National Popular Vote Bill

Scritto da: il 03.11.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Il tipo di stallo ipotizzato da chi suppone da parte del Caso una salomonica divisione dei delegati fra Obama e McCain è anche all’origine di un tentativo di riforma costituzionale che si sta portando avanti in America da qualche tempo. Trattasi di una sorta di accordo fra Stati per adottare un disegno di legge, il National Popular Vote Bill, che darebbe al vincitore in termini di voti popolari la vittoria finale.

Al momento solo 4 Stati lo hanno adottato e sarà possibile estenderlo a tutti gli Usa solo in caso di adozione da parte di Stati con un totale complessivo di almeno 270 delegati per la presidential race.

Difficile, se non impossibile, mettere così tanti governatori e rappresentanti d’accordo, per cui mi pare che la storica riforma sia più che altro da valutare come lodevole impegno innovativo, ma nulla più.

Del resto, pur se a nostri occhi di europei il sistema elettorale americano può sembrare illogico, è lì da oltre 200 anni a regolare una democrazia imperfetta quanto vogliamo, ma che nell’ultimo secolo ha guidato il mondo.

Probabilmente verso la catastrofe, verissimo. Ma qualcuno doveva pur ereditare il ruolo di una Europa alla paralisi (ieri, oggi, domani) …

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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