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	<title>The Lo Re Report &#187; Libri</title>
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	<description>Attualità politica internazionale, italiana e siciliana a cura di Carlo Lo Re</description>
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		<title>Ci sarà ancora il &#8220;Vatikan&#8221; nel futuro dell&#8217;uomo?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 09:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho aspettato un po&#8217; di tempo per recensire questo romanzo breve per evitare la concomitanza con le punte di massima &#8220;audience&#8221; dello scandalo sulle carte trafugate dagli uffici di Sua Santità Benedetto XVI, ma Vatikan di Pierfrancesco Prosperi (Tabula fati, Chieti) merita eccome un po&#8217; di attenzione, essendo un esercizio di science fiction davvero riuscito. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ho aspettato un po&#8217; di tempo per recensire questo romanzo breve per evitare la concomitanza con le punte di massima &#8220;audience&#8221; dello scandalo sulle carte trafugate dagli uffici di Sua Santità Benedetto XVI, ma <a href="http://www.edizionitabulafati.it/vatikan.htm%20" target="_blank"><em>Vatikan</em></a> di Pierfrancesco Prosperi (<a href="http://www.tabulafati.it/" target="_blank">Tabula fati</a>, Chieti) merita eccome un po&#8217; di attenzione, essendo un esercizio di <em>science fiction</em> davvero riuscito. Condotto su due diverse linee temporali (2032, con la Santa Sede sull’orlo della bancarotta, e 2051, con il Vaticano di nuovo all&#8217;apice della potenza), il racconto prende le mosse dall&#8217;invenzione di un nuovo tipo di propulsione spaziale in grado di fare attraversare intere galassie ad astronavi con equipaggio umano e dalla relativa scoperta di rovine cristiane su di un lontanissimo pianeta ormai disabitato. Dopo il riacquisito prestigio internazionale proprio a seguito dell&#8217;incredibile ritrovamento, una serie di delitti sconvolge però la Santa Sede. Sullo sfondo l&#8217;idea di un sinistro complotto, troppo grande per gli inquirenti, sia vaticani che italiani<span id="more-12109"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Qualche parola sulla genesi di questo volume può essere d&#8217;aiuto. L&#8217;idea iniziale si trova in <em>Il pianeta delle croci</em>, racconto breve a firma Piero Prosperi apparso sul n. 3 della rivista <em>Interplanet</em>. Successivamente, l&#8217;autore ebbe a scrivere la sceneggiatura di un fumetto di fantascienza (<em>L&#8217;ultima verità</em>), prodotto sì, ma mai pubblicato per timore da parte dei vertici della casa editrice d&#8217;essere accusati di blasfemia (per inciso, sarebbe bello, ad oltre 40&#8242;anni dalla realizzazione, alfine vederlo stampato).</p>
<p style="text-align: justify">Che il Cristianesimo possa essere diffuso su altri pianeti è questione sulla quale è in linea teorica è lecito dibattere, declinando in vari modi il delicato tema. Prosperi sceglie il romanzo di fantascienza, nobilissimo ramo della letteratura che ragiona e fa ragionare sul futuro dell&#8217;uomo. <em>Vatikan</em> (su cui non scrivo altro per non rovinare il piacere della lettura), nella fattispecie, ragiona sul futuro del Papato e della Santa Sede. Esigenza che negli ultimi mesi invero abbiamo avvertito non poco.</p>
<p><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/07/prosperi_vatikan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12114" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/07/prosperi_vatikan.jpg" alt="" width="200" height="292" /></a></p>
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		<title>&#8220;Hugo Cabret&#8221;, ovvero della disperata ricerca di un posto nel mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 05:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«A volte la sera vengo qui anche se non devo regolare gli orologi, solo per guardare la città. Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">«A volte la sera vengo qui anche se non devo regolare gli orologi, solo per guardare la città. Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu». Credo che in questa frase del piccolo Hugo all&#8217;amica Isabelle vi sia tutto il senso de <em>La straordinaia invenzione di Hugo Cabret</em> di Brian Selznick, ibrido artistico di rara bellezza, romanzo breve illustrato, graphic novel o altro che sia da cui Martin Scorsese ha tratto un film semplicemente soave<span id="more-11731"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Hugo ha bisogno &#8220;soltanto&#8221; di ritrovare il suo posto nel mondo dopo la morte dei genitori. <em>Mission</em> sostanzialmente<em> impossible</em>, ma che è poi lo sforzo titanico che tutti noi costanemente facciamo <em>any given day</em>. La sua ricerca esistenziale si incastra poi perfettamente con le indagini sulla nascita del cinema, che Selznick e Scorsese vedono, giustamente, come una fabbrica di sogni più che il freddo testimone di una gelida realtà. Come a dire che il suo posto nel mondo ognuno sì deve cercarlo, ma lavorando anche per crearsene uno alternativo di mondo, se (come sovente accade) quello reale è solo fonte di sofferenza.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/02/hugo_cabret.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11733" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/02/hugo_cabret-300x225.jpg" alt="Brian Selznick, &quot;La straordinaria invenzione di Hugo Cabret&quot;" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>2050, odissea nella ricchezza (per il Nord del pianeta)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 08:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">L&#8217;analisi previsionale di medio-lungo corso è disciplina di grande fascino. Non è semplice cercare di comprendere come sarà il mondo fra 30, 50 o 100 anni, ma già il solo sforzo in tal senso è degno di attenzione. Nel pieno solco della bella tradizione statunitense in campo <em>forecast</em>, per così dire, colpisce la pubblicazione, per i tipi della Einaudi di Torino, di <em>2050. Il futuro del nuovo Nord</em>, lucida e netta ipotesi su come potrà essere la Terra fra circa 40&#8242;anni. Ne è autore Laurence C. Smith, docente di Geografia e di Scienze della Terra e dello Spazio alla University of California in Los Angeles, la mitica Ucla<span id="more-11035"></span>. Per inciso, il geografo californiano nel 2007 ha presentato un dettagliato rapporto al Congresso degli Stati Uniti sui probabili effetti del cambiamento climatico sul Nord del pianeta. Il suo lavoro ha avuto poi grande risalto al Fourth Assessment Report dell&#8217;Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite.</p>
<p style="text-align: justify">Lo studio di Smith individua quattro precise forze motrici destinate a cambiare il mondo: innanzitutto la tendenza demografica, poi la crescente domanda di risorse naturali, i cambiamenti climatici in corso e la globalizzazione. Chiaro che con la popolazione mondiale in vorticosa crescita il costo delle risorse naturali, dal petrolio alla stessa vitalissima acqua, non può che aumentare. Che futuro è ragionevole ipotizzare per l&#8217;umanità, quindi?</p>
<p style="text-align: justify">Le previsioni di Smith per certi versi sono molto dure:  le Nazioni più vicine al Circolo Polare Artico diventeranno sempre più ricche, potenti, politicamente stabili ed influenti, mentre i Paesi più vicini all&#8217;Equatore dovranno affrontare i drammatici problemi della carenza idrica e dell&#8217;invecchiamento della loro abnorme popolazione, costretta a vivere in megalopoli sempre meno umane e per di più minacciate perennemente da alluvioni, in un rapporto sempre più rischioso con mari e fiumi. A Nord, invece, soprattutto in Scandinavia e Canada, la pressione globale trasformerà le Nazioni artiche in un luogo di frenetiche attività, di maggior valore strategico e di sempre più grande importanza economico-finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify">Il tutto sarà poi anche implementato dal rinnovato appeal del Polo Nord, che con il progressivo scioglimento dei ghiacci artici sta divendendo cruciale per le nuove rotte apertesi e per le risorse naturali che stanno per rendersi disponibili. Della nuova situazione, ovviamente, non potranno che avvantaggiarsi i Paesi scandinavi, che, se durante il Novecento sono stati il vero cuore del mondo per la produzione culturale, per il Welfare State e per la rapida evoluzione delle loro civilissima società, nel prossimo futuro saranno definitivamente consacrate motore economico del pianeta.</p>
<p><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/09/covers_smith_2050.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11122" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/09/covers_smith_2050-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a></p>
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		<title>Cronache (per ora incompiute) del ghiaccio e del fuoco</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 13:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2011 è indiscutibilmente l&#8217;anno di George Raymond Richard Martin, il 63enne scrittore americano da molti considerato l&#8217;erede di Tolkien. Finalmente negli Usa a luglio (in Italia uscirà fra qualche settimana per i tipi di Mondadori) è arrivato l&#8217;ultimo volume delle Cronache del ghiaccio e del fuoco: l&#8217;attesissimo A dance with Dragons. Il che dà [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il 2011 è indiscutibilmente l&#8217;anno di George Raymond Richard Martin, il 63enne scrittore americano da molti considerato l&#8217;erede di Tolkien. Finalmente negli Usa a luglio (in Italia uscirà fra qualche settimana per i tipi di Mondadori) è arrivato l&#8217;ultimo volume delle <em>Cronache del ghiaccio e del fuoco</em>: l&#8217;attesissimo <em>A dance with Dragons</em>. Il che dà l&#8217;occasione per ripercorrere l&#8217;intera saga, un&#8217;epopea fantasy che sembra una sorta di manuale di geopolitica medievale<span id="more-11029"></span>. E sì, perché alla fine, a parte la presenza, in entrambi i casi fino al quarto volume marginale, dei draghi e della magia, l&#8217;opera di Martin in poco differisce dai classici cliché del romanzo storico. Un Walter Scott addizionato di draghi si potrebbe giungere a dire. Se non ché, con Martin davvero siamo davanti ad un creatore di mondi fantastico, un tessitore di infinite trame e sottotrame tutte legate da un filo sottile e nel contempo impossibile da spezzare, un &#8220;minatore&#8221; dell&#8217;inconscio di rara sensibilità.</p>
<p style="text-align: justify">Difficile parlare della sua saga senza anticipare qualche particolare che potrebbe rovinare il piacere della lettura ad eventuali nuovi appassionati. Dirò solo che con Martin nessuno, nemmeno il presunto eroe centrale, si salva. Nessuno è immune dalla morte, da ferite atroci, da un destino di dolore, quasi come se le <em>Cronache del ghiaccio e del fuoco</em> fossero un immenso gioco ad eliminazione. Chi rimarrà vivo fino alla fine? Chi riuscirà a sedersi sul trono di spade? Il sospetto è che nemmeno dopo la lettura di <em>A dance with Dragons</em> (che comunque la Mondadori ha intenzione di spezzare in tre distinti volumi) riusciremo ad avere una risposta sicura.</p>
<div id="attachment_11046" class="wp-caption aligncenter" style="width: 159px"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/08/maps_fantasy_martin_ice_and_fire_the_seven_kingdoms.jpg"><img class="size-medium wp-image-11046" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/08/maps_fantasy_martin_ice_and_fire_the_seven_kingdoms-149x300.jpg" alt="" width="149" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Cronache del ghiaccio e del fuoco, mappa dei Sette Regni</p></div>
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		<title>Le distopie di &#8220;IF&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 06:49:19 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">È da tanto che volevo scriverne, ma non trovavo il tempo. Eppure sicuramente la nuova e bellissima rivista di fantascienza affacciatasi nel panorama editoriale italiano già quasi 2 anni fa (a settembre 2009), grazie all&#8217;ennessima ottima intuizione dell&#8217;editore abruzzese Marco Solfanelli, merita la massima attenzione. Faccio ammenda segnalando che è in distribuzione il n. 7 di <em>IF Insolito e Fantastico</em>, tutto dedicato alle <em>distopie</em>, ossia le visioni da incubo di un futuro possibile (una sorta di utopia negativa, tanto per tagliare i concetti con l&#8217;ascia)<span id="more-10953"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">In questo numero, Romolo Runcini offre una sua definizione inedita del termine distopia, seguita da un saggio su Aldous Huxley, un&#8217;anticipazione tratta dal terzo volume de <em>La paura e l&#8217;immaginario sociale nella letteratura. Il romanzo industriale</em>, di prossima pubblicazione presso l&#8217;editore Liguori di Napoli. Carlo Bordoni propone una lettura sociologica de <em>L&#8217;Ultimo degli uomini</em> di Margaret Atwood, mentre Domenico Gallo analizza l&#8217;Anthony Burgess di <em>Arancia meccanica</em>. Completano la densa sezione saggistica Giuseppe Panella, Gianfranco de Turris e Riccardo Gramantieri, coprendo un percorso che va da George Orwell a Philip Dick, da H. G. Wells a Doris Lessing, da Evgenj Zamjatin a Ira Levin, passando per il <em>Panopticon</em> di Jeremy Bentham. E poi i racconti di Errico Passaro, Renato Pestriniero, Gianfilippo Pizzo, Mario Farneti e Michele Nigro. Completano il numero un&#8217;intervista a Douglas Preston, rassegne e recensioni di Antonio Daniele, Claudio Asciuti, Vito Tripi, Walter Catalano, Carlo Menzinger e altri. La splendida copertina è illustrata, come sempre, da Franco Brambilla con una tavola per <em>Next</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel frattempo, è già on line <em>WIF</em>, ovvero <a href="http://wif2.blogspot.com" target="_blank"><em>Worlds of If</em></a>, il supplemento digitale di <em>IF</em> che propone anticipazioni e tanta narrativa oltre a quelle pubblicata dalla rivista cartacea. Per inciso, <em>IF</em> è distribuita principalmente in abbonamento postale. Ogni copia consta di 128 pagine illustrate ed è in vendita al prezzo di 8 euro. L&#8217;abbonamento è  30 euro per quattro numeri. Per informazioni e richieste rivolgersi a: <a href="mailto:rivistaif@yahoo.it" target="_blank">rivistaif@yahoo.it</a>. Il sito della rivista è invece questo: <a href="http://insolitoefantastico.blogspot.com" target="_blank">http://insolitoefantastico.blogspot.com</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/08/covers_if_7_distopie.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10960" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/08/covers_if_7_distopie-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
