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	<title>The Lo Re Report &#187; Economia siciliana</title>
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	<description>Attualità politica internazionale, italiana e siciliana a cura di Carlo Lo Re</description>
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		<title>Ecce Sac: nuovo cda per l&#8217;aeroporto di Catania</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 19:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poco prima delle 20.00 è stato eletto il nuovo consiglio d&#8217;amministrazione della Sac, la società di gestione dell&#8217;aeroporto di Catania. Il neo presidente è Giuseppe Giannone, modicano, ex direttore generale di Conad Sicilia, designato dalla Camera di Commercio di Ragusa, mentre l&#8217; amministratore delegato, designato dalla Camera di Commercio di Catania e dall&#8217; Irsap (l&#8217;ex [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Poco prima delle 20.00 è stato eletto il nuovo consiglio d&#8217;amministrazione della Sac, la società di gestione dell&#8217;aeroporto di Catania. Il neo presidente è Giuseppe Giannone, modicano, ex direttore generale di Conad Sicilia, designato dalla Camera di Commercio di Ragusa, mentre l&#8217; amministratore delegato, designato dalla Camera di Commercio di Catania e dall&#8217; Irsap (l&#8217;ex Asi), è Domenico Torrisi, esponente di Federalberghi<span id="more-12233"></span>.</p>
<p>Il segretario generale della Camera di Commercio di Catania, Alfio Pagliaro, è stato invece eletto consigliere, insieme a Giuseppe Consoli, anch&#8217;egli voluto dall&#8217; ente camerale catanese, e a Giovanni Mazzone, designato invece dalla Provincia regionale di Siracusa.</p>
<p>Si è così concluso (per ora, ma nei prossimi giorni non sono da escludersi sorprese) il lungo braccio di ferro per il controllo dello scalo etneo che per mesi ha quasi monopolizzato il dibattito politico-economico a Catania e causato asperrimi scontri nel mondo delle associazioni di categoria. Ancora è presto per dire chi sia uscito vincitore e chi sconfitto dalla sfibrante battaglia, certo che i vertici eletti oggi non sembrano brillare per particolari competenze in campo aeronautico.</p>
<div id="attachment_12243" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/09/images_aeroporto_catania_interno1.jpg"><img class="size-medium wp-image-12243" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/09/images_aeroporto_catania_interno1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Aeroporto di Catania, scorcio degli interni</p></div>
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		<title>Sac, ancora una fumata nera</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 05:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altra fumata nera ieri per la Sac, la società di gestione dell&#8217;aeroporto di Catania. Nessun accordo fra i soci per la nuova governance e, cosa ben più grave, nemmeno per il bilancio, che risulta ancora non approvato. Che continui la bagarre sulla presidenza, in tempi di campagna elettorale già furibonda, lo si può anche capire. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Altra fumata nera ieri per la Sac, la società di gestione dell&#8217;aeroporto di Catania. Nessun accordo fra i soci per la nuova <em>governance</em> e, cosa ben più grave, nemmeno per il bilancio, che risulta ancora non approvato. Che continui la bagarre sulla presidenza, in tempi di campagna elettorale già furibonda, lo si può anche capire. Ma che non si abbia il minimo senso di responsabilità nei confronti della vitale questione bilancio mi sembra davvero inaudito<span id="more-12163"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Ieri, per entrare nel merito dei diversi comportamenti in seno al cda, oltre all&#8217;ormai usuale bagarre sul futuro presidente ed al consueto stallo (4 voti contro 4) sui nomi proposti, alcuni soci (per l&#8217;esattezza le Camere di commercio di Siracusa e Ragusa e le Province di Siracusa e Catania) il bilancio lo hanno votato. Gli altri (Camera di commercio di Catania ed Asi di Catania, gestite da commissari non lontani da Raffaele Lombardo) no. Per la precisione e per la verità (micro)storica.</p>
<p style="text-align: justify">A questo punto, davvero non è da escludersi un intervento del presidente dell&#8217;Enac, Vito Riggio. Che, di fronte alle palesi difficoltà appunto nell&#8217;approvare il bilancio, nonché di fronte allo spettacolo francamente poco edificante che la società sta dando nel gestire il rinnovo dei suoi vertici, potrebbe anche decidere di avviare l&#8217;iter per il ritiro della concessione quarantennale. Sarebbe un duro colpo per l&#8217;economia catanese. L&#8217;ennesimo dovuto alla peggiore classe politica che la Sicilia abbia mai avuto nella sua storia recente.</p>
<div id="attachment_12167" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/08/images_aeroporto_catania_interno.jpg"><img class="size-medium wp-image-12167" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/08/images_aeroporto_catania_interno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Interno dell&#039;aeroporto di Catania Fontanarossa</p></div>
<div class="shr-publisher-12163"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Habemus Ikeam</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 18:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanto tuonò che Thor, il dio nordico preposto alla funzione, fece piovere anche alle falde dell&#8217;Etna. E così, dopo anni di attesa, non certo dipendente dalla multinazionale di Stoccolma, anche Catania, profondo sud d&#8217;Europa, ha il suo store Ikea. Inaugurato oggi, il paradiso degli amanti del design scandinavo alle 9 del mattino era già pieno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Tanto tuonò che Thor, il dio nordico preposto alla funzione, fece piovere anche alle falde dell&#8217;Etna. E così, dopo anni di attesa, non certo dipendente dalla multinazionale di Stoccolma, anche Catania, profondo sud d&#8217;Europa, ha il suo store Ikea. Inaugurato oggi, il paradiso degli amanti del design scandinavo alle 9 del mattino era già pieno zeppo di gente, in fila dall&#8217;alba<span id="more-9944"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Archiviati intoppi ed incomprensioni varie ed eventuali &#8211; da ultima la polemica alimentata dalla verve del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, folgorato sulla via dell&#8217;anticolonialismo a quaranta e passa anni dalla cacciata di Ian Smith dal potere in Rhodesia &#8211; parte quindi il mall del mobile  (social?)democratico anche in Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify">A dire il vero, archiviati intoppi ed incomprensioni mica tanto, visto come Lombardo non ha mancato di ricordare alle agenzie di aver chiesto ad Ikea l&#8217;assunzione degli operai ex Cesame ancora senza occupazione. Gli svedesi li hanno selezionati, ma solo 11 sono stati assunti. Per gli altri, purtroppo, lo aveva ricordato venerdì in conferenza stampa proprio la responsabile dello store di Catania, Franca Quaglia, non sono stati rinvenuti i necessari requisiti per lavorare in Ikea.</p>
<p style="text-align: justify">Ad ogni modo, da oggi anche la Città del Vulcano ha il suo mega negozio Ikea. Qualcosa di ben oltre il mobilificio. Perché negli decenni Ikea è divenuta una sorta di religione civile o, almeno, di stile di vita. Un design per la casa che è quasi un design per l&#8217;anima. Merce, sì, ma pensata per far stare bene la gente. E realizzata per garantirne l&#8217;acceso (più o meno) a tutti, nella sacrosanta ottica che vuole il Bello parente strettissimo del Bene. Speriamo che ciò valga anche in Sicilia.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/03/colloquio_ikea1.jpg"><img class="size-medium wp-image-9970" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/03/colloquio_ikea1-300x244.jpg" alt="" width="300" height="244" /></a></dt>
<dd>Colloquio per un&#8217;assunzione all&#8217;Ikea: &#8220;Si faccia una sedia e si accomodi&#8221; &#8230;</dd>
</dl>
</div>
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		<title>Sicilia, l’occasione (europea) buttata</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 12:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non accennano a placarsi le polemiche sullo scarso utilizzo dei fondi dell’Unione Europea da parte della Regione Siciliana. I numeri che circolano in merito spesso sono in assoluta libertà (addirittura c’è chi oggi “beatifica” la gestione di Totò Cuffaro, ritenuto un presidente in grado di spendere il denaro proveniente da Bruxelles, il che è francamente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Non accennano a placarsi le polemiche sullo scarso utilizzo dei fondi dell’Unione Europea da parte della Regione Siciliana. I numeri che circolano in merito spesso sono in assoluta libertà (addirittura c’è chi oggi “beatifica” la gestione di Totò Cuffaro, ritenuto un presidente in grado di spendere il denaro proveniente da Bruxelles, il che è francamente assai opinabile), ma certo c’è qualcosa che non va e deve pur esservi una ragione (incapacità ontologica?) nella storica scarsa propensione degli amministratori del Sud Italia a far tesoro delle opportunità comunitarie. Pensiamo, di contro, a come l’Irlanda abbia goduto per decenni di un fortissimo input allo sviluppo grazie ad una buona gestione dei fondi europei. O a come la Polonia stia cambiando rapidamente il suo volto, cogliendo al volo tutte le chance per ammodernare le vecchie infrastrutture e realizzarne di nuove<span id="more-9748"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">In Sicilia, invece, nulla di tutto questo. Secondo talune fonti, vi sarebbero bloccati 1.7 miliardi di euro statali. Sui fondi Fas 2000-2006 stesso discorso. Da una ricognizione del Cipe, risultano spesi solo al 24%, a fronte di 4 miliardi a disposizione. Inoltre, sempre secondo dati ministeriali, il 50% degli impegni assunti sarebbe inerente progetti con spese inferiori al 10% del finanziamento. Andiamo al Por 2009, di cui non sarebbero stati spesi ben 360 milioni. Peggio ancora la situazione per il Por 2010, con un impegno del 7.2%, ossia appena 62 milioni su 872 disponibili. Comprensibile come Palazzo Chigi preferisca ormai puntare su altre regioni del Paese, nonostante la nota fedeltà elettorale dell’Isola al suo corrente inquilino.</p>
<p style="text-align: justify">Analoga situazione per quel che riguarda l’agricoltura, con la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) che da mesi lancia appelli inascoltati. In campo agricolo sono stati spesi 240.9 milioni (appena l’8.7%) su 2.7 miliardi del Psr (il Programma di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea) 2007-2013. Questi quasi 3 miliardi di euro sono ripartiti in 5 precise linee d’intervento, osservando bene le quali il quadro si fa ancora più fosco. Per l’importantissima linea 1 (riguardante interventi a favore dei lavoratori, ma anche delle infrastrutture, nonché l’ammodernamento delle aziende e dei processi produttivi), a fronte di una disponibilità di 1.4 miliardi sono stati spesi appena 5 milioni, ossia un misero 0.36%. Nel mentre, il settore agrario agonizza: nell’ultimo anno in Sicilia si sono persi 106 mila posti di lavoro da bracciante et similia ed il reddito dei coltivatori si è contratto del 7% circa.</p>
<p style="text-align: justify">Soluzioni per uscire da una simile paralisi? «In Sicilia solo la stabilità politica e la collaborazione fra tutte le forze in campo possono consentire di pianificare seriamente gli interventi ed utilizzare bene tutto il denaro europeo e statale disponibile», predica allarmato (anche lui) Nino D’Asero, vicepresidente della Commissione Bilancio e Programmazione all’Ars. «Ma bisogna fare in fretta – sottolinea il deputato regionale Pdl – perché dal 2013 la Sicilia non sarà più obiettivo 1 dell’Ue. E i soldi andranno altrove». Finalmente, vien da dire. Qualcun altro, magari, saprà come utilizzarli per il bene della propria gente.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Pubblicato su <em>Sud</em>, a. II, n. 2 con il titolo <em>Fondi europei arRAFFAti</em></strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/02/logo_sud_bordeaux.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-9749" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/02/logo_sud_bordeaux.png" alt="" width="270" height="170" /></a></p>
