Il tipo di stallo ipotizzato da chi suppone da parte del Caso una salomonica divisione dei delegati fra Obama e McCain è anche all’origine di un tentativo di riforma costituzionale che si sta portando avanti in America da qualche tempo. Trattasi di una sorta di accordo fra Stati per adottare un disegno di legge, il National Popular Vote Bill, che darebbe al vincitore in termini di voti popolari la vittoria finale.
Al momento solo 4 Stati lo hanno adottato e sarà possibile estenderlo a tutti gli Usa solo in caso di adozione da parte di Stati con un totale complessivo di almeno 270 delegati per la presidential race.
Difficile, se non impossibile, mettere così tanti governatori e rappresentanti d’accordo, per cui mi pare che la storica riforma sia più che altro da valutare come lodevole impegno innovativo, ma nulla più.
Del resto, pur se a nostri occhi di europei il sistema elettorale americano può sembrare illogico, è lì da oltre 200 anni a regolare una democrazia imperfetta quanto vogliamo, ma che nell’ultimo secolo ha guidato il mondo.
Probabilmente verso la catastrofe, verissimo. Ma qualcuno doveva pur ereditare il ruolo di una Europa alla paralisi (ieri, oggi, domani) …