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		<title>Giovanni Iozzia ci racconta &#8220;L&#8217;estate di Catania&#8221;: otto anni di Scapagnini sindaco, ovvero l&#8217;esuberanza al potere</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 11:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Davvero è un bel libro quello dell&#8217;amico e collega Giovanni Iozzia in cui si raccontano gli otto anni di sindacatura etnea di Umberto Scapagnini, il vulcanico farmacologo partenopeo che oggi Catania rimpiange, nonostante il buco di bilancio lasciato in eredità al successore. <em>L’Estate di Catania. Cronaca semiseria (e incompleta) degli otto anni di sindacatura di Umberto Scapagnini</em>, edito da Inkwell, narra uno dei periodi più effervescenti della vita amministrativa catanese, non tanto e non solo per quello che è stato realizzato in quegli anni sul piano meramente tecnico e nella gestione della Cosa Pubblica (perché di ombre ve ne sono senz&#8217;altro negli 8 anni di Scapagnini), quanto per la vita in sé del primo cittadino e per le sue straordinarie performance come uomo<span id="more-10490"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">«In quel tempo. Qual è il vero significato di questa frase così conosciuta e rispettata? Perché, nonostante la indeterminatezza, suscita pensieri di forza, di solidità? In quel tempo vuol dire nel tempo in cui avvennero i fatti definitivi, i fatti a fondamento di una nuova Era». Era questo l’incipit del programma politico di Umberto Scapagnini nella campagna elettorale del 2000. Da qui si dipana una storia che, se da un lato ha condotto Catania sull&#8217;orlo della bancarotta, dall&#8217;altro l&#8217;ha portata ad essere di nuovo esteticamente bellissima. E non è un successo da poco per un sindaco &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Non c’è dubbio Scapagnini abbia rappresentato un vero e proprio spartiacque nella storia di Catania poiché in quei fatidici 8 anni è veramente accaduto tutto e il contrario di tutto.</p>
<p style="text-align: justify">La città veniva da oltre 6 anni di governo da parte di Enzo Bianco, “il sindaco” catanese per antonomasia, ed aveva risalito tutti i gradini dall’inferno al paradiso, da modello di degrado e ricettacolo di malavita a simbolo di buona gestione (quella del buon padre di famiglia, si disse). Con il sindaco napoletano cominciava invece una stagione nuova per Catania, diversa: finiva la Primavera di Bianco (mentre Nello Musumeci ancora per qualche anno sarebbe rimasto presidente della Provincia) e cominciava l’Estate di Scapagnini. L&#8217;estate &#8230; Ossia il momento in cui si colgono i frutti del lavoro svolto ma, anche e principalmente, ci si rilassa e &#8211; infine! &#8211; si va in vacanza.</p>
<p style="text-align: justify">Scrive Iozzia: «Ecco che cosa realmente accadde tra il 16 aprile del 2000 e il 12 febbraio del 2008 … &#8220;Il tempo è venuto in cui tutto deve essere detto, e noi di dire tutto ci proponiamo&#8221; come scrisse l’esoterista francese Eliphas Levi nell’introduzione alla sua <em>Storia della Magia</em>. Per tutto, si intende ovviamente quello che è di pubblico dominio che qui verrà ricordato e completato con dovizia di particolari e sostegno di documenti. Chi si aspetta indiscrete rivelazioni, gossip e pruriginose curiosità può anche smettere subito di leggere perché rimarrà deluso. Qualche retroscena, però, c’è. Con pazienza, usando proprie conoscenze e il cervello, il lettore informato potrà ricostruire […] quel che vuole. Ma chi vorrà leggere con attenzione, senza prevenzione e con spirito critico ma aperto potrà farsi la sua idea di quel che accadde […] “in quel tempo” e che ha le inevitabili ripercussioni anche oggi. Intanto, parafrasando l’androide, “in quel tempo” si sono viste &#8220;cose che voi umani non potete neppure immaginare&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/covers_l_estate_di_catania.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10499" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/covers_l_estate_di_catania-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a></p>
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		<title>Arriva in libreria l&#8217;intera saga del mondo di Oz</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 06:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Anche l&#8217;asfittica editoria italiana, dove solo i piccoli editori sembrano avere idee e coraggio, ogni tanto fa qualche operazione di grande respiro culturale. Una di queste viene dalla Robin di Roma, che manderà in libreria la serie completa delle avventure del Mago di Oz di Frank L. Baum. L&#8217;opera sarà curata da Sergio Calderale e si avvarrà di una traduzione nuova di zecca di Cecilia Martini e delle illustrazioni originali a colori di Lilia Munasypova<span id="more-10140"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Da oltre un secolo le splendide atmosfere del celebre romanzo <em>Il mago di Oz</em> incantano milioni di bambini (e non solo) che, in compagnia di Dorothy e dei suoi strampalati e magici amici, percorrono il sentiero di mattoni gialli alla ricerca del grande e fantomatico mago di Oz per poter, così, realizzare i loro desideri. Non tutti sanno, però, che il padre di questo racconto, l’americano Frank L. Baum, scrisse altri tredici romanzi ambientati nel regno di Oz e che alla sua morte altri autori continuarono la serie. Ad oggi si contano un totale di 26 testi &#8220;ufficiali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Ora la Robin Edizioni &#8220;vara&#8221; la pubblicazione della serie completa e inedita in Italia dei 14 romanzi scritti da Baum. A fine marzo uscirà il primo della serie, il celeberrimo <em>Il Mago di Oz</em>, appunto (costo 16 euro). Seguiranno <em>Il meraviglioso regno di Oz</em> e <em>Ozma, regina di Oz</em>, due incredibili avventure in cui la piccola Dorothy  incontrerà vecchi e nuovi amici con i quali affrontare altre avventure.</p>
<p style="text-align: justify">Ai primi 3 libri, che usciranno (nella collana &#8220;La Biblioteca dei figli&#8221; ) tra marzo e aprile 2011, seguiranno gli altri con scadenza bimestrale. Il primo romanzo completamente inedito in Italia uscirà i primi di luglio. Per l’occasione, inoltre, la Robin sta realizzando un <a href="http://magoooz.robinedizioni.it" target="_blank">apposito sito web</a> che sarà on-line all’uscita del libro. Al suo interno notizie, giochi e concorsi intorno ai personaggi che saranno man mano protagonisti della serie e che presto torneranno sugli schermi grazie ai film della Walt Disney e della Warner Bros attualmente in fase di realizzazione.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/03/covers_the_wonderful_wizard_of_oz.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10141" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/03/covers_the_wonderful_wizard_of_oz-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a></p>
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		<title>&#8220;The Ghost Writer&#8221; di Polanski trionfa ai César</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 10:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Durante il weekend sono stati assegnati i César, i principali riconoscimenti del cinema francese, una sorta di Oscar europeo del cinema di qualità.  Come miglior film è stato premiato <em>Uomini di Dio</em> di Xavier Beauvois, mentre a Michael Lonsdale è andata la statuetta per il miglior attore non protagonista, sempre per il medesimo film, che ha pure vinto il premio per la fotografia. Ma è stato <em>The Ghost Writer</em> (<em>L&#8217;uomo nell&#8217;ombra</em> nella versione italiana) del regista polacco Roman Polanski a trionfare, con ben 4 riconoscimenti<span id="more-9900"></span>. A Polanski è infatti andato il premio come miglior regista e, insieme a Robert Harris, quello per la miglior sceneggiatura non originale. La musica di Alexandre Desplat per l&#8217;opera ha poi ottenuto il premio per la miglior colonna sonora. Ad Hervé de Luze è infine andato quello per il miglior montaggio.</p>
<p style="text-align: justify">Il film del maestro polacco (una coproduzione Usa, Germania, Francia) è andato in sala ad aprile dell&#8217;anno scorso, ma certo il César gli darà nuova linfa. In ogni caso, è un&#8217;ottima occasione per parlarne ancora.</p>
<p style="text-align: justify">La trama è avvincente, anche se in alcuni punti non originalissima. L&#8217;ex primo ministro britannico Adam Lang (dietro la cui figura in qualche modo potrebbe anche essere intravisto Tony Blair) vive più o meno in ritiro su di un&#8217;isola in America (il set è stato allestito a Martha&#8217;s Vineyard, l&#8217;isola dei Kennedy, per così dire, ad undici chilometri dalle coste del Massachusetts, davvero lontana dal mondo reale), insieme alla consorte, alla sua segretaria e a una nutrita squadra di protezione. Alla minuscola comunità di aggiunge un giovane editor (Ewan McGregor), incaricato di riscrivere la sua autobiografia. Il ghost writer, del tutto ignorante in fatto di politica, va a sostituire un predecessore, scomparso (suicida?) cadendo da un traghetto in circostanze poco chiare.</p>
<p style="text-align: justify">Non ci vuole molto per lo scrittore, per quanto ingenuo, a capire d&#8217;avere accettato un incarico di estrema delicatezza. Su Lang (splendidamente interpretato da Pierce Brosnam), infatti, all&#8217;improvviso piomba l&#8217;accusa di avere consentito &#8211; durante il corso suo mandato come premier &#8211; la tortura di prigionieri sospettati di terrorismo, nonché di avere strettissimi legami con la Cia.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;atmosfera del film &#8211; avveniristico in quanto ad uso della macchina da presa e fotografia &#8211; ricorda assai da vicino i capolavori di Alfred  Hitchcock, ma l&#8217;idea di Robert Harris (il giornalista della Bbc dal cui omonimo romanzo del 2007 è tratta l&#8217;opera di Polanski) è ovviamento contemporaneissima, così intrisa di al-Qaeda e Cia da far costantemente sentire allo spettatore la loro minacciosa presenza. McGregor e  Pierce Brosnam non fanno rimpiangere i Cary Grant e James Stewart fedeli interpreti hitchcockiani. McGregor è quasi perfetto nel ruolo del classico uomo qualunque che all&#8217;improvviso deve confrontarsi con accadimenti di molto più grandi di lui, ma soprattutto Brosnam riesce ad inquietare come mai gli era accaduto nei panni di 007.</p>
<p style="text-align: justify">Polanski ed Harris (noto specialmente per il suo romanzo d&#8217;esordio <em>Fatherland</em>, del 1992, ricostruzione fantapolitica di un&#8217;Europa in cui Adolf Hitler ha vinto la Seconda Guerra Mondiale) sono riusciti a dipingere un quadro così denso di ombre del terzo millennio da essere in sé un piccolo gioiello di analisi (geo)politica. Perché i fatti che narrano saranni sì inventati, ma gli uomini e le situazioni appaiono tanto plausibili da fare del cinismo dei protagonisti una sorta di paradigma del potere occidentale post Undici Settembre.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/02/posters_the_ghost_writer.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9906" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/02/posters_the_ghost_writer-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a></p>
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		<title>Fantasy: chi è l&#8217;erede di Tolkien?</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 14:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lettura de Il signore degli anelli mi ha assorbito per ben 15 anni, dal 1994 al 2009. Ho meditato ogni pagina con una attenzione ed una cura che non ho dedicato nemmeno a Kant. Nel mentre ho letto tanto altro, per carità. Anche dello stesso genere. Da Susanna Clarke (adoro Jonathan Strage &#38; il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La lettura de <em>Il signore degli anelli</em> mi ha assorbito per ben 15 anni, dal 1994 al 2009. Ho meditato ogni pagina con una attenzione ed una cura che non ho dedicato nemmeno a Kant. Nel mentre ho letto tanto altro, per carità. Anche dello stesso genere. Da Susanna Clarke (adoro <em>Jonathan Strage &amp; il Signor Norrell</em>) a Markus Heitz (la saga dei nani mi ha appassionato enormemente), dalla Rowling (che è brava, ma Harry Potter mi lascia tiepido) a molti altri autori fantasy. Ora sto per iniziare le <em>Cronache del ghiaccio e del fuoco</em>, il noto ciclo di George Raymond Richard Martin. A questo punto, dopo una ventina d&#8217;anni dedicati al genere (che vanta anche un filone cinematografico di grande interesse), mi chiedo e chiedo ai lettori di <em>The Lo Re Report</em> chi possa mai essere considerato l&#8217;erede di Tolkien<span id="more-9712"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Direi di procedere così: ognuno interessato avanzi una proposta sottoforma di commento, le raccoglierò per un mese e poi preparerò un vero e proprio sondaggio da votare. Nulla di scientifico, per carità, ma solo un modo per conoscersi fra appassionati e capire i reciproci gusti. Perché l&#8217;universo fantasy davvero è tanto variegato e confrontarsi con altri mi pare utile per scoprire nuovi autori che magari possono accompagnarci per un po&#8217; nella vita.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/01/pictures_j_r_r_tolkien.jpg"><img class="size-medium wp-image-9714" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/01/pictures_j_r_r_tolkien-290x300.jpg" alt="" width="290" height="300" /></a></dt>
<dd>John Ronald Reuel Tolkien</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: center">