<div class="shr-publisher-9748"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Termini Imerese salvata dai vichinghi?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 15:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I paradossi della globalizzazione non finiranno mai di stupire. Nel convulso dopo-Fiat per lo stabilimento automobilistico di Termini Imerese, nell&#8217;estrema propaggine Sud d&#8217;Europa, spunta una concreta ipotesi di salvataggio avanzata da parte della De Tomaso di Gian Mario Rossignolo, ex presidente di Telecom Italia. Ma c&#8217;è un piccolo particolare, prezioso ai miei occhi di suprematista [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">I paradossi della globalizzazione non finiranno mai di stupire. Nel convulso dopo-Fiat per lo stabilimento automobilistico di Termini Imerese, nell&#8217;estrema propaggine Sud d&#8217;Europa, spunta una concreta ipotesi di salvataggio avanzata da parte della De Tomaso di Gian Mario Rossignolo, ex presidente di Telecom Italia. Ma c&#8217;è un piccolo particolare, prezioso ai miei occhi di suprematista scandinavo, che non tutti conoscono: Rossignolo è storicamente l&#8217;emissario in Italia della potente famiglia industriale svedese dei Wallenberg, una casata che indirettamente controlla circa un terzo del Pil di quello che io amo chiamare il Regno Vichingo Settentrionale<span id="more-9393"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, alle porte di Palermo si sta concretizzando un paradosso cultural-politico mica da poco: con la benedizione del presidente autonomista Raffaele Lombardo, fiero cantore della mediterraneità, denari svedesissimi stanno per salvare la fabbrica simbolo del disastrato (ancorché inutile!) secondo settore siciliano. Davvero le vie del mercato globale sono infinite &#8230;</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/12/flags_sweden.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9394" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/12/flags_sweden-300x187.png" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<div class="shr-publisher-9393"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>The Lombardo Numb3rs</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 06:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Personalmente ho sempre amato molto i telefilm americani. Per anni ho vissuto di X-Files e Millennium ed ora mi nutro di Csi, Criminal Minds e Numb3rs. Ed ecco che, proprio provando a fare il Charlie Eppes della situazione &#8211; il matematico della serie tv Numb3rs che grazie alle cifre sbroglia intricatissime matasse criminali e smaschera [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Personalmente ho sempre amato molto i telefilm americani. Per anni ho vissuto di <em>X-Files</em> e <em>Millennium</em> ed ora mi nutro di <em>Csi</em>, <em>Criminal Minds</em> e <em>Numb3rs</em>. Ed ecco che, proprio provando a fare il Charlie Eppes della situazione &#8211; il matematico della serie tv <em>Numb3rs</em> che grazie alle cifre sbroglia intricatissime matasse criminali e smaschera serial killer e gruppi terroristici &#8211; viene fuori uno stato complessivo dell&#8217;economia dell&#8217;Isola che definire avvilente è poco<span id="more-9326"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Confrontiamo quindi alcuni numeri. La politica antimafia: per i <strong>laboratori della legalità</strong> istituiti dalla legge n. 15/2008 per il <strong>2009-2010</strong> sono stati stanziati <strong>780 mila</strong> euro, per il <strong>2010-2011 nulla</strong>! E i <strong>fondi per le imprese che denunciano il pizzo</strong>? Per il <strong>2009-2010</strong> sono stati erogati <strong>3 milioni</strong> di euro, per il <strong>2010-2011</strong> appena <strong>80 mila</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Altri numeri? Quanti se ne vogliono … <strong>500 milioni</strong> di euro agli enti di formazione. Da notare: nessun obiettivo raggiunto. La Corte dei Conti ha poi evidenziato come dei <strong>fondi 2009</strong> il <strong>90%</strong> giaccia inutilizzato e dei <strong>fondi Por</strong> si sia speso solo il <strong>6.73%</strong> di quelli disponibili. Ciò a fronte di un <strong>Pil regionale</strong> per il <strong>2009</strong> in calo del <strong>3.6%</strong>, il dato (Istat) peggiore degli ultimi <strong>40 anni</strong>, roba da far rimpiangere la <strong>crescita zero</strong> dell&#8217;era Cuffaro. E che dire del <strong>118</strong>? Nel <strong>2002</strong> si spendevano per il servizio emergenze <strong>9 milioni</strong> di euro l&#8217;anno, nel <strong>2009</strong> se ne sono spesi <strong>88</strong> di milioni solo per i personale ed i mezzi, giungendo nell&#8217;impresa di impiegare <strong>12</strong> unità per ambulanza (per carità, ovviamente è una cifra che comprende le varie turnazioni!). La fonte di quest&#8217;ultimo dato è la Corte dei Conti, ma vi è anche in corso una indagine della Guardia di Finanza.</p>
<p style="text-align: justify">A guardare i numeri &#8211; pardon, i numb3rs &#8211; del <strong>2009</strong> vengono i sudori freddi: il <strong>fatturato delle imprese</strong> a <strong>-3.4%</strong>, gli <strong>investimenti</strong> a <strong>-6.1%</strong>, l&#8217;<strong>occupazione nell&#8217;edilizia</strong> a <strong>-10.6%</strong> (in generale il <strong>13.1%</strong> dei siciliani è <strong>senza lavoro</strong>, con una <strong>cassa integrazione guadagni</strong> in crescita del <strong>78.8%</strong>), le <strong>presenze turistiche </strong>a <strong>-9.4%</strong>, le <strong>spese dei turisti</strong> a <strong>-12.7%</strong>, l&#8217;<strong>export</strong> (clamoroso) a <strong>-37%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ancora: la Regione Siciliana ha destinato <strong>840 mila</strong> euro per rimborsi spesa per i viaggi degli assessori, ha <strong>1 dirigente ogni 5.6 impiegati</strong>, per il personale spende <strong>18 volte in più che la Lombardia</strong> e dilapida <strong>2.5 milioni</strong> per <strong>consulenze varie</strong>. Il risultato? Nella <strong>classifica 2010</strong> pubblicata da “Il Sole 24 Ore”, l&#8217;Isola si trova agli ultimi posti in tutti i <strong>43 indicatori</strong> presi in considerazione dall&#8217;autorevole testata. In particolare, per l’<strong>ambiente</strong> si trova penultima, al <strong>19°</strong> <strong>posto</strong>, per lo <strong>sviluppo economico</strong> terz’ultima al <strong>17°</strong>, per i <strong>servizi alla salute</strong> ancora terz’ultima sempre al <strong>17°</strong>, per <strong>istruzione</strong> ultima al <strong>20°</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>spesa pro capite</strong> per cittadino per mantenere lo stuolo di <strong>dipendenti regionali</strong> è di <strong>234 euro</strong> in <strong>Sicilia</strong> contro gli appena <strong>20 euro</strong> della <strong>Lombardia</strong>. Del resto, la <strong>Sicilia</strong> ha <strong>1 dipendente regionale ogni 350 abitanti</strong>, in <strong>Lombardia</strong> ve ne è <strong>1 ogni 2.518</strong>. Mostruosa la relativa spesa: <strong>1.8 miliardi di euro per dipendenti regionali siciliani</strong> contro <strong>198 milioni</strong> per quelli <strong>lombardi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Da ultimo (e questi che illustro da qui in avanti sono tutti dati forniti qualche giorno fa dall&#8217;assessore al Bilancio Gaetano Armao durante un incontro alla Camera di Commercio di Catania), la stagnazione dell&#8217;economia ha ingenerato un minor flusso fiscale di ben <strong>400 milioni</strong> di euro, altri <strong>400</strong> milioni sono stati dati ai Comuni per tamponare il problema rifiuti, l&#8217;<strong>indebitamento complessivo della Regione</strong> è per circa <strong>5 miliardi</strong> di euro (ma, dice Armano ciò non è preoccupante visti i flussi della Sicilia, noto colosso della finanza internazionale …) e &#8211; <em>last but not least</em> – l&#8217;Ente “viaggia” su di un <em>deficit strutturale</em> da <strong>1.5-2 miliardi</strong> di euro <strong>l&#8217;anno</strong>. Insomma, apriamo gli occhi e rendiamoci conto di una semplice verità: l&#8217;Isola è sull&#8217;orlo della bancarotta e a chi la governa, se gli andrà bene, la storia ritaglierà appena appena il ruolo di esecutore testamentario.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Pubblicato su <em>Sud</em>, a. I, n. 4, 19 novembre 2010, p. 3</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/logo_sud_arancione.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-9330" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/logo_sud_arancione.png" alt="" width="270" height="170" /></a></p>
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		<title>La rinascita di Catania (e non solo) passa dal centro storico</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 04:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Nel corrente complesso (fin troppo!) processo di globalizzazione dell’economia &#8211; tanto irrefrenabile e quanto irreversibile, con buona pace dei suoi trasversali detrattrori &#8211; la competizione tra territori, limitrofi e non, occupa certo un posto di rilevo. Una competizione che vede molte città &#8211; dalle metropoli meno vivibili come Milano, Roma o Catania ai piccoli centri come Treviso, Pisa o Ragusa &#8211; impegnate non soltanto ad avviare nuove strategie di crescita economica e funzionale, ma anche e soprattutto a rafforzare la sempre più ridotta capacità (per la crisi in atto da ormai oltre 2 anni e/o per problemi cultural/strutturali vari) di attrarre investimenti e (soprattutto again!) creare opportunità di occupazione<span id="more-9271"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Tali strategie di valorizzazione richiedono ovviamente intelligenti politiche di <em>governance</em> che, individuate le risorse e le peculiarità locali, siano in grado di mettere in moto un processo di rigenerazione e di sviluppo per apportare valore aggiunto alle forze endogene della città e del suo spesso variegato e frastagliato territorio.</p>
<p style="text-align: justify">Anche per Catania (ma a ben vedere pure per molte altre città italiane in profonda crisi, come Napoli, Palermo o Roma, per fare alcuni esempi fra i più eclatanti) è divenuto ormai imprescindibile rimettersi in gioco &#8211; <em>todo modo</em>! &#8211; valorizzando tutte le potenzialità e gli strumenti di crescita tramite un piano di sviluppo che, coinvolgendo funzioni economiche, sociali e culturali, sia indirizzato non solo al recupero del tessuto fisico, ma anche a quello della qualità urbana e dell&#8217;attrattività. Una valorizzazione della propria identità, insomma, che la città esprime attraverso la sua ricca offerta culturale, con la secolare Università, le tradizioni religiose, la musica, i teatri, i musei e la splendida gastronomia, fra le migliori al mondo.</p>
<p style="text-align: justify">In particolare, il centro storico di Catania, “contenitore” di tali valori consolidati nei secoli, luogo in cui si sprigiona il senso d’appartenenza, deve riacquistare il suo antico ruolo di <em>catalizzatore delle attività cittadine</em>, sia culturali che commerciali, e del tempo libero.</p>
<p style="text-align: justify">Occorre quindi, e questo è un compito che spetta prevalentemente alla politica, una più attenta e mirata gestione della città che impegni gli attori, pubblici e privati, nell’uso delle cosiddette &#8220;buone pratiche&#8221;, atte a migliorarne la vivibilità, invero negli ultimi anni assai compromessa, e ad ottimizzare l’integrazione tra le funzioni commerciali e quelle d’intrattenimento, della cultura, della ristorazione e dell’accoglienza, con l’obiettivo comune di ideare e realizzare progetti che portino crescita. Economica, ma anche e soprattutto umana.</p>
<p style="text-align: justify">A tal scopo è stata organizzata per oggi dall&#8217;<strong>Università degli Studi di Catania</strong>, presso il <strong>Rettorato</strong> di <strong>piazza Università</strong>, una giornata di studio &#8211; dal titolo <strong>Catania: rigenerazione urbana e attrattori economici del centro storico</strong> &#8211; che intende contribuire, con linguaggi diversi ma con un pensiero certo condiviso, al dibattito sulla città e il suo futuro, per indirizzare e supportare idee, programmi e opportunità di rilancio economico varie ed eventuali.</p>
<p style="text-align: justify">Coordinati da me, ne discuteranno (<strong>dalle ore 09.00 alle 13.00</strong> e dalle <strong>15.30 alle 19.30</strong>) l&#8217;esperto di project financing <strong>Antonio Pogliese</strong> ed il gotha del pensiero economico di Catania, dal preside della Facoltà di Economia <strong>Carmelo Buttà</strong>, ai docenti <strong>Caterina Cirelli</strong>, <strong>Tiziana Cuccia</strong>, <strong>Mariella Musumeci </strong>ed <strong>Elita Schillaci</strong>, dagli imprenditori <strong>Giuseppe Condorelli</strong> ed <strong>Alfio Puglisi Cosentino</strong> a monsignor <strong>Leone Calambrogio</strong>, direttore del Museo Diocesano etneo. Concluderà <strong>Paolo Cuccia</strong>, presidente della Gambero Rosso Holding di Roma.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/the_cathedral_of_catania.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9275" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/the_cathedral_of_catania-300x221.jpg" alt="La cattedrale di Catania in una foto d'epoca" width="300" height="221" /></a></p>
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		<title>Armao Day</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 14:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comincia in ritardo l&#8217;odierno tour catanese di Gaetano Armao ed il ritardo, sia sa, per un politico, sebbene in prestito come l&#8217;amministrativista palermitano, ha sempre un effetto domino. La mezz&#8217;ora alla Camera di Commercio sulle schedulate 09.30 diventa oltre un&#8217;ora al Comune (dove Armao alle 10.30 era atteso per presentare l&#8217;ExpoBit) ed oltre una e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Comincia in ritardo l&#8217;odierno tour catanese di Gaetano Armao ed il ritardo, sia sa, per un politico, sebbene in prestito come l&#8217;amministrativista palermitano, ha sempre un effetto domino. La mezz&#8217;ora alla Camera di Commercio sulle schedulate 09.30 diventa oltre un&#8217;ora al Comune (dove Armao alle 10.30 era atteso per presentare l&#8217;ExpoBit) ed oltre una e mezza all&#8217;Esa (ma i sindacalisti siciliani, si sa, hanno una pazienza davvero Giobbe style …)<span id="more-9228"></span>!</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;incontro realmente importante dell&#8217;assessore all&#8217;Economia era comunque quello in Camera di Commercio, con gli imprenditori etnei ed i vertici camerali. Un incontro nel quale Armao ha presentato la nuova finanziaria regionale. In verità, l&#8217;occasione è stata più che altro sfruttata per portare un profondo attacco al federalismo prossimo venturo di cui gli autonomisti siciliani (come pure tanti altri politici meridionali e meridionalisti) hanno un terrore palpabile. E non a torto, visto che, imposto com&#8217;è stato dalla Lega Nord, di certo dirotterà risorse a Settentrione a scapito del sempre più (colpevolmente, sia chiaro) derelitto Sud. Una pura e semplice questione di forza economico-politica che Armao giudica «inaccettabile», non spiegando affatto però, nell&#8217;usare tale aggettivo, che cosa farà la Regione Siciliana per contrastare l&#8217;ormai inarrestabile trend. In parole più semplici: in quali forme si estrinsecherà la «non accettazione» del federalismo da parte della junta, pardon, giunta siciliana? Federalismo che l&#8217;anno scorso, non dimentichiamolo, è stato approvato e votato dagli uomini dell&#8217;Mpa in Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify">Quanto ai numeri presentati da Armao, l&#8217;assessore ha parlato di una finanziaria con 700 milioni di euro di tagli (di cui circa 200 milioni ottenuti dai minori trasferimenti previsti per Comuni e Province) e 350 milioni di investimenti sempre per Comuni, Province ed imprese. Investimenti, ci tiene a precisarlo Armao «con funzione anticiclica».</p>
