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	<title>The Lo Re Report &#187; Note sabatine</title>
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	<description>Attualità politica internazionale, italiana e siciliana a cura di Carlo Lo Re</description>
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		<title>Nota sabatina/12</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 18:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sottotitolo di questa nota odierna potrebbe essere &#8220;le 2 rese&#8221;. Dal macro al micro, da Kabul a Napoli (o Salerno o Caserta che dir si voglia), il dato saliente di questa ultima settimana mi sembra la bandiera bianca sventolata dai cosiddetti &#8220;buoni&#8221;. Cominciamo dall&#8217;Afghanistan, dove ormai è assolutamente evidente come i Talebani stiano riconquistando [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il sottotitolo di questa nota odierna potrebbe essere &#8220;le 2 rese&#8221;. Dal macro al micro, da Kabul a Napoli (o Salerno o Caserta che dir si voglia), il dato saliente di questa ultima settimana mi sembra la bandiera bianca sventolata dai cosiddetti &#8220;buoni&#8221;.<br />
Cominciamo dall&#8217;Afghanistan, dove ormai è assolutamente evidente come i Talebani stiano riconquistando terreno. Per anni di fatto gli alleati hanno avuto soltanto il controllo della capitale, ma ora sembra proprio che stiano perdendo anche questo. Il Paese è nel caos e il governo del pur ottimo presidente Hamid Karzai è stretto all&#8217;angolo<span id="more-7762"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Considerando come il rischio di una vittoria finale talebana sia sempre più tangibile, il segretario generale della Nato, l&#8217;ex premier conservatore danese Anders Fogh Rasmussen, ha richiesto l&#8217;aiuto di Mosca e New Delhi.<br />
Ribadendo l’intenzione atlantica di inviare nel 2010 altri 39 mila soldati dagli effettivi di Stati Uniti e alleati europei, Rasmussen ha evidenziato come la sicurezza dell&#8217;area centroasiatica sia fondamentale non solo per il Paesi occidentali, ma anche per Cina, India e Russia, chiedendo ufficialmente alle ultime due un intervento a sostegno della missione già in atto. Una bella dichiarazione di impotenza, non c&#8217;è che dire. Speriamo che almeno l&#8217;appello non cada nel vuoto.</p>
<p style="text-align: justify">Su Napoli, ovvero sulla questione del candidato alla presidenza della Regione Campania, la resa clamorosa è stata di Antonio Di Pietro, che dopo aver detto un no secco alla candidatura del sindaco Pd di Salerno Vincenzo De Luca (sotto processo), al congresso nazionale dell&#8217;Italia dei Valori, che si sta svolgendo a  Caserta, proprio oggi ha dato l&#8217;ok. Un compromesso che la sua base al congresso pare aver proprio gradito. Anche qui, una resa incondizionata alla &#8220;ragion di partito&#8221; che francamente non mi aspettavo dall&#8217;ex pm.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/02/logo_nato.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7768" title="logo_nato" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/02/logo_nato.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Nota sabatina/11</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 07:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sebbene non si sia guadagnata titoloni sulle prime pagine della stampa mondiale, la notizia del(l&#8217;ennesimo) file audio registrato da Osama bin Laden e fatto pervenire ad al-Jazeera è di grande interesse. Non solo perché (potrebbe) conferma(re) che il puppetmaster del terrorismo islamista è vivo nonostante i gravi problemi di salute che lo affligono (è in dialisi da oltre 10 anni), ma anche e soprattutto per i contenuti del messaggio. Contenuti che rappresentano, come molti hanno notato, una vera e propria &#8220;svolta verde&#8221; del leader di al-Qaeda<span id="more-7612"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Per la prima volta bin Laden ha parlato di economia e di ambiente (nei 25 precedenti messaggi, sia video che solo audio, dall&#8217;11 settembre 2001 in poi aveva solo parlato di politica e religione), accusando gli Stati Uniti di essere  sia all&#8217;origine della crisi finanziaria globale che il cuore dei disastri ambientali con cui l&#8217;uomo deve confrontarsi. Addiruttura, bin Laden ha chiamato a sostegno delle sue tesi il noto filofoso statunitense Noam Chomsky, rifacendosi alla teoria di quest&#8217;ultimo che legge le politiche americane in parallelo con quelle della Mafia.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;interesse verde di bin Laden, comunque, evidenzia, se mai ve ne fosse stato bisogno, l&#8217;antimodernismo intrinseco dell&#8217;ideologia ambientalista. Non mi sorprende, insomma, che il burattinaio del terrore mondiale si sia palesato quale fervente ecologista, il tratto si addice benissimo al personaggio.</p>
<p style="text-align: justify">Ad Haiti &#8211; che non ha più su di sé i riflettori dei media mondiali nonostante un numero di morti per il terremoto che alla fine del computo a mio avviso sarà non troppo dissimile da quello dello tsunami asiatico di fine 2004 &#8211; impazzano intanto le bande formate dai criminali che il sisma ha liberato. Il disgraziatissimo Paese è ormai una vera e propria No Man&#8217;s Land e davvero poco possono i soldati americani intervenuti a portare soccorso. La definitiva destabilizzazione della Repubblica caraibica, per inciso, non mancherà di avere i suoi effetti nell&#8217;area e bene farebbero gli Usa a tentare di ristabilire l&#8217;ordine con una seria presenza militare. Perché l&#8217;alternativa è ritrovarsi una vera e propria <em>terra nullius</em> alle porte di casa.</p>