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		<title>&#8220;D&#8217;estate i temporali&#8221;, l&#8217;onda lunga degli anni &#8217;80 condiziona anche il presente</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 11:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Che direzione hanno preso nella vita i figli di quegli anni senza verso che sono stati gli anni &#8217;80? Già il cantante Raf si chiedeva, tra il serio ed il faceto, che cosa mai sarebbe rimasto di quel decennio di melma (il giudizio è mio non suo, per carità). Ed ecco che oggi prova a dare una risposta intelligente un giovane scrittore catanese, Luigi Pulvirenti, che ha appena dato alle stampe un romanzo (<em>D&#8217;estate i temporali</em>, in libreria per le Euno Edizioni di Leonforte, in provincia di Enna) a metà fra memoria (ma non amarcord, per carità) e formazione<span id="more-9302"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Premetto subito che il Pulvirenti è mio amico caro. Un uomo che stimo enormemente per il coraggio delle sue scelte, politiche e di vita. Detto questo, corre l&#8217;obbligo anche di evidenziare come fra le nostre rispettive concezioni del mondo vi sia un oceano. Aggiungo anche che la sommatoria di queste considerazioni non mi ha reso agevole la lettura del romanzo ed ora non mi rende agevole scriverne. In ogni caso, il libro di un amico va certo letto, specie se non si tratta di un saggio, perché è in qualche modo un (ulteriore) accostarsi alla sua anima, in maniera da cogliere meglio le differenze e continuare a volergli bene lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify"><em>D&#8217;estate i temporali</em> mi ha convinto ancora più di quanto già non lo fossi di un caposaldo che ho nell&#8217;affrontare quel <em>gesto maggioritario</em> che è la lettura nella/per la mia vita: un romanzo non è solo scrittura, ma è anche (e soprattutto, dico io) ambientazione spazio-temporale. Sarò spietato: di un capolavoro stilistico ambientato a Rio de Janeiro, a Bogotà, a Palermo, a New Delhi o Jakarta non mi interessa proprio. Preferisco il romanzo di un mestierante di media bravura ambientato a Londra (tipo i gialli vittoriani, per nulla eccelsi stilisticamente, se si eccettuano le bellissime prove di Arthur Conan Doyle), Stoccolma, Oslo, Boston o New York. Sarò biecamente miope, ma la penso così. Questa premessa per dire che il lavoro di Pulvirenti mi sembra tanto mirabile da un punto di vista stilistico, quanto esecrabile è ai miei (appena appena socchiusi) occhi l&#8217;ambientazione siciliana. Ossia in un&#8217;Isola che non ho mai amato e mai amerò. Un luogo che ha per me lo stesso fascino della lattuga bollita.</p>
<p style="text-align: justify">Nel caso di <em>D&#8217;estate i temporali</em>, quindi, sono di fronte alla classica (ripeto: per me) situazione di un romanzo scritto benissimo, ma ambientato in un tempo e in un luogo che personalmente ritengo privi di qualsivoglia appeal. Attenzione, non è che il considerare questo libro stilisticamente mirabile non mi faccia notare alcune lievi increspature qua e là presenti. Le noto. Ma forse più che altro sono legate al vizio d&#8217;origine dell&#8217;autore: il Pulvirenti romanziere deve fare necessariamente i conti con il Pulvirenti &#8220;fogliante&#8221;. Ossia deve sopportare di avere (non si sa ancora per quanti anni) quale pietra di paragone quella pagina d&#8217;esordio pressoché perfetta pubblicata su <em>Il Foglio</em> di Giuliano Ferrara nell&#8217;estate del 2008: <em>Lo psichiatra della politica</em>, ritratto devastante di Raffaele Lombardo all&#8217;apice del suo potere temporale. Un saggetto splendidamente scritto di fronte al quale qualsiasi altra prova un po&#8217; sbiadisce. Anche il pur (assai) bello <em>D&#8217;estate i temporali</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Sgombriamo il campo da un equivoco: il protagonista del romanzo, Luca, non è l&#8217;autore. Ma certo alcuni tratti in comune i due L&amp;L li hanno. Mirabile una frase, che opportunamente l&#8217;editore ha voluto in quarta di copertina: «Ero democristiano e sono diventato missino. Adesso che voi missini siete diventati tutti democristiani, io dove vado?» &#8230; Un pensiero (ironico e, appunto per questo, ben più profondo di uno serioso) in cui rivedo tutto l&#8217;autore e risento le nostre tante discussioni sulle (infinite) trasformazioni della politica e di chi la fa. Trasformazioni, metamorfosi, mutazioni. Al fondo, di questo narra <em>D&#8217;estate i temporali</em>, racconto di una generazione di merda, giovane in anni di merda, che non riesce a produrre nella vita null&#8217;altro che merda, ammorbando anche il 2000, il 2010,  il 2020 (che francamente da ragazzo speravo dessero qualcosa di più all&#8217;umanità che non la degenerazione &#8211; se è mai possibile che quell&#8217;orrore degeneri &#8211; dell&#8217;ideologia thatcherian-reaganiana).</p>
<p style="text-align: justify">Io &#8211; lo confesso! &#8211; il protagonista l&#8217;ho odiato. Luca è davvero ai miei antipodi, è l&#8217;emblema della gente del Sud che invece di vergognarsi è addirittura fiera di esserlo! Ne apprezzo l&#8217;anelito all&#8217;assoluto tipico di noi meridionali o dei nordeuropei («L&#8217;inquietudine che provavo era quella dell&#8217;uomo che desidera respirare l&#8217;infinito e non riesce a farlo. Ripercorrendo ogni giorno lo stesso sentiero, convinto che possa condurlo alla contemplazione dell&#8217;indicibile immensità della vita, venendo fermato sempre nello stesso punto dallo stesso ostacolo»), ma non posso non sputare veleno leggendo di un orizzonte giovanile &#8220;pre-acese&#8221; in cui «la linea immaginaria che univa il castello ai Faraglioni, delimitando le due estremità del golfo» era avvertita quale «limite alle mie [di Luca] possibilità di comprensione». Un bel viaggio per scardinare la scatola cranica ipodotata ed allargarlo a forza &#8216;st&#8217;orizzonte no, vero?!? Insomma, la riflessione giovanile del protagonista sul limite, sul <em>limes</em>, sull&#8217;orizzonte evidenzia come questo fosse assolutamente bloccato nella Catania degli anni &#8217;80. Come ovunque al Sud, del resto. Fisicamente e mentalmente. Il problema è che in 30&#8242;anni nulla è cambiato &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">E che dire di Stromboli considerata da Luca il luogo dell&#8217;anima? Personalmente i miei due luoghi dell&#8217;anima sono Westminster (con la magnifica tomba di Newton) ed il Begijnhof di Amsterdam. Fatico davvero a pensare che qualcuno ritenga Stromboli il centro dell&#8217;Universo. Meno male che dalle chiacchierate fatte ho appurato che &#8211; come sopra &#8211; no, Luca non è il mio amico autore. Altrimenti mi preoccuperei. Tanto.</p>
<p style="text-align: justify">Ma c&#8217;è alfine speranza per questa generazione? In questo Sud come in questa Italia? Sarei infame a scrivere delle ultime pagine del romanzo, rovinando il piacere di una lettura godibilissima. In ogni caso, Pulvirenti non dà risposte. Come ogni autore serio che non scrive per coccolare il suo ego, pone più che altro domande. E, al limite, individua percorsi, suggerisce sentieri di comprensione. In tal senso, ad esempio, ho interpretato il ruolo della musica, onnipresente lungo tutto il romanzo e forse protagonista più di Luca. Perché è sommamente vero che «senza la musica la vita non avrebbe senso». Nietzsche <em>docet</em> &#8230;</p>
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<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/covers_d_estate_i_temporali.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9304" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/covers_d_estate_i_temporali.jpeg" alt="" width="180" height="273" /></a></p>
<div class="shr-publisher-9302"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Ritorna a Catania (o Katanga Town che dir si voglia) &#8220;DeScritto&#8221;, il Festival dell’Editoria Indipendente</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 17:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritorna a Catania, da domani 4 novembre fino a sabato 6, DeScritto, il Festival dell’Editoria Indipendente, promosso dalla casa giovane (ed oltremodo meritoria!) editrice etnea “Villaggio Maori” e patrocinato dall&#8217;Assessorato alla Cultura e Grandi Eventi del Comune di Catania. Con lo slogan “La Cultura è Futuro ”, DeScritto ha coinvolto lo scorso anno, con “edizione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ritorna a Catania, da domani 4 novembre fino a sabato 6, <em>DeScritto</em>, il Festival dell’Editoria Indipendente, promosso dalla casa giovane (ed oltremodo meritoria!) editrice etnea “Villaggio Maori” e patrocinato dall&#8217;Assessorato alla Cultura e Grandi Eventi del Comune di Catania. Con lo slogan “La Cultura è Futuro ”, DeScritto ha coinvolto lo scorso anno, con “edizione zero”, nomi e volti noti (come Lella Costa, Francesco Moneti, Mauro Pagani, Giancarlo De Cataldo, Nando Dalla Chiesa, Umberto Fiori) e centinaia tra editori, autori, poeti, studenti, giornalisti e appassionati, per discutere del tema dell’editoria indipendente e del futuro della “cultura” in Italia. Il tema scelto per quest&#8217;anno è “Giornalismo e letteratura nell&#8217;Italia dei bavagli”<span id="more-9203"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Domani mattina, alle ore 10.30, l’Assessore alla Cultura Marella Ferrera aprirà il Festival intervenendo al seminario “Giornalismo e letteratura: dal reportage al corsivo. L’Arte e la Tecnica dell’Editoriale”. Da Gabriel Garcia Marquez, passando attraverso l&#8217;esperienza di Hemingway, Orwell fino ai giorni nostri con Saviano: sull&#8217;intreccio culturale e stilistico tra giornalismo e letteratura discuteranno Alessandro Cannavò (<em>Corriere della Sera</em>) e Nino Milazzo (ex vicedirettore sempre del <em>Corriere della Sera</em>).</p>
<p style="text-align: justify">La tre giorni di quest&#8217;anno si svolgerà fra la Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;Università di Catania (al Coro di Notte del monastero dei Benedettini) ed altri luoghi della città: Libreria Tertulia, Macondo, Lomax. Nelle giornate di giovedì 4 e venerdì 5 novembre sarà allestita l&#8217;Area Expo, ospitata nel Chiostro di Levante del Monastero dei Benedettini, dove esporranno case editrici, librerie e associazioni, e dove si svolgeranno le presentazioni letterarie e suoneranno dal vivo musicisti e gruppi</p>
<p style="text-align: justify">Sempre nei giorni 4 e 5 novembre, dalle 10.00 alle 19.00, in Area Expo, le case editrici presenti raccoglieranno testi inediti di autori, scrittori, poeti. La raccolta dei testi avverrà presso lo stand di Villaggio Maori Edizioni. I testi di qualunque genere narrativo, devono essere consegnati su cartaceo e devono recare tutti i riferimenti  e i contatti dell’autore (nome, telefono, mail). Da non perdere, inoltre, l&#8217;incontro a cura della casa editrice Mesogea che ha pubblicato due delle più importanti produzioni del giornalista siciliano Giuseppe Fava, il romanzo “Passione di Michele” e la raccolta di articoli e inchieste “Un anno”, di cui si discuterà, nel corso dell&#8217;incontro, in relazione all&#8217;Italia dei giorni nostri, quell&#8217;Italia dei bavagli cui si accenna nel manifesto di DeScritto. Spazio anche alle performance musicali con le esibizioni dal vivo dell&#8217;Istituto Musicale Delta Rho e del Duo Barbieri e all&#8217;angolo ristorazione a base di cucina biologica curato da La Cucina dei Colori.</p>
<p style="text-align: justify">Tra venerdì 5 e sabato 6, poi, alcuni eventi si sposteranno fuori dalle mura del monastero: aperitivi letterari, mostre e il workshop dal titolo “La distribuzione alternativa e indipendente”, ospitato dalla Libreria Tertulia, a cui prenderanno parte i vari editori presenti a DeScritto che discuteranno degli strumenti per creare una distribuzione di tipo alternativo.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/books.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9207" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/books-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>&#8220;Irregolare&#8221;, la fantascienza italiana è sempre in ottima forma</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 05:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Poco tempo fa, come mi capita spesso, guidavo in autostrada da Siracusa a Catania ascoltando <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/index.php" target="_blank"><em>Radio 24</em></a>, la mia preferita. Era notte e mi sono imbattuto nella replica di una bellissima puntata del programma di Gianluca Nicoletti <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Melog%202.0" target="_blank"><em>Melog 2.0</em></a>, che quando tratta argomenti di mio interesse riesce a catturarmi deliziosamente. Nello specifico, la <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=italia-film-fantascienza-cinema-parodia-critico" target="_blank">puntata</a> riguardava la fantascienza italiana degli anni Sessanta. Non dico che ascoltarla mi ha cambiato la vita, ma l&#8217;estate di sicuro sì<span id="more-8725"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, mi si è dischiuso un mondo nuovo che per ragioni anagrafiche sconoscevo del tutto. E così mi sono procurato alcune rarità come <em>Il pianeta degli uomini spenti</em>, <em>Terrore nello Spazio</em>, <em>La morte viene dal pianeta Aytin</em>, veri capolavori di quel genio della cinematografia nostrana che era Anthony Dowson, pseudonimo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Margheriti" target="_blank">Antonio Margheriti</a> da Roma, uno che ha dimostrato oltre ogni dubbio come anche con pochi denari si possano realizzare film godibilissimi, basta avere creatività.</p>
<p style="text-align: justify">Dowson/Margheriti ha fatto la storia  della fantascienza italiana al cinema. Ma anche quella scritta ha una sua ragion d&#8217;essere, anzi, in pieno 2010, mostra uno stato di salute eccellente. Ne è prova un  vitalissimo romanzo del filone cyberpunk da poco giunto in libreria,  <em>Irregolare</em> del pescarese Vincenzo Bosica, edito dall&#8217;editore <a href="http://www.edizionisolfanelli.it/" target="_blank">Solfanelli</a> di Chieti.</p>
<p style="text-align: justify">Il plot è semplice e forse non originalissimo, ma ugualmente avvincente: in un mondo ipertecnologico e inquinato oltre ogni limite, grazie alla cibernetica la vita media ha superato il secolo (che incubo!). L&#8217;esplosione demografica della Terra è scongiurata solo da una direttiva internazionale che concede un permesso di procreazione in caso di un nuovo decesso. Un nato solo in sostituzione di un morto, quindi, in un Sistema che tutto controlla grazie ai suoi occhi elettronici.</p>
<p style="text-align: justify">Ma l&#8217;ordine certo disumanizzato di una società ormai gestita dalle macchine è scosso da un efferato delitto: un uomo viene trovato cadavere nel suo appartamento, con il suo occhio artificiale strappato dall&#8217;orbita.</p>
<p style="text-align: justify">Del caso si occupa Shaun Morrison, detective dalla personalità complessa e poco incline alla disciplina del corpo di polizia cui appartiene. Il caso sembra subito condurre a un traffico di innesti cibernetici per poi complicarsi a causa di un elemento di disturbo, qualcuno che il Sistema disconosce: un irregolare.</p>
<p style="text-align: justify">Il romanzo, davvero adrenalinico e a tinte fosche, delinea i contorni di un futuro assolutamente verosimile e non così lontano come si potrebbe a prima vista immaginare. Perché la deriva orwellinana del pianeta è un dato di fatto da decenni ormai. Solo che il controllo ossessivo del Sistema nella nostra realtà di tutti i giorni piuttosto che garantire l&#8217;Ordine pare quasi favorire il Caos.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/08/covers_irregolare_resized2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8743" title="covers_irregolare_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/08/covers_irregolare_resized2.jpg" alt="" width="200" height="311" /></a></p>
