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	<title>The Lo Re Report &#187; Presidenziali Usa 2008</title>
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	<description>Attualità politica internazionale, italiana e siciliana a cura di Carlo Lo Re</description>
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		<title>A Vision of History</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 05:19:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il New York Times ha vinto ieri 5 Premi Pulitzer. Uno, quello per la migliore fotografia, è andato a Damon Winter, autore del reportage per immagini A Vision of History, durante il quale ha seguito la trionfale campagna elettorale di Barack Obama. A questo link  http://www.nytimes.com/packages/html/politics/2009-damon-pulitzer/index.html è possibile vedere le bellissime foto di Winter. Soprattutto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il <em>New York Times</em> ha vinto ieri 5 Premi Pulitzer. Uno, quello per la migliore fotografia, è andato a Damon Winter, autore del reportage per immagini <em>A Vision of History</em>, durante il quale ha seguito la trionfale campagna elettorale di Barack Obama<span id="more-3876"></span>. A questo link</p>
<p style="text-align: justify"> <a href="http://www.nytimes.com/packages/html/politics/2009-damon-pulitzer/index.html">http://www.nytimes.com/packages/html/politics/2009-damon-pulitzer/index.html</a></p>
<p style="text-align: justify">è possibile vedere le bellissime foto di Winter. Soprattutto la prima, con Obama in giubbotto di pelle e ricoperto di pioggia, gli ha fatto vincere il prestigioso premio. Davvero un capolavoro.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3879  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/logo-new-york-times.jpg" alt="Logo New York Times" width="379" height="64" /></p>
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		<title>La rivoluzione di Mr. O per adesso è un Clinton ter</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 05:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra davvero una sorta di terzo mandato di Bill Clinton il governo che Barack Obama si appresta a varare. E la cosa sta già deludendo l&#8217;ala sinistra del movimento obamiano, che forse si aspettava immediate scelte di rottura da parte del proprio idolo. Ma facciamo un po&#8217; il punto della situazione sulle nomine fin qui annunciate. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sembra davvero una sorta di terzo mandato di Bill Clinton il governo che Barack Obama si appresta a varare. E la cosa sta già deludendo l&#8217;ala sinistra del movimento obamiano, che forse si aspettava immediate scelte di rottura<span id="more-1186"></span> da parte del proprio idolo.</p>
<p style="text-align: justify">Ma facciamo un po&#8217; il punto della situazione sulle nomine fin qui annunciate. Mr O., come spesso lo chiama &#8220;Il Foglio&#8221;, ha fatto (o fatto fare ad arte dal suo entourage) i nomi di Eric Holder quale prossimo Attorney General (il nostro ministro della Giustizia), di Tom Daschle alla Sanità, di Janet Napolitano alla Sicurezza Nazionale, di Hillary Rodham Clinton al Dipartimento di Stato (dove, per inciso, non pare sia attesa con entusiasmo), di Dennis Ross quale responsabile della questione arabo-israeliana e di Lawrence Summers al Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia.</p>
<p style="text-align: justify">Tutte nomine di altissimo profilo, nessuno lo può negare, ma considerate assolutamente centriste (ossia clintoniane) dai fan più radicali di Obama.</p>
<p style="text-align: justify">Di rottura è certo il nome del capacissimo prossimo segretario al Tesoro, Timothy Geithner, capo della Federal Reserve di New York, ma il talentuoso economista al momento è più che altro noto per il salvataggio, qualche mese fa, della Bear Stearns, che grazie ad un sostanzioso regalo pubblico non è fallita ed è riuscita ad approdare fra le braccia della JP Morgan. Non propriamente il miglior biglietto da visita per i fan di Obama.</p>
<p style="text-align: justify">Quanto al comparto Intelligence ed affini, quale consigliere per la Sicurezza Nazionale - ruolo diverso da quello della Napolitano, che sarà segretario alla Homeland Security &#8211; pare possa giungere James Jones (di simpatie repubblicane), ex comandante supremo della Nato ed amicissimo di John McCain, mentre a dirigere la Cia potrebbe arrivare il repubblicano dichiarato John Brennan, già vice di George Tenet, fautore della <em>rendition</em> (la tecnica di deportazione clandestina) e probabile coautore del dossier sulle presunte armi di distruzione di massa dell&#8217;Iraq di Saddam Hussein.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, vinte le elezioni è chiaro che Obama si sta ponendo fortemente il problema della governabilità e sta giocoforza dovendo pescare nel bacino clintoniano, visto che gli uomini del focoso ex presidente sono gli unici democratici ad avere esperienza di governo (la precedente generazione di segretari, quella di Jimmy Carter, per indenderci, è sull&#8217;ottantina &#8230;).</p>
<p style="text-align: justify">In politica estera, quindi, il governo di Obama si preannuncia assai meno &#8220;colomba&#8221; di quanto le anime belle del pacifismo internazionale si potessero attendere.</p>