<p style="text-align: justify">In Italia tiene banco ancora la campagna elettorale per le elezioni regionali di marzo-aprile e brilla la pessima stella del Partito Democratico, che incassa a pochi giorni di distanza la sconfitta del suo candidato ufficiale alle <a href="http://thelorereport.blogdo.net/alle-primarie-in-puglia-stravince-vendola-ennesima-figuraccia-che-conferma-lo-stato-confusionale-del-pd/" target="_blank">primarie pugliesi</a> e la disintegrazione di fatto delle sua strategia elettorale, con il no dell&#8217;Italia dei Valori al candidato scelto per la Campania. da opporre a quello del centrodestra. L&#8217;alleanza con l&#8217;Udc non è andata in porto, quella con l&#8217;Idv è comunque problematica e anche la Federazione della Sinistra scalpita. Tutti segnali che lasciano prevedere per la primavera imminente l&#8217;ennesivo tonfo elettorale del centrosinistra italiano.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_7661" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-7661" title="pictures_osama_bin_laden2_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/01/pictures_osama_bin_laden2_resized.jpg" alt="Osama bin Laden" width="350" height="324" /><p class="wp-caption-text">Osama bin Laden</p></div>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
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		<title>Nota sabatina/10</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 11:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul finire di una settimana scialba sul fronte dell&#8217;informazione, giusto ieri e oggi arrivano due notizie degne di essere approfondite, una internazionale (l&#8217;attacco di Barack Obama alle banche) e una italiana (la condanna a sette anni di Totò Cuffarò per favoreggiamento alla Mafia). Obama, lo si sa, ragiona e opera meglio sui temi economici che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sul finire di una settimana scialba sul fronte dell&#8217;informazione, giusto ieri e oggi arrivano due notizie degne di essere approfondite, una internazionale (l&#8217;attacco di Barack Obama alle banche) e una italiana (la condanna a sette anni di Totò Cuffarò per favoreggiamento alla Mafia).<br />
Obama, lo si sa, ragiona e opera meglio sui temi economici che non su quelli esteri. E l&#8217;affondo portato nella notte fra giovedì e venerdì al mondo delle banche lo prova ampiamente. Il presidente americano, infatti, ha colpito nel segno, individuando nelle dimensioni dei gruppi bancari il vero problema da affrontare per giungere ad un &#8220;capitalismo ben temperato&#8221;, per usare la fortunata espressione di Romano Prodi<span id="more-7529"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Stop di Obama alle maxi fusioni e agli accorpamenti scriteriati, quindi. E si spera che il ragionamento valga non solo per le banche, ma per tutti i protagonisti dell&#8217;economia e della finanza. Perché, come scrivevo ieri, ormai sembra chiaro come i vantaggi dell&#8217;economia di scala siano di gran lunga superati dagli svantaggi che procurano le enormi dimensioni di taluni gruppi. Bancari, ma anche telefonici, energetici, assicurazivi e/o industriali.</p>
<p style="text-align: justify">Quanto alla seconda notizia di una certa importanza della settimana, questa tutta italiana, c&#8217;è da dire che non è stata una sorpresa. Una condanna significativa per l&#8217;ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro era nell&#8217;aria. Dopo la sentenza, Totò &#8220;Vasa Vasa&#8221; (ossia &#8220;Bacia Bacia&#8221;) ha lasciato tutti gli incarichi che aveva nell&#8217;Udc, ma &#8211; ovviamente &#8211; ha mantenuto la carica di senatore.</p>
<p style="text-align: justify">A questo punto, la sua posizione non può non rappresentare un grosso problema per Pier Ferdinando Casini. Il suo 8% circa nazionale si basa in buona parte sulla Sicilia. Ma proprio nell&#8217;Isola l&#8217;Udc ora rischia di spaccarsi, rovinando i piani di espansione dell&#8217;ex presidente della Camera. Che deve affrettarsi a porre in essere l&#8217;operazione Pdn (Partito della Nazione), pena lo sbriciolarsi della sua creatura, l&#8217;Udc, che più di quel che ha dato in termini di raccolta di consensi francamente non credo possa dare.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_7558" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-7558" title="pictures_barack_obama7" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/01/pictures_barack_obama71.jpg" alt="Barack Obama" width="450" height="315" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
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		<title>Nota sabatina/9</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 07:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il devastante terremoto che ha colpito Haiti martedì 12 è uno di quegli eventi che per giorni oscurano tutte le altre notizie. Si tratta di una ecatombe che come numero di vittime alla fine potrebbe anche sfiorare quello di 291mila dell&#8217;epocale tsunami asiatico del 26 dicembre 2004. Al momento i morti accertati nell&#8217;isola caraibica sono [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il devastante terremoto che ha colpito Haiti martedì 12 è uno di quegli eventi che per giorni oscurano tutte le altre notizie. Si tratta di una ecatombe che come numero di vittime alla fine potrebbe anche sfiorare quello di 291mila dell&#8217;epocale <a href="http://www.scienzagiovane.unibo.it/tsunami/5-tsunami-2004.html" target="_blank">tsunami asiatico del 26 dicembre 2004</a>. Al momento i morti accertati nell&#8217;isola caraibica sono 70mila, ma i dispersi sono centinaia di migliaia e l&#8217;opera di sgombero delle macerie è ancora agli inizi<span id="more-7479"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Com&#8217;è comprensibile &#8211; ma non del tutto, sia chiaro &#8211; il caos e la violenza impazzano nel Paese, i cui vertici si sono sì casualmente salvati, nonostante il crollo di tutti i palazzi istituzionali, ma senza avere grosse possibilità di controllare gli eventi.</p>
