Manu Chao, “Clandestino”

Scritto da: il 14.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Manu Chao
Clandestino

«Solo voy con mi pena / sola va mi condena / correr es mi destino / para burlar la ley. / Perdido en el corazón / de la grande Babylon / me dicen el clandestino por no llevar papel.
Pa´una ciudad del Norte / yo me fui a trabajar / mi vida la deje entre Ceuta y Gibraltar. / Soy una raya en el mar / fantasma en la ciudad / mi vida va prohibida / dice la autoridad.
Solo voy con mi pena / sola va mi condena / correr es mi destino / por no llevar papel. / Perdido en el corazón / de la grande Babylon / me dicen el clandestino / yo soy el que quiebra la ley.
Mano Negra / clandestina / Peruano / Clandestino / Africano / Clandestino / Marijuana / Ilegal».

«Vado solo con la mia pena / va da sola la mia condanna / correre è il mio destino / per sfuggire alla legge. / Perso nel cuore / della grande Babilonia / mi chiamano il clandestino / perché non ho il permesso.
In una città del nord / sono andato a lavorare / ho lasciato la mia vita tra Ceuta e Gibilterra. / Sono una riga nel mare / fantasma nella città / la mia vita va proibita / dicono le autorità.
Vado solo con la mia pena / va da sola la mia condanna / correre è il mio destino / per sfuggire alla legge. / Perso nel cuore / della grande Babilonia / mi chiamano il clandestino / io sono quello che è contro la legge/
Mano Negra / Clandestina / Peruviano / Clandestino / Africano / Clandestino / Marijuana / illegale».

Manu Chao
Manu Chao

 

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