Massacro nelle Filippine, la campagna elettorale a Mindanao comincia con un bagno di sangue

Scritto da: il 24.11.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

In sé è oggettivamente una operazione terroristica davvero bene organizzata, portata a compimento per ottenere il massimo risalto mediatico possibile. Nonché per porre una pesante ipoteca sulle elezioni per il governatorato di Mindanao (isola islamica dell’Arcipelago) che si terranno a maggio prossimo.
Il bilancio provvisorio del sequestro dei veicoli che trasportavano un gruppo di sostenitori di Ismael Mangudadatu, candidato, appunto, alle prossime elezioni di primavera per eleggere il nuovo governatore, è di oltre 40 persone e la presidente Gloria Macapagal Arroyo è stata costretta a dichiarare lo stato di emergenza nell’isola.

Secondo una prima ricostruzione delle forze dell’ordine, l’attacco sarebbe stato sferrato da circa un centinaio di persone, probabilmente militanti islamici separatisti, anche se non si esclude la pista – diversissima – della mera rivalità politica fra candidati.

Mappa delle Filippine

Mappa delle Filippine

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