<p style="text-align: justify">Gli Stati Uniti hanno subito inviato soccorsi massicci, così pure tante altri nazioni ricche. Si segnala per originalità la generosa proposta del Senegal, che si è detto disposto a cedere una parte del suo territorio per ospitare i superstiti e favorire così il loro ritorno nell&#8217;originaria Africa. Proposta romantica, ma certo non molto realistica.</p>
<p style="text-align: justify">Poco utile su di un simile accadimento avanzare analisi politiche, ma se c&#8217;è qualcosa che il terremoto di Haiti ha evidenziato è la fragilità dell&#8217;intera area. Fragilissima, oltre che poverissima la Repubblica di Haiti. Ma fragile anche la posizione degli Stati Uniti, che non sono mai riusciti a fare davvero ordine nel cosiddetto &#8220;cortile di casa&#8221;. Un focolaio di  endemica povertà e (in questo caso sì) consequenziale violenza che da Washington non sono stati in grado di tenere sotto controllo, consentendo che a poco dalle proprie coste vi fosse una <em>No Man&#8217;s Land</em> di rara pericolosità.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-7482" title="flags_haiti" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/01/flags_haiti1.jpg" alt="flags_haiti" width="600" height="360" /></p>
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		<title>Nota sabatina/8</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 15:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In conclusione di settimana registriamo più avvenimenti degni di nota interni che esteri. Per quanto riguarda lo scenario internazionale sostanzialmente c’è da riflettere a fondo sulle parole di Barack Obama, che ha ammesso gli errori della sua amministrazione nella lotta al terrorismo, assumendosi tutte le responsabilità, ma dichiarando con franchezza di non volere sostituire nessuno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">In conclusione di settimana registriamo più avvenimenti degni di nota interni che esteri.<br />
Per quanto riguarda lo scenario internazionale sostanzialmente c’è da riflettere a fondo sulle parole di Barack Obama, che ha ammesso gli errori della sua amministrazione nella lotta al terrorismo, assumendosi tutte le responsabilità, ma dichiarando con franchezza di non volere sostituire nessuno nei gangli vitali dell’Intelligence nonostante gli errori fatti<span id="more-7333"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Comprensibile la scelta del presidente statunitense, anche perché, senza tanti giri di parole, se avesse voluto rimuovere il responsabile ultimo delle carenze evidenziate dal fallito attentato di Natale sul volo Amsterdam-Detroit avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni egli medesimo.</p>
<p style="text-align: justify">Barack Obama, lo si sa, nel novembre 2008 è stato eletto perché fra i due candidati alla presidenza era oggettivamente il più adatto a gestire la grave crisi economica che era esplosa quasi due mesi prima. Senza il crollo di Lehman Brothers, repentino per i profani di questioni finanziarie, probabilmente McCain avrebbe avuto delle chance in più. Anzi, alcuni osservatori – e di sicuro io sono fra questi – senza mezzi termini sostengono che se non fosse esplosa la cosiddetta crisi globale a metà settembre 2008, ai primissimi di novembre il ticket McCain-Palin avrebbe di certo sconfitto quello Obama-Biden.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, Obama non è mai stato particolarmente ferrato in politica estera, peccato che proprio questa sia il reale banco di prova di qualsiasi statista. Aver proseguito nel privilegiare l’Intelligence elettronica rispetto a quella umana, l’ho scritto più volte nelle ultime settimane, ha condotto alla situazione di allarme planetario attuale. Non c’è la controprova, ma mi azzardo a sostenere che McCain-Palin avrebbero gestito meglio la guerra contro al-Qaeda.</p>
<p style="text-align: justify">In Italia tiene banco l’esplosione di violenza che ha sconvolto Rosarno, in Calabria, e che ha visto protagonisti alcune centinaia di clandestini extracomunitari. Sfruttati da imprenditori calabresi e “caporali” (italiani e non) senza scrupoli, i migranti hanno reagito con estrema durezza al ferimento di alcuni di loro avvenuto giovedì con dei colpi di arma da fuoco. Il piccolo centro calabro è stato così messo a soqquadro, con innocenti passanti aggrediti e numerose auto di residenti date alle fiamme.</p>
<p style="text-align: justify">Se tale comportamento è assolutamente inaccettabile e va punito con la massima severità, è anche vero che vanno arrestati e condannati senza attenuanti tutti coloro i quali nel Meridione d’Italia hanno messo in piedi un disumano sistema di sfruttamento della manodopera extracomunitaria che spesso sconfina nella riduzione in schiavitù. A riprova di come Mafia, N’drangheta e Camorra siano un fenomeno “geneticamente” ultraliberista che semplicemente estremizza modalità e comportamenti tipici del Capitalismo.</p>