<p style="text-align: justify">Certo, la Rodham Clinton si troverà a concretizzare scelte politiche che durante le primarie ha duramente avversato. Ma forse, semplicemente, su tante questioni Obama tornerà sui suoi passi e valuterà il da farsi in manierà assai più realistica che in campagna elettorale.</p>
<p style="text-align: justify">Perché una cosa è discutere di Iran in un ateneo liberal cercando il consenso della platea, ma cosa totalmente diversa è sedere nella Sala Ovale cercando di evitare concretamente che Teheran si doti dell&#8217;atomica.</p>
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		<title>Verso Chicago 2016?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 08:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un effetto collaterale dell&#8217;arrivo alla Casa Bianca di Barack Obama potrebbe essere l&#8217;assegnazione dei Giochi Olimpici 2016 a Chicago, città del nuovo presidente a stelle e strisce. Ma a prescindere dalle eventuali Olimpiadi, di certo Chicago ha davanti a sé una fase di sviluppo e ricchezza come non accadeva da decenni. Del resto, era dai tempi del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Un effetto collaterale dell&#8217;arrivo alla Casa Bianca di Barack Obama potrebbe essere l&#8217;assegnazione dei Giochi Olimpici 2016 a Chicago<span id="more-1088"></span>, città del nuovo presidente a stelle e strisce.</p>
<p style="text-align: justify">Ma a prescindere dalle eventuali Olimpiadi, di certo Chicago ha davanti a sé una fase di sviluppo e ricchezza come non accadeva da decenni.</p>
<p style="text-align: justify">Del resto, era dai tempi del bostoniano JFK che un presidente non proveniva da una grande città (i Bush sono ormai da considerare a tutti gli effetti texani).</p>
<p style="text-align: justify">La speranza è che il nuovo smalto che BHO sta già dando alla metropoli dell&#8217;Illinois possa arginare la deriva redneck subita dagli Usa negli anni del doppio mandato di Bush jr. Speranza vana, lo so &#8230;</p>
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		<title>Obama, la prima settimana &#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 14:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un bilancio al volo dei primissimi passi di Obama dopo la sfavillante vittoria di 8 giorni fa non può a mio avviso non tenere conto dell&#8217;ottima nomina di Rahm Emanuel a capo del suo staff. Già lo chiamano Rahmbo e gli rinfacciano i link troppo stretti con l&#8217;establishment finanziario, ma Emanuel è uomo capacissimo e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Un bilancio al volo dei primissimi passi di Obama dopo la sfavillante vittoria di 8 giorni fa non può a mio avviso non tenere conto dell&#8217;ottima nomina di Rahm Emanuel a capo del suo staff<span id="more-1075"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Già lo chiamano Rahmbo e gli rinfacciano i link troppo stretti con l&#8217;establishment finanziario, ma Emanuel è uomo capacissimo e preparatissimo, di quelli che fanno sospettare che davvero il popolo ebraico sia il popolo eletto, in prima fila quando il Padreterno ha distribuito i neuroni.</p>
<p style="text-align: justify">Ma attenzione, fra i collaboratori di Obama, nonché fra i papabili per la carica di segretario al Tesoro, è saltato fuori un nome a mio avviso pessimo, quello di Paul Volcker, predecessore di Alan Greenspan alla guida della Federal Reserve dal 1979 al 1987.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo taluni osservatori di vicende americane, negli anni da governatore della Fed Volcker avrebbe alimentato la speculazione, nonché messo su una sorta di capillare sistema di welfare per le banche americane, con deregulation sfrenata mista a salvataggi impossibili ed iperinflazione.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;accusa che molti muovono a Volcker ed al suo successore Alan Greenspan, insomma, è apertamente quella di aver posto le basi per una bolla speculativa mondiale che alcuni stimano attorno ai 300 mila miliardi di dollari.</p>
<p style="text-align: justify">In tutta franchezza, con un simile curriculum e considerata anche l&#8217;età avanzata (81 anni), non mi sembra proprio il caso che Obama indichi Volcker come prossimo segretario al Tesoro. Di nomi eccellenti (e meno datati) in giro ce n&#8217;è &#8230;</p>
<div class="shr-publisher-1075"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Il discorso di Barack Obama a Chicago</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 05:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello che segue è il testo, tradotto in italiano da Maria Enrico, del discorso che Barack Obama ha tenuto a Chicago appena certo della vittoria. Mi è giunto con la splendida Letter from Washington dell&#8217;amico Oscar Bartoli, che puntualmente ci invia le sue attente analisi dagli States. Avrei voluto mettere direttamente un link al suo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Quello che segue è il testo, tradotto in italiano da Maria Enrico, del discorso che Barack Obama ha tenuto a Chicago appena certo della vittoria. Mi è giunto con la splendida <em>Letter from Washington</em> dell&#8217;amico Oscar Bartoli, che puntualmente ci invia le sue attente analisi dagli States. Avrei voluto mettere direttamente un link al suo blog (che trovate nella sezione &#8220;Siti e blog amici&#8221; a sinistra in basso), ma la piattaforma fa le bizze e comunque lì il discorso non compare, quindi lo riporto fedelmente qui sotto.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Barack Obama, Chicago, notte del 4 novembre 2008<br />