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<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/08/covers_irregolare_resized.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>Oggi Marcello Veneziani a Catania</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 16:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marcello Veneziani stasera presenta il suo ultimo libro, Amor Fati. La vita tra caso e destino, edito da Mondadori. Lo scrittore pugliese, cantore del pensiero meridiano, sarà alle ore 19.30 nella sala di rappresentanza della presidenza della Regione Siciliana, al palazzo dell’Esa, in via Beato Bernardo, ovviamente a Catania. Introdurranno l&#8217;incontro Nunzia Scalzo e Maurizio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Marcello Veneziani stasera presenta il suo ultimo libro, Amor Fati. La vita tra caso e destino, edito da Mondadori. Lo scrittore pugliese, cantore del <em>pensiero meridiano</em>, sarà alle ore 19.30 nella sala di rappresentanza della presidenza della Regione Siciliana, al palazzo dell’Esa, in via Beato Bernardo, ovviamente a Catania. Introdurranno l&#8217;incontro Nunzia Scalzo e Maurizio Ballistreri.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/04/covers_amor_fati.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8218" title="covers_amor_fati" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/04/covers_amor_fati.jpg" alt="" width="200" height="310" /></a></p>
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		<title>&#8220;Macchie di Rorschach&#8221; di Marco Ferrazzoli presentato oggi a Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 03:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi pomeriggio, 26 marzo 2010, alle 18.30, presso la Fondazione Umanitaria, in via Aldrovrandi 16 a Roma, Marco Ferrazzoli presenta il suo nuovo libro, Macchie di Rorschach, un volume di poesie edito da Terre Sommerse. Introduce Elena Cordaro, intervengono  Niccolò Carosi, Marco della Porta e Riccardo D’Anna, leggono Alessandra D’Asaro e Patrizio Bernini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Oggi pomeriggio, 26 marzo 2010, alle 18.30, presso la Fondazione Umanitaria, in via Aldrovrandi 16 a Roma, Marco Ferrazzoli presenta il suo nuovo libro, <em>Macchie di Rorschach</em>, un volume di poesie edito da Terre Sommerse.<br />
Introduce Elena Cordaro, intervengono  Niccolò Carosi, Marco della Porta e Riccardo D’Anna, leggono Alessandra D’Asaro e Patrizio Bernini.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/03/covers_macchie_di_rorschach_resized.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8010" title="covers_macchie_di_rorschach_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/03/covers_macchie_di_rorschach_resized.jpg" alt="" width="200" height="269" /></a></p>
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		<title>&#8220;Hammamet&#8221;, o del dramma interiore di un ex potente</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da domenica prossima sarà in edicola, in abbinamento con il Giornale di Sicilia, il libro di Massimiliano Perrotta Hammamet, pubblicato da Sikeliana, una nuova sigla che sicuramente saprà trovare un suo preciso spazio nel panorama editoriale siciliano e italiano. Su You Tube è anche possibile vedere una intervista al Perrotta in cui spiega la genesi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Da domenica prossima sarà in edicola, in abbinamento con il <em>Giornale di Sicilia</em>, il libro di Massimiliano Perrotta <em>Hammamet</em>, pubblicato da Sikeliana, una nuova sigla che sicuramente saprà trovare un suo preciso spazio nel panorama editoriale siciliano e italiano.<br />
Su You Tube è anche possibile vedere una intervista al Perrotta in cui spiega la genesi del suo interesse storico per la figura di Bettino Craxi.</p>
<p style="text-align: justify"><p><a href="http://thelorereport.blogdo.net/hammamet-o-del-dramma-interiore-di-un-ex-potente/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
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		<title>Scoperto un inedito di Pasolini sui misteri Eni</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 16:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il senatore Pdl Marcello Dell&#8217;Utri, amante sfegatato dei libri, ha annunciato oggi una scoperta  letteraria di grande rilievo, scoperta che sarà presentata alla XXI Mostra del Libro Antico di Milano. Trattasi di un dattiloscritto di Pier Paolo Pasolini che era scomparso da decenni che avrebbe dovuto costituire un capitolo &#8220;portante&#8221; del romanzo incompiuto Petrolio. Il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il senatore Pdl Marcello Dell&#8217;Utri, amante sfegatato dei libri, ha annunciato oggi una scoperta  letteraria di grande rilievo, scoperta che sarà presentata alla XXI Mostra del Libro Antico di Milano. Trattasi di un dattiloscritto di Pier Paolo Pasolini che era scomparso da decenni che avrebbe dovuto costituire un capitolo &#8220;portante&#8221; del romanzo incompiuto <em>Petrolio</em>. Il contenuto, ha dichiarato Dell&#8217;Utri, «è inquietante, parla di temi e problemi dell&#8217;Eni, parla di Cefis, di Mattei e si lega alla storia del nostro Paese».<br />
Attorno alla sorte del dattiloscritto vi è un vero giallo. «Credo che sia stato  a suo tempo rubato dallo studio di Pasolini», ha spiegato Dell&#8217;Utri, che però non ha voluto aggiungere altro.</p>
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		<title>&#8220;La tomba di ghiaccio&#8221;, thriller antartico alla ricerca della protociviltà scomparsa</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 05:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ghiaccio sulle dita, ghiaccio nella mente, ghiaccio nel suo sguardo assente (Robert Service, La ballata del blasfemo Bill) Non è un capolavoro questo romanzo dell&#8217;americano Steve Berry, ma ha dei punti di forza. L&#8217;ambientazione (parzialmente) antartica, molti colpi di scena, una scrittura non piatta. La trama è semplice: nei primi anni &#8217;70 un sottomarino statunitense [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: right">Ghiaccio sulle dita,<br />
ghiaccio nella mente,<br />
ghiaccio nel suo sguardo assente<br />
(Robert Service, <em>La ballata del blasfemo Bill</em>)</p>
<p style="text-align: justify">Non è un capolavoro questo romanzo dell&#8217;americano Steve Berry, ma ha dei punti di forza. L&#8217;ambientazione (parzialmente) antartica, molti colpi di scena, una scrittura non piatta.<br />
La trama è semplice: nei primi anni &#8217;70 un sottomarino statunitense in avaria non viene soccorso e l&#8217;equipaggio viene lasciato morire. Decenni dopo il figlio del comandante, un ex agente dei servizi americani ormai congedatosi, decide di indagare i perché di tale cinica scelta da parte della US Navy e si ritrova in un vortice di intrighi ad altissimo livello. Sullo sfondo, la ricerca di una civiltà ancestrale sconosciuta<span id="more-7745"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Berry non è nel gotha degli scrittori di action thriller e spy story. Non è Dan Brown, non è Ken Follett, non è Stephen King. Ma ha un suo zoccolo duro di lettori che apprezzeranno anche in questa prova la sua capacità di aprire finestre continue e tenere in piedi fino alla fine 3-4 sottoinsiemi narrativi tutti di un certo interesse.</p>
<p style="text-align: justify">A tratti risulta un libro un po&#8217; noioso e da metà in poi si inizia a sospettare che 550 pagine siano troppe (anche se ormai sembra quasi una misura standard per questo genere di romanzo), ma in conclusione tutti i fili si ricongiungono e non ci si pente di averlo iniziato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Steve Berry, <em>La tomba di ghiaccio</em> (<em>The Charlemagne Pursuit</em>, Random House, New York, 2008), Editrice Nord, Milano, 2009, pp. 551, euro 19.60.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/02/covers_la_tomba_di_ghiaccio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7749" title="covers_la_tomba_di_ghiaccio" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/02/covers_la_tomba_di_ghiaccio.jpg" alt="" width="240" height="355" /></a></p>
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		<title>Polar Thriller</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 07:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell&#8217;Europa ho recentemente scoperto un filone di action thriller che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. Non è un genere alto, per carità, lo capisco bene, ma a me piace e rilassa, quindi lo consiglio a tutti. Del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Nella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell&#8217;Europa ho recentemente scoperto un filone di <em>action thriller</em> che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. Non è un genere alto, per carità, lo capisco bene, ma a me piace e rilassa, quindi lo consiglio a tutti.</p>
<p style="text-align: justify">Del resto, io credo che in letteratura sia sì fondamentale lo stile (l&#8217;autore deve innanzitutto saper scrivere, è chiaro), ma anche l&#8217;ambientazione spazio-temporale, che dà emozioni non da poco al lettore. Insomma, un libro ottimamente scritto ambientanto nel 2005 a Capacabana, Catania o Malindi proprio non mi stuzzica la fantasia. Un pessimo giallo ambientato nella Londra vittoriana, a Edimburgo o nella Stoccolma di ieri/oggi/domani semplicemente mi esalta<span id="more-7308"></span>. A scanso di equivoci, puntualizzo subito che le prove d&#8217;autore degli ultimi anni ambientate a Stoccolma sono in genere dei capolavori, come il caso Stieg Larsson (di)mostra ampiamente &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">E così, ecco che il comodino si è in breve riempito di quelli che la mia nota coazione all&#8217;<em>anglo-sintesi</em> mi ha suggerito di chiamare <em>polar thriller</em> &#8230; Il primo che ho letto, tutto d&#8217;un fiato, è stato <em>La verità del ghiaccio</em> [il cui titolo originale, <em>Deception Point</em> (Simon &amp; Schuster, New York, 2001), ossia "punto d'inganno", mi sembra più azzeccato della traduzione italiana]. Scritto da <a href="http://www.danbrown.com/" target="_blank">Dan Brown</a> come terzo romanzo (appena prima de <em>Il codice da Vinci</em>, che è del 2003), in Italia è stato pubbicato da Mondadori a fine 2005. Ora si attende il film, che dovrebbe arrivare a breve nelle sale mondiali e la cui sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Dan Brown.<br />
La verità del ghiaccio ha tutto per appassionare i patiti dell&#8217;action thriller e/o della fantascienza. Ambientazione artica, la Nasa protagonista assoluta, la ricerca di prove di vita extraterrestri, la corsa per la Casa Bianca sullo sfondo. Un mix che farà inorridire molti, ma che a me, tutto sommato, è piaciuto.</p>
<p style="text-align: justify">Finito di leggere (l&#8217;ennesimo) Brown (li ho tutti in libreria), mi sono fiondato su <em>La tomba di ghiaccio</em> di Steve Berry (in originale <em>The Charlemagne Pursuit</em>, Randon House, New York-London-Münich, 2008), che in Italia la mitica Editrice Nord ha dato alle stampe a fine 2009. L&#8217;ambientazione è fra la Baviera e l&#8217;Antartide, il mistero è tutto al Polo Sud, alla ricerca di una protociviltà umana già individuata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.<br />
Come sempre, ottima la cura che la Editrice Nord dedica ai suoi volumi, ma un appunto, a malincuore, lo devo per forza fare: a p. 7, nell&#8217;accurata cartina dell&#8217;Antartide pubblicata, non si poteva proprio evitare il mostruoso refuso inerente il Circolo Polare?!? Che, ovviamente, a Sud è quello Antartico, non Artico &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Finito Berry, mi aspettano <em>Tempesta al Polo</em> di Clive Cussler e Paul Kemprecos (Longanesi, Milano, 2008, in originale <em>Polar Shift</em>, Putnam, New York, 2005), <em>Artico</em> di James Rollins (Editrice Nord, Milano, 2005, in originale <em>Ice Hunt</em>, Baror International, New York, 2003) e <em>Ice Limit</em> di Douglas Preston e Lincoln Child, Sonzogno<em>, </em>Milano, 2001, in originale <em>The Ice Limit</em>, Warner Books, New York, 2000). Al termine, rimpiangerò l&#8217;estate &#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-7314" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/01/covers_tempesta_al_polo.jpg" alt="covers_tempesta_al_polo" width="240" height="354" /></p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Tutti i colori della Globalizzazione</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 04:50:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi pomeriggio, mercoledì 9 dicembre 2009, alle 16.30, al Cortile Platamone, Palazzo della Cultura, in via Landolina 11, Catania, verrà presentato il libro L&#8217;innovazione a colori: una mappa per la globalizzazione (Luiss University Press) del professore Roberto Panzarani, docente di Psicologia delle Organizzazioni dell’Università dell’Aquila. L’evento è organizzato da Civita Srl in collaborazione con Aif [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Oggi pomeriggio, mercoledì 9 dicembre 2009, alle 16.30, al Cortile Platamone, Palazzo della Cultura, in via Landolina 11, Catania, verrà presentato il libro <em>L&#8217;innovazione a colori: una mappa per la globalizzazione</em> (Luiss University Press) del professore <a href="http://www.robertopanzarani.com/" target="_blank">Roberto Panzarani</a>, docente di Psicologia delle Organizzazioni dell’Università dell’Aquila.<br />
L’evento è organizzato da Civita Srl in collaborazione con Aif e Apindustrie Catania e con il patrocinio del Comune di Catania. Saranno presenti l&#8217;assessore alla Cultura Fabio Fatuzzo, il direttore di Civita Fernanda D&#8217;Amore, il presidente di Api Industrie Catania Giuseppe Scuderi ed il responsabile nazionale Terzo Settore Aif, Umberto Iacono.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-6888" title="image" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/12/image.jpg" alt="image" width="188" height="265" /></p>