<p style="text-align: justify">Sempre in Italia, è certo degno di nota l’appoggio annunciato da Pier Ferdinando Casini a Renata Polverini &#8211; segretario generale dell’Ugl, nonché deputata del Pdl &#8211; candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio. Casini ha così definitivamente sdoganato l’era delle alleanze elettorali ad assetto variabilissimo. L’Udc alle elezioni regionali di aprile si accorderà valutando caso per caso. Netto il disorientamento nel Partito Democratico, che sull’asse con la formazione di Casini già cominciava a contare per avere qualche opportunità in più di vittoria la prossima primavera.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_7336" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-7336" title="pictures_barack_obama7" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/01/pictures_barack_obama7.jpg" alt="Barack Obama" width="450" height="315" /><p class="wp-caption-text">Barack Obama</p></div>
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		<title>Nota sabatina/7</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 07:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sostanzialmente 2 i fatti importanti della settimana che si conclude oggi, l&#8217;escalation della violenza di Stato in Iran e l&#8217;intensificarsi dell&#8217;allarme antiterrorismo nel globo intero. Ormai è chiaro che in Iran, come ho già scritto nel mio intervento sulle prospettive del 2010 appena iniziato, il regime degli ayatollah andrà via solo dopo un bagno di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sostanzialmente 2 i fatti importanti della settimana che si conclude oggi, l&#8217;escalation della violenza di Stato in Iran e l&#8217;intensificarsi dell&#8217;allarme antiterrorismo nel globo intero.<br />
Ormai è chiaro che in Iran, come ho già scritto nel mio intervento sulle prospettive del 2010 appena iniziato, il regime degli ayatollah andrà via solo dopo un bagno di sangue. E purtroppo gli estremisti al potere a Teheran sono in grado di reggere a lungo, avendo a disposizione una trentennale struttura di potere difficile da scalfire. Difficile, ma non impossibile. Perché ormai è chiaro che la sete di democrazia degli iraniani, che in maggior parte sono giovani o giovanissimi, è semplicemente inarginabile<span id="more-7263"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Quanto all&#8217;allarme gravissimo innescato dal fallito attentato islamista della note di Natale, è ovvio come questo sia giustificato. Le perverse menti di al-Qaeda stanno davvero raggiungendo alti livelli nella loro ricerca di sistemi che possano aggirare i controlli negli aeroporti. L&#8217;attacco sul volo Amsterdam-Detroit non è andato a buon segno per puro caso, ma ha evidenziato sia la fallacia del tipo di Intelligence che gli Usa si ostinano a privilegiare (ovvero l&#8217;Intelligence dei segnali elettronici a scapito di quella umana), sia l&#8217;immutata volontà dei folli islamisti di colpire l&#8217;Occidente, nonostante la scarsissima presa delle loro idee sulla stragrande maggioranza dei mussulmani.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, se il nuovo millennio era stato aperto dall&#8217;imane tragedia dell&#8217;Undici Settembre, questi anni Dieci che cominciano si aprono con un &#8220;remind&#8221; di cui tenere assolutamente conto. La Guerra al Terrore di George Walker Bush ha (quasi del tutto) fallito ed il problema del terrorismo globale è ancora tutto da risolvere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7264" title="flags_iran" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/01/flags_iran.jpg" alt="flags_iran" width="600" height="343" /></p>
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		<title>Nota sabatina/6</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 09:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">L’ennesima aggressione da parte di un soggetto border line, subita stavolta la notte della vigilia di Natale da Sua Santità Benedetto XVI, ha riacceso la polemica sulla sicurezza dei leader del mondo. Per il resto, settimana piattissima quella del dopo Copenhagen.<br />
Federico Lombardi, il gesuita padre responsabile della Sala Stampa vaticana, si è affrettato a dire che è impossibile blindare il Papa al 100%. Vero. Ma certo rimandare a casa libera con un buffetto la Susanna Maiolo l’anno scorso, al suo primo tentativo di “abbracciare” Papa Ratzinger, non è stata la migliore delle idee. Ora un cardinale, il francesce di origini basche Roger Etchegaray, ha un femore spezzato, cosa che ad 87 anni equivale ad una condanna a morte. Chi pagherà per tutto ciò?<span id="more-7148"></span></p>
<p style="text-align: justify">In Italia i disabili mentali, gli instabili, i folli sono liberi di circolare ed agire come meglio credono nella loro insanità. La domanda da porsi è semplice: chi ha certificato che gente come Massimo Tartaglia e Susanna Maiolo non era pericolosa? Esiste una responsabilità oggettiva dei medici in merito alle azioni delittuose compiute da loro pazienti a torto ritenuti innocui? Non esiste … Bene, occorrerebbe allora un urgente intervento legislativo per responsabilizzare i medici e sbatterli in galera qualora da un loro errore di valutazione sulla pericolosità di un soggetto a rischio derivi un crimine, derivi un danno per qualcuno. Giocoforza, occorrerebbe anche rivedere la Legge Basaglia e ripensare la scelta, sommamente stupida, della chiusura dei manicomi.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Tornando al tema della sicurezza dei leader, due episodi così eclatanti nella nostra Penisola a distanza di appena 11 giorni l’uno dall’altro danno da pensare. L’attacco al presidente del Consiglio italiano è stato chiaramente il frutto di un errore della scorta nell’assecondare la sua voglia di contatto con la gente. Per il gesto della Maiolo a San Pietro valgono invece le considerazioni di padre Lombardi. Garantire in toto la sicurezza del Sommo Pontefice non è oggettivamente possibile. Fermo restando che il sistema di protezione di altri leader, come quelli americani o russi, rende assolutamente impensabile il gesto di un folle <em>Tartaglia style</em>, per così dire. Ricordiamo come, alla fine, l’odiatissimo Bush jr abbia in 8 anni rischiato solo di essere colpito da una scarpa, prontamente schivata, in quel di Baghdad.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-7271" title="flags_vatican" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/12/flags_vatican.jpg" alt="flags_vatican" width="390" height="265" /></p>