<p style="text-align: justify">Ma (ben) altri numeri, assai più dolenti, sono stati fatti dall&#8217;assessore. Come quelli relativi i 5 miliardi circa di debiti della Regione ed il miliardo e mezzo/2 miliardi di deficit strutturale annuo siciliano. Cifre che sottolineano una situazione al collasso che nessuna dismissione e nessun processo di semplificazione potrà evitare. Anche perché al fondo, ed è ogni giorno più evidente, a Palazzo d&#8217;Orléans non sembra proprio esservi nessuna strategia economica, ma solo un eccesso di tattica politica. Del tutto inutile per l&#8217;Isola. Anzi, oltremodo dannoso.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/maps_sicilia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9231" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/maps_sicilia-300x239.jpg" alt="Le 9 province della Sicilia" width="300" height="239" /></a></p>
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		<title>Quel che resta dell&#8217;Irfis</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 07:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raggiunto accordo fra Regione Siciliana e UniCredit per declassare la storica banca a semplice finanziaria, smembrarla ed abbattere il capitale sociale del 90%. La differenza? Circa 90 milioni di euro saranno divisi fra i soci Il risiko bancario che ha scombussolato alle fondamenta il panorama degli istituti di credito italiani ha già mutato parecchio anche [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><em>Raggiunto accordo fra Regione Siciliana e UniCredit per declassare la storica banca a semplice finanziaria, smembrarla ed abbattere il capitale sociale del 90%. La differenza? Circa 90 milioni di euro saranno divisi fra i soci</em></p>
<p style="text-align: justify">Il risiko bancario che ha scombussolato alle fondamenta il panorama degli istituti di credito italiani ha già mutato parecchio anche il volto del settore nella nostra Isola. Dal primo di novembre infatti scomparirà il Banco di Sicilia, assorbito dal cosiddetto “bancone”, il mega istituto targato UniCredit nel quale sono state risucchiate realtà storiche territoriali di assoluta importanza come la Banca di Roma e, appunto, il BdS. Ora in Sicilia è arrivato il momento di affrontare il nodo Irfis, cosa che Palazzo d&#8217;Orléans e la capogruppo stanno cominciando a fare<span id="more-9163"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;Irfis è una banca al momento posseduta al 76% dal Banco di Sicilia, al 21% dalla Regione Siciliana ed al 3% da un pool di banche varie. Ora, UniCredit non ha bisogno di un istituto come l&#8217;Irfis perché sarebbe un doppione, tanto che già nel 2007 ha tentato di venderlo alla Banca Popolare di Vicenza (da cui dipende Banca Nuova), ma a fine 2008 la Banca d&#8217;Italia ha negato l&#8217;autorizzazione, vanificando l&#8217;accordo raggiunto. A questo punto, la risoluzione della vicenda deve necessariamente passare per Palermo. E qualche giorno fa è stata infatti siglata dalla Regione Siciliana e da UniCredit una lettera di intenti per la riorganizzazione delle attività dell&#8217;Irfis che prevede, al termine del complesso processo di trasformazione dell&#8217;istituto, il passaggio del controllo più o meno totale del suo pacchetto azionario alla Regione.</p>
<p style="text-align: justify">Indubbiamente si tratta di una operazione di ingegneria finanziaria di altissimo livello, condotta da numerosi registi, pare anche con un ruolo di rilievo dell&#8217;assessore regionale al Bilancio Gaetano Armao. Quattro gli step fondamentali della mutazione genetica, per così dire, dell&#8217;Irfis. Analizziamoli.</p>
<p style="text-align: justify">1) La trasformazione, con decisione del cda, dell&#8217;Irfis, che al momento è una banca, in una società finanziaria che non potrà gestire soldi propri, ma solo agevolazioni pubbliche. Questa sarà specializzata in attività di credito agevolato ed erogazione di fondi regionali e verrà iscritta nell&#8217;elenco degli intermediari finanziari e forse anche in quello degli intermediari speciali tenuto dalla Banca d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify">2) Parallelamente, sono previste la riduzione dell&#8217;attuale capitale sociale (spropositato per una semplice finanziaria) di circa il 90%, più o meno da 100 milioni di euro a 10 milioni. I 90 milioni “in eccesso” saranno distribuiti fra i soci (19 circa andranno alla Regione).</p>
<p style="text-align: justify">3) La cessione del ramo d&#8217;azienda relativo al business bancario dall&#8217;Irfis ad UniCredit.</p>
<p style="text-align: justify">4) L&#8217;acquisizione, per circa 7 milioni di euro, da parte della Regione Siciliana della quota di controllo detenuta dal Banco di Sicilia nell&#8217;Irfis, che continuerà la propria attività nel comparto delle agevolazioni e nella gestione di fondi regionali.</p>
<p style="text-align: justify">A conti fatti, addirittura guadagnando circa 12 milioni di euro, la Regione otterrà il 100% dell&#8217;Irfis (a meno della persistenza di una comunque marginale quota di soci privati), mentre UniCredit dall&#8217;operazione realizzerà esattamente il valore di bilancio, ossia circa 75 milioni. Restiamo in attesa del (vincolante) parere della Banca d&#8217;Italia.</p>
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		<title>Lo Bello Attacks</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 12:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo mesi di progressivo innalzamento del livello delle critiche sulla gestione dell&#8217;economia isolana da parte dei vertici politico-amministrativi regionali, il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, ha rotto gli indugi ed attaccato pesantemente la giunta guidata da Raffaele Lombardo. Il durissimo j&#8217;accuse contro il leader autonomista è stato pronunciato a Genova, dove Lo Bello [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Dopo mesi di progressivo innalzamento del livello delle critiche sulla gestione dell&#8217;economia isolana da parte dei vertici politico-amministrativi regionali, il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, ha rotto gli indugi ed attaccato pesantemente la giunta guidata da Raffaele Lombardo. Il durissimo <em>j&#8217;accuse</em> contro il leader autonomista è stato pronunciato a Genova, dove Lo Bello ha partecipato ad un forum sulle energie sostenibili organizzato dalla Erg, compagnia petrolifera massicciamente presente sul lato Est dell&#8217;Isola<span id="more-9080"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;affondo di Lo Bello, seppur tardivo, è senza precedenti: «forse non ha senso – ha dichiarato &#8211; continuare a investire, forse conviene trasferire la sede legale delle aziende fuori dalla Sicilia e togliere così un miliardo di euro l’anno di introiti fiscali a questa Regione». Più che una provocazione, un vero atto di guerra, insomma, una Pearl Harbor nei rapporti fra l&#8217;industriale simbolo dell&#8217;antimafia e l&#8217;inquilino di Palazzo d&#8217;Orléans inseguito (inquisito? Forse che sì, forse che no, sarebbe bello avere una parola certa in merito dalla Procura di Catania &#8230;) da sospetti di <em>liaisons dangereuses</em> con esponenti mafiosi.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;attacco di Lo Bello non è neanche più, come in passato, mirato contro il parassitario ceto dei funzionari e dei dirigenti regionali. No, no, è un attacco a Lombardo, diretto e preciso. «L’apparato amministrativo è alla paralisi – ha spiegato a chiare lettere l&#8217;industriale aretuseo &#8211; ma il problema oggi non è solo la malaburocrazia, perché la malaburocrazia risponde alla malapolitica e ne esegue le direttive. L’apparato amministrativo è paralizzato per chiare e nette responsabilità del governo regionale».</p>
<p style="text-align: justify">Il presidente di Sicindustria ha apertamente parlato di «tentativo di suicidio della Regione Siciliana attraverso il contrasto alle imprese. La crisi, infatti, porta un rilevantissimo calo degli introiti fiscali per l’amministrazione e la Regione invece di favorire la crescita blocca gli investimenti. Le autorizzazioni nel settore dell’energia, ad esempio, sono ferme, anzi con le ultime inchieste giudiziarie abbiamo scoperto che le uniche concessioni nel settore dell’eolico sono state date ai mafiosi».</p>
<p style="text-align: justify">Nella Sicilia del cambiamento urlato a squarciagola dagli uomini dell&#8217;Mpa e sostento da Pd, finiani e casiniani continua quindi a non mutare nulla? Con <em>Sud</em> Lo Bello ha parlato di «una politica la cui esigenza attuale è solo quella di un ritorno clientelare a brevissimo termine, tipo il management di una multinazionale che guarda esclusivamente alle trimestrali». Soluzioni? Da buon capo degli industriali, per Lo Bello sarebbe bene «porre al centro delle scelte economiche l&#8217;idea di mercato, di un mercato, ovviamente, non condizionato dagli interessi dei burosauri, dei politicanti o, peggio ancora, dei mafiosi».</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Pubblicato su <em>Sud</em>, a. I, n. 2, 15 ottobre 2010, p. 3</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9081" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><strong><strong><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/10/pictures_ivanhoe_lo_bello_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-9081" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/10/pictures_ivanhoe_lo_bello_2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Ivan Lo Bello</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Time out per Ivanhoe?</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 13:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Confindustria Sicilia dopo Lo Bello e Lo Bello dopo Confindustria Sicilia. Dall&#8217;associazione degli imprenditori al BdS, passando per la Camera di Commercio di Siracusa, è tempo di mandati in scadenza per l&#8217;uomo simbolo dell&#8217;antimafia. Sul futuro dell&#8217;imprenditore aretuseo voci e ipotesi fra le più disparate si rincorrono. E così c&#8217;è chi lo vede ai vertici [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Confindustria Sicilia dopo Lo Bello e Lo Bello dopo Confindustria Sicilia. Dall&#8217;associazione degli imprenditori al BdS, passando per la Camera di Commercio di Siracusa, è tempo di mandati in scadenza per l&#8217;uomo simbolo dell&#8217;antimafia.<br />
Sul futuro dell&#8217;imprenditore aretuseo voci e ipotesi fra le più disparate si rincorrono. E così c&#8217;è chi lo vede ai vertici nazionali dell&#8217;associazione e chi considera il suo astro al tramonto<span id="more-8826"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Oggi, oltre ad un editoriale da antologia del direttore Paolo Panerai sul corrente quadro politico italiano, su <em>Milano Finanza Sicilia</em> vi è una mia analisi degli scenari possibili, invero assai divergenti fra loro, attorno a Ivanhoe Lo Bello, grande risorsa morale e intellettuale per l&#8217;Isola, ma non esente da critiche e con un considerevole numero di avversari, dentro e fuori Confindustria.</p>
<p style="text-align: justify">Scelta politica quale candidato presidente del centrosinistra alle prossime elezioni regionali siciliane? Battaglia nazionale per la successione ad Emma Marcegaglia? Time out e (forse) declino di una personalità certo assai importante per la Sicilia, ma non universalmente apprezzata?</p>
<p style="text-align: justify">Ad oggi le ipotesi più accreditate prospettano per Lo Bello un ruolo nazionale nell&#8217;associazione degli industriali e/o una possibile, per non dire sicura, <em>prorogatio</em> ai vertici regionali degli imprenditori. Sullo sfondo la battaglia di dicembre per la Camera di Commercio di Siracusa. Il tutto in attesa che il quadro politico siciliano si chiarisca un po&#8217; di più.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_8830" class="wp-caption aligncenter" style="width: 291px"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/08/ivanhoe_lo_bello1.jpg"><img class="size-full wp-image-8830" title="ivanhoe_lo_bello" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/08/ivanhoe_lo_bello1.jpg" alt="" width="281" height="354" /></a><p class="wp-caption-text">Ivanhoe Lo Bello</p></div>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Crisi agricola in Sicilia, a rischio 85mila posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 04:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vera emergenza lavoro nel Meridione d&#8217;Italia, e segnatamente in Sicilia, riguarda il comparto agrario, con circa 85.000 posti di lavoro a rischio solo nell&#8217;Isola. Segnalo questo bel blog di un agronomo, Corrado Vigo, che propone alcune mosse per uscire dall&#8217;impasse. Davvero di un certo interesse.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La vera emergenza lavoro nel Meridione d&#8217;Italia, e segnatamente in Sicilia, riguarda il comparto agrario, con circa 85.000 posti di lavoro a rischio solo nell&#8217;Isola. Segnalo questo bel blog di un agronomo, <a href="http://corvigo.blogspot.com/2010/02/la-mia-ricetta.html" target="_blank">Corrado Vigo</a>, che propone alcune mosse per uscire dall&#8217;impasse. Davvero di un certo interesse.</p>