<div class="shr-publisher-6884"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La Cultura è Futuro&#8221;. Parte a Catania &#8220;deScritto. Festival dell&#8217;Editoria Indipendente&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 06:36:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Catania riparte, o almeno ci prova, dall&#8217;Università e dall&#8217;Editoria con l&#8217;edizione &#8220;zero&#8221; di deScritto. Festival dell&#8217;Editoria Indipendente, ovvero, per inciso, dell&#8217;unica che valga la pena leggere. Al grido di &#8220;La Cultura è Futuro&#8221;, con la &#8220;complicità&#8221; (come simpaticamente sottolineano gli organizzatori) di Lella Costa, Nando Dalla Chiesa, Giancarlo De Cataldo, Umberto Fiori e Mauro Pagani, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Catania riparte, o almeno ci prova, dall&#8217;Università e dall&#8217;Editoria con l&#8217;edizione &#8220;zero&#8221; di <em>deScritto. Festival dell&#8217;Editoria Indipendente</em>, ovvero, per inciso, dell&#8217;unica che valga la pena leggere. Al grido di &#8220;La Cultura è Futuro&#8221;, con la &#8220;complicità&#8221; (come simpaticamente sottolineano gli organizzatori) di Lella Costa, Nando Dalla Chiesa, Giancarlo De Cataldo, Umberto Fiori e Mauro Pagani, da giovedì 5 a sabato 7 novembre 2009 libri ed eventi culturali vari saranno in scena al Monastero dei Benedettini, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia<span id="more-6452"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">“La Cultura è Futuro”, quindi, lo slogan di un festival che nasce come risposta vitale al degradato e degradante contesto catanese, risposta ideata da un manipolo di trentenni e dalla loro casa editrice indipendente <a href="http://www.villaggiomaori.com" target="_blank">Villaggio Maori</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Il festival, il cui allestimento è stato curato dalla giovane artista Maria Giovanna Gorgone, giocherà d’anticipo, prendendo la &#8220;rincorsa&#8221; (quella del 2009 è appunto l’edizione “zero”) e dipanandosi in una zona fieristica che ospiterà case editrici, librerie ed associazioni (nel Chiostro di Levante, riaperto per l&#8217;occasione), in un’aula per gli Incontri, nel Caffé Letterario per le presentazioni dei libri e nell’auditorium per l’Happening “Èdomani”, scritto &#8220;cucendo&#8221; i contributi degli studenti di tutt&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify">Tre giorni vividi come il potenziale del nostro Paese, in cui l’incontro sarà motivo di confronto, a cominciare dai due manifesti <a href="http://villaggiomaori.com/files/2009/10/manifesto1.jpg" target="_blank">“La Cultura è Futuro”</a> (sottoscritto da Costa, Dalla Chiesa, De Cataldo, Fiori e Pagani) e “L’editoria indipendente non a pagamento”, per proseguire con la questione della “Matrice Mediterranea”, adottando la battaglia sui beni confiscati promossa da Libera (che patrocina con Archeoclub d’Italia) e sostenendo l’appello di Carlo Lucarelli e Politicamente Scorretto “Nei forzieri della mafia un tesoro per la cultura”.</p>
<p style="text-align: justify">Nella giornata di apertura, Giuseppe Tornatore presenterà alle 18.00 il suo libro <em>Baaria. Il film della mia vita</em> (ore 18.00), appuntamento in collaborazione con &#8220;Librinscena&#8221;, rassegna curata dal Teatro Stabile di Catania.</p>
<p style="text-align: justify">La &#8220;complice illustre&#8221; dell’edizione zero è Lella Costa, che parteciperà al festival unendosi alla voce nell’happening “Èdomani”, presentando il suo nuovo libro al Caffé Letterario e sedendosi alla tavola rotonda dell’incontro “La Cultura è Futuro”.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, un festival per riconquistare la meravigliosa Italia, pungolandola dai nervi più scoperti: i tagli alla cultura e all’istruzione, l’antimafia e la difesa dell’ambiente, il multiculturalismo e la libertà di stampa. Per farle ribattere il ritmo cardiaco e intellettuale prorompendo dagli ambienti universitari, da una città simbolo al contempo della creatività vulcanica e del cratere di un clamoroso dissesto finanziario di fatto del Comune.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-6461" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/11/descritto.jpg" alt="descritto" width="347" height="244" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Programma:</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Giovedì 5 novembre</em></p>
<p style="text-align: justify">Chiostro di Levante</p>
<p style="text-align: justify">ore 10.30-19.00: apertura spazi espositivi e stand</p>
<p style="text-align: justify">Caffè letterario</p>
<p style="text-align: justify">ore 10.30: Presentazione collana di classici per ragazzi “Tempolibro” (Ed.It) curata da Nellina Adorno e Carla Condorelli della libreria Tempolibro. Intervengono la prof.ssa Rosaria Sardo ed il Preside della Facoltà di Lingue e Letterature straniere Nunzio Famoso.</p>
<p style="text-align: justify">ore 12.00: Presentazione libro <em>Lo Sfasciacarrozze</em> di Riccardo Raimondi (A&amp;B Bonanno Editore) con performance live di Costanzo-D’Urso Jazz Duo.</p>
<p style="text-align: justify">Aula 1</p>
<p style="text-align: justify">ore 15.00-17.00: Ciclo di incontri “Editoria e…”</p>
<p style="text-align: justify">“Matrice Mediterranea (Le Culture sono il Futuro)”: lo slogan di <em>deScritto</em> al plurale per affrontare uno dei temi cruciali della vita di tutti. L’Italia madre d’emigrazione al centro del Mediterraneo e il suo incontrovertibile destino multiculturale.</p>
<p style="text-align: justify">Matrice (1) il campione da cui possono essere stampati diversi esemplari di un testo [Devoto Oli].</p>
<p style="text-align: justify">Matrice (2) possibile contenitore creato dal collegamento fra i sogni di persone diverse, che permette nuove connessioni fra gli elementi del reale e diventa strumento di pensiero creativo [Gordon Lawrence - <em>Social Dreaming</em>].</p>
<p style="text-align: justify">In apertura: saluto e introduzione del Preside Enrico Iachello</p>
<p style="text-align: justify">Intervengono:</p>
<p style="text-align: justify">•	Rachid Berradi (corridore italo-marocchino della Nazionale Italiana)</p>
<p style="text-align: justify">•	Silvia De Marchi (coordinatrice Edizioni Mangrovie)</p>
<p style="text-align: justify">•	Umberto Di Maggio (sociologo del territorio)</p>
<p style="text-align: justify">•	Elvira Seminara (scrittrice e docente Storia e tecniche del Giornalismo, Università di Catania)</p>
<p style="text-align: justify">Aula Magna</p>
<p style="text-align: justify">ore 18.00-19.00: Librinscena (a cura del Teatro Stabile di Catania)</p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Baària, Il film della mia vita&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">Giuseppe Tornatore e il giornalista Pietro Calabrese presentano il libro, scritto a quattro mani durante le riprese del film candidato italiano all’Oscar 2010. Modera Domenico Tempio.</p>
<div class="shr-publisher-6452"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;Massothriller&#8221; arriva in Italia. Oggi l&#8217;ultimo Dan Brown in anteprima sul &#8220;Corriere&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 10:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Il segreto è come si muore. Fin dal principio dei tempi, il segreto è sempre stato come si muore». Venerdì 23, ossia fra una settimana, è prevista l&#8217;uscita in Italia, per i tipi della Mondadori, dell&#8217;ultima fatica di Dan Brown, Il simbolo perduto, tradotto da un pool di ben 5 specialiste (speriamo bene, perché con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">«Il segreto è come si muore. Fin dal principio dei tempi, il segreto è sempre stato come si muore».</p>
<p style="text-align: justify">Venerdì 23, ossia fra una settimana, è prevista l&#8217;uscita in Italia, per i tipi della Mondadori, dell&#8217;ultima fatica di Dan Brown, <em>Il simbolo perduto</em>, tradotto da un pool di ben 5 specialiste (speriamo bene, perché con simili operazioni la velocità in genere va a discapito della qualità stilistica, anche se da una prima rapida lettura la scorrevolezza sembra salvaguardata).<br />
Oggi il Corriere della Sera pubblica in anteprima esclusiva il prologo ed il primo capitolo del romanzo, che vede ancora una volta protagonista l&#8217;esperto di esoterismo Robert Langdon (al cinema interpretato da Tom Hanks).<br />
Al centro del plot di Brown, assolutamente &#8220;giallo&#8221;, stavolta c&#8217;è la Massoneria. Sullo sfondo una Washington sommamente esoterica di cui Langdon  deve decifrare i tanti simboli «che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città»<span id="more-6243"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Considerato il successo epocale dei precedenti lavori di Brown, <em>Il simbolo perduto</em> si prefigura come il &#8220;must&#8221; di Natale e di tutto il 2010.</p>
<p style="text-align: justify">Sia <em>Il codice da Vinci</em> che <em>Angeli e Demoni</em> sono stati accompagnati da vivaci polemiche da parte della Chiesa cattolica. <em>Il simbolo perduto</em>, di contro, rischia di attirare sull&#8217;ormai ricchissimo autore qualche antipatia da parte massonica. Ma non è poi detto, perché il romanzo in ogni caso diverrà a breve un megaspot globale per la millenaria istituzione. E, fatto salvo il diritto di critica di ognuno, a pubblicità (planetaria) donata non è mica bene guardare in bocca &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_6252" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-6252" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/10/images_washington_campidoglio.jpg" alt="Washington, il Campidoglio" width="350" height="262" /><p class="wp-caption-text">Washington, il Campidoglio</p></div>
<div class="shr-publisher-6243"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>DONNAèWEB: &#8220;Potere di link&#8221; presentato domani a Viareggio</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il saggio Potere di link: scritture e letture dalla carta ai nuovi media di Rosa Maria Di Natale (Bonanno Editore, Catania, 2009) sarà presentato domani 18 settembre a Viareggio nell&#8217;ambito del Premio &#8220;DONNAèWEB&#8221;, il riconoscimento nato nel 2004 per promuovere le professionalità femminili su Internet. Un premio per valorizzare le donne che attraverso il web, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Il saggio <em>Potere di link: scritture e letture dalla carta ai nuovi media</em> di Rosa Maria Di Natale (Bonanno Editore, Catania, 2009) sarà presentato domani 18 settembre a Viareggio nell&#8217;ambito del Premio &#8220;DONNAèWEB&#8221;, il riconoscimento nato nel 2004 per promuovere le professionalità femminili su Internet. Un premio per valorizzare le donne che attraverso il web, appunto, svolgono la propria attività nell&#8217;impresa, nel pubblico e nel no profit<span id="more-5971"></span>.</p>
<p>La presentazione del saggio della giornalista catanese, che è anche docente di Comunicazione, Giornalismo e Nuovi Media all&#8217;Università di Catania, si terrà nella Biblioteca Comunale di Viareggio (piazza Mazzini 22), alle ore 18.00.  Relatrice sarà la scrittrice Isabella Moroni.</p>
<p><em>Potere di link</em> è rivolto a chi è interessato all&#8217;affascinante legame tra discipline umanistiche e il mondo dei bit e a tutti coloro che desiderano avvicinarsi per la prima volta all&#8217;argomento.</p>
<p>Scrittori, lettori ed editori da tempo fanno i conti con il digitale, sperimentandosi sulla Rete e confrontandosi con gli e-book, gli ipertesti, le biblioteche immateriali, le librerie virtuali ed il self publishing, ma soprattutto guardando al testo con un&#8217;ottica diversa rispetto a quella &#8220;lineare&#8221; del passato.</p>
<p>Sotto la lente della Di Natale anche  blog e siti letterari, dove spesso la scrittura diventa collaborativa e incontra la multimedialità e lezioni di calviniana leggerezza. Il &#8220;potere di link&#8221;, quindi, coincide con la possibilità per il lettore e l&#8217;autore di andare oltre il testo tradizionale.</p>
<p><strong>DONNAèWEB 2009</strong> è un evento organizzato da Provincia di Lucca, Apt Versilia, Comune di Viareggio e Associazione Web Italia Onlus. Gli incontri letterari sono realizzati in collaborazione con il magazine on line di arte contemporanea e cultura Art a part of cult(ure) con sede a Roma, con la Libreria Mondadori di Viareggio e con lHotel Esplanade di Viareggio.</p>
<p>«<em>Potere di link</em> fa quello che ogni buon testo scientifico dovrebbe fare: spiegare per filo e per segno qual è il forte legame tra la scrittura e la cosiddetta &#8220;rivoluzione digitale&#8221; [...] Sembra che il passare dei secoli abbia complottato per evidenziare una verità che sembriamo aver dimenticato: scrivere è una tecnologia. Se su carta o su un dispositivo elettronico, cambia davvero poco» (Salvo Mica, <em>La Sicilia</em>).</p>
<p> «Un testo che, pur avendo una destinazione universitaria, ha una chiarezza di esposizione difficile da trovare in testi del genere. Da Calvino agli e-book, da Fedro e Socrate alla &#8220;googlizzazione&#8221; delle biblioteche. Il concetto di base è che i tempi non cambiano inutilmente,  e che l&#8217;unico modo per non sentirsi inutili è correre insieme al tempo» (Gery Palazzotto in un blog)</p>
<p><strong>L&#8217;Autrice</strong><br />
Rosa Maria Di Natale, catanese, è una giornalista professionista che da tempo studia il rapporto tra scrittura e i nuovi media, soffermandosi in particolare sulle produzioni giornalistiche e letterarie. Docente a contratto presso l&#8217;Università degli Studi di Catania, nel 2007 ha vinto il premio giornalistico televisivo &#8220;Ilaria Alpi&#8221;.</p>
<p><strong>Info:</strong></p>
<p><a href="http://bitletteratura.blogspot.com/" target="_blank">http://bitletteratura.blogspot.com/</a></p>
<p><a href="http://www.donnaeweb.it/2009/" target="_blank">http://www.donnaeweb.it/2009/</a></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5983" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/09/covers_potere_di_link_resized.jpg" alt="covers_potere_di_link_resized" width="232" height="350" /></p>
<div id="attachment_5979" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-5979" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/09/pictures_rosa_maria_di_natale1.jpg" alt="Rosa Maria Di Natale, con il sociologo Francesco Pira, durante la presentazione di &quot;Potere di link&quot; all'ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, a maggio 2009" width="350" height="262" /><p class="wp-caption-text">Rosa Maria Di Natale, con il sociologo Francesco Pira, durante la presentazione di &quot;Potere di link&quot; all&#39;ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, a maggio 2009</p></div>