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		<title>Nota sabatina/5</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 09:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sono appena due i fatti salienti della settimana che va a concludersi, povera di grandi eventi, ma anche, grazie a Dio, di grandi disastri. Uno è internazionale ed uno tutto italiano, ossia il flop finale della Conferenza Onu di Copenhagen, conclusasi ieri, venerdì 18 dicembre, e l’aggressione a Silvio Berlusconi di domenica 13.<br />
Sul fallimento del vertice danese non si può non dire che questo non fosse stato ampliamente previsto. La fumosa inconsistenza delle proposte di Barack Obama e la posizione solipsistica della Repubblica Popolare Cinese hanno semplicemente “killerato” la Conferenza. Si sapeva che ciò sarebbe accaduto, ma le anime belle dell’ambientalismo internazionale hanno voluto ugualmente caricare di vane aspettative un evento che oltre al business “autoinnescante “ non ha prodotto pressoché nulla<span id="more-7141"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">In tutta onestà, nonostante una mia innata diffidenza nei confronti dell’estremismo ecologista (parallela, però, ad una grande fiducia nei confronti delle fonti energetiche alternative al petrolio, come il fotovoltaico e l’eolico), la mia sovrana simpatia durante i giorni del vertice è andata alla <a href="http://thelorereport.blogdo.net/copenhagen2-gli-stati-atollo-si-ribellano-alle-scelte-dei-grandi/" target="_blank">proposta degli Stati-atollo</a>. Debolissimi ed isolati, ma fautori a mio avviso del documento più ragionevolmente condivisibile, come spesso accade in questi casi.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo, alla fine, non solo non è emersa una posizione comune del Pianeta intero sui grandi temi in ballo, ma addirittura Copenhagen ha finito con il segnalare la confusione sovrana e l’ordine sparso che regnano fra gli Stati in materia di misure per affrontare il global warming. Assai preoccupante.</p>
<p style="text-align: justify">In Italia, la settimana è stata monopolizzata dal dibattito grottesco sull’aggressione a Silvio Berlusconi. Grottesco perché fra analisi ambivalenti e distinguo da azzeccagarbugli di periferia alcuni hanno tentato la quadratura del cerchio fra condanna dell’atto in sé e sua approvazione. Operazione impossibile ovunque, ma che in Italia è (quasi) riuscita.</p>
<p style="text-align: justify">Assodato come sia ben poco realistico tentare di applicare al premier italiano le numerose teorizzazioni che nei secoli sono state elaborate sul tirannicidio (la democrazia borghese nel nostro Paese non è a rischio, non scherziamo con le cose serie, chi pensa che forze come il Pdl o il Pd possano metter su un regime semplicemente non ha idea di che cosa stia dicendo), un gesto folle come quello dello psicolabile Tartaglia va condannato senza se e senza ma, senza distinguo e senza forma alcuna di comprensione, se non quella, umanissima, nei confronti di un povero disgraziato dalla mente malata.</p>
<p style="text-align: justify">Ed invece, nel clima non tanto di odio (anche in questo caso siamo di fronte ad un concetto a caso, utilizzato senza valutare minimamente il termine), quanto di disordinata sguaiatezza che vige in Italia, nasce e cresce un’aggressione da parte di un povero mentecatto subita cavalcata da tutti.</p>
<p style="text-align: justify">Il premier ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma certo – per molti versi comprensibilmente &#8211; non ha sprecato l’occasione di evidenziare come talune esasperazioni nei suoi confronti possano degenerare in violenza o quantomeno eccitare la fantasia delle menti più deboli. Una certa opposizione ha parallelamente inscenato un balletto di prese di distanza e distinguo, sospetti sulla dinamica dei fatti e polemiche sulla sicurezza del Cav. semplicemente ridicolo, indegno di un Paese maturo, di una democrazia adulta.</p>
<p style="text-align: justify">Da parte di tutti, insomma, l’ennesima occasione, se non di tacere, almeno di parlar poco buttata alle ortiche …</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-7273" title="copenhagen_conference_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/12/copenhagen_conference_resized1.jpg" alt="copenhagen_conference_resized" width="350" height="233" /></p>
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		<title>Nota sabatina/4</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 07:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La settimana che si va a concludere è stata in qualche modo monopolizzata da due grossi eventi internazionali, la cerimonia di apertura della (ad oggi più che sterile) Conferenza Onu sui cambiamenti climatici a Copenhagen e la consegna del Premio Nobel per la Pace al presidente Usa Barack Obama, che, per uno di quei strani casi del destino, ha anche coinciso con l&#8217;ennesimo flop delle Forze Armate russe<span id="more-6939"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Ad Oslo, mentre i media norvegesi e mondiali si interrogavano su un singolare fenomeno luminoso poi rivelatosi essere la scia di un fallito test missilistico di Mosca, Obama ha tenuto un discorso davvero bello, di fatto inaugurando una sua vera e propria dottrina (a tal proposito invito a leggere l&#8217;analisi di oggi su <em>Il Foglio</em> di Giuliano Ferrara). La guerra non si può eliminare ed allora che almeno serva a costruire il più possibile un mondo pacificato, dall&#8217;Afghanistan all&#8217;Iraq, passando anche per gli altri scenari di devastazione del pianeta.<br />