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		<title>Idea Catania, una tempesta di proposte</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho aspettato un po&#8217; di giorni per scrivere sull&#8217;incontro pubblico fra Nello Musumeci ed Enzo Bianco sostanzialmente perché avevo bisogno di metabolizzare le tante proposte e suggestioni di Idea Catania, un vero evento, con l’auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini gremito nonostante le complessive 3 ore di interventi (in effetti un po&#8217; troppi e non tutti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ho aspettato un po&#8217; di giorni per scrivere sull&#8217;incontro pubblico fra Nello Musumeci ed Enzo Bianco sostanzialmente perché avevo bisogno di metabolizzare le tante proposte e suggestioni di Idea Catania, un vero evento, con l’auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini gremito nonostante le complessive 3 ore di interventi (in effetti un po&#8217; troppi e non tutti essenziali)<span id="more-7688"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Di idee per ripensare Catania e ridisegnare il suo futuro, il futuro di quella che potrebbe essere una delle città più importanti del Mediterraneo, ne sono state avanzate tante. Una fondazione che riunisca tutti i musei cittadini per garantire una regia unica della proposta museale e, ovviamente, maggiore efficienza. Il piano regolatore generale da definire in un&#8217;ottica non asfitticamente comunale, ma metropolitana. La creazione di un distretto del Sud-Est dell&#8217;Isola con Catania al centro. Lo stop ai mall che mettono a rischio la vita dei quartieri. Una seria riqualificazione dell&#8217;offerta turistica.</p>
<p style="text-align: justify">Ma per Bianco e Musumeci il problema più grave di Catania è identitario. Ormai i catanesi vivono la città con distacco, disamore e disinteresse per tutto e tutti. A mio avviso ormai vi è un vero deserto popolato da zombie che quotidianamente si scagliano uno contro l&#8217;altro. di identità. Musumeci e Bianco, per indole certo più ottimisti di me, hanno piuttosto preferito evidenziare l&#8217;esigenza «di un progetto di sviluppo di Catania cui devono contribuire tutte le forze sane, al di là di steccati e schieramenti» (la frase, per la precisione, è di Bianco).</p>
<p style="text-align: justify">Non sono mancate le comprensibili critiche a Raffaele Stancanelli, il sindaco-senatore che naviga a vista è che per Musumeci considera «ogni cosa comunque sempre meno importante del bilancio economico, con il risultato che ogni proposta è rifiutata ed ogni emergenza mai giustamente considerata perché per Stancanelli c’è sempre ben altro d’importante cui pensare, cui fare fronte».</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, in tempi drammatici di crisi economica, ha evidenziato Musumeci concludendo, «in ogni altra città il Comune è in prima fila per superarla, a Catania invece il problema principale è proprio il Comune». Serve dire altro?</p>
<p><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/02/nello_musumeci_enzo_bianco2_resized.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/02/nello_musumeci_enzo_bianco2_resized.jpg"><img title="nello_musumeci_enzo_bianco2_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/02/nello_musumeci_enzo_bianco2_resized.jpg" alt="Nello Musumeci ed Enzo Bianco" width="350" height="262" /></a></p>
<p style="text-align: center">Nello Musumeci ed Enzo Bianco</p>
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		<title>La vicenda Amorelli diviene un caso nazionale</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 13:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ormai è divenuto davvero un intricato caso nazionale quello di Salvatore Amorelli, l’industriale nisseno famoso nel mondo per le sue <a href="http://www.amorelli-italy.com/" target="_blank">originalissime pipe</a> al centro di una kafkiana vicenda di contributi Cipe deliberati e non (del tutto) erogati e di mutui bancari a tassi talmente alti da aver provocato una denuncia per usura.<br />
Un parlamentare del Partito Democratico, infatti, il catanese <a href="http://www.giuseppeberretta.it">Giuseppe Berretta</a>, ha pensato ultrabene di presentare qualche giorno fa alla Camera dei Deputati una accurata interrogazione al ministro dell’Economia e a quello dello Sviluppo Economico, chiedendo di far piena luce sull&#8217;<em>affaire</em>, non solo per quanto riguarda il sospetto di usura, ma anche l&#8217;&#8221;intoppo&#8221; del patto territoriale di Caltanissetta all&#8217;origine di tutti i guai di Amorelli<span id="more-7538"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">A tal proposito, oggi su <a href="http://www.milanofinanza.it" target="_blank"><em>Milano Finanza Sicilia</em></a> c&#8217;è una mia (spero) interessante intervista a Berretta, in cui spiega che cosa chiede al governo su di un caso, quello di Salvatore Amorelli appunto,  che potrebbe davvero riscrivere le regole dei rapporti fra cittadini e istituti di credito.<br />
Purtroppo on line l&#8217;articolo è leggibile solo a pagamento, ma il giornale rimarrà in edicola fino a tutto venerdì prossimo, quindi chi volesse può acquistare il cartaceo.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_7541" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-7541" title="pictures_giuseppe_berretta4_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/01/pictures_giuseppe_berretta4_resized.jpg" alt="Giuseppe Berretta" width="350" height="235" /><p class="wp-caption-text">Giuseppe Berretta</p></div>
<p style="text-align: justify">
<div class="shr-publisher-7538"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Il ricambio generazionale nelle imprese in Sicilia&#8221;, domani un convegno a Ragusa</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel sistema delle imprese siciliane, gradatamente formatosi a partire dagli anni Sessanta, è in atto il primo vero ricambio generazionale, un processo che, sovente, evidenzia il contrasto fra le differenti generazioni e le criticità nelle rispettive scelte gestionali e patrimoniali. Il confronto è reso assai difficile, fra l’altro, dalle diverse condizioni del fare impresa evolutesi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Nel sistema delle imprese siciliane, gradatamente formatosi a partire dagli anni Sessanta, è in atto il primo vero ricambio generazionale, un processo che, sovente, evidenzia il contrasto fra le differenti generazioni e le criticità nelle rispettive scelte gestionali e patrimoniali. Il confronto è reso assai difficile, fra l’altro, dalle diverse condizioni del fare impresa evolutesi in Sicilia in quest’ultimo mezzo secolo<span id="more-6464"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Negli Stati di lingua inglese, ma anche in alcune aree del nostro Paese in cui il sistema delle imprese ha cominciato a svilupparsi già dalla seconda metà dell’800, la tematica del ricambio generazionale ha prodotto specifici istituti, quali il <em>trust</em> ed il <em>patto di famiglia</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Il convegno <em>Il ricambio generazionale nelle imprese in Sicilia. Le criticità nella gestione e nel patrimonio</em> (organizzato dalla Direzione Commerciale Sicilia Sud del Banco di Sicilia in collaborazione con le associazioni provinciali iblee di Confindustria, Confcommercio, Confesercenti e Cna, nonché con l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Ragusa) si prefigge quindi lo scopo di sistematizzare la problematica del ricambio generazionale, verificare se taluni istituti &#8211; quali, appunto, il trust ed il patto di famiglia &#8211; siano applicabili nel panorama delle imprese siciliane e proporre gli eventuali rimedi coerenti.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_6469" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-6469" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/11/php1ti82hAM.jpg" alt="William Hogarth, Il contratto di matrimonio, 1743" width="350" height="269" /><p class="wp-caption-text">William Hogarth, Il contratto di matrimonio, 1743</p></div>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><strong>Ragusa</strong><br />
7 novembre 2009<br />
Ore 09.00-13.00<br />
Sala degli Archi<br />
Poggio del Sole Resort<br />
S.P. Ragusa-Marina di Ragusa Km. 5,7</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: justify"><strong>Programma:</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Ore 09.00</em></p>
<p style="text-align: justify">Saluti:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nello Dipasquale</strong><br />
Sindaco di Ragusa</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Giovanni Francesco Antoci</strong><br />
Presidente della Provincia Regionale di Ragusa</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Giuseppe Tumino</strong><br />
Presidente della CCIAA di Ragusa</p>
<p style="text-align: justify"><em>Ore 10.00</em></p>
<p style="text-align: justify">Presentazione del convegno:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Gregorio Squadrito</strong><br />
Direttore della Direzione Commerciale Sicilia Sud del Banco di Sicilia</p>
<p style="text-align: justify"><em>Ore 10.15</em></p>
<p style="text-align: justify">Interventi</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Rosario Faraci</strong><br />
Ordinario Facoltà di Economia &#8211; Università di Catania<br />
&#8220;Il ricambio generazionale nelle imprese a conduzione familiare&#8221;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Daniele Manenti</strong><br />
Presidente dell&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti della Provincia di Ragusa<br />
“Strumenti di pianificazione: il trust ed il patto di famiglia&#8221;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Antonio Pogliese</strong><br />
Economista<br />
“Il passaggio generazionale nelle imprese siciliane”</p>
<p style="text-align: justify"><em>Ore 11.20</em></p>
<p style="text-align: justify">Testimonianze di imprenditori locali</p>
<p style="text-align: justify"><em>Ore 11.50</em></p>
<p style="text-align: justify">Dibattito</p>
<p style="text-align: justify"><em>Ore 12.30</em></p>
<p style="text-align: justify">Interventi conclusivi</p>
<p style="text-align: justify">Coordina:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Carlo Lo Re</strong><br />
Giornalista di “Milano Finanza Sicilia”</p>
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		<title>Catania, la crisi e le occasioni di sviluppo: roadshow Class Cnbs e Banca Mps</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 06:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi a Catania si svolge il roadshow di Class Cnbc (la televisione del gruppo Class, che edita anche Milano Finanza) con la Banca Monte dei Paschi di Siena. Una giornata di confronto sulla città e la crisi economica in corso con molti dei protagonisti della vita etnea. Politici, imprenditori, esponenti delle Istituzioni discuteranno delle opportunità [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Oggi a Catania si svolge il roadshow di Class Cnbc (la televisione del gruppo Class, che edita anche <em>Milano Finanza</em>) con la Banca Monte dei Paschi di Siena. Una giornata di confronto sulla città e la crisi economica in corso con molti dei protagonisti della vita etnea.<br />
Politici, imprenditori, esponenti delle Istituzioni discuteranno delle opportunità di sviluppo sotto il Vulcano in diretta su Sky<span id="more-6359"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco nel dettaglio il programma della giornata:</p>
<p>Catania 28 ottobre 2009 – <strong>LA BANCA INCONTRA LA CITTÀ</strong></p>
<p><strong>La mattinata in diretta tv da Piazza Duomo</strong></p>
<p><strong>Conduce:</strong></p>
<p>Jole SAGGESE, conduttrice, Class Cnbc</p>
<p><em>ore 10.10 – 10.30 1° diretta TV</em></p>
<p><strong>Catania dopo la crisi: le opportunità di crescita</strong></p>
<p>-	Giuseppe CASTIGLIONE, Presidente, Provincia Catania</p>
<p>-	Santo CASTIGLIONE, Presidente, Autorità Portuale Catania</p>
<p>-	Carlo GAETA, Titolare, Area Territoriale Sicilia, Banca Monte dei Paschi di Siena</p>
<p>-	Ivanhoe LO BELLO, Presidente, Confindustria Sicilia</p>
<p>-	Gaetano MANCINI, Presidente e Amministratore Delegato, Società Aeroporto Catania</p>
<p>-	Vincenzo SANTORO, Prefetto, Catania</p>
<p>-	Raffaele STANCANELLI, Sindaco, Catania<!--more--></p>
<p><em>ore 11.00 – 11.30 2° diretta TV</em></p>
<p><strong>Il mercato del lavoro a Catania: i segnali dalle imprese</strong></p>
<p>-	Domenico BONACCORSI DI REBURDONE, Presidente, Confindustria Catania</p>
<p>-	Franco BATTIATO, Segretario Generale, CGIL Catania</p>
<p>-	Salvatore BONURA, Segretario Provinciale, CNA Catania</p>
<p>-	Alfio GIULIO, Segretario Generale, CISL Catania</p>
<p>-	Angelo MATTONE, Segretario Generale, UIL Catania</p>
<p>-	Bernardo MEDINA, Direttore Qualità Crediti e Mercato, Banca Monte dei Paschi di Siena</p>
<p>-	Silvio ONTARIO, Vice Presidente Vicario, Giovani Confindustria Catania</p>
<p><em>ore 12.00 – 12.25 3° diretta TV</em></p>
<p><strong>Banche e imprese: il rilancio del territorio</strong></p>
<p>-	Luigi BAGALA’, Direttore Territoriale Corporate Catania, Banca Monte dei Paschi di Siena</p>
<p>-	Mimmo COSTANZO, Consigliere d’Amministrazione, Tecnis</p>
<p>-	Rosario FARACI, Docente, Gestione delle Imprese – Università Catania</p>
<p>-	Leone LA FERLA, Presidente, Comitato Piccola Industria Catania</p>
<p>-	Giuseppe SCUDERI, Presidente, Confapi Sicilia</p>
<p><em>13.00 –13.20 4° diretta TV</em></p>
<p><strong>Gli investimenti a Catania: le richieste dei risparmiatori</strong></p>
<p>-	Claudio AMITRANO, Direttore Territoriale Retail Catania Nord, Banca Monte dei Paschi di Siena</p>
<p>-	Mario PALMISCIANO, Docente, Economia degli Intermediari finanziari &#8211; Università Catania</p>
<p><strong>Il talk show del pomeriggio</strong></p>
<p>Dall’Hotel Sheraton di Acicastello (Ct)</p>
<p><strong>Conducono:</strong></p>
<p>Andrea CABRINI, Direttore, Class Cnbc</p>
<p>Jole SAGGESE, Conduttrice, Class Cnbc</p>
<p><em>18.30 – 20.00</em></p>
<p><strong>Le sfide d’autunno &#8211; </strong><strong>Catania tra crisi e ripresa</strong></p>
<p><strong>Gli imprenditori:</strong></p>
<p>-	Enrico ANDRONICO, Direttore Commerciale, Bruno Elettrodomestici</p>
<p>-	Giuseppe BENANTI, Presidente e Amministratore Delegato, Sifi</p>
<p>-	Ettore DENTI, Amministratore, Gruppo Carmide</p>
<p>-	Raffaella MANDARANO, Presidente, Consorzio Etna Hi Tech</p>
<p>-	Rossella PEZZINO DE GERONIMO, Amministratore Delegato, Dusty</p>
<p>-	Salvatore RAFFA, Presidente, Distretto Etna Valley</p>
