McCain “Seven Houses”

Scritto da: il 25.08.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Per tutta una serie di ragioni non credo che il ticket Obama-Biden a novembre possa vincere contro McCain-Romney, in primo luogo per il peso ancora considerevolissimo che ha nelle urne l’America profonda e rurale, che ben difficilmente accetterà un presidente (quasi) di colore e per di più con i cromosomi culturali così cosmopoliti come Obama. In ogni caso, credo che la vicenda, di per sé banalissima, del numero di case di sua proprietà (che il candidato repubblicano alla Casa Bianca non ha saputo quantificare a precisa domanda di un giornalista) possa divenire un boomerang pericoloso per McCain, che già è stato preso di mira da uno spot televisivo di Obama ed ora viene chiamato da Biden “McCain Sette Case”.

Un nomignolo così velenoso, dovesse attecchire fra la gente, potrebbe davvero causare guai grossi alla campagna dell’anziano reduce, proprio in un momento in cui i sondaggi sembravano esser tornati favorevoli. Del resto, non è che Obama-Biden abbiano molte carte da giocare. Sanno che – nonostante l’appoggio dell’opinione pubblica Usa liberal e dell’Europa progressista – la strada per Washington è in salita e giustamente tentano di incunearsi là dove possono, attaccando l’avversario sul piano personale.

McCain di svarioni vari ed aventuali ne prende, se i democratici riescono a trasformarli in “tormentone” mediatico hanno chance di vittoria, altrimenti è ben difficile che Obama possa divenire presidente.

  • mac

    La ricchezza dei candidati non è mai stato un problema, anzi è sempre un atout.
    Piuttosto la scelta clou – qui ha ragione Lo Re – è quella del vicepresidente.
    Il secondo componente del ticket deve sì essere complementare all’altro e coprirne i deficit di conoscenze ed esperienze, ma del pari è necessario sia conosciuto, autorevole e stimato. Deve pescare milioni di voti in Stati o gruppi dove l’altro è carente.
    Ottime furono le scelte di Bush sr. (due mandati con Reagan) e Gore (due mandati con Clinton), buona quella di Cheney (attuale vicepresidente, due mandati con Bush jr.), ininfluente la prima di Quayle con Bush nel 1988 (Dukakis avrebbe perso comunque), ma disastrosa la seconda nel 1992 (Bush tentò di liberarsene troppo tardi, solo a ridosso della Convention repubblicana), disastrose anche le scelte di Kemp (Dole ’96), Lieberman (Gore 2000) e Edwards (Kerry ’04). Biden onestamente mi sembra la scelta peggiore che Obama potesse fare. Forse ha influito la necessità di coprirsi dall’arroganza e dall’avventurismo del clan Clinton, ma così il senatore dell’Illinois rischia di entrare al 1600 di Pennsylvania Avenue come tutti noi, dall’entrata dei visitatori.
    A meno che Mc Cain gli regali un sorriso sbagliando ticket anche lui.

  • mac

    La ricchezza dei candidati non è mai stato un problema, anzi è sempre un atout.
    Piuttosto la scelta clou – qui ha ragione Lo Re – è quella del vicepresidente.
    Il secondo componente del ticket deve sì essere complementare all’altro e coprirne i deficit di conoscenze ed esperienze, ma del pari è necessario sia conosciuto, autorevole e stimato. Deve pescare milioni di voti in Stati o gruppi dove l’altro è carente.
    Ottime furono le scelte di Bush sr. (due mandati con Reagan) e Gore (due mandati con Clinton), buona quella di Cheney (attuale vicepresidente, due mandati con Bush jr.), ininfluente la prima di Quayle con Bush nel 1988 (Dukakis avrebbe perso comunque), ma disastrosa la seconda nel 1992 (Bush tentò di liberarsene troppo tardi, solo a ridosso della Convention repubblicana), disastrose anche le scelte di Kemp (Dole ’96), Lieberman (Gore 2000) e Edwards (Kerry ’04). Biden onestamente mi sembra la scelta peggiore che Obama potesse fare. Forse ha influito la necessità di coprirsi dall’arroganza e dall’avventurismo del clan Clinton, ma così il senatore dell’Illinois rischia di entrare al 1600 di Pennsylvania Avenue come tutti noi, dall’entrata dei visitatori.
    A meno che Mc Cain gli regali un sorriso sbagliando ticket anche lui.