Un realismo quasi alla Carl Schmitt, mi verrebbe da dire. Di errori Obama ne ha fatti e ne farà, è chiaro, ma, per essere un presidente americano, ha lampi di genio talvolta pure in politica estera.</p>
<p style="text-align: justify">Anche le strane luci che hanno inquietato gli abitanti di Tromsø, nel Nord della Norvegia, ai confini con la Lapponia, hanno un certo rilievo internazionale. Sono infatti l&#8217;emblema del fallimento (definitivo)? del missile mare-aria Bulava (8.000 km di gittata), che nelle intenzioni sarebbe dovuto essere il fiore all&#8217;occhiello della Marina Militare russa, ma che nei fatti ha fallito molti dei test di prova (pare ben 9 su 13).<br />
A questo punto, la domanda da porsi è: la Russia è davvero ancora una temibile potenza atomica?<br />
Si sa che l&#8217;arsenale ereditato dall&#8217;Unione Sovietica già alla fine del periodo di presidenza Eltsin era obsoleto e malandato, non in grado di funzionare alla bisogna, insomma. Vladmir Putin ha speso molto, in un momento il cui l&#8217;alto prezzo del petrolio sui mercati internazionali glielo consentiva, per manutenere ed ammodernare testate e vettori, ma con quali risultati? Sembrava che le condizioni globali dell&#8217;arsenale russo e, più in generale, delle Forze Armate della Federazione fossero rintrate in standard accettabili, ma i continui fallimenti nel testare il Bulava a questo punto inducono a dubitare di molte cose che la sicurezza di Putin aveva fatto considerare certe senza controprova alcuna.</p>
<p style="text-align: justify">In Italia, il dato che più dà all&#8217;occhio è l&#8217;ormai incandescente relazione del premier con la Magistratura. Silvio Berlusconi, è evidente, ha scelto di difendersi attaccando senza mezze misure e scavando uno iato ormai incolmabile con l&#8217;ex alleato Gianfraco Fini.</p>
<p style="text-align: justify">Da notare, infine, come l&#8217;Udc, da fresca dichiarazione del suo leader, se si votasse oggi, si schiererebbe con il Pd e l&#8217;Idv. Segno  di come il lavoro di &#8220;rammendo&#8221; del rapporto fra il Cav. e Pier Ferdinando Casini sia ancora in alto mare.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_6960" class="wp-caption aligncenter" style="width: 298px"><img class="size-full wp-image-6960" title="Bulava30" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/12/militaria_russia_bulava_missile_resized.jpg" alt="Il progetto del missile russo Bulava, ormai ad un passo dall'essere abbandonato dal Cremlino" width="288" height="350" /><p class="wp-caption-text">Il progetto del missile russo Bulava, ormai ad un passo dall&#39;essere abbandonato dal Cremlino</p></div>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Nota sabatina/3</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 05:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">35.000 mila soldati in più in Afghanistan per 18 mesi (il ritiro delle truppe dal Paese sarebbe previsto per il 2011, anche se nulla è certo attorno a tale eventualità), 30.000 americani e 5.000 alleati. Così ha deciso martedì 1 dicembre il presidente statunitense Barack Obama, giustamente convintosi di come la stabilità del Centro-Sud Asia (incluso il Pakistan) sia fondamentale per la stabilità del pianeta <em>tout court</em>.<br />
È questa la novità più importante della settimana. Che il &#8220;leader del mondo libero&#8221;, come si diceva una volta, abbia preso coscienza di quanto delicato sia il crogiuolo paki-afghano è un buon segnale<span id="more-6771"></span>. Di certo il ticket McCain-Palin non avrebbe avuto bisogno di così tanto tempo per prenderne atto, ma la progressiva acquisizione di realismo di Obama è comunque da accogliere come fatto positivo. Peccato che gli errori commessi dai leader internazionali nei momenti di eccessivo idealismo in genere si paghino per anni ed anni con migliaia di vittime innocenti &#8230;</p>
<p>In Italia, la notizia della settimana è certamente il definitivo sfaldamento dei rapporti fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Le ormai stranote dichiarazioni &#8220;fuori onda&#8221; di Fini sul premier hanno scavato un solco anche personale fra i due. Fini persegue, ormai è evidente, un proprio disegno &#8220;privato&#8221; e non perde occasione per smarcarsi dal Cav. Si capirà nei prossimi mesi la bontà o meno della sua strategia.</p>
<p style="text-align: justify">In Sicilia, clamoroso è l&#8217;avvicinamento fra l&#8217;Mpa del presidente Raffaele Lombardo e settori del Partito Democratico isolano. In un momento in cui la maggioranza di centrodestra all&#8217;Ars è letteralmente a pezzi, una ventina di consiglieri regionali democratici (su 29 complessivi) sembra possano rendersi disponibili a sostenere il governo Lombardo.<br />
La notizia ha suscitato le ire di molti altri esponenti siciliani del Pd, nonché della base, assai restia ad eventuali aperture nel confronti degli autonomisti.</p>