<p>-	Nico TORRISI, Presidente, Albergatori Regione Sicilia – Presidente, Hotel Baia Verde</p>
<p>-	Alfio TURRISI, Presidente, Sielte</p>
<p>-	Francesco VIRLINZI, Amministratore Unico, Ponteggi Tubolari</p>
<p>-	Giuseppe ZAPPALA’, Amministratore Delegato, Marina di Riposto</p>
<p><strong>Le istituzioni:</strong></p>
<p>-	Pietro AGEN, Presidente, CCIAA Catania</p>
<p>-	Luigi BAGALA’, Direttore territoriale Corporate Catania, Banca Monte dei Paschi di Siena</p>
<p>-	Domenico BONACCORSI DI REBURDONE, Presidente, Confindustria Catania</p>
<p>-	Santo CASTIGLIONE, Presidente, Autorità Portuale Catania</p>
<p>-	Mario CIANCIO SANFILIPPO, Direttore ed Editore “La Sicilia”</p>
<p>-	Carlo GAETA, Titolare, Area Territoriale Sicilia, Banca Monte dei Paschi di Siena</p>
<p>-	Gaetano MANCINI, Presidente e Amministratore Delegato, SAC Società Aeroporto Catania</p>
<p>-	Antonino RECCA, Rettore, Università Catania</p>
<p>-	Raffaele STANCANELLI, Sindaco, Catania<strong> </strong></p>
<p><strong>In collegamento via satellite:</strong></p>
<p>-	Andrea FIANO, Corrispondente da New York, Class Cnbc</p>
<p>-	Giuseppe ROMA, Direttore Generale, Censis</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6364" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/10/logo_class_cnbc.jpg" alt="logo_class_cnbc" width="310" height="285" /></p>
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		<title>&#8220;Un patto per la Sicilia&#8221;, oggi a Palermo dibattito organizzato da &#8220;Milano Finanza&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 06:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina alle 10.00 a Villa Filippina, Palermo, nell&#8217;ambito del Festival della Legalità voluto dalla casa editrice Zerotre, si terrà un dibattito organizzato da MF-Milano Finanza. Modera l&#8217;incontro l&#8217;editore/direttore di MF Paolo Panerai. Partecipano gli assessori regionali alla Presidenza e all&#8217;Industria Gaetano Armao e Marco Venturi, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello ed il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Stamattina alle 10.00 a Villa Filippina, Palermo, nell&#8217;ambito del Festival della Legalità voluto dalla casa editrice Zerotre, si terrà un dibattito organizzato da <em>MF</em>-<em>Milano Finanza</em>.<br />
Modera l&#8217;incontro l&#8217;editore/direttore di <em>MF</em> Paolo Panerai. Partecipano gli assessori regionali alla Presidenza e all&#8217;Industria Gaetano Armao e Marco Venturi, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello ed il presidente di Sviluppo Italia Vincenzo Paradiso.<br />
Al centro dei colloqui la proposta avanzata questa estate da Paolo Panerai in uno dei suoi  editoriali &#8220;Orsi &amp; Tori&#8221;, per un patto fra politica, ceti produttivi, burocrazia e magistratura per &#8220;sbloccare&#8221; l&#8217;Isola e giungere quanto prima alla fiscalità di vantaggio.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-6202" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/10/logo_milano_finanza.jpg" alt="logo_milano_finanza" width="524" height="163" /></p>
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		<title>Aeroporto di Catania, ecco il nuovo cda</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 13:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su MF Sicilia di oggi, in anticipo su tutti, abbiamo pubblicato l&#8217;elenco dei nuovi componenti del cda della Sac, la Società Aeroporto Catania che gestisce lo scalo etneo. Nell&#8217;articolo vi sono alcuni interessanti pareri sull&#8217;ennesimo stallo provocato dall&#8217;ormai celebre articolo 22 dello statuto Sac, quello che scioglie automaticamente l&#8217;intero consiglio più o meno ad ogni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Su <em>MF Sicilia</em> di oggi, in anticipo su tutti, abbiamo pubblicato l&#8217;elenco dei nuovi componenti del cda della Sac, la Società Aeroporto Catania che gestisce lo scalo etneo. Nell&#8217;articolo vi sono alcuni interessanti pareri sull&#8217;ennesimo stallo provocato dall&#8217;ormai celebre articolo 22 dello statuto Sac, quello che scioglie automaticamente l&#8217;intero consiglio più o meno ad ogni sua variazione. Per saperne di più andate in edicola o acquistate il pezzo sul sito <a href="http://www.milanofinanza.it" target="_blank">www.milanofinanza.it</a>.<br />
Ma avendo ormai l&#8217;Adn Kronos rilanciato la notizia ed essendo imminente la comunicazione ufficiale del nuovo cda da parte della Sac, ritengo opportuno mettere anche on line qui sul mio blog la lista dei nuovi consiglieri, che sono i seguenti:</p>
<p><strong>Riconfermati:</strong><br />
Gaetano Mancini (Camera di Commercio di Catania);<br />
Giovanni Arena (Camera di Commercio di Catania);<br />
Alfio D’Urso (Asi di Catania);<br />
Giovanni Gulino (Camera di Commercio di Ragusa);</p>
<p><strong>Nuovi:</strong><br />
Giuseppe Castiglione (Provincia Regionale di Catania);<br />
Nicola Bono (Provincia Regionale di Siracusa);<br />
Salvatore Bonura (Camera di Commercio di Catania);<br />
Fabio Moschella (Camera di Commercio di Siracusa).</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-5939" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/09/logo_mf_sicilia.jpg" alt="logo_mf_sicilia" width="298" height="223" /></p>
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		<title>Razza (La Destra): «La Sicilia deve entrare nel capitale della Banca del Sud tramite Irfis, Crias e Ircac»</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 16:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«La Sicilia può giocare una partita importante, ma bisogna assolutamente entrare nel capitale della Banca del Sud. La nostra proposta è fare entrare nel capitale sociale della nuova banca i tre istituti di credito regionali: Irfis, Crias e Ircac. Sono certo che il governo Lombardo vorrà considerare questa opportunità». Lo ha dichiarato Ruggero Razza, componente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">«La Sicilia può giocare una partita importante, ma bisogna assolutamente entrare nel capitale della Banca del Sud. La nostra proposta è fare entrare nel capitale sociale della nuova banca i tre istituti di credito regionali: Irfis, Crias e Ircac. Sono certo che il governo Lombardo vorrà considerare questa opportunità». Lo ha dichiarato Ruggero Razza, componente dell&#8217;esecutivo nazionale de La Destra e coordinatore provinciale catanese del partito, in una intervista pubblicata dal quotidiano <em>Milano Finanza Sicilia</em> nel numero oggi in edicola<span id="more-5414"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">«La Banca del Sud &#8211; ha aggiunto Razza &#8211; deve aprirsi al capitale privato, ma ha un senso se è parte di un progetto ampio e istituzionale. Se fosse solo una speculazione finanziaria per prelevare ricchezza al Sud, diventerebbe persino dannosa».</p>
<p style="text-align: justify">Sui dati resi noti dall&#8217;Ufficio Studi di Confindustria, che ha considerato il valore di un punto di Pil e tremilioni di posti di lavoro per il superamento del divario Nord-Sud, Razza ha aggiunto che «quest&#8217;obiettivo si raggiunge con i fondi, con il sostegno a chi vuole investire, ma soprattutto migliorando la burocrazia. Serve poi un vero ricambio della classe dirigente, che forse vale più dei fondi. Oggi brindiamo ai 4.3 miliardi di euro sbloccati dal governo. Ma nel decennio 1996-2006 la Sicilia ha restituito all&#8217;Europa risorse di ammontare superiore. Se non c&#8217;è una classe dirigente seria, impermeabile a ogni infiltrazione mafiosa e svincolata dalle vecchie logiche di potere, non si va da nessuna parte».</p>
<div id="attachment_5421" class="wp-caption aligncenter" style="width: 601px"><img class="size-full wp-image-5421" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/08/razza.jpg" alt="Ruggero Razza" width="591" height="591" /><p class="wp-caption-text">Ruggero Razza</p></div>
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		<title>Termini Imerese, gli operai Fiat bloccano ferrovia e autostrada</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 08:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli operai Fiat di Termini Imerese stanno bloccando in questo momento l&#8217;autostrada e la ferrovia, impedendo la circolazione dei treni nei pressi di Fiumetorto. I lavoratori stanno anche procedendo ad un massiccio volantinaggio sulla Palermo-Catania, per spiegare le ragioni della loro protesta, dovuta ai fondati timori che l&#8217;azienda torinese trasferisca altrove il settore auto del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Gli operai Fiat di Termini Imerese stanno bloccando in questo momento l&#8217;autostrada e la ferrovia, impedendo la circolazione dei treni nei pressi di Fiumetorto. I lavoratori stanno anche procedendo ad un massiccio volantinaggio sulla Palermo-Catania, per spiegare le ragioni della loro protesta, dovuta ai fondati timori che l&#8217;azienda torinese trasferisca altrove il settore auto del polo palermitano.</p>
<div class="shr-publisher-5196"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Il Banco di Sicilia denunciato per usura</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 17:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inchiesta: La vicenda di Salvatore Amorelli, proprietario di una industria che fabbrica pipe Giorni fa è stato presentato alla Procura della Repubblica di Caltanissetta un dettagliato esposto/denuncia in cui un imprenditore, il nisseno Salvatore Amorelli, proprietario di una industria che fa pipe in radica ed articoli da regalo, chiede di verificare se non vi siano [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><strong><em>Inchiesta: La vicenda di Salvatore Amorelli, proprietario di una industria che fabbrica pipe<br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: justify">Giorni fa è stato presentato alla Procura della Repubblica di Caltanissetta un dettagliato esposto/denuncia in cui un imprenditore, il nisseno Salvatore Amorelli, proprietario di una industria che fa pipe in radica ed articoli da regalo, chiede di verificare se non vi siano gli estremi per procedere per usura contro il Banco di Sicilia<span id="more-4841"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">La vicenda ha del kafkiano, e quindi sarebbe forse potuta accadere ovunque, ma nel contempo è anche triste specchio dello sfascio attuale della Sicilia. Cerchiamo di dipanarla passo passo.</p>
<p style="text-align: justify">Tutto comincia nel novembre del 1996, quando Amorelli chiede all&#8217;allora Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica (oggi più semplicemente Ministero dell&#8217;Economia), un contributo per un suo progetto di vasto respiro inerente una nuova fabbrica per la produzione di pipe e articoli da regalo.</p>
<p style="text-align: justify">All&#8217;epoca, i progetti per la provincia nissena passano tutti attraverso la &#8220;Caltanissetta S.c.p.a.&#8221;, che in quel momento è la società responsabile del Patto Territoriale di Caltanissetta, patto che vedeva la ditta di Amorelli fra i contraenti.</p>
<p style="text-align: justify">Qualche tempo dopo, con Decreto Generale provvisorio di Concessione delle risorse finanziarie assegnate dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) al Patto Territoriale della Provincia di Caltanissetta (deliberazione del 26 giugno 1997 per l&#8217;importo di 85,712 miliardi di lire), il Ministero concede, in data 31 luglio 1998, un contributo nella misura del 75% sulle spese che sarebbero state sostenute da ogni singola iniziativa inserita nel Patto Territoriale di Caltanissetta e che sarebbero risultate averne diritto, a seguito delle risultanze delle istruttorie da parte del Servizio per la Programmazione Negoziata.</p>
<p style="text-align: justify">Tra tali iniziative è compresa anche quella della ditta Amorelli, che presenta quindi il progetto esecutivo, corredato da tutti i documenti richiesti, ossia asseverazione bancaria e concessione edilizia ottenuta nelle more (per l&#8217;esattezza la n. 50461 del 17 settembre 1998 in agro di Caltanissetta, in deroga alle previsioni del nuovo Prg, in quanto iniziativa produttiva approvata dal Cipe ed inserita nei Patti Territoriali).</p>
<p style="text-align: justify">Esaminato il progetto e la relativa documentazione prodotta e ritenendolo valido, il Ministero promulga il decreto n. 2054 (21 ottobre 1999) dando in tre rate ad Amorelli un contributo di 2 miliardi e 700 milioni di lire, disponibili dalle risorse finanziarie assegnate dal Cipe al Patto Territoriale della Provincia di Caltanissetta a carico del bilancio dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify">Il decreto in questione riconosce il diritto alle agevolazioni sulla base delle esigenze di pagamento effettivamente maturate e subordina l&#8217;erogazione delle rate di contributo all&#8217;atto definitivo dell&#8217;acquisto del suolo. Il decreto prevede inoltre che la loro erogazione sarebbe dovuta avvenire a seguito della presentazione di una dichiarazione da parte del soggetto beneficiario attestante l&#8217;importo delle spese sostenute, la loro corrispondenza con quelle programmate, nonché la conformità dei lavori eseguiti rispetto al progetto esecutivo approvato.</p>
<p style="text-align: justify">Sulla base dei provvedimenti ministeriali comunicatigli, Salvatore Amorelli acquista allora il terreno e dà inizio ai lavori di edificazione degli opifici industriali, fornendo fideiussione assicurativa in favore del Ministero.</p>
<p style="text-align: justify">A febbraio del 2000, la ditta Amorelli acquista per la somma di 196.253,62 euro il terreno sul quale comincia a costruire due fabbricati strumentali al programma.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2004 il Ministero restituisce l&#8217;originale della polizza fideiussoria, a seguito della verifica della validità della documentazione di spesa sostenuta dalla ditta Amorelli, avendo erogato, a titolo di anticipazione, la prima quota di finanziamento pari a lire 901.366.000 nel 2000.</p>