</strong>Se c&#8217;è qualcuno lì fuori che ancora dubita che l&#8217;America sia un posto dove tutto è possibile; che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è vivo ai nostri tempi; che ancora mette il dubbio il potere della nostra democrazia: questa notte è la vostra risposta<span id="more-988"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">È la risposta delle code che si allungavano intorno alle scuole e alle chiese in numeri che questa nazione non aveva mai visto, della gente che ha aspettato tre e quattro ore, molti per la prima volta nella vita, perché credevano che questa volta dovesse essere diverso, che le loro voci potessero fare la differenza. È la risposta che viene dai giovani e dai vecchi, dai ricchi e dai poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, indigeni americani, gay, eterosessuali, disabili e no.</p>
<p style="text-align: justify">Gli americani hanno mandato un messaggio al mondo: non siamo mai stati solo una lista di individui o una lista di Stati rossi e Stati blu. Siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p style="text-align: justify">È la risposta che ha guidato quelli che si sono sentiti dire per tanto tempo di essere cinici e spaventati e dubbiosi su quello che possiamo ottenere, mettendo le loro mani sull&#8217;arco della storia e piegandolo una volta di più alla speranza di un giorno migliore.</p>
<p style="text-align: justify">C&#8217;è voluto molto a venire, ma stanotte, per quello che abbiamo fatto in questo giorno in questa elezione in questo momento cruciale, il cambiamento è arrivato in America.</p>
<p style="text-align: justify">Poco fa stasera ha ricevuto una bellissima telefonata dal senatore McCain. Il senatore McCain ha combattuto lungamente e duramente in questa campagna e ha combattuto anche più lungamente e duramente per il Paese che ama. Ha sopportato sacrifici per l&#8217;America che la maggioranza di noi neanche possono immaginare. Siamo tutti migliori per i servigi resi da questo coraggioso, altruista leader.</p>
<p style="text-align: justify">Mi congratulo con lui e mi congratulo col governatore Palin per quello che sono riusciti a fare. E aspetto con ansia di lavorare con loro per rinnovare la promessa della nazione nei mesi a venire. Voglio ringraziare il mio compagno in questo viaggio, un uomo che ha fatto campagna dal cuore e ha parlato per gli uomini e le donne con cui è cresciuto nelle strade di Scranton &#8230; E con cui è andato in treno verso casa nel Delaware, il vicepresidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/11/barack-obama-2.jpg"><img class="size-full wp-image-995" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/11/barack-obama-2.jpg" alt="Barack Obama" width="276" height="350" /></a></dt>
<dd>Barack Obama</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">E non sarei qui stasera senza il sostegno incrollabile della mia migliore amica degli ultimi 16 anni, la roccia della nostra famiglia, l&#8217;amore della mia vita, la prossima first lady del Paese &#8230; Michelle Obama. Sasha e Malia &#8230; Vi amo più di quanto potete immaginare. E vi siete guadagnate il nuovo cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca.</p>
<p style="text-align: justify">E anche se non è più con noi, so che mia nonna sta guardando, insieme alla famiglia che mi ha fatto quello che sono. Mi mancano stanotte. So che il mio debito verso di loro è incommensurabile. A mia sorella Maya, a mia sorella Alma, a tutti gli altri fratelli e sorelle grazie per tutto il sostegno che mi avete dato, vi sono grato.</p>
<p style="text-align: justify">E al manager della mia campagna, David Plouffe &#8230; L&#8217;eroe silenzioso di questa campagna, che ha costruito la migliore campagna politica, credo, della storia degli Stati Uniti d&#8217;America. E al mio principale stratega David Axelrod, che mi ha accompagnato in ogni passo della via. Alla migliore squadra di campagna mai messa insieme nella storia della politica: è merito vostro e vi sono grato per sempre per i sacrifici che avete fatto perché accadesse.</p>
<p style="text-align: justify">Ma soprattutto, non dimenticherò mai a chi appartiene davvero questa vittoria. Appartiene a voi. Appartiene a voi. Non sono mai stato il candidato più probabile per questo incarico. Non abbiamo cominciato con molti soldi o molti sostegni.</p>
<p style="text-align: justify">La nostra campagna non è nata nei corridoi di Washington. È iniziata nei cortili di Des Moines e nei salotti di Concord e sui portici di Charleston. È stata costruita da uomini e donne che lavorano che hanno tirato fuori i pochi risparmi che avevano per donare 5, 10, 50 dollari alla causa. Ha tratto forza dai giovani che hanno rifiutato il mito dell&#8217;apatia della loro generazione; che hanno lasciato le case e le famiglie per lavori che davano loro pochi soldi e ancor meno sonno. Ha tratto forza dai non più giovani che hanno affrontato il freddo intenso e il caldo afoso per bussare alle porte di assoluti sconosciuti, e dai milioni di americani che si sono offerti volontari e hanno organizzato e dimostrato che oltre due secoli dopo, un governo della gente, dalla gente e per la gente non è scomparso dalla Terra.</p>