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		<title>A 40&#8242;anni dal furto un romanzo indaga sulla sparizione della &#8220;Natività&#8221; di Caravaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 04:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A 40&#8242;anni esatti dal furto della &#8220;Natività&#8221; del Caravaggio – avvenuto a Palermo nella piovosa notte fra il 17 e il 18 ottobre del 1969 nella chiesa dell’Oratorio di San Lorenzo – Caro Vincenzo ci inoltra in un bosco pieno di domande. Teatro della vicenda è, appunto, la città «dai mille odori, olezzi, ammorbamenti […] [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">A  40&#8242;anni esatti dal furto della &#8220;Natività&#8221; del Caravaggio – avvenuto a Palermo nella piovosa notte fra il 17 e il 18 ottobre del 1969 nella chiesa dell’Oratorio di San Lorenzo – <em>Caro Vincenzo</em> ci inoltra in un bosco pieno di domande. Teatro della vicenda è, appunto, la città «dai mille odori, olezzi, ammorbamenti […] la Palermo sonnolenta degli anditi oscuri, degli incontri furtivi, dei traffici segreti […] dove tutti sanno e nessuno dice, tutti ascoltano e nessuno parla»<span id="more-5871"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Una storia avvincente di cui è protagonista Vincenzo Alesci, un impiegato della Sovrintendenza furiosamente innamorato dell’arte e in particolare della sparita &#8220;Natività&#8221; che Caravaggio realizzò proprio 400 anni fa, nel 1609, durante il periodo trascorso da fuggiasco in Sicilia; un furto che continua a ossessionarlo, fino a spingerlo, dopo decenni, a buttarsi anima e corpo in un’accanita ricerca della tela.</p>
<p style="text-align: justify">Lo accompagnano in questa indagine, oltre a variegati personaggi minori, due donne: Giulia, protettiva e appassionata ex moglie con cui condivide la casa e una ritrovata intimità amorosa, e Linda, amore giovanile e compagna d’Accademia a Firenze che dopo anni di oblio ritrova all’improvviso a Palermo nelle vesti di ambigua e sfuggente proprietaria di un negozio di antiquariato.</p>
<p style="text-align: justify">L’autore di <em>Caro Vincenzo</em> (appena giunto in libreria per i tipi della Bonanno di Catania) è Antonio Amico, chimico con la passione della scrittura.<br />
Nato a Caltanissetta, Amico ha vissuto e lavorato per molti anni a Caltagirone, pubblicando libri di poesie, prose e racconti. Collabora da anni con un giornale locale.  Dal primo giorno di pensione vive a Lipari, tenta di coltivare fiori, scrive e guarda il mare.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-5877" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/09/cover_caro_vincenzo.jpg" alt="cover_caro_vincenzo" width="233" height="350" /></p>
<p style="text-align: justify">
<div class="shr-publisher-5871"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Dal &#8220;Corsera&#8221; a &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, il ritorno di Guareschi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 08:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non vorrei che l&#8217;estate che sta per finire (finalmente! Sia maledetta come tutte le estati &#8230;) fosse ricordata esclusivamente per la grottesca vicenda Feltri-Boffo, perché da un punto di vista culturale questi mesi di umido caldo satanico hanno dato anche qualche bel segnale. Un esempio su tutti può essere il riacceso interesse nei confronti di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Non vorrei che l&#8217;estate che sta per finire (finalmente! Sia maledetta come tutte le estati &#8230;) fosse ricordata esclusivamente per la grottesca vicenda Feltri-Boffo, perché da un punto di vista culturale questi mesi di umido caldo satanico hanno dato anche qualche bel segnale. Un esempio su tutti può essere il riacceso interesse nei confronti di un grande della letteratura italiana che, dopo decenni di &#8220;silenziamento&#8221; sta a poco a poco guadagnando il suo meritato posto nei testi di critica. Mi riferisco a Giovanni Guareschi, cui Claudio Magris ha dedicato un bel ritratto sul <em>Corriere della Sera</em> del 23 luglio, definendolo un autore popolare troppo a lungo discriminato per motivi ideologici<span id="more-5747"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, uno &#8220;sdoganamento&#8221; nobile davvero quello ricevevuto da Guareschi da parte di uno degli intellettuali italiani più onesti e profondi, cui ha fatto eco un altro bell&#8217;intervento de <em>L&#8217;Osservatore Romano</em>, a firma di Marco Ferrazzoli.</p>
<p style="text-align: justify">Ferrazzoli, che all&#8217;autore parmense ha dedicato due interessanti saggi (<em>Guareschi, l&#8217;eretico della risata</em> ed il recente <em>Non solo Don Camillo. L&#8217;intellettuale civile Giovannino Guareschi</em>, quest&#8217;ultimo edito da <a href="http://www.luomolibero.it" target="_blank">L&#8217;Uomo Libero</a>), plaude alla scelta di Magris di occuparsi sul <em>Corsera</em> dell&#8217;autore parmense, anche se prende le distanze dalla lettura dello scrittore triestino quando interpreta le vicende del <em>Mondo piccolo</em> quale anticipazione letteraria del compromesso storico Dc-Pci degli anni a venire.</p>
<p style="text-align: justify">Centrale è per Ferrazzoli la &#8220;figura&#8221; del Crocifisso, che al pari di don Camillo e di Peppone è un personaggio vivo nei racconti di Guareschi, un personaggio dal quale non si può prescindere per capire un autore fra i più veri ed umani del Novecento italiano.</p>
<p style="text-align: justify">Perché, alla fine, è di autori come Guareschi, come Bruce Marshall, come Gilbert Keith Chesterton o come l&#8217;immenso Tolkien che il cuore dell&#8217;uomo ha bisogno. Mica di atei illuminati che portano il gelo nella vita dei lettori &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_5749" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-5749" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/09/pictures_fernandel_cervi_guareschi_resized.jpg" alt="Fernandel, Gino Cervi e Giovanni Guareschi" width="350" height="244" /><p class="wp-caption-text">Fernandel, Gino Cervi e Giovanni Guareschi</p></div>
<div class="shr-publisher-5747"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Il sindacato dei poliziotti yiddish</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 19:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho appena finito di leggere questo incredibile romanzo, di difficile classificazione, ma di sicura genialità. Tecnicamente Il sindacato dei poliziotti hiddish, dello scrittore di Washington (anche se vive a Berkeley, in California) Michael Chabon, è un hard-boiled in cui il protagonista non è però un detective privato, ma un poliziotto del distretto di Sitka, in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ho appena finito di leggere questo incredibile romanzo, di difficile classificazione, ma di sicura genialità.<br />
Tecnicamente <em>Il sindacato dei poliziotti hiddish</em>, dello scrittore di Washington (anche se vive a Berkeley, in California) Michael Chabon, è un hard-boiled in cui il protagonista non è però un detective privato, ma un poliziotto del distretto di Sitka, in Alaska. Un Alaska scenario di un intreccio fantapolitico davvero riuscito, con uno Stato di Israele che dopo essere stato costituito in Palestina, nel 1948 viene distrutto dagli Stati arabi, con i superstiti costretti a riparare fra i ghiacci del Nord America, dati loro in concessione per cinquant&#8217;anni.<br />
Sullo sfondo di una travagliata restituzione agli Usa delle terre detenute per mezzo secolo, si dipana l&#8217;inchiesta per omicidio di alcuni detective decisi a fare al meglio il loro mestiere fino all&#8217;ultimo.<br />
Quanto al cadavere, questo si scopre appartenere ad un singolare giovane ebreo dalla doti sorprendenti. Attorno alla sua morte ruota un mistero il cui progressivo dipanarsi lascerà di stucco il lettore.<br />
Disincantato, ironico, irriverente, il libro è anche un viaggio di una certa utilità all&#8217;interno del blindatissimo mondo dell&#8217;ebraismo ultraortodosso.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-5332 aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/07/covers_il_sindacato_dei_poliziotti_yiddish.jpg" alt="covers_il_sindacato_dei_poliziotti_yiddish" width="226" height="350" /></p>
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		<title>È morto Frank McCourt</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 12:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Frank McCourt è morto ieri a New York a 78 anni. Lo scrittore irlandese, celebre nel mondo per il romanzo Le ceneri di Angela è autore di uno dei più bei incipit della storia della letteratura mondiale: «Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un&#8217;infanzia difficile, sennò non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--><span style="font-size: small">Frank McCourt è morto ieri a New York a 78 anni. Lo scrittore irlandese, celebre nel mondo per il romanzo <em>Le ceneri di Angela</em> è autore di uno dei più bei incipit della storia della letteratura mondiale: «Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un&#8217;infanzia difficile, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un&#8217;infanzia infelice irlandese è peggio di una infanzia infelice qualunque, e un&#8217;infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">
<div id="attachment_5318" class="wp-caption aligncenter" style="width: 342px"><img class="size-full wp-image-5318" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/07/frank_mccourt.jpg" alt="Frank McCourt" width="332" height="500" /><p class="wp-caption-text">Frank McCourt</p></div>
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		<title>Nicolao Merker a Catania per presentare &#8220;Filosofie del populismo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 10:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà presentato oggi a Catania alle 16.30 da Giuseppe Giarrizzo e Paolo Manganaro, nell&#8217;aula A1 del Monastero dei Benedettini, il saggio di Nikolao Merker Filosofie del populismo, edito da Laterza. L&#8217;incontro, organizzato da Salvatore Tinè, dell&#8217;Università di Catania, e Salvatore Distefano, sarà moderato da quest&#8217;ultimo, presidente dell&#8217;Associazione etnea di studi storico-filosofici.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sarà presentato oggi a Catania alle 16.30 da Giuseppe Giarrizzo e Paolo Manganaro, nell&#8217;aula A1 del Monastero dei Benedettini, il saggio di Nikolao Merker <em>Filosofie del populismo</em>, edito da Laterza.<br />
L&#8217;incontro, organizzato da Salvatore Tinè, dell&#8217;Università di Catania, e Salvatore Distefano, sarà moderato da quest&#8217;ultimo, presidente dell&#8217;Associazione etnea di studi storico-filosofici.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4941  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/06/cover_merker.jpg" alt="cover_merker" width="200" height="300" /></p>
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		<title>&#8220;Una raggiante Catania&#8221; (che non è solo &#8220;buco&#8221;)</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 16:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La Città dell&#8217;Elefante non è stata e non è soltanto l&#8217;attuale sfascio politico-sociale di cui i media ci informano quando proprio non possono farne a meno. C&#8217;è stato un tempo, per nulla lontano, di vera e propria rinascita di Catania. Culturale, in primo luogo, ma anche sociale, politica, economica.<br />
Ora un romanzo, un classico (ma non troppo) romanzo di formazione, ripercorre quegli anni ed arriva nelle librerie per i tipi di una casa editrice milanese, la Excelsior 1881, assai attenta alle nuove tendenze italiane e non solo<span id="more-4898"></span>.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Una raggiante Catania</em> è il titolo, invero ottimista, del volume di Domenico Trischitta, catanese doc, classe 1960, una scrittura alta, assai più di tanti celebratissimi e vendutissimi autori nostrani, gonfiati da un (auto)marketing ai limiti del doping editoriale.</p>
<p style="text-align: justify">Collaboratore di varie pagine culturali di quotidiani e settimanali nazionali e locali, Trischitta è stato anche aiuto-regista di Franco Battiato nel <em>Socrate impazzito</em> di Manlio Sgalambro. Ed ha pubblicato per Boemi un piccolo capolavoro, quel <em>Daniela Rocca, il miraggio in celluloide</em>, a metà fra il saggio e il racconto, tutto incentrato sulla vita e la tragica morte dell&#8217;attrice catanese, da cui è tratto <em>Sabbie Mobili</em>, andato in scena al Teatro Quirino di Roma, e da cui Maurizio Costanzo, pare, starebbe prendendo spunto per la sceneggiatura di una fiction con Manuela Arcuri.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;amore per il teatro e per la città natale accompagna Trischitta da sempre. Nel 2001, con la regia di Alessandro Di Robilant, ha esordito con <em>Autunno a Puteaux</em> e nel maggio 2004 il suo monologo <em>Notte a Catania</em> è stato portato in scena da Alessandro Quasimodo.</p>
<p style="text-align: justify">Con <em>Una raggiante Catania</em>, finalmente, giunge l&#8217;esordio da romanziere, riuscendo a catturare l&#8217;anima di una città (o forse sarebbe meglio dire di un Paese intero) in perenne cambiamento, in perenne movimento. Verso dove, però, non lo sa nessuno. Di certo non verso il futuro, vista la sua struttura sociale vecchia, marcia, ancorata a categorie di due secoli fa.</p>
<p style="text-align: justify">Eppure, in una dicotomia che a volte ha del tragico, Catania spesso anticipa i trend nazionali. In politica, ma anche nel sociale, come Trischitta nota soprattutto quando scrive del funerale di un travestito ante litteram, un funerale trasformatosi in rissosa parodia del Carnevale di Rio. O, se vogliamo, in una anticipazione di trent&#8217;anni delle sfilate del Gay Pride, oggi roba cotta e decotta anche per i bambini, ma nella Sicilia degli anni Settanta ancora semplicemente impensabile: «a un certo punto gli amici del morto persero il controllo, cominciarono a inveire contro la gente dei balconi, e il funerale divenne uno scontro sull&#8217;identità sessuale e sulla diversità sociale. L&#8217;amica del cuore di Fimminedda, detta Lola Falana, cominciò a gridare come una forsennata e con la voce roca ripeteva come in una cantilena: &#8220;Bastardi, non siamo animali, semu genti comu a tutti l&#8217;autri!&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify">Trascorre qualche decennio e Catania passa dall&#8217;intolleranza più nera all&#8217;essere la capitale gay d&#8217;Italia. Particolare che stride con l&#8217;arcaismo di tanti altri aspetti della città, una città che più volte ha provato a rinascere e più volte è ripiombata nel caos e nel degrado.</p>