<p style="text-align: justify">Completati i lavori in Ottobre 2005, la Amorelli richiede l&#8217;erogazione della seconda e della terza rata di finanziamento, pari a complessivi 791.378,37 euro, avendo sostenuto spese, per macchinari ed opere edili varie, per quasi 2.000.000 di euro.</p>
<p style="text-align: justify">In data 21 settembre 2006, la Caltanissetta S.c.p.a., appunto il soggetto responsabile del Patto Territoriale nisseno, procede alla verifica delle opere realizzate e ne attesta la piena conformità al progetto autorizzato. L&#8217;opificio viene quindi inaugurato e messo in funzione con i 10 dipendenti previsti.</p>
<p style="text-align: justify">A questo punto comincia un vero e proprio incubo per Salvatore Amorelli. La società responsabile del Patto Territoriale inizia ad avere alcune incomprensibili difficoltà operative, temporeggia su tutti i solleciti di Amorelli ed alla fine, a sorpresa, dopo essere stata ribattezzata &#8220;Caltanissetta S.ca.r.l.&#8221;, nel febbraio del 2007 viene sciolta, con immediato trasferimento di tutte le sue funzioni alla figura del Segretario Generale del Comune di Caltanissetta.</p>
<p style="text-align: justify">Come già accaduto con la Caltanissetta S.c.p.a. (o S.c.a.r.l. che dir si voglia), che dopo aver accertato l&#8217;avvenuta realizzazione dell&#8217;investimento della Amorelli, convalidandone tutti i titoli di spesa, aveva omesso di richiedere al Ministero l&#8217;erogazione degli Stati d&#8217;avanzamento lavori (Sal), secondo le modalità previste dalla norma, anche il Segretario Generale del Comune di Caltanissetta, si dimentica del &#8220;particolare&#8221;.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-4845" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/05/amorelli_stabilimento_incompiuto.jpg" alt="Il nuovo stabilimento della Amorelli a Caltanissetta rimasto incompiuto dopo il blocco del finanziamento Cipe" width="262" height="350" /></dt>
<dd>Il nuovo stabilimento della Amorelli a Caltanissetta rimasto incompiuto dopo il blocco del finanziamento Cipe</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">Insomma, nonostante abbia formulato le proprie richieste in piena adesione alle previsioni di legge, Amorelli deve persino ricorrere al Tar Sicilia per avere l&#8217;accesso agli atti amministrativi, visto il prolungato silenzio sia del Ministero dello Sviluppo Economico, che della Caltanissetta Scarl e dello stesso Comune di Caltanissetta.</p>
<p style="text-align: justify">Come è comprensibile, la mancata erogazione delle rate di contributo cui la ditta Amorelli aveva ad ha diritto ha determinato un irreparabile danno al patrimonio dell&#8217;azienda. Facciamo un po&#8217; di conti.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1997, prima dell&#8217;avvio del Programma Patto Territoriale, la ditta Amorelli è esposta con le banche per appena 15 mila euro e dispone di depositi per 250 mila euro, un discreto patrimonio immobiliare e la Sua attività è apprezzata nel mondo già da 15 anni.</p>
<p style="text-align: justify">Ottenuto il decreto ministeriale di finanziamento per la realizzazione del programma degli investimenti, la Amorelli ricorre quindi al credito bancario e ottiene diversi finanziamenti. Come è chiaramente scritto nell&#8217;esposto, «è evidente che il presupposto fondamentale dei fidi concessi dalle banche sia stato il decreto di concessione del contributo statale».</p>
<p style="text-align: justify">Il Banco di Sicilia, in particolare, concede ampie facoltà di utilizzo sulle linee di credito esistenti nonché nuovi e specifici (per il Patto) affidamenti in data 3 maggio 2001.</p>
<p style="text-align: justify">Del resto, si legge nell&#8217;esposto, «il BdS è anche la banca concessionaria del Patto Territoriale di Caltanissetta, nonché banca convenzionata con la Caltanissetta Scpa per le iniziative del Patto Territoriale e la sua controllata, Irfis spa, è socio della Caltanissetta SCPA e ha accertato con esito favorevole il Progetto in corso d&#8217;opera».</p>
<p style="text-align: justify">Ora, a seguito della sempre procrastinata percezione delle due restanti rate di contributo spettante da parte del Ministero per il tramite della Caltanissetta Scpa prima e del Comune di Caltanissetta poi, ad un certo punto le banche iniziano a richiedere l&#8217;immediato rientro dei fidi e dei mutui concessi in forme sempre più pressanti. Parallelamente, per fare fronte al completamento degli investimenti connessi alla realizzazione del progetto, la Amorelli , non disponendo più di liquidità, è costretta a porre in garanzia un cospicuo patrimonio immobiliare.</p>
<div id="attachment_4846" class="wp-caption aligncenter" style="width: 272px"><img class="size-full wp-image-4846" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/05/amorelli_vetrina.jpg" alt="Pipe in vetrine nello stabilimento Amorelli" width="262" height="350" /><p class="wp-caption-text">Pipe in vetrine nello stabilimento Amorelli</p></div>
<p style="text-align: justify">Ma ormai la diga è rotta e le banche che non hanno la stessa pazienza, aggrediscono Amorelli, sempre più in difficoltà. Il Bds chiede la vendita del patrimonio immobiliare, con atto di dichiaratorio del gennaio 2007, per la complessiva somma di euro 796.962,04, oltre interessi dall&#8217;1 Aprile 2006, ma analoghe richieste vi sono anche dalla controllata Irfis spa, dal Credito Siciliano, da Italfondiario e Serit Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify">Amorelli si sente sotto assedio e ricorre ad una perizia specialistica su tutti i suoi conti correnti, al fine di determinare eventuali maggiori somme pagate in conseguenza dell&#8217;applicazione degli interessi anatocistici, di interessi ultralegali non pattuiti o pattuiti in maniera difforme rispetto alla normativa vigente, all&#8217;addebito di commissioni e spese non concordate, dall&#8217;addebito dei giorni di valuta non previsti in contratto. Viene inoltre richiesto espressamente ad un esperto &#8211; lo studio Accolla &#8211; di verificare la rispondenza dei tassi applicati nei vari rapporti alla vigente normativa anti usura.</p>
<p style="text-align: justify">La perizia commissionata dà esiti assolutamente sorprendenti. Leggiamo nell&#8217;esposto: «Dal compendio delle analisi effettuate su tutti i rapporti bancari intrattenuti dal cav. Amorelli con il sistema creditizio erano già emerse diverse irregolarità perpetrate dalle banche in danno della Ditta, con grave nocumento nello sviluppo dei rapporti successivi. Era emerso infatti che: Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena e Banca San Paolo di Torino avevano costantemente violato i dettami previsti dalla L. 108/96, applicando costantemente tassi superiori alla soglia di usura [...] Vi è poi la notevole discrepanza fra quanto richiesto dal Banco di Sicilia (769.962,04 euro) ed i conteggi di questo perito (487.903,51 euro) e per di più con un procedimento esecutivo».</p>
<p style="text-align: justify">Amorelli, intervistato da <em>La Zona Franca</em>, evidenzia come la somma pretesa dal BdS sia «in palese violazione del divieto di anatocismo previsto dall&#8217;art.1283 del Codice Civile». L&#8217;esposto entra più nel dettaglio, parlando di un «anatocismo effettuato, con effetto moltiplicatore, sia sugli interessi debitori capitalizzati nel c/c, sia sulle spese e sulle commissioni applicate (parte delle quali addebitate quantunque non pattuite o addirittura prive di causa) sia sulle competenze derivanti da altri rapporti, per effetto del giroconto non autorizzato sul conto corrente ordinario delle competenze relative ai conti anticipi».</p>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;esposto, poi, si sottolinea anche «l&#8217;applicazione di spese e commissioni non pattuite in contratto», nonché l&#8217;applicazione di una commissione di massimo scoperto «che risulta nulla per mancanza di causa, in quanto esplicante un effetto di sovrapposizione rispetto agli interessi corrispettivi già autonomamente percepiti».</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, nell&#8217;esposto che Amorelli ha presentato in Procura si ipotizza apertamente che il BdS abbia «applicato tassi di usura sull&#8217;intera posizione, esponendosi alla sanzione prevista dall&#8217;art. 4 della L. 108/96 (applicazione dell&#8217;art. 1815 c.c.)».</p>
<p style="text-align: justify">Amorelli evidenzia poi come il Banco di Sicilia e la sua controlla Irfis Spa, «abbiano sempre rifiutato ogni approccio ed ogni tentativo di abbozzare un ragionevole piano di rientro. Un comportamento davvero singolare, al pari di quello dello Stato, ancora inadempiente nonostante le obbligazioni assunte nei riguardi della mia azienda; una concreta, fattiva attività che da trent&#8217;anni contribuisce all&#8217;economia della Sicilia e sostiene la migliore della Sua immagine nel Mondo».</p>
<p style="text-align: justify">Durissimo è anche l&#8217;avvocato di Amorelli, Pietro Ivan Maravigna, per il quale «l&#8217;esposto mira ad ottenere giustizia, ma anche ad accendere i riflettori sul desolante e perverso intreccio cattiva amministrazione-sistema creditizio che ha fatto si che gran parte dell&#8217;imprenditoria siciliana non riesca ad essere competitiva sui mercati. Non è pertanto un problema che può essere risolto solo dinanzi ai Tribunali. La speranza, quindi, è che chi oggi ricopre, contestualmente, in Sicilia ruoli di rappresentanza del mondo dell&#8217;intrapresa e di vertice di primario Istituto di Credito si accorga del problema e, possibilmente, lo risolva».</p>
<p style="text-align: justify">«In ogni caso &#8211; continua Maravigna &#8211; gli istituti di credito, ai sensi del D.L. 231/2001 sulla &#8220;responsabilità amministrativa degli Enti&#8221;, risponderanno in sede giudiziaria di eventuali condotte illecite poste in essere a loro vantaggio ed in danno di Amorelli da propri dipendenti».</p>
<p style="text-align: justify">Come finirà la vicenda non è dato sapere. Ma di certo, comunque, dalla surreale disavventura di Salvatore Amorelli, uno dei protagonisti dell&#8217;imprenditoria d&#8217;eccellenza siciliana, la credibilità dell&#8217;intero sistema creditizio italiano (che a parole fa di tutto per sostenere le aziende) esce alquanto malconcia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Apparso su <em>la Zona Franca</em>, a. III, n. 5, maggio 2009, pp. 20-22</strong></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-4844" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/05/amorelli_6_resized.jpg" alt="Salvatore Amorelli" width="262" height="350" /></dt>
<dd>Salvatore Amorelli</dd>
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		<title>Il mondo delle donne</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 07:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Expo Show Il mondo delle donne Catania Centro Fieristico &#8220;Le Ciminiere&#8221; 15-17 maggio 2009 Durante la tre giorni catanese dedicata all&#8217;intrapresa al femminile, sarà presentato il gruppo &#8220;Imprenditrici di Confindustria Catania&#8221;. Sarà presente all&#8217;evento anche la Mediacom Academy (http://www.mediacomacademy.it/), società etnea di alta formazione e consulenza che ha al suo interno alcuni ottimi esperti di dinamiche [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: center">Expo Show<br />
<em><strong>Il mondo delle donne</strong></em><br />
Catania<br />
Centro Fieristico &#8220;Le Ciminiere&#8221;<br />
15-17 maggio 2009</p>
<p style="text-align: justify">Durante la tre giorni catanese dedicata all&#8217;intrapresa al femminile, sarà presentato il gruppo &#8220;Imprenditrici di Confindustria Catania&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Sarà presente all&#8217;evento anche la Mediacom Academy (<a href="http://www.mediacomacademy.it/">http://www.mediacomacademy.it/</a>), società etnea di alta formazione e consulenza che ha al suo interno alcuni ottimi esperti di dinamiche di leadership al femminile<span id="more-4468"></span>.</p>
<p style="text-align: center"><strong>Programma:</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Venerdì 15.05.2009<br />
Il soffitto di cristallo</strong><br />
Alfonso Maggio (formatore e personal &amp; business coach)<br />
<em>Identità del femminile e segregazione occupazionale di genere</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sabato 16.05.2009<br />
Il fattore D, l&#8217;innovazione e le donne</strong><br />
Orazio Zaccà (esperto di marketing)<br />
<em>L&#8217;immagine mediatica della donna</em></p>
<p>Maria Luisa Zuccarello (esperta di leadership al femminile)<br />
<em>La rottura dell&#8217;equilibrio: la leadership del cambiamento</em></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Domenica 17.05.2009<br />
&#8220;&#8230;istruisci una Bambina e ne farai una Nazione&#8221;<br />
</strong>Francesca Mannino (consulente aziendale)<br />
<em>L&#8217;importanza delle strategie di Empowerment</em></p>
<p style="text-align: center"> <img class="size-full wp-image-4471  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/05/women-power.jpg" alt="women-power" width="297" height="282" /></p>
<div class="shr-publisher-4468"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Il continente invisibile, informazione e lavoro in Sicilia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 15:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il continente invisibile Informazione e lavoro in Sicilia 27 aprile 2009, ore 16.30 Salone della Camera del Lavoro Via Crociferi 40, Catania Introduce: Laura Galesi (giornalista) Partecipano: Luca Cangemi (segretario regionale Prc) Mario Pugliese (Funzione Pubblica Cgil-Inail); Fabio Sebastiani (redattore di Liberazione) Giuseppe Scifo (segretario Cgil Vittoria) Guglielmo Troina (Rai Tre). Interverranno alcuni protagonisti delle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: center"><strong>Il continente invisibile<br />
Informazione e lavoro in Sicilia<br />
</strong><br />
27 aprile 2009, ore 16.30<br />
Salone della Camera del Lavoro<br />
Via Crociferi 40, Catania</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Introduce:</strong><br />
Laura Galesi (giornalista)</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partecipano:</strong><br />
