Mafia Spa, cambia il consiglio d’amministrazione, ma il “titolo” resiste

Scritto da: il 07.12.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

C’è qualcosa che non mi torna negli arresti che in questi ultimi giorni stanno falcidiando la Mafia siciliana e la Camorra campana. Il massimo del plauso per le forze dell’ordine, questo è ovvio, ma rimango tiepido quando penso alla reale incisività di simili operazioni sulla granitica struttura della criminalità organizzata.
La Mafia è in tutto e per tutto simile ad una multinazionale, con la cosiddetta Cupola che fa le funzioni di un cda. Ora, rifletto, che cosa cambia quando muore o viene rimosso un alto dirigente di una compagnia? Nulla, viene sostituito in poche ora e l’azienda non accusa affatto il colpo.
Ecco, mutatis mutandis, è questo che temo. Che i latitanti così preziosi per chi li cerca e per chi li protegge una volta arrestati crollino verticalmente nella loro importanza. Venendo sostituiti in men che non si dica. Senza, ovviamente, che il meccasismo si inceppi. Senza che il “business” si fermi anche solo per qualche istante.

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