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<div id="attachment_6830" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-6830" title="maps_afghanistan_ethnolinguistic_groups_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/12/maps_afghanistan_ethnolinguistic_groups_resized.jpg" alt="Mappa etnolinguistica dell'Afghanistan" width="350" height="293" /><p class="wp-caption-text">Mappa etnolinguistica dell&#39;Afghanistan</p></div>
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		<title>Nota sabatina/2</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Senza ombra di dubbio, la notizia più importante della settimana che va a chiudersi è la dichiarazione di (temporanea? quanto temporanea?) insolvenza da parte di Dubai World, la holding statale degli Emirati Arabi Uniti che si occupa prevalentemente di immobili.<br />
In merito, ho il timore che i politici ed i media occidentali non abbiano ben compreso la portata di quanto dichiarato dagli emiri. La notizia, infatti, non ha avuto a mio avviso la eco che meritava, ma di per sé credo annunci un evento catastrofico ben più rilevante del crac di Lehman Brothers del settembre 2008, all&#8217;origine della crisi globale corrente<span id="more-6680"></span>.<br />
Perché, se è vero, come ha recentemente dichiarato Paolo Panerai, uno che di economia se ne intende anche più di tanti ministri, che «le crisi hanno il vantaggio di fare giustizia sul mercato e di creare efficienze», è anche vero che uno stato di tensione dei mercati e del ceto produttivo mondiale che si dovesse protrarre per anni inevitabilmente andrebbe a delineare la fine del sistema  economico-finanziario impostosi con l&#8217;avvento dell&#8217;era Thatcher-Reagan e del relativo impianto di pensiero (non che l&#8217;ipotesi non sia per me auspicabile, intendiamoci, ma avrebbe comunque contraccolpi dolorosi per tutti, da valutare e temere).<br />
Occorre quindi individuare, anche nelle analisi da proporre a lettori e telespettatori, una via di mezzo fra il pessimismo catastrofista e l&#8217;eccessivo ottimismo. Perché il caso Dubai dimostra ampiamente come nessuno oggi sia al riparo dal default, come nessuno oggi possa dirsi esente dal rischio di essere spazzato via in poche ore dalla scena internazionale. Con le relative pesanti conseguenze sulla vita della gente normale che ciò comporta.</p>
<p style="text-align: justify">Altra vicenda su cui riflettere è quella degli &#8220;imbucati&#8221; ad un party della  Casa Bianca martedì scorso. Si può minimizzare e si può affermare che i due coniugi che qualche sera fa hanno partecipato al ricevimento degli Obama in onore del primo ministro indiano Manmohan Singh hanno comunque passato tutti i controlli ai metal detector, ma rimane il fatto che degli sconosciuti non presenti sulla lista degli invitati sono entrati alla White House e si sono avvicinati al presidente (cui la signora ha anche stretto la mano), alla moglie Michelle ed al suo vice Joe Biden. Semplicemente inammissibile, una falla nel sistema di sicurezza che inquieta e preoccupa seriamente.<br />
Durante la campagna elettorale contro John McCain era già evidente come un Obama presidente degli Stati Uniti sarebbe stato l&#8217;inquilino della Casa Bianca più a rischio attentati di tutta la storia americana. Perché ai &#8220;tradizionali&#8221; pericoli terroristici avrebbe sommato l&#8217;odio dei suprematisti bianchi ed anche di chi ha interesse a bloccare i suoi rivoluzionari piani di riforma della sanità a stelle e strisce.<br />
Ebbene, che cosa accade? Invece di blindare ancora di più il presidente lo si mette in condizione di trovarsi faccia a faccia con degli emeriti sconosciuti &#8230; I signori Salahi sono nulla di più che degli spiritosoni che l&#8217;hanno fatta grossa, ma il segnale è davvero preoccupante.</p>
<p style="text-align: justify">Venendo all&#8217;Italia, di grande rilievo mi sembra la dichiarazione di giovedì di Mario Draghi, governatore della Banca d&#8217;Italia, il quale ha finalmente spiegato senza mezzi termini le vere cause, spesso volutamente sottovalutate, del profondo sottosviluppo del Sud Italia. «Sull&#8217;economia del Mezzogiorno &#8211; ha dichiarato Draghi &#8211; grava il peso della criminalità organizzata, che infiltra le pubbliche amministrazioni, inquina la fiducia tra i cittadini e ostacola il funzionamento del libero mercato, tanto che il divario di Pil pro capite rispetto al centro-nord è rimasto sostanzialmente immutato per 30 anni».<br />
«Da lungo tempo &#8211; ha aggiunto il governatore &#8211; i risultati economici del Sud sono deludenti. Per questo servono più politiche generali e meno regionali». Ottimo ragionamento, anche se può suonare un po&#8217; strano in tempi di federalismo imperante.<br />
Da canto mio, aggiungo soltanto che occorrerebbe anche valutare l&#8217;impatto sulla mancata crescita del Sud anche della microcriminalità. Perché non vi sono solo le Mafie dei grandi numeri a frenare il Meridione d&#8217;Italia, ma anche i tantissimi atti criminosi (dal furto dell&#8217;auto allo scippo, dalla rapina all&#8217;aggressione a sfondo sessuale) posti in essere ogni giorno da decine di migliaia di delinquenti che demotivano e sfiduciano la gente per bene, distraendola e sottraendo energie preziose alla produzione.<br />
Anche in questo caso, più che pseudo soluzioni locali, servono politiche centrali di indirizzo. Più che autonomismi e federalismi serve la mano pesantissima del Legislatore. Perché, risolto una volta per tutte il problema sicurezza, annientate una volta per tutte le micro e le macro Mafie, il Sud Italia rinascerebbe a nuova vita (economica e non solo) in pochi anni.</p>