Luca Cangemi (segretario regionale Prc)<br />
Mario Pugliese (Funzione Pubblica Cgil-Inail);<br />
Fabio Sebastiani (redattore di <em>Liberazione</em>)<br />
Giuseppe Scifo (segretario Cgil Vittoria)<br />
Guglielmo Troina (Rai Tre)<span id="more-3946"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Interverranno alcuni protagonisti delle esperienze di informazione alternativa a Catania.</p>
<p style="text-align: justify">Nel corso dell&#8217;incontro, sarà proiettato il video <em>Un mondo a colori</em>, che racconta le storie degli immigrati nelle campagne siciliane.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Sfruttamento, precarietà, morti bianche, cassa integrazione anche nelle realtà più avanzate come l&#8217;StM. Queste sono le facce di una Sicilia immersa nella crisi economica e sociale. Ma sono facce che rimangono quasi sempre invisibili, una &#8220;informazione/noninformazione&#8221; non le racconta, per contiguità e ossequio alle oligarchie dominanti, per insensibilità culturale.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>È questo un aspetto non secondario dell&#8217;annientamento dell&#8217;opposizione sociale e politica nella nostra isola. Rinnovare la solidarietà a Report per la finestra di verità che ha aperto su Catania (metafora di tutta la Sicilia) significa lavorare qui per far crescere un giornalismo capace di partire dal basso e di ritornarci, innanzitutto sulle questioni del lavoro.</em></p>
<p style="text-align: justify">Partito della Rifondazione Comunista<br />
Circolo Città Futura<br />
Via Conte di Torino, 29/i &#8211; Catania<br />
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<p style="text-align: center"> <img class="size-full wp-image-3969  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/logo-rifondazione-comunista.jpg" alt="Logo Rifondazione Comunista" width="305" height="305" /></p>
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		<title>Banche e usura, a Caltanissetta presentato un esposto contro il BdS</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 08:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una vicenda kafkiana quella dell&#8217;imprenditore nisseno Salvatore Amorelli, conosciuto il tutto il mondo per le sue straordinarie pipe in radica, suo malgrado protagonista di una brutta storia che fra inefficienze pubbliche e private rischia di travolgerlo. Ora Amorelli ha presentato un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica di Caltanissetta, accusando il Banco di Sicilia di aver applicato tassi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Una vicenda kafkiana quella dell&#8217;imprenditore nisseno Salvatore Amorelli, conosciuto il tutto il mondo per le sue straordinarie pipe in radica, suo malgrado protagonista di una brutta storia che fra inefficienze pubbliche e private rischia di travolgerlo. Ora Amorelli ha presentato un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica di Caltanissetta, accusando il Banco di Sicilia di aver applicato tassi d&#8217;interesse troppo alti<span id="more-3745"></span>.</p>
<p>Su <em>MF Sicilia</em> di oggi ricostruisco per bene il tutto, con stralci dall&#8217;esposto, le dichiarazioni di Amorelli e del suo legale Pietro Ivan Maravigna e la replica del BdS. Compratelo in edicola, vale davvero l&#8217;euro e 30 della spesa &#8230;</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3747  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/mf.jpg" alt="MF" width="180" height="100" /></p>
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		<title>Energie rinnovabili ed Esco, oggi un convegno a Siracusa</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 06:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Innoviamo la politica di difesa dell&#8217;ambiente ed energetica con l&#8217;applicazione delle ESCO &#8211; Le esperienze in Europa&#8221; Siracusa, sabato 7 marzo 2009 &#8211; ore 09,00 Palazzo Vermexio &#8211; Salone Paolo Borsellino h. 09,00 Registrazione dei partecipanti h. 09,15 PRESENTAZIONE Dott.ssa Francesca Scatà Consulente Comunicazione Consorzio I.E.S. h. 09,30 SALUTI Ing. Roberto VISENTIN Sindaco di Siracusa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: center"><strong>&#8220;Innoviamo la politica di difesa dell&#8217;ambiente ed energetica<br />
con l&#8217;applicazione delle ESCO &#8211; Le esperienze in Europa&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center">Siracusa, sabato 7 marzo 2009 &#8211; ore 09,00<br />
Palazzo Vermexio &#8211; Salone Paolo Borsellino</p>
<p><span id="more-3010"></span></p>
<p style="text-align: justify">h. 09,00 Registrazione dei partecipanti</p>
<p style="text-align: justify">h. 09,15 PRESENTAZIONE<br />
Dott.ssa <strong>Francesca Scatà</strong><br />
Consulente Comunicazione Consorzio I.E.S.</p>
<p style="text-align: justify">h. 09,30 SALUTI<br />
Ing. <strong>Roberto VISENTIN</strong><br />
Sindaco di Siracusa</p>
<p style="text-align: justify">On. <strong>Nicola BONO</strong><br />
Presidente Provincia Regionale di Siracusa</p>
<p>On. <strong>Giambattista BUFARDECI</strong><br />
Vice Presidente della Regione Sicilia</p>
<p style="text-align: justify">h. 10,15 RELATORI<br />
Ing. <strong>Paolo RIZZO</strong><br />
Consigliere Consorzio I.E.S.<br />
<strong>L&#8217;applicazione degli ESCO in Sicilia</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dott. <strong>Antonio POGLIESE</strong><br />
Presidente Consorzio I.E.S.<br />
<strong>Gli aspetti finanziari in materia di gestione delle Esco nell&#8217;attuale fase economica</strong></p>
<p style="text-align: justify">Prof. <strong>Rosario LANZAFAME</strong><br />
Ordinario di Sistemi per l&#8217;Energia e l&#8217;Ambiente Dipartimento di ingegneria industriale e meccanica<br />
Facoltà di ingegneria &#8211; Università di Catania<br />
<strong>La produzione di energie rinnovabili ed il risparmio energetico</strong></p>
<p style="text-align: justify">Prof. <strong>Michele Sabatino</strong><br />
Direttore APEA &#8211; Enna<br />
<strong>L&#8217;esperienza dell&#8217;Agenzia Provinciale per l&#8217;Energia e l&#8217;Ambiente di Enna nell&#8217;ambito del programma comunitario EIE dell&#8217;Unione Europea</strong></p>
<p style="text-align: justify">h. 11,30 INTERVENTI<br />
On. <strong>Giuseppe SORBELLO</strong><br />
Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Sicilia</p>
<p style="text-align: justify">On. <strong>Pippo GIANNI</strong><br />
Assessore all&#8217;Industria della Regione Sicilia</p>
<p style="text-align: justify">h. 12, 10 DIBATTITO</p>
<p>MODERATORE<br />
Dott. <strong>Carlo LO RE</strong><br />
Giornalista</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3012  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/03/esco.jpg" alt="Esco" width="238" height="256" /></p>
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		<title>Catania, i Carabinieri contro il lavoro nero nei quartieri alti (e non solo) &#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 05:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia siciliana]]></category>
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		<description><![CDATA[Da un comunicato ufficiale dei Carabinieri, firmato dal capitano Giuseppe Moscati, comandante  della Compagnia di piazza Dante, si apprende che nel week end appena conclusosi, in quel di corso Italia, cuore dello shopping d&#8217;élite catanese, i CC hannochiuso 7 negozi per sfruttamento di lavoratori &#8220;in nero&#8221;. Come evidenzia il comunicato dell&#8217;Arma diramato domenica, «dopo i numerosi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Da un comunicato ufficiale dei Carabinieri, firmato dal capitano Giuseppe Moscati, comandante  della Compagnia di piazza Dante, si apprende che nel week end appena conclusosi, in quel di corso Italia, cuore dello shopping d&#8217;élite catanese, i CC hannochiuso 7 negozi per sfruttamento di lavoratori &#8220;in nero&#8221;<span id="more-2549"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Come evidenzia il comunicato dell&#8217;Arma diramato domenica, «dopo i numerosi controlli effettuati nel popoloso quartiere San Cristoforo e nella centralissima via Etnea, i militari dell&#8217;Arma, supportati dal Nucleo Ispettorato Lavoro, ieri pomeriggio hanno passato al setaccio il &#8220;salotto buono&#8221; di Catania: Corso Italia. Bilancio: la tendenza è costante. Anche qui sette sospensioni di attività e ben dieci lavoratori &#8220;in nero&#8221; emersi».</p>
<p style="text-align: justify">Continua il comunicato: «L&#8217;attenzione dei Carabinieri è tesa a colpire lo sfruttamento dei lavoratori più esposti e meno tutelati: quei giovani che, in difficoltà nel trovare un impiego, lavorano sottopagati e senza la minima tutela previdenziale. Nella circostanza sono state elevate ammende per 75.000 euro circa e registrati recuperi Inps/Inail per 10.000 euro circa».</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Per poter riaprire i negozi, i titolari dovranno ora regolarizzare i dipendenti emersi dai controlli e pagare le multe. Non sarà una gran pena, ma è giù qualcosa in una città in cui il lavoro nero è purtroppo la norma.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-2551  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/02/logo-carabinieri.jpg" alt="Logo Carabinieri" width="282" height="350" /></p>
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		<title>Report Sud: per la Fondazione Curella il 2009 sarà un annus horribilis</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 07:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo le previsioni della Fondazione Curella, in genere assai precise e veritiere, nel 2009 il Pil delle regioni meridionali del nostro Paese calerà dell&#8217;1.5% a fronte di un -1% della media nazionale. Il Report Sud 2009 presentato a Palermo dalla stessa Fondazione e dal Diste (Dipartimento Studi Territoriali) non lascia margini all&#8217;ottimismo. Nel 2008 il Pil [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Secondo le previsioni della Fondazione Curella, in genere assai precise e veritiere, nel 2009 il Pil delle regioni meridionali del nostro Paese calerà dell&#8217;1.5% a fronte di un -1% della media nazionale<span id="more-2164"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Il <em>Report Sud 2009</em> presentato a Palermo dalla stessa Fondazione e dal Diste (Dipartimento Studi Territoriali) non lascia margini all&#8217;ottimismo. Nel 2008 il Pil nel Mezzogiorno ha fatto registrare una flessione dell&#8217;1.3%, mentre nel resto d&#8217;Italia questa è stata appena dello 0.2%.</p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda poi il tasso di occupazione al Sud, nel 2008, rispetto all&#8217;anno precedente, scendeva dello 0.1%, con una media nazionale che si è attestata ad un +1%.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, le politiche di sviluppo del Mezzogiorno degli ultimi anni, di centrodestra o di centrosinistra poco importa, fin qui sono risultate assai poco efficaci. Per una endemica carenza infrastrutturale, nonché per un grave gap socio-economico, che viene ovviamente aggravato oggi dalla crisi globale.</p>
<p style="text-align: justify">Ma il peggio deve ancora venire. Come ha infatto evidenziato il presidente del Diste, Alessandro La Monica, «di prassi gli andamenti economici che colpiscono il Nord del Paese si ripercuotono al Sud dopo circa un anno, e quindi la crisi del 2008 deve ancora colpire il Mezzogiorno nella sua fase più acuta. Bisogna quindi riformare in tutti i settori, liberando risorse e potenzialità che, soprattutto in Sicilia, sono soffocate dal peso di corporazioni e agglomerati di potere».</p>
<p style="text-align: justify">Com&#8217;è comprensibile, a Catania la situazione è ancora più grave a causa dello stato di crisi del Comune, cui va ad aggiugersi il pessimo stato del sistema economico etneo nel suo complesso.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/report-sud.jpg"><img class="size-full wp-image-2168  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/report-sud.jpg" alt="" width="118" height="121" /></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.fondazionecurella.org/">http://www.fondazionecurella.org/</a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.disteconsulting.net/">http://www.disteconsulting.net/</a></p>
<div class="shr-publisher-2164"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Presentato a Palermo l&#8217;&#8221;Atlante socioeconomico della Sicilia&#8221;</title>
		<link>http://thelorereport.blogdo.net/presentato-a-palermo-latlante-socioeconomico-della-sicilia/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 08:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato presentato ieri a Palermo l&#8217;Atlante socioeconomico della Sicilia, frutto di una consolidata collaborazione fra la Regione Siciliana e l&#8217;Istat. Con l&#8217;ausilio di un amplio spettro di cartografie, lo studio offre una completa radiografia dell&#8217;Isola. La stagnazione demografica ha investito anche la Sicilia: le cause sono da ricercare nel declino delle nascite, nella disaffezione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">È stato presentato ieri a Palermo l&#8217;<em>Atlante socioeconomico della Sicilia</em>, frutto di una consolidata collaborazione fra la Regione Siciliana e l&#8217;Istat<span id="more-1400"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Con l&#8217;ausilio di un amplio spettro di cartografie, lo studio offre una completa radiografia dell&#8217;Isola.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>stagnazione demografica</strong> ha investito anche la Sicilia: le cause sono da ricercare nel declino delle nascite, nella disaffezione nei confronti del matrimonio e nella ripresa dei flussi migratori.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>riduzione dei flussi di rinnovo della popolazione</strong> sta configurando un profilo d&#8217;invecchiamento della popolazione quasi in linea con il modello medio nazionale. Tuttavia dall&#8217;analisi dei dati disaggregati a livello comunale emergono situazioni diversificate che offrono interessanti letture sotto il profilo territoriale.</p>