<p>Questa è la vostra vittoria. E so che non l&#8217;avete fatto solo per vincere le elezioni. E so che non l&#8217;avete fatto per me. L&#8217;avete fatto perchè capite l&#8217;enormità del compito di fronte a noi: mentre celebriamo stanotte, sappiamo che le sfide che ci porterà domani sono le più grandi della nostra epoca: due guerre, un pianeta a rischio, la peggior crisi finanziaria da un secolo.</p>
<p>Anche mentre siamo qui stasera sappiamo che ci sono coraggiosi americani che si svegliano nei deserti dell&#8217;Iraq e fra le montagne dell&#8217;Afghanistan per rischiare le loro vite per noi. Ci sono madri e padri che restano svegli quando i bambini dormono e si chiedono come pagheranno il mutuo o le parcelle del medico o come risparmieranno abbastanza per mandarli all&#8217;Università.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/11/obama-superman.jpg"><img class="size-full wp-image-996" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/11/obama-superman.jpg" alt="Obama davanti a una statua di Superman" width="249" height="300" /></a></dt>
<dd>Obama davanti a una statua di Superman</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">C&#8217;è una nuova energia da sfruttare, nuovi lavori da creare, nuove scuole da costruire, minacce da affrontare, alleanze da riparare. La strada davanti a noi sarà lunga. La salita sarà ripida. Forse non ci arriveremo in un anno o nemmeno in un mandato. Ma, America, non ho mai nutrito tanta speranza come stanotte che ci arriveremo. Ve lo prometto, noi come popolo ci arriveremo.</p>
<p style="text-align: justify">Ci saranno ricadute e false partenze. Ci sono molti che non saranno d&#8217;accordo con tutte le decisioni e le politiche che seguirò da presidente. E sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema. Ma sarò sempre onesto con voi sulle sfide che affrontiamo. Vi ascolterò, soprattutto quando non saremo d&#8217;accordo. E soprattutto vi chiederò di partecipare nell&#8217;opera di rifare questo Paese, nell&#8217;unico modo in cui l&#8217;abbiamo fatto in America per 221 anni, pezzo a pezzo, mattone dopo mattone, mano callosa su mano callosa.</p>
<p style="text-align: justify">Quel che è cominciato 21 mesi fa nel profondo dell&#8217;inverno non può finire in questa notte d&#8217;autunno. Da sola questa vittoria non è il cambiamento che vogliamo. E non potrà succedere se torniamo alle cose com&#8217;erano. Non può succedere senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, un nuovo spirito di sacrificio.</p>
<p style="text-align: justify">Quindi richiamiamo un nuovo spirito di patriottismo, di responsabilità, in cui ognuno di noi si decide a partecipare e lavorare più duro e a badare non solo a noi stessi ma agli altri. Ricordiamoci che se questa crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa, è che non è possibile che Wall Street prosperi mentre Main Street (la gente comune) soffre.</p>
<p style="text-align: justify">In questo Paese, cresciamo o affondiamo come una nazione sola e un popolo solo. Resistiamo alla tentazione di ricadere nelle stesse divisioni e nelle stesse meschinità e immaturità che hanno avvelenato così a lungo la nostra politica.</p>
<p style="text-align: justify">Ricordiamoci che ci fu un uomo di questo Stato che per primo portò la bandiera del Partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della fiducia in se stessi e delle libertà individuali e dell&#8217;unità nazionale. Sono valori che tutti condividiamo.</p>
<p style="text-align: justify">E se il partito democratico stanotte ha ottenuto una grande vittoria, lo facciamo con umiltà e determinazione per sanare le spaccature che hanno frenato il nostro progresso. Come Lincoln disse a una nazione ben più spaccata della nostra, non siamo nemici ma amici. Le emozioni possono forzare ma non devono spezzare i legami dell&#8217;affetto.</p>
<p style="text-align: justify">E a quegli americani di cui devo ancora conquistare l&#8217;appoggio dico: non avrò ottenuto il vostro voto stasera, ma sento le vostre voci. Mi serve il vostro aiuto. E sarò anche il vostro presidente. E a tutti coloro che guardano stasera al di là delle nostre spiagge, dai parlamenti e dai palazzi, a quelli che si raccolgono intorno alle radio negli angoli dimenticati del mondo; le nostre storie sono diverse ma condividiamo lo stesso destino; una nuova alba della leadership americana è a portata di mano.</p>
<p style="text-align: justify">A quelli che vorrebbero distruggere il mondo semplicemente dico: vi sconfiggeremo. A quelli che cercano pace e sicurezza: vi sosteniamo. E a tutti coloro che si sono chiesti se il faro dell&#8217;America brilla ancora: stanotte abbiamo dimostrato una volta di più che la vera forza del nostro Paese non viene della potenza delle nostre armi o dalle dimensioni della nostra ricchezza ma dal potere perpetuo dei nostri ideali: democrazia, libertà, possibilità, speranza incrollabile.</p>
