“‘Mburugghia peri”, il nuovo gioco di società dei catanesi

Scritto da: il 08.02.13
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Da qualche mese, con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, si è diffuso a Catania un gioco di società che alcuni (ma comprensibilmente non tutti) considerano assai simpatico: insieme a taluni amici l’ho battezzato ‘mburugghia peri, ossia “lega piedi”, da ‘mburugghiari, che in catanese vuol dire, appunto, ingarbugliare, legare e, per traslato, ostacolare. In che cosa consiste? Semplice, individuato un candidato forte di uno schieramento per le prossime amministrative, dalla sua area di appartenenza si lanciano (o vengono lanciati) altri candidati con l’unico scopo di dare fastidio al rivale (+/-) interno.

E così, da tempo, essendo nota l’intenzione di Enzo Bianco, senatore Pd di un certo peso politico, di correre per il ruolo di primo cittadino etneo, hanno cominciato a scaldare i motori Giuseppe Berretta (deputato nazionale democratico, cui va comunque dato atto di accarezzare da anni, almeno dal 2009, il sogno di una candidatura a Palazzo degli Elefanti), Maurizio Caserta (ordinario di Economia politica in città, validissimo tecnico che da sindaco studia da circa un anno e mezzo) e, new entry di qualche mese fa, Marisa Acagnino (magistrato, vicina al presidente delle Regione Siciliana, Rosario Crocetta). Tutti palesi ‘mburugghiaperi di Enzo Bianco.

Ma non si creda che a destra non vi sia la medesima passione ludica. C’è, c’è … L’incumbent Raffaele Stancanelli (amico dal liceo di Raffaele Lombardo) da tempo guerreggia con la nomenklatura del Pdl siciliano e catanese (fieramente avversa a Lombardo, salvo non muovere un dito per impedire lo scempio dell’accordo Pdl-Mpa che porterà al Senato l’ex presidente della Regione, imputato coatto per concorso esterno in associazione di stampo mafiosa). Dopo la sconfitta alle elezioni regionali sono volate parole grosse fra Stancanelli e Firrarello/Castiglione e ora che il sindaco (ex senatore) ha lasciato il Popolo della Libertà per Fratelli d’Italia l’occasione è ghiotta per ‘mburugghiari i peri anche a lui, complicandogli la campagna per la (improbabile) rielezione. Gira voce da giorni, infatti, confermata dal quotidiano La Sicilia di oggi, che il Pdl candiderà a sindaco di Catania Ida Nicotra, ordinaria di Diritto costituzionale, professionista stimata e conosciuta. In grado, insomma, di ostacolare pesantemente il progetto di Stancanelli di amministrare per un altro quinquennio il capoluogo etneo.

Insomma, anche i piedi del sindaco in carica (che certo insieme all’amico Lombardo avrà sorriso pensando al “fuoco amico” in direzione di Bianco) sono a rischio ‘mburugghiamentu. Perché il senatore Firrarello in quanto a fantasia strategica non scherza. Anzi, talvolta esagera. Basti pensare che proprio oggi alle 18.00, allo Sheraton di Acicastello, potrebbe (il condizionale è d’obbligo) lanciare la propria candidatura a presidente della Provincia regionale di Catania. Mossa che renderebbe complessi i piani di Lino Leanza (oggi uomo forte dell’Udc etnea dopo quasi un decennio alla corte dell’imperatore di Grammichele), che da mesi guarda con struggimento allo scranno più alto di Palazzo dei Minoriti.

Questo – miserere nobis, Domine – è lo stato dell’arte (povera) della politica catanese oggi. E di certo da qui a fine maggio ne vedremo delle belle.

Derby County's Robbie Savage (left) is fouled by Swansea City's Gorka Pintado (right)

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