<p style="text-align: justify">Sono questi, in sintesi, i principali elementi contenuti dell&#8217;<em>Atlante</em>, realizzato dall&#8217;Ufficio regionale dell&#8217;Istat in collaborazione con il Servizio Statistica della Regione Siciliana.</p>
<p style="text-align: justify">Il volume riunisce, secondo uno schema organico, un insieme di dati e indicatori presentati in cartogrammi per rendere più agevole la comprensione di fenomeni talvolta complessi e consentire di conoscere e quindi <strong>valutare l&#8217;entità e la dinamica delle trasformazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nella prima parte dell&#8217;Atlante sono riportate 167 cartografie articolate in tre aree tematiche: <strong>territorio e ambiente</strong>, <strong>popolazione e società</strong>, <strong>economia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La seconda parte contiene 101 cartografie in cui sono rappresentati indicatori calcolati per nove tipologie di aggregazioni funzionali (Aree metropolitane, Aziende Unità Sanitarie Locali, Circondari giudiziari, Collegi elettorali, Gruppi di Azione Locale, Patti territoriali, Progetti Integrati Territoriali, Sistemi Locali del Lavoro, Sistemi Locali del lavoro Turistici).</p>
<p style="text-align: justify">Dai dati statistici riguardanti le nove province siciliane emerge che Catania, con una <strong>densità demografica</strong> pari a 303 abitanti per kmq è la prima nella graduatoria, seguita da Palermo e Messina (249,6 e 201,4) mentre in coda quella di Enna con 67 abitanti per Kmq (in Sicilia il valore medio è pari a 195,1).</p>
<p style="text-align: justify">Analoga la situazione per quanto riguarda la <strong>densità delle abitazioni</strong> i cui valori oscillano da un massimo del catanese di 137 case per kmq di superficie totale a un minimo di Enna pari a 37 unità.</p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda le <strong>seconde case</strong> ovvero le abitazioni vuote o occupate da non residenti, al censimento i dati documentano valori superiori alla media regionale (pari al 30,2% del totale) per Agrigento (39,1%), Ragusa (38%), Trapani (34,9%) ed Enna (31,3%); la graduatoria si chiude con Catania che presenta una quota pari al 23,6%.</p>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;ultimo decennio le maggiori perdite relative in termini di <strong>popolazione</strong> sono state in prevalenza a carico delle aree più interne della regione: flessioni più marcate si registrano infatti per Enna con un valore pari a -15% , seguita da Caltanissetta (-7,2%), Agrigento (-5,8%) e Messina (-3,9%); Catania con il 7,6% e Palermo con il 4,7% registrano le performance più positive in considerazione anche della crescente presenza della componente straniera (il corrispondente dato medio per l&#8217;intera Isola è pari all&#8217;1,6%).</p>
<p style="text-align: justify">Il tasso medio di <strong>natalità</strong> dell&#8217;Isola è pari al 10,1 per mille abitanti e risulta convergente sul livello medio nazionale (9,6 per mille): valori superiori alla media regionale si registrano per le province di Caltanissetta, Palermo e Catania, mentre a Messina ogni mille abitanti nascono poco più di 8 bambini.</p>
<p style="text-align: justify">Ogni 100 persone con meno di 15 anni nella regione, ve ne sono in media 111 con più di 64 anni: in cima alla graduatoria provinciale appare Messina (141,4) seguita da Enna (127,2), mentre in coda alla classifica e con valori inferiori alla media dell&#8217;Isola, le aree di Catania (97,4) e Palermo (102,6).</p>
<p style="text-align: justify">I dati di profilo economico confermano il ritardo in termini di <strong>occupazione</strong> e <strong>sviluppo</strong> dell&#8217;Isola rispetto al resto del Paese: l&#8217;<strong>indice generale di dotazione economica</strong> ovvero il <strong>rapporto tra gli occupati e la popolazione residente</strong> (calcolato sulla base dei dati raccolti in occasione del censimento demografico e disponibile anche a livello comunale) con un valore pari a 26,1% conferma tale distanza (in Italia il dato corrispondente è pari al 36%).</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;indice di <strong>imprenditorialità</strong> spiega che ogni 1.000 abitanti nella regione sono presenti in media 53,1 unità locali d&#8217;imprese: a Ragusa spetta il primato della classifica con un valore pari a 59,7%, seguita da Trapani con il 58,1%. La graduatoria si chiude con Siracusa (47,5%), Enna (48,6%) e Palermo (48,9%).</p>
<p style="text-align: justify">La vocazione al <strong>terziario</strong> dell&#8217;economia isolana è confermata anche dai dati sugli addetti alle unità locali dei <strong>servizi</strong> che in media sono pari a circa il 70% del totale, con valori che vanno dal 75,7% di Palermo al 61,7% di Siracusa. E, tuttavia, scendendo ad un livello di analisi sub-provinciale, si possono cogliere segnali di maggiore dinamismo economico.</p>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;<strong>area nord-occidentale</strong> si è confermato il &#8220;sistema del vino&#8221; e sempre crescente è il numero di aziende agricole che producono vini di qualità. Nell&#8217;<strong>area sud-orientale</strong>, allo sviluppo turistico legato agli itinerari culturali e naturalistici si combina la crescita di un&#8217;agricoltura specializzata, una nuova riorganizzazione del settore chimico, il trend positivo dei settori manifatturieri collegati all&#8217;Itc.</p>
<p style="text-align: justify">Ciò significa che all&#8217;interno del territorio si registrano segnali di cambiamento rispetto al passato a partire da quei sistemi locali dove imprenditori, spesso giovani, chiedono da una parte minore assistenza, ma regole e procedure certe e snelle, dall&#8217;altra interventi pubblici orientati all&#8217;apertura al mercato in termini competitivi e un&#8217;offerta di servizi più efficienti.</p>
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		<title>&#8220;Grandi opere e infrastrutture nel comprensorio etneo&#8221;, domani un convegno a Catania</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 11:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia siciliana]]></category>
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		<description><![CDATA[Domattina coordinerò un convegno sul futuro delle grandi opere infrastrutturali a Catania, organizzato dalla Ferrovia Circumetnea. Interverranno i presidenti di Fce, Porto, Aeroporto, Interporto ed altri esperti. Chi vuole saperne di più sull&#8217;argomento è il benvenuto.   Convegno &#8220;Grandi opere e infrastrutture nel comprensorio etneo&#8221; Complesso Fieristico &#8220;Le Ciminiere&#8221; Sala Polifemo Viale Africa &#8211; Catania Sabato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Domattina coordinerò un convegno sul futuro delle grandi opere infrastrutturali a Catania, organizzato dalla Ferrovia Circumetnea.<span id="more-1172"></span> Interverranno i presidenti di Fce, Porto, Aeroporto, Interporto ed altri esperti. Chi vuole saperne di più sull&#8217;argomento è il benvenuto.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: center">Convegno</p>
<p style="text-align: center"><strong>&#8220;Grandi opere e infrastrutture<br />
nel comprensorio etneo&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center">Complesso Fieristico<br />
&#8220;Le Ciminiere&#8221;<br />
Sala Polifemo<br />
Viale Africa &#8211; Catania<br />
Sabato 22 novembre 2008, ore 10.00</p>
<p style="text-align: center"> <strong>Saluti:<br />
</strong>Sen. Raffaele Stancanelli<br />
Sindaco di Catania</p>
<p style="text-align: center">On. Giuseppe Castiglione<br />
Presidente della Provincia Regionale di Catania</p>
<p style="text-align: center">On. Raffaele Lombardo<br />
Presidente della Regione Siciliana </p>
<p style="text-align: center"><strong>Interverranno:<br />
</strong>Avv. Gaetano Tafuri<br />
Commissario Governativo della Ferrovia Circumetnea</p>
<p style="text-align: center">Ing. Domenico Domina<br />
Dirigente Team Progetti per la Sicilia Orientale<br />
di Rete Ferroviaria Italiana</p>
<p style="text-align: center">Santo Castiglione<br />
Presidente dell&#8217;Autorità Portuale di Catania </p>
<p style="text-align: center">Ing. Gaetano Mancini<br />
Presidente della Società Aeroporto Catania </p>
<p style="text-align: center">Prof. Ing. Rodolfo De Dominicis<br />
Presidente della Società degli Interporti Siciliani</p>
<p style="text-align: center">On. Giovanni Quarzo<br />
Presidente della Commissione Lavori Pubblici<br />
del Comune di Roma</p>
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		<title>L&#8217;eterno ritardo della Sicilia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 22:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Koch]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
		<category><![CDATA[reddito]]></category>
		<category><![CDATA[stagnazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Report 2007, la Banca d&#8217;Italia registra per i siciliani redditi fra più bassi d&#8217;Italia, occupazione in calo e stagnazione economica Davvero pessime notizie per il mondo produttivo isolano dal report della Banca d&#8217;Italia L&#8217;economia della Sicilia nel 2007, presentato a Palermo. La Trinacria attraversa proprio un brutto periodo di stagnazione, caratterizzato da inquietanti livelli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p align="justify"><em>Nel Report 2007, la Banca d&#8217;Italia registra per i siciliani redditi fra più bassi d&#8217;Italia, occupazione in calo e stagnazione economica</em></p>
<p align="justify">Davvero pessime notizie per il mondo produttivo isolano dal report della Banca d&#8217;Italia L&#8217;economia della Sicilia nel 2007, presentato a Palermo. La Trinacria attraversa proprio un brutto periodo di stagnazione, caratterizzato da inquietanti livelli di reddito pro capite tra i più bassi d&#8217;Italia.<span id="more-2385"></span> Analisi che, del resto, è confermata dal senso comune e dalla percezione diffusa dei siciliani di essere sempre più in difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Nonché da una insofferenza crescente nei confronti di una inflazione che tutti in Italia avvertono come enormemente più marcata rispetto ai dati ufficiali, a dir poco all&#8217;acqua di rose, che l&#8217;Istat diffonde annualmente.</p>
<p align="justify">Anche dal confronto con le altre regioni dell&#8217;Unione Europea cosiddette &#8220;in ritardo di sviluppo&#8221;, nel decennio tra il 1995 e il 2005 la nostra Isola ha registrato un sensibile peggioramento dei dati congiunturali, soprattutto a causa del bassissimo tasso di occupazione degli abitanti.<br />
Per carità, vi è stata una fase di lieve ripresa del 2006, che è sì proseguita nel 2007, ma soltanto per pochi mesi, del tutto in linea, del resto, con la tendenza italiana. Secondo lo studio di Palazzo Koch, infatti, nel secondo semestre dello scorso anno e nei primi mesi del 2008 le imprese italiane avrebbero ridotto la spesa per gli investimenti, con un conseguente calo nella crescita del fatturato.</p>
<p align="justify">Assai in ribasso, invece, l&#8217;occupazione, il cui calo va ad interrompere un andamento lievemente positivo che durava da inizio 2005, ma che, come vedremo più avanti, era più che altro un effetto dopante di talune misure legislative atte a favorire la riemersine del cosiddetto lavoro nero.<br />
Inoltre, l&#8217;aumento dei tassi d&#8217;interesse ha avuto una evidente ripercussione sui finanziamenti bancari che, per la prima volta dal 2003, l&#8217;anno scorso hanno visto rallentare la crescita, sostituendo l&#8217;ottimo +15% del 2006 con il blando più +10% del 2007.</p>
<p align="justify">Risulta invece il medesimo l&#8217;ammontare dei mutui per l&#8217;acquisto di abitazioni, ma è comprensibilmente aumentata la scelta del tasso fisso, unica garanzia per il contraente nel confronti di una inflazione che dallo sbarco della moneta unica nei nostri mercati non ha mai smesso di depauperare gli italiani.</p>
<p align="justify">Come dicevamo, brutte notizie anche per quel che riguarda l&#8217;occupazione nell&#8217;Isola. Dopo ben tre anni consecutivi di crescita, dovuti soprattutto alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri, l&#8217;occupazione in Sicilia è diminuita nel 2007 di ben 14 mila unità (-0,9%), a riprova del fatto che l&#8217;emersione dal lavoro nero di larghi strati della popolazione produttiva di per sé non significa reale aumento degli impiegati, ma casomai legalizzazione dell&#8217;esistente.</p>
<p align="justify">Il calo occupazionale in Sicilia ha riguardato tutti i settori, con la sola eccezione dell&#8217;edilizia, che ha fatto di contro registrare un ben augurante +11.7%. Dal report di via Nazionale, nell&#8217;Isola il settore più colpito dalla contrazione risulta essere quello dei lavoratori autonomi, che ha visto svanire 8 mila unità lavorative. Tra i dipendenti, quelli con un contratto a tempo determinato sono calati dello 0.8%, rispetto a una diminuzione dello 0.5% per quanto riguarda quelli a tempo indeterminato. La variazione più significativa si è registrata per i lavoratori part-time, scesi del 5.6%.</p>
<p align="justify">Chiaramente, un siffatto quadro generale non poteva non provocare sfiducia fra i cittadini. Ed infatti non solo è in calo l&#8217;occupazione, ma anche il numero di persone che cerca un lavoro si è ridotto per il quarto anno consecutivo (-5,5%). Questo non è da considerare un dato assoluto, ma va letto tenendo in considerazione l&#8217;alta percentuale di persone che sceglie di trasferirsi dalla Sicilia alle ricche regioni del Nord. Dal 1995 in avanti ogni anno abbandonano l&#8217;Isola tra gli 8 mila ed i 15 mila lavoratori, elemento statistico che rischia anche di trarre in inganno, considerato come contribuisca a far scendere il tasso di disoccupazione, che nel 2007 era infatti migliorato dello 0.5%. Ma era solo un&#8217;illusione ottica &#8230;</p>
<p align="justify">Apparso in <em>Catania Report</em> n. 4, 21 giugno 2008</p>
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