  • http://www.carlolore.it Carlo Lo Re

    Concordo praticamente su tutto, caro Mac. L’unica cosa, a me Lieberman piace molto come politico, ma forse la sua visibilità è cresciuta dopo il 2000 e prima in effetti era poco noto e – di conseguenza – è stato poco influente per Gore …
    Quanto a McCain, a me pare che non abbia sbagliato affatto … Anzi, è un ticket perfetto quello con Mitt Romney … Anche quello con Rudy Giuliani sarebbe stato ok, ma un po’ troppo laico nel suo complesso … Nonostante i mormoni non siano certo amati dagli evangelici e nonostante McCain non faccia fare i salti di gioia alla destra religiosa, comunque questa voterà repubblicano … E, come spessissimo accaduto negli ultimi 30′anni, sarà determinante …

  • http://www.carlolore.it Carlo Lo Re

    Concordo praticamente su tutto, caro Mac. L’unica cosa, a me Lieberman piace molto come politico, ma forse la sua visibilità è cresciuta dopo il 2000 e prima in effetti era poco noto e – di conseguenza – è stato poco influente per Gore …
    Quanto a McCain, a me pare che non abbia sbagliato affatto … Anzi, è un ticket perfetto quello con Mitt Romney … Anche quello con Rudy Giuliani sarebbe stato ok, ma un po’ troppo laico nel suo complesso … Nonostante i mormoni non siano certo amati dagli evangelici e nonostante McCain non faccia fare i salti di gioia alla destra religiosa, comunque questa voterà repubblicano … E, come spessissimo accaduto negli ultimi 30′anni, sarà determinante …

  • mac

    Chissà? Vediamo innanzitutto se la scelta di Romney, in sé abbastanza opinabile, sarà confermata o si tratterà dell’ennesima bufala della stampa USA. Nel GOP, al contrario dei democratici, non mancano le personalità di grandi capacità, alto profilo, e ampio seguito.

  • mac

    Chissà? Vediamo innanzitutto se la scelta di Romney, in sé abbastanza opinabile, sarà confermata o si tratterà dell’ennesima bufala della stampa USA. Nel GOP, al contrario dei democratici, non mancano le personalità di grandi capacità, alto profilo, e ampio seguito.

  • http://www.carlolore.it Carlo Lo Re

    Domanda per Mac, ma a te chi piacerebbe come vice di McCain? Io ho sempre avuto una simpatia per Romney (come “orecchiante” di geoteologia mi intriga l’idea di un mormone alla Casa Bianca), ma capisco che a molti non piaccia …

  • http://www.carlolore.it Carlo Lo Re

    Domanda per Mac, ma a te chi piacerebbe come vice di McCain? Io ho sempre avuto una simpatia per Romney (come “orecchiante” di geoteologia mi intriga l’idea di un mormone alla Casa Bianca), ma capisco che a molti non piaccia …

  • mac

    Caro Lo Re, indico solo due nomi per Mc Cain: Colin Powell (nero, militare e con passato a capo del Dipartimento di Stato) e Rudolph Giuliani (ex sindaco di New York, repubblicano atipico e per questo con un buon seguito bipartisan). Il governatore repubblicano della California Schwarzenegger, come noto, è impossibilitato a competere poiché non è nato negli Stati Uniti.
    Per Obama sarebbe stata perfetta la Rodham Clinton, ma si sa che due galli nel medesimo pollaio non possono convivere.

  • mac

    Caro Lo Re, indico solo due nomi per Mc Cain: Colin Powell (nero, militare e con passato a capo del Dipartimento di Stato) e Rudolph Giuliani (ex sindaco di New York, repubblicano atipico e per questo con un buon seguito bipartisan). Il governatore repubblicano della California Schwarzenegger, come noto, è impossibilitato a competere poiché non è nato negli Stati Uniti.
    Per Obama sarebbe stata perfetta la Rodham Clinton, ma si sa che due galli nel medesimo pollaio non possono convivere.

  • http://www.carlolore.it Carlo Lo Re

    Certo, la Rodham Clinton avrebbe tentato di “fare le scarpe” ad Obama dalla stessa sera dell’insediamento … Ora tenterà di fargliele da subito …

  • http://www.carlolore.it Carlo Lo Re

    Certo, la Rodham Clinton avrebbe tentato di “fare le scarpe” ad Obama dalla stessa sera dell’insediamento … Ora tenterà di fargliele da subito …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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