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<div id="attachment_6709" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-6709" title="images_palm_island_dubai" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/11/images_palm_island_dubai.jpg" alt="La celebre Palm Island di Dubai, l'isola artificiale simbolo del vorticoso sviluppo della metropoli araba" width="350" height="350" /><p class="wp-caption-text">La celebre Palm Island di Dubai, l&#39;isola artificiale simbolo del vorticoso sviluppo della metropoli araba</p></div>
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		<title>Nota sabatina/1</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 09:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Care lettrici, cari lettori. Da oggi vi proporrò ogni sabato alcune considerazioni di fine settimana su quanto di rilevante accaduto nei giorni appena trascorsi. Non si tratterà quindi di una analisi unica su di un singolo argomento, ma di tante micro-analisi su singoli fatti. Cominciamo con il dire che mercoledì 18 ha rappresentato il secondo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Care lettrici, cari lettori. Da oggi vi proporrò ogni sabato alcune considerazioni di fine settimana su quanto di rilevante accaduto nei giorni appena trascorsi. Non si tratterà quindi di una analisi unica su di un singolo argomento, ma di tante micro-analisi su singoli fatti.<br />
Cominciamo con il dire che mercoledì 18 ha rappresentato il secondo anniversario della giornata del predellino, quando Silvio Berlusconi, nel 2007, lanciò l&#8217;idea del partito unico del centrodestra. Una idea assolutamente innovativa 733 giorni fa, ma che forse comincia già a mostrare qualche ruga, per non dire qualche crepa<span id="more-6544"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Del resto, oggi, nel mondo ultraveloce in cui viviamo le idee, anche le migliori, e soprattutto le idee politiche, invecchiano in fretta. A questo aggiungiamo anche che il Pdl è di fatto un&#8217;incompiuta. Un reale progetto di partito unico del centrodestra avrebbe dovuto inglobare necessariamente Udc e Lega Nord, che invece si sono ben guardati dall&#8217;aderirvi. Insomma, due anni e già i primi problemi si intravedono. Urge pensare qualcos&#8217;altro di ancora più innovativo.</p>
<p style="text-align: justify">Vi è poi stata la privatizzazione degli acquedotti italiani, che ha imposto una virata ultraliberista ad un governo che alterna tratti populisti a tratti selvaggiamente thatcheriani. Una sorta di &#8220;disturbo bipolare&#8221; da cui la politica italiana fatica proprio a guarire.</p>
<p style="text-align: justify">Sempre in Italia, è virato improvvisamente verso il giallo (orrido) il caso Marrazzo, con l&#8217;assassinio ieri notte della trans Brenda, che gli omofobi vari continuano a declinare al maschile non rispettandone le scelte neanche da morta.<br />
Che vi fosse tanto marcio nella vicenda era già chiaro, ma a questo punto mi viene da dire che molto ancora deve saltare fuori. Perché è evidente che la &#8220;lista&#8221; dei clienti importanti delle transessuali che si prostituiscono a Roma è lunga e non si esaurisce con il solo ex presidente della Regione Lazio.</p>
<p style="text-align: justify">Andando all&#8217;estero, la settimana è stata contrassegnata dalla designazione di due illustri sconosciuti al vertice dell&#8217;Unione Europea (Herman Van Rumpoy quale presidente e Catherine Ashton come Mrs Pesc), che rimarrà ancora per un po&#8217; di tempo un comprimario della scena internazionale. Almeno fino a quando non si capirà che il suo baricentro, come scrivevo ieri, deve spostarsi nel profondo Nord dell&#8217;Unione, pena l&#8217;inazione eterna tipica dei popoli mediterranei applicata su scala continentale.</p>
<p style="text-align: justify">Di rilievo è poi il peso che sta assumendo sempre più nelle ultime ore il calcio nello scenario politico internazionale. Gli scontri in Egitto, con l&#8217;assalto dei tifosi locali furenti all&#8217;Ambasciata algerina del Cairo, e le proteste ufficiali del governo irlandese dopo la scandalosa qualificazione della Francia ai mondiali con un goal che la prova televisiva ha mostrato essere viziato da ben tre scorrettezze (un clamoroso fallo di mano e ben due posizioni di fuorigioco), provano come davvero lo sport sia la continuazione della politica con altri mezzi, una sorta di surrogato della guerra.<br />
Bene farebbero i governi a prenderne pienamente coscienza. E bene farebbe la federazione calcistica internazionale a far ripetere la partita di Parigi (ovviamente non tutta, ma solo i minuti che mancavano allo scadere prima del contestatissimo goal francese), introducendo il principio che, qualora le riprese televisive provino un macroscopico errore arbitrale, è necessario ripetere l&#8217;incontro, prendendo drastiche misure per quei calciatori, come Thierry Henry, che hanno palesato slealtà ed antisportività.<br />
Insomma, il sistema nella sua interezza ha trasformato un semplice gioco in qualcosa di vitale per la gente? Se ne assuma le responsabilità e non si scandalizzi più di tanto per le conseguenze violente di gravi ingiustizie.</p>
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<div id="attachment_6617" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-6617" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/11/pictures_silvio_berlusconi_predellino_piazza_san_babila_milano_18_11_2007.jpg" alt="Piazza San Babila, Milano, 18 novembre 2007: Silvio Berlusconi lancia l'idea del partito unico del centrodestra (Foto di Maurizio Maule, Ag. Fotogramma)" width="350" height="228" /><p class="wp-caption-text">Piazza San Babila, Milano, 18 novembre 2007: Silvio Berlusconi lancia l&#39;idea del partito unico del centrodestra (Foto di Maurizio Maule, Ag. Fotogramma)</p></div>
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