<p style="text-align: justify">Trischitta ci prova e ci riesce bene a raccontare i tentativi di resurrezione di Catania e lo fa attraverso una serie di microstorie, attraverso le vite di alcuni giovani che man mano diventano adulti, attraversando la fase orrida del morto ammazzato al giorno e quella speranzosa della cosiddetta Primavera catanese. Ossia di quella decina d&#8217;anni in cui sindaco era un onest&#8217;uomo di centrosinistra come Enzo Bianco e presidente della Provincia un onest&#8217;uomo di destra come Nello Musumeci.</p>
<p style="text-align: justify">Cambiarono molto i due. Ma una volta scaduti i rispettivi doppi mandati tutto tornò come prima.</p>
<p style="text-align: justify">Non che Catania si sia addolorata troppo per la cosa. Alcuni catanesi sì, certo soffrono per il degrado diffuso degli ultimi anni. Ma molti altri ne sono fieri protagonisti, certi che fra permissivismo imperante, giustificazionismo sociologico, lentezza della giustizia ed indulti vari usciranno sempre impuniti anche dopo le nefandezze più eclatanti, stile &#8220;guerriglia urbana pre-derby con poliziotto morto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Bello sarebbe stato se il passaggio dipinto da Trischitta dalla Catania violenta degli Anni Settanta alla Catania raggiante degli Anni Novanta avesse avuto quest&#8217;ultimo stadio luminoso come approdo finale. Ma la realtà dei fatti recentissimi ci dice che la fase di brillantezza è per il momento archiviata.</p>
<p style="text-align: justify">Oggi mancano le centinaia di morti ammazzati di vent&#8217;anni fa, ma per il resto il degrado è forse peggiore di allora, la violenza spicciola più selvaggia, l&#8217;inciviltà più diffusa.</p>
<p style="text-align: justify">Un girone dantesco, la Catania odierna, che il «romanzo che sembra quasi un cd» di Trischitta (come scrive Tommaso Labranca nella postfazione) può aiutarci a decifrare assai meglio delle tante analisi sulla voragine dei conti comunali.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Domenico Trischitta, <em>Una raggiante Catania</em>, Excelsior 1881, Milano, 2008, pp. 192, euro 13.50 (<a href="http://www.excelsior1881.eu">www.excelsior1881.eu</a>  - tel. n. 02/36.57.91.50).</strong></p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4902  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/05/cover-una-raggiante-catania-senza-alette.jpg" alt="cover-una-raggiante-catania-senza-alette" width="409" height="648" /></p>
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		<title>&#8220;Potere di link&#8221; presentato venerdì alla Fiera del Libro di Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 09:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 15 maggio, alle ore 12.00, nel padiglione 2, stand K64 della Fiera del Libro, a Torino, Francesco Pira, docente di Comunicazione Pubblica e Sociale e Relazioni Pubbliche all&#8217;Università di Udine, presenterà Potere di link. Scritture e letture dalla carta ai nuovi media (edito dalla Bonanno di Catania), della giornalista etnea Rosa Maria Di Natale. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><strong>Venerdì 15 maggio</strong>, alle ore <strong>12.00</strong>, nel padiglione 2, stand K64 della <strong>Fiera del Libro</strong>, a <strong>Torino</strong>, Francesco Pira, docente di Comunicazione Pubblica e Sociale e Relazioni Pubbliche all&#8217;Università di Udine, presenterà <strong><em>Potere di link. Scritture e letture dalla carta ai nuovi media</em></strong> (edito dalla Bonanno di Catania), della giornalista etnea Rosa Maria Di Natale<span id="more-4474"></span>.</p>
<p>Il saggio è rivolto a chi è interessato all&#8217;affascinante legame tra discipline umanistiche e mondo digitale, nonché a tutti coloro i quali desiderino avvicinarsi per la prima volta all&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify">Scrittori, lettori ed editori da tempo fanno i conti con il digitale, sperimentandosi sulla Rete e confrontandosi con gli e-book, gli ipertesti, le biblioteche immateriali, le librerie virtuali, il self publishing, ma soprattutto guardando al testo con un&#8217;ottica diversa rispetto a quella &#8220;lineare&#8221; del passato.</p>
<p style="text-align: justify">Senza ancora abbandonare le suggestioni della carta, ma affidandosi alle potenzialità dei new media, l&#8217;oggetto libro si misura oggi con un mercato molto complesso. Tra blog e siti Internet la scrittura diventa quindi collaborativa ed incontra la multimedialità e le lezioni calviniane. Ed il potere di link coincide allora con la possibilità, per il lettore e l&#8217;autore, di andare oltre il testo analogico.</p>
<p style="text-align: justify">Rosa Maria Di Natale, giornalista professionista, da tempo studia il rapporto tra scrittura e nuovi media, soffermandosi in particolare sulle produzioni giornalistiche e quelle letterarie. È docente a contratto presso l&#8217;Università degli Studi di Catania e nel 2007 ha vinto il Premio giornalistico televisivo &#8220;Ilaria Alpi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-full wp-image-4478 alignnone" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/05/potere-di-link.jpg" alt="potere-di-link" width="825" height="1240" /></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;ultima notte prima della fine del mondo&#8221;: si presenta a Catania il nuovo romanzo di Giuseppe Mazzone</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 05:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo appuntamento di maggio tra Arte e Letteratura presso il Centro Voltaire, una delle istituzioni più longeve e prestigiose di Catania, diretta da Natale Platania, Giuseppe Frazzetto e Piero Castronovo. Venerdì 15 maggio alle ore 19.00 nei locali di via Scuto 19 (zona Pescheria), Giuseppe Mazzone presenta il suo ultimo romanzo L&#8217;ultima notte prima della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Secondo appuntamento di maggio tra Arte e Letteratura presso il Centro Voltaire, una delle istituzioni più longeve e prestigiose di Catania, diretta da Natale Platania, Giuseppe Frazzetto e Piero Castronovo.<br />
<strong>Venerdì 15 maggio</strong> alle <strong>ore 19.00</strong> nei locali di via Scuto 19 (zona Pescheria), Giuseppe Mazzone presenta il suo ultimo romanzo <em>L&#8217;ultima notte prima della fine del mondo</em> (edito da La Zisa di Palermo)<span id="more-4383"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Ad introdurre l&#8217;autore vi saranno Giuseppe Condorelli, Paolo Lisi e Natale Platania. Letture a cura di Fabio Dulzetto e Antonella Caldarella.</p>
<p style="text-align: justify">Giuseppe Mazzone, giornalista professionista, ha diretto <em>La Gazzetta di Siracusa</em> e le redazioni di Messina e Catania de <em>Il Giornale di Sicilia</em>. Attualmente è editorialista dell&#8217;emittente catanese <em>Sesta Rete</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Ha pubblicato il romanzo <em>Via dei destini sparsi</em> (Prova d&#8217;Autore, Catania, 2000) ed ha scritto numerosi testi teatrali, accolti favorevolmente dal pubblico e dalla critica, tra i quali si ricordano <em>Giornata</em>; <em>Sì, Don Giovanni</em>; <em>Belvedere</em>; <em>No, non sono Molly Bloom</em>; <em>Gente di fine secolo</em>; <em>Schiuma</em>; <em>Da grande volevo fare il corridore ciclistico</em> e <em>Invidia</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Di grande interesse la trama de <em>L&#8217;ultima notte prima della fine del mondo.</em> Un barista eccentrico e creativo, una inquieta e talentuosa ricamatrice, una vaporosa commessa di lavanderia, un netturbino che somiglia ad Hemingway, due amiconi sempre in giro intenti a cogliere il senso della vita, un sarto verseggiatore, un ottantenne in palandrana, una modista mancata, la robusta titolare della lavanderia, una misteriosa ginecologa dal passato da dimenticare: le loro vicende si incrociano, assieme a tante altre, in un tratto di viale di una altrettanto misteriosa e sotterranea città siciliana, ultimo promontorio conosciuto prima dell&#8217;incerto, della voragine del vuoto. Storie trascurate di eroicità quotidiana, immerse in una nuvola di epicità assoluta.</p>
<p style="text-align: justify">Nei locali del Centro Voltaire, al contempo, sarà possibile visitare la collettiva di Francesca Leotta, Sabrina Leotta e Giuliana Piccolo, a cura di Salvo Messina.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-full wp-image-4439 alignnone" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/05/cover-mazzone.jpg" alt="cover-mazzone" width="470" height="654" /></p>
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		<title>Marcello Veneziani oggi a Catania</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 05:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi alle ore 11.00 a Catania, presso l&#8217;aula magna della Facoltà di Scienze Politiche, Nuccio Molino e Ruggero Razza parleranno di Sud. Un viaggio civile e sentimentale (Mondadori), ultima fatica del saggista Marcello Veneziani. Sarà presente l&#8217;autore. Il Sud si sta svuotando di anime, culture e popolazione, tra emigrati e denatalità. Marcello Veneziani non parte dal Nord [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Oggi alle <strong>ore 11.00</strong> a Catania, presso l&#8217;aula magna della Facoltà di Scienze Politiche, Nuccio Molino e Ruggero Razza parleranno di <em>Sud. Un viaggio civile e sentimentale</em> (Mondadori), ultima fatica del saggista Marcello Veneziani. Sarà presente l&#8217;autore<span id="more-4105"></span>.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Il Sud si sta svuotando di anime, culture e popolazione, tra emigrati e denatalità. Marcello Veneziani non parte dal Nord e si ferma a Eboli, come Levi col suo Cristo, ma parte dal Sud più estremo e profondo e arriva a Eboli.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Risultato del suo viaggio è un rapporto letterario e civile sul Meridione presente e passato che si dipana tra rifiuti e ricordi, tradizioni e degrado, cafonerie e cavallerie rusticane, ragioni e sentimenti, passando per contrade reali e allegoriche.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Le località toccate diventano location per ambientare temi e personaggi, scorci e denunce, colore e cultura, malavita e folclore. Rabbiose critiche si alternano ad appassionate difese, partorite entrambe dall&#8217;amore per quelle terre. Nelle sue storie e storielle, Veneziani capovolge l&#8217;idea crociana di un paradiso abitato da diavoli, e teme invece che il Mezzogiorno stia diventando un inferno abitato da angeli in fuga per salvarsi da soli e non dannarsi insieme.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Il suo resoconto assume una varietà di registri narrativi: dalle denunce giornalistiche alle nostalgie, dai ritratti parodistici al saggio storico, fino a lambire un sobrio &#8220;matriottismo &#8221; terrone e comporre una specie di manifesto sudista.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>&#8220;Il Sud va raccontato per intero, non solo una città o un tronco, e non solo per la malavita e il malaffare, come invece si usa in saggistica e narrativa. Non ho voluto scrivere la storia del Sud né un&#8217;inchiesta sul Sud, o un romanzo ambientato nel Sud, e nemmeno dare la diagnosi o suggerire la terapia; ma ho voluto visitare, rappresentare, perorare il mito del Sud. Nel mito è il fascino del Sud.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Liberandosi dal fatalismo della decadenza, che porta ad abbandonarlo, il Meridione ha dunque bisogno di compiere uno strappo e darsi un racconto d&#8217;identità: &#8220;Parlando del Sud so di parlare ad ogni uomo; perfino chi non è del Sud vede nel Sud il suo luogo di riposo, di ricarica, di vacanza.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>C&#8217;è una forza di gravità o di attrazione che spinge verso sud anche chi non vi è nato; c&#8217;è sempre un famigliare, un&#8217;origine, un ricordo, un richiamo che ti porta a scendere. Anzi, più il pianeta si ritira nei piani alti, più la globalizzazione coincide con la settentrionalizzazione del mondo, più il Sud diventa il luogo della vita autentica, il vivaio dell&#8217;umanità, il pozzo profondo che disseta le nostre radici. Il movimento è verso il Nord; al Sud riposa l&#8217;essere&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4106  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/cover-veneziani-sud.jpg" alt="cover-veneziani-sud" width="250" height="388" /></p>
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		<title>Obama, Chavez e le vene aperte dell&#8217;America Latina</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 05:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È Le vene aperte dell&#8217;America Latina di Eduardo Galeano il libro (bellissimo!!!) che il presidente venezuelano Chavez ha regalato a quello statunitense Obama durante il Vertice della Americhe tenutosi a Trinidad &#38; Tobago. Il saggio è all&#8217;improvviso passato dal 734° posto al 2° delle vendite di Amazon. Da noi in Italia è edito da Sperling [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">È <em>Le vene aperte dell&#8217;America Latina</em> di Eduardo Galeano il libro (bellissimo!!!) che il presidente venezuelano Chavez ha regalato a quello statunitense Obama durante il Vertice della Americhe tenutosi a Trinidad &amp; Tobago<span id="more-3848"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Il saggio è all&#8217;improvviso passato dal 734° posto al 2° delle vendite di Amazon. Da noi in Italia è edito da Sperling &amp; Kupfer. Ne consiglio a tutti la lettura.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3851  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/cover-galeano.jpg" alt="Cover Galeano" width="200" height="311" /></p>
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		<title>Quasi pronto il nuovo romanzo di Dan Brown, sarà un &#8220;massothriller&#8221; ambientato fra le logge di Washington</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 08:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lunga attesa per leggere un romanzo di Dan Brown post Il codice da Vinci (che, uscito nel 2003 ha venduto nel mondo la bellezza di settanta milioni di copie, di cui cinque solo in Italia per la Mondadori) pare stia per terminare. Dopo la pubblicazione dell&#8217;ottimo &#8220;prequel&#8221; Angeli e Demoni (a mio avviso più [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La lunga attesa per leggere un romanzo di Dan Brown post <em>Il codice da Vinci</em> (che, uscito nel 2003 ha venduto nel mondo la bellezza di settanta milioni di copie, di cui cinque solo in Italia per la Mondadori) pare stia per terminare<span id="more-2529"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo la pubblicazione dell&#8217;ottimo &#8220;prequel&#8221; <em>Angeli e Demoni</em> (a mio avviso più bello ed intrigante del <em>Codice</em>), i fan dello scrittore statunitense sono rimasti assai delusi dai &#8220;fondi di cassetto&#8221; come <em>La verità del ghiaccio</em> (belle idea, eccellente per un film, ed ambientazione, a metà fra il polare e lo spaziale, ma effetto complessivo deludente assai) e <em>Crypto</em>.</p>