<p style="text-align: justify">È questa la vera forza dell&#8217;America: che l&#8217;America sa cambiare. La nostra unione può essere migliorata. Quel che abbiamo già ottenuto ci dà speranza per quel che possiamo e dobbiamo ottenere domani.</p>
<p style="text-align: justify">Questa elezione ha visto molte prime, molte storie che saranno raccontate per generazioni. Ma una che ho in mente stasera riguarda una donna che ha votato ad Atlanta. Somiglia molto ai milioni di altri che si sono messi in fila per far sentire la loro voce in questa elezione, a parte una cosa: Ann Nixon Cooper ha 106 anni. È nata appena una generazione dopo la schiavitù, quando non c&#8217;erano automobili in strada, né aerei in cielo; quando una come lei non poteva votare per due ragioni: perché era una donna e per il colore della sua pelle.</p>
<p style="text-align: justify">E stasera penso a tutto quello che ha visto nel suo secolo in America: i dolori e la speranza, la lotta e il progresso, le volte che ci hanno detto che non potevamo, e la gente che è andata avanti col credo americano: <em>Sì che possiamo!</em> In un momento in cui le voci delle donne venivano fatte tacere e le loro speranze distrutte, lei è vissuta fino a vederle alzarsi in piedi e prendere la scheda. Sì possiamo. Quando c&#8217;era solo disperazione nella polvere e la depressione in tutto il paese, ha visto una nazione che sconfiggeva la paura stessa con un New Deal, nuovi lavori, un nuovo senso di scopo comune. Sì, possiamo.</p>
<p style="text-align: justify">Quando le bombe sono cadute sul nostro porto e la tirannia minacciava il mondo, lei era lì a testimoniare una generazione che si elevava all&#8217;eroismo e una democrazia che veniva salvata: sì possiamo. Lei c&#8217;era per gli autobus a Montgomery, gli idranti a Birmingham, un ponte a Selma e un predicatore di Atlanta che disse a un popolo che &#8220;We Shall Overcome&#8221;, &#8220;Noi ce la faremo&#8221;. Sì, possiamo.</p>
<p style="text-align: justify">Un uomo ha camminato sulla luna, un muro è caduto a Berlino, un mondo è stato messo in rete dalla nostra scienza e dalla nostra fantasia. E quest&#8217;anno, in questa elezione, lei ha messo il dito su uno schermo e ha votato, perché dopo 106 anni in America, attraverso i tempi migliori e le ore più buie, lei sa come l&#8217;America può cambiare. Sì, possiamo.</p>
<p style="text-align: justify">America, abbiamo fatto tanta strada. Abbiamo visto tanto. Ma c&#8217;è ancora tanto da fare. Stasera chiediamoci: se i nostri figli dovessero vivere fino a vedere il prossimo secolo, se le mie figlie fossero così fortunate da vivere tanto quanto Ann Nixon Cooper, che cambiamenti vedranno? Che progressi avremo fatto? Questa è la nostra opportunità di rispondere. Questo è il nostro momento per ridare alla nostra gente il lavoro e aprire porte dell&#8217;opportunità ai nostri bambini, per ridare la prosperità e promuovere la causa della pace; per reclamare il sogno americano e riaffermare quella volontà fondamentale, che di tanti, siamo uno; che finché abbiamo respiro, abbiamo speranza.</p>
<p style="text-align: justify">E se troviamo davanti a noi il cinismo e i dubbi e chi ci dice che non possiamo, risponderemo con quel credo senza tempo che riassume l&#8217;intero spirito di un popolo: sì, possiamo.</p>
<p style="text-align: justify">Grazie. Dio vi benedica. E Dio benedica gli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
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		<title>Per inciso, &#8220;Il Foglio&#8221; l&#8217;aveva (pre)detto 4 anni fa &#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 11:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A questo punto, smaltita la sbornia/stanchezza pre e post elettorale, corre l&#8217;obbligo di inchinarsi per l&#8217;ennesima volta dinanzi alla lungimiranza di Giuliano Ferrara, che su Il Foglio del 4 dicembre 2004 dedicò una pagina intera all&#8217;allora sconosciuto senatore dell&#8217;Illinois, titolando Obama, il prossimo presidente. Chiaramente, Ferrara avrebbe gradito la Pro-Life Palin alla Casa Bianca, ma [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">A questo punto, smaltita la sbornia/stanchezza pre e post elettorale, corre l&#8217;obbligo di inchinarsi per l&#8217;ennesima volta dinanzi alla lungimiranza di Giuliano Ferrara, che su <em>Il Foglio</em> del 4 dicembre 2004 dedicò una pagina intera all&#8217;allora sconosciuto senatore dell&#8217;Illinois<span id="more-982"></span>, titolando <em>Obama, il prossimo presidente</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Chiaramente, Ferrara avrebbe gradito la Pro-Life Palin alla Casa Bianca, ma gli va dato atto che da anni segue con grande attenzione l&#8217;ascesa di Obama.</p>
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		<title>Obama, un mutamento di grande valenza simbolica</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 06:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di certo la vittoria di Barack Obama rappresenta un immenso cambiamento, soprattutto da un punto di vista simbolico (che è poi quello che a me personalmente più sta a cuore). Il democratico è indubbiamente uomo di rottuta, ma il sistema &#8211; lo si è visto bene con Bill Clinton &#8211; è assai resistente. Obama ha [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Di certo la vittoria di Barack Obama rappresenta un immenso cambiamento, soprattutto da un punto di vista simbolico (che è poi quello che a me personalmente più sta a cuore). Il democratico è indubbiamente uomo di rottuta<span id="more-970"></span>, ma il sistema &#8211; lo si è visto bene con Bill Clinton &#8211; è assai resistente.</p>
