctness, la Civiltà ebraica, la Civiltà nipponica e – soprattutto! – la Civiltà scandinava (dall’Islanda alla Finlandia, passando per le Far Oer) sono Civiltà superiori, con un rispetto dell’Umano che altre Civiltà – come quella araba, quella latina o quella anglosassone – neanche si sognano. Prova ne sia la politica di difesa del più debole che il capillare Welfare nordeuropeo (a prescindere dal discorso sulla sua sostenibilità o meno) porta avanti da circa un secolo.

Più a Sud, che cosa si trova? Progressivamente: etica ad assetto variabile, corruzione endemica, fanatismo religioso, schiavitù femminile, mutilazioni genitali femminili.  Insomma, qui lo dico e qui non lo nego: più stupidi non siamo di certo a queste latitudini, ma più barbari senza dubbio sì …

La Rosa dei Venti

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