<p style="text-align: justify">A questo punto, però, sarebbe in dirittura d&#8217;arrivo in libreria (per i tipi della Doubleday) <em>The Salomon Key</em> (<em>La chiave di Salomone</em>), un giallo sui misteri, veri o presunti, della massoneria americana.</p>
<p style="text-align: justify">Protagonista del romanzo sarà ancora una volta il professor Robert Langdon, il dinamicissimo esperto in simbologia religiosa ed esoterismo dell&#8217;Università di Harvard.</p>
<p style="text-align: justify">Nel mirino di Brown, stavolta &#8211; dopo l&#8217;Opus Dei, involontario coprotagonista del <em>Codice -</em> vi è la Massoneria a stelle e strisce.</p>
<p style="text-align: justify">La notizia dell&#8217;imminente (ma sarà così? Se ne parla già dal 2004 &#8230;) pubblicazione è girata a Ginevra alla presentazione del film tratto da <em>Angeli e demoni</em> (a proposito, sempre di Ron Howard e con Tom Hanks e Ayelet Zurer, pare sia stupefacente) uscirà nelle sale americane il 15 maggio (da noi poco dopo).</p>
<p style="text-align: justify">E proprio Ron Howard, l&#8217;indimenticabile Richie Cunningham di <em>Happy Days</em>, ha rivelato che Brown avrebbe sostanzialmente concluso il romanzo ambientato nel microverso massonico della capitale americana.</p>
<p style="text-align: justify">Ne parlarà bene? Ne parlerà male? Di certi i massoni nel mondo hanno contributo, grazie ad un possente &#8220;passaparola&#8221;, al successo del Codice, che, pur non apprezzato da tutti i liberi muratori (alcune riviste di settore, anche in Italia, lo hanno stroncato), è stato da loro certo molto letto e diffuso, forse per le audaci tesi sulla discendenza umana del Cristo, forse per il ruolo demoniaco che nella trama svolge il rivale (per non dire nemico) Opus Dei.</p>
<p style="text-align: justify">Ora è quasi pronto un volume - di cui in realtà si sa pochissimo, se non che sarà una sorta di &#8220;massothriller&#8221; - che potrebbe anche mettere in imbarazzo la Massoneria americana (e, gioco forza, tutte le altre fratellanze del mondo), ma che di certo è attesissimo, anche e soprattutto dai massoni, come di rado accade ad un autore.</p>
<p style="text-align: justify">Del resto, pur scrivendone malissimo, con il <em>Codice da Vinci</em> Brown ha confezionato uno spot pubblicitario di risonanza mondiale per l&#8217;Opus Dei. Male che vada sarà lo stesso per la Massoneria.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-2535  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/02/cover-the-da-vinci-code.jpg" alt="cover-the-da-vinci-code" width="229" height="350" /></p>
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		<title>L&#8217;isola di Odino</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 07:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È uno dei libri della mia vita, un romanzo ibridissimo fantasy-fantapolitica-grottesco di Janne Teller, scrittice danese nota per libri per bambini. L&#8217;isola di Odino (Iperborea, Milano, 2001) ipotizza il ritorno sulla Terra del padre degli Dei nordici (dei non si scrive con la &#8220;d&#8221; alta, lo so, ma per quelli che mi stanno più simpatici la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">È uno dei libri della mia vita, un romanzo ibridissimo fantasy-fantapolitica-grottesco di Janne Teller, scrittice danese nota per libri per bambini. <em>L&#8217;isola di Odino</em> (Iperborea, Milano, 2001) ipotizza il ritorno sulla Terra del padre degli Dei nordici (dei non si scrive con la &#8220;d&#8221; alta, lo so, ma per quelli che mi stanno più simpatici la uso e basta), ma senza memoria<span id="more-2120"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">In breve si scatena il caos e due nazioni, il Nordmeridione ed il Nordsettentrione (Danimarca e Svezia?), si fronteggiano rispolverando conflitti sopiti da secoli.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/janneteller.jpg"><img class="size-full wp-image-2121" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/janneteller.jpg" alt="Janne Teller" width="284" height="350" /></a></dt>
<dd>Janne Teller</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">Quel che mi fa impazzire in <em>Odins Ø</em>, questo è il titolo originale, è la scrittura della Teller, ottimamente tradotta da Maria Valeria D&#8217;Avino, quel che mi piace meno è il tono leggero, troppo grottesco e poco credibile.</p>
<p style="text-align: justify">Avrei preferito una saga seria sul ritorno di Odino, con meno fronzoli fantasy e magari più aspetti seriamente fantascientifici o fantapolitici.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, io amo il fantasy, ma non la commistione dei generi. Nel complesso, comunque, è un bellissimo libro, lo consiglio a tutti &#8230;</p>
<div id="attachment_2122" class="wp-caption aligncenter" style="width: 110px"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/lisola-di-odino-cover.jpg"><img class="size-full wp-image-2122" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/lisola-di-odino-cover.jpg" alt="Janne Teller, &quot;L'isola di Odino&quot;, Iperborea, Milano, 2001, pp. 524, euro 19" width="100" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Janne Teller, &quot;L&#39;isola di Odino&quot;, Iperborea, Milano, 2001, pp. 524, euro 19</p></div>
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		<title>Tutto l&#8217;Universo Tango &#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 08:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tangueria, opera prima del giornalista catanese Gianluca Reale, è un viaggio nel microverso del tango, scuola di vita, luogo di incontro/scontro con i &#8220;confratelli&#8221; di una sorta di carboneria del ballo che tutto spiega attraverso il principio della sensualissima danza sudamericana. Lupiño Caruso, il protagonista, ha da tempo abbandonato i propri sogni da grande giornalista per scrivere di pettegolezzi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><em>Tangueria</em>, opera prima del giornalista catanese Gianluca Reale, è un viaggio nel microverso del tango, scuola di vita, luogo di incontro/scontro con i &#8220;confratelli&#8221; di una sorta di carboneria del ballo che tutto spiega attraverso il principio della sensualissima danza sudamericana<span id="more-1742"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Lupiño Caruso, il protagonista, ha da tempo abbandonato i propri sogni da grande giornalista per scrivere di pettegolezzi vari sul più letto giornale di gossip di Balata. La sua carriera potrebbe avere un bel balzo in avanti quando la direttrice di <em>Rosa Tremila</em> gli affida la seguitissima rubrica &#8220;Cronache Tanguere&#8221;, con l&#8217;obiettivo di raccontare senza filtri il complesso e sfaccettato mondo del tango, diviso fra tradimenti, amori, colpi bassissimi, lotte senza esclusione di colpi tra le diverse filosofie tanguere e passione per un ballo che incanta e rapisce chi lo pratica.</p>
<p style="text-align: justify">Lupiño, decide di prendere lezioni di ballo insieme alla direttrice, venendo catapultato in uno strano mondo argentinizzato a forza (di cui comunque sente di far compiutamente parte), tra personaggi oltremodo singolari come il campione O Rey Cazzotango, il fancazzista Monsieur Bukowski, la bella Milly La Slava, il vulcanico Pequeño Buscherna, il viscido Salvo Paletta o l&#8217;inguaribile Maestro Moreno. Tutto un incredibile campionario di umanità varia e avariata, insomma, che popola il microcosmo tanguero, ma che potrebbe benissimo essere anche lo specchio della nostra decadente società occidentale.</p>
<p style="text-align: justify">Una narrazione, quella di Reale, che pennela a fondo i molti personaggi di un ambiente corale, anzi coralissimo, in cui Lupiño cerca di sopravvivere, sempre più insospettito dai misteriosi rapidi progressi nel ballo della sua direttrice, nonché sorpreso ed un tantino disgustato dalle mille piccole beghe che scopre affollare il sottobosco umano di appassionati e lavoranti della danza argentina.</p>
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/tangueria-cover.jpg"><img class="size-full wp-image-1832" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/tangueria-cover.jpg" alt="Gianluca Reale, &quot;Tangueria&quot;, Bonanno Editore-A&amp;B Editrice, Catania, 2008, pp. 196, euro 17.00." width="233" height="350" /></a></dt>
<dd>Gianluca Reale, &#8220;Tangueria&#8221;, Bonanno Editore-A&amp;B Editrice, Catania, 2008, pp. 196, euro 17.00.</dd>
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<p style="text-align: center"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/tangueria-cover.pdf"></a></p>
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		<title>L&#8217;indothriller è servito</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 07:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2007]]></category>
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		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo hanno definito il primo thriller globale della storia della letteratura. Che sia il primo abbiamo qualche dubbio (eppoi, che cosa fa di un romanzo giallo un&#8217;opera globale o locale?), ma non è da escludersi che con queste sue mille e passa pagine Vikram Chandra, nato a New Delhi, ma da tempo trapiantato a Berkeley, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Lo hanno definito il primo thriller globale della storia della letteratura. Che sia il primo abbiamo qualche dubbio (eppoi, che cosa fa di un romanzo giallo un&#8217;opera globale o locale?), ma non è da escludersi che con queste sue mille e passa pagine Vikram Chandra, nato a New Delhi, ma da tempo trapiantato a Berkeley, in California, abbia davvero creato un nuovo genere, affascinantissimo: l&#8217;<em>indothriller</em><span id="more-1691"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Ambientato in una Bombay/Mumbai che sappiamo essere odierna, ma dal netto sapore futureggiante e quasi post-atomico, vero crogiuolo della Globalizzazione, <em>Giochi sacri</em> è un classico hard boiled come da anni non se ne leggevano, utilissimo per capire l&#8217;India e tutto quel che vi accade, compresa una tragica emergenza come quella di fine novembre.</p>
<p style="text-align: justify">C&#8217;è tutto l&#8217;oggi e tutto il domani del pianeta in questo giallo, tutta la disordinata molteplicità del Reale nell&#8217;indagine dell&#8217;ispettore Sartaj Singh, che si dipana fra terrorismo, mafia indiana, minaccia nucleare e fallimenti privati. Sullo sfondo, Bombay, la megalopoli sospesa fra passato e futuro, fra <em>tradizione profonda</em> ed <em>ipermodernità</em>. Perfetta metafora dell&#8217;India, ma fors&#8217;anche dell&#8217;intero nostro mondo.</p>
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/cover-giochi-sacri.jpg"><img class="size-full wp-image-1693" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/01/cover-giochi-sacri.jpg" alt="Vikram Chandra, &quot;Giochi sacri&quot;, Mondadori, Milano, 2007, pp. 1184, euro 22.00." width="212" height="306" /></a></dt>
<dd>Vikram Chandra, &#8220;Giochi sacri&#8221;, Mondadori, Milano, 2007, pp. 1184, euro 22.00.</dd>
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		<title>Un cattolico giacobino alla &#8220;corte&#8221; di Robespierre</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<category><![CDATA[abbé Grégoire]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefania Mazzone]]></category>
		<category><![CDATA[tirannicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale Penale Internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1790 fu praticamente il primo ad accettare la Costituzione civile del clero voluta da Robespierre, quella sorta di scisma francese che causò parecchie vittime fra gli ecclesiastici che non vollero sottomettersi alla volontà dei rivoluzionari. Dell&#8217;&#8221;abbé Grégoire&#8221; arriva ora in libreria un volume di grande interesse storico, Non uccidete il re. Sulla laicità, curato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Nel 1790 fu praticamente il primo ad accettare la Costituzione civile del clero voluta da Robespierre, quella sorta di scisma francese che causò parecchie vittime fra gli ecclesiastici che non vollero sottomettersi alla volontà dei rivoluzionari<span id="more-1433"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Dell&#8217;&#8221;abbé Grégoire&#8221; arriva ora in libreria un volume di grande interesse storico, Non uccidete il re. Sulla laicità, curato da Luigi Recupero, uno specialista del pensatore transalpino.</p>
<p style="text-align: justify">È incredibile come nei secoli il dibattito sul tirannicidio non si sia mai calmato. Fors&#8217;anche perché il mondo continua a sfornare tiranni di tutte le razze e di tutti i colori politici, per carità, ma di sicuro la discussione sulla giustezza o meno del dare la morte a chi là abbondantemente elargita approfittando di un ormai tramontato potere assoluto non accenna a placarsi.</p>
<p style="text-align: justify">Basti pensare al vespaio internazionale suscitato dal caso di Saddam Hussein. E taciamo dell&#8217;affaire Milosevic, risolto da un provvidenziale infarto che ha stroncato la vita dell&#8217;Hitler dei Balcani prima che il Tribunale Penale Internazionale decidesse alcunché sulla sua sorte.</p>
<p style="text-align: justify">Sull&#8217;argomento tirannicidio Grégoire aveva le idee chiare. Come sottolinea Stefania Mazzone nella prefazione al saggio, l&#8217;abate auspicava che Luigi XVI fosse il primo a poter fruire dell&#8217;abolizione della pena di morte, abolizione che pure, almeno parole, era sostenuta anche da Robespierre (scappa da ridere &#8230;).</p>
<p style="text-align: justify">Ma i capi della Rivoluzione decisero diversamente, Luigi XVI venne ghigliottinato e la Francia divenne rossa dal sangue delle teste mozzate.</p>
<p style="text-align: justify">Se l&#8217;incisività pratica di Grégoire nel mitigare i fuori da dayaki di Robespierre e compagni fu scarsa, non lo stesso si può dire delle sue idee sulla laicità, che da cattolico giacobino (ci si passi l&#8217;ossimoro oltremodo azzardato) propugnò tenacemente e che a due secoli di distanza ancora suscitano interesse.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Baptiste-Henri Grégoire (a cura di Luigi Recupero), <em>Non uccidete il re. Per la laicità</em>, Selene Edizioni, Milano, 2008, pp. 172, euro 13,40, tel. 02/26.68.17.38.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Apparso su <em>il Domenicale</em> di sabato 15 novembre 2008</p>
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