<p style="text-align: justify">Obama ha promesso molto, soprattutto ha promesso, come Clinton durante la sua prima campagna elettorale, di dare agli Usa una sanità pubblica degna di questo nome.</p>
<p style="text-align: justify">Clinton fu fatto bersaglio di un tiro incrociato che lo ridusse a più miti consigli per anni, trasformando un presidente arrivato alla Casa Bianca con una discreta aura <em>liberal</em> e bei sogni di cambiamento in un centrista assoluto.</p>
<p style="text-align: justify">Ma Obama ha più coraggio rispetto a Clinton e meno vizi privati che possano renderlo ricattabile. Ora capiremo se realmente l&#8217;America è in grado di cambiare o se il Paese dell&#8217;ultracapitalismo è irriformabile.</p>
<p style="text-align: justify">La svolta potrebbe essere profonda. A ben leggere il sogno di Obama, il nuovo inquilino della White House ha in mente un&#8217;America quasi vicina alle socialdemocrazie europee. Vedremo &#8230; Scardinare comportamenti diffusi, tipo l&#8217;antisindacalismo imperante, e la diffidenza secolare nei confronti dell&#8217;idea di Stato non sarà facile.</p>
<p style="text-align: justify">Per inciso, Obama avrà molti più nemici rispetto a tutti i suoi predecessori. I folli suprematisti bianchi che vorranno ucciderlo. Le lobby delle multinazionali che tentaranno in ogni modo di frenare la sua spinta al cambiamento. Non avrà vita facile. Anzi, la sua vita sarà un quotidiano inferno &#8230; E non invidio affatto chi dovrà garantire la sua sicurezza. Che sarà a rischio più di quella di qualsiasi altro presidente nella storia americana.</p>
<p style="text-align: justify">Tornando alle prospettive politiche della nuova presidenza, nessuno si aspetta che gli Usa di Obama diventino come la Svezia di Olof Palme, ma che gli States comincino ad andare nella direzione dell&#8217;Europa occidentale, del cosiddetto modello renano e della sua economia sociale di mercato questo sì. E su questo credo sarà giusto, fra 4 anni (ma anche un po&#8217; prima), giudicare il primo <em>coloured</em> alla Casa Bianca.</p>
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		<title>And the winner is: Barack Obama</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 05:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[349 delegati per Barack Obama contro 163 per John McCain. Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Per inciso, ha avuto oltre ben numero di delegati indicato da Karl Rove (338), che comunque si riconferma un genio delle previsioni elettorali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>349 delegati per Barack Obama contro 163 per John McCain. Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
Per inciso, ha avuto oltre ben numero di delegati indicato da Karl Rove (338), che comunque si riconferma un genio delle previsioni elettorali.</p>
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		<title>Intanto l&#8217;affluenza alle urne dei neri è bassa</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 23:54:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Pare che l&#8217;affluenza alle urne degli americani di pelle nera sia bassa, attorno al 13%. Nonostante il candidato di sangue coloured. Mah &#8230;</p>
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		<title>E le prime proiezioni danno McCain vincitore in Kentucky ed Indiana</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 23:34:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le primissime proiezioni danno McCain vincitore in Kentucky ed Indiana. Ancora siamo ai primissimi seggi che comunicano i risultati, ma McCain parrebbe tenere più del previsto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Le primissime proiezioni danno McCain vincitore in Kentucky ed Indiana. Ancora siamo ai primissimi seggi che comunicano i risultati, ma McCain parrebbe tenere più del previsto.</p>
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		<title>I primi exit poll danno McCain vincitore in Ohio</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 23:28:50 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>L&#8217;emittente televisiva Fox News ha appena diffuso i primi exit poll, in base ai quali John McCain avrebbe vinto in Ohio, uno Stato chiave che in genere sceglie il presidente. Ad Obama andrebbe invece la Virginia.</p>
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		<title>Presidenziali Usa 2008, la diretta su Radio Luiss</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 11:18:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per la prima volta nella sua storia (e probabilmente in quella delle emittenti studentesche italiane), una web radio universitaria (Radio Luiss) accenderà i microfoni oggi dopo la mezzanotte (vabbè, tecnicamente domani, preciso per i più pignoli!) per seguire minuto per minuto lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio che avranno luogo in quelle stesse ore [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Per la prima volta nella sua storia (e probabilmente in quella delle emittenti studentesche italiane), una web radio universitaria (Radio Luiss) accenderà i microfoni oggi dopo la mezzanotte<span id="more-947"></span> (vabbè, tecnicamente domani, preciso per i più pignoli!) per seguire minuto per minuto lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio che avranno luogo in quelle stesse ore dall&#8217;altra parte del mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Vincerà Barack Obama o John McCain? E chi sono veramente i due candidati in lizza per il titolo presidenziale più influente del mondo? Dall&#8217;apertura dei seggi alla loro chiusura, Radio Luiss ci racconterà tutto, in compagnia di illustri ospiti, nottambuli impenitenti o mattinieri incalliti, che aiuteranno gli ascoltatori a decifrare gli eventi e ad avere una panoramica dei fatti che sia la più completa ed aggiornata possibile.</p>
<p style="text-align: justify">Fra gli ospiti, vi saranno Mario Adinolfi, Giovanni Boggero (<em>il Riformista</em>), Daniele Capezzone, l&#8217;editore Alberto Castelvecchi, il critico Roberto Cotroneo (direttore della Scuola di Giornalismo della Luiss), Alan Patarga (<em>Il Foglio</em>) e tante altre personalità del mondo politico e giornalistico.</p>
<p style="text-align: justify">Interverranno anche il rettore della Luiss Massimo Egidi, il dg Pierluigi Celli, il suo vice Giovanni Lo Storto, i docenti Gregory Alegi, Federico Niglia ed Alberto Petrucci e molti altri accademici, presenti in studio o in collegamento telefonico.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre vi sarà un collegamento dalla Commissione Europea, dove una inviata sonderà il terreno e saggerà le reazioni comunitarie agli avvenimenti, ed uno oltreoceano, con i professori e i giornalisti che, da varie parti d&#8217;America, aggiornernno sugli eventi e dipingeranno il contesto in base alla loro esperienza diretta.</p>
<p style="text-align: justify">Le trasmissioni di Radio Luiss proseguiranno fino alle 08.00 della mattino, quando si avranno informazioni più concrete sulle preferenze espresse dagli elettori e si potranno commentare le prime proiezioni di voto attendibili o addirittura il verdetto finale della presidential race.</p>
<p style="text-align: justify">Radio Luiss si può ascoltare il in streaming su <a href="http://www.radioluiss.it/it/home/" target="_blank">http://www.radioluiss.it/it/home/</a>, ma si può anche visitare negli studi di Viale Romania 32 a Roma per vivere in diretta le emozioni della maratona elettorale a stelle e strisce.</p>
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		<title>E venne il giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 11:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aperte ufficialmente le urne per l&#8217;elezione del presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Il candidato democratico Barack Obama, secondo recentissimi sondaggi, sarebbe 11 punti avanti rispetto a quello repubblicano. In ogni caso, il veterano del Vietnam non si dà per vinto e spera di ribaltare i pronostici. Di certo sarà affluenza record per gli Usa. Anche se [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Aperte ufficialmente le urne per l&#8217;elezione del presidente degli Stati Uniti d&#8217;America. Il candidato democratico Barack Obama, secondo recentissimi sondaggi, sarebbe 11 punti avanti rispetto a quello repubblicano.<span id="more-935"></span> In ogni caso, il veterano del Vietnam non si dà per vinto e spera di ribaltare i pronostici.</p>
<p style="text-align: justify">Di certo sarà affluenza record per gli Usa. Anche se i numeri di chi si reca alle urne in America sono ridicoli rispetto alle masse votanti europee. Insomma, chiunque sarà fra Obama e McCain, come sempre l&#8217;inquilino della Casa Bianca verrà scelto da una minoranza.</p>
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		<title>Il mercato dei future non lascia speranze a McCain: vincerà Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 08:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci sono solo i sondaggi per orientarsi nelle nebbie di una campagna elettorale complessa come quella americana. Uno strumento alternativo che molti ritengono più che affidabile è il mercato dei future dei candidati alla Casa Bianca (Iowa Political Market), creato nel 1988 dall&#8217;Università dell&#8217;Iowa. Una sorta di mercato politico telematico con gli investitori che si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Non ci sono solo i sondaggi per orientarsi nelle nebbie di una campagna elettorale complessa come quella americana. Uno strumento alternativo che molti ritengono più che affidabile è il mercato dei future dei candidati alla Casa Bianca (Iowa Political Market), creato nel 1988 dall&#8217;Università dell&#8217;Iowa.<span id="more-941"></span> Una sorta di mercato politico telematico con gli investitori che si scambiano contratti future (oltre 100 mila solo ad ottobre) collegati alla vittoria finale di uno specifico candidato alla White House.</p>
<p style="text-align: justify">Chi vince prende tutto è il criterio, basato sull&#8217;esito del voto popolare (che comunque, come nel caso di Al Gore nel 2000, può anche non coincidere con il reale vincitore dell&#8217;elezione).</p>
<p style="text-align: justify">Ebbene, su questo mercato di accorti investitori (che rischiano il proprio denaro e quindi sono molto meno inclini a farsi sviare nell&#8217;analisi dalle convinzioni politiche rispetto a chi risponde alle domande di un sondaggio) Obama ha già stravinto, senza margine alcuno per McCain.</p>
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		<title>Obama/McCain: un sondaggio assai accurato li dà appaiati</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 18:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella marea di sondaggi che stanno arrivando dall&#8217;America ve ne è uno assai interessante che dà McCain al 44.6% ed Obama al 44.7%. Quindi, praticamente, appaiati. Verrebbe da sorridere se non fosse che si tratta di un rilevazione Idb-Tipp (Investor&#8217;s Business Daily e TechnoMetrica Institute of Policy and Politics), che 4 anni fa predissero con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Nella marea di sondaggi che stanno arrivando dall&#8217;America ve ne è uno assai interessante che dà McCain al 44.6% ed Obama al 44.7%. Quindi, praticamente, appaiati. <span id="more-925"></span>Verrebbe da sorridere se non fosse che si tratta di un rilevazione Idb-Tipp (Investor&#8217;s Business Daily e TechnoMetrica Institute of Policy and Politics), che 4 anni fa predissero con precisione scientifica l&#8217;esito dello scontro per la Casa Bianca fra Bush jr e JFKerry, quando molti davano per vittorioso Kerry.</p>
<p style="text-align: justify">Le speranze dei repubblicani, è ovvio, sono ormai ridotte al lumicino, ma un sondaggio meno disastroso di tutti gli altri è comunque un balsamo per gli strateghi di McCain. Che comunque, stiamone certi, renderà la vita durissima ad Obama fino all&#8217;ultimo.</p>
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		<title>National Popular Vote Bill</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 15:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tipo di stallo ipotizzato da chi suppone da parte del Caso una salomonica divisione dei delegati fra Obama e McCain è anche all&#8217;origine di un tentativo di riforma costituzionale che si sta portando avanti in America da qualche tempo. Trattasi di una sorta di accordo fra Stati per adottare un disegno di legge, il National Popular [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il tipo di stallo ipotizzato da chi suppone da parte del Caso una salomonica divisione dei delegati fra Obama e McCain è anche all&#8217;origine di un tentativo di riforma costituzionale che si sta portando avanti in America da qualche tempo. Trattasi di una sorta di accordo fra Stati<span id="more-906"></span> per adottare un disegno di legge, il <em>National Popular Vote Bill</em>, che darebbe al vincitore in termini di voti popolari la vittoria finale.</p>
<p style="text-align: justify">Al momento solo 4 Stati lo hanno adottato e sarà possibile estenderlo a tutti gli Usa solo in caso di adozione da parte di Stati con un totale complessivo di almeno 270 delegati per la <em>presidential race</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Difficile, se non impossibile, mettere così tanti governatori e rappresentanti d&#8217;accordo, per cui mi pare che la storica riforma sia più che altro da valutare come lodevole impegno innovativo, ma nulla più.</p>
<p style="text-align: justify">Del resto, pur se a nostri occhi di europei il sistema elettorale americano può sembrare illogico, è lì da oltre 200 anni a regolare una democrazia imperfetta quanto vogliamo, ma che nell&#8217;ultimo secolo ha guidato il mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Probabilmente verso la catastrofe, verissimo. Ma qualcuno doveva pur ereditare il ruolo di una Europa alla paralisi (ieri, oggi, domani) &#8230;</p>
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		<title>Non solo Obama/McCain: gli altri candidati alla Casa Bianca</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 13:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quanto assolutamente ignorati dai media, non vi sono solo Barack Obama e John McCain tra i pretendenti alla Casa Bianca. Gli elettori domani potranno infatti scegliere fra tanti altri candidati, ma è molto difficile che qualcuno di questi possa anche solo sfiorare l&#8217;uno per cento dei consensi. Oltre ai partiti che si presentano in un discreto numero [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Per quanto assolutamente ignorati dai media, non vi sono solo Barack Obama e John McCain tra i pretendenti alla Casa Bianca. Gli elettori domani potranno infatti scegliere fra tanti altri candidati<span id="more-917"></span>, ma è molto difficile che qualcuno di questi possa anche solo sfiorare l&#8217;uno per cento dei consensi.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre ai partiti che si presentano in un discreto numero di Stati, come i Verdi, ve ne sono alcuni presenti in pochi Stati o anche soltanto in uno. Inoltre, alcuni Stati consentono i cosiddetti <em>write-in</em>, ossia dei candidati che non appaiono sulle schede, ma che possono essere aggiunti scrivendo direttamente il nome.</p>
<p style="text-align: justify">Qui di seguito elenco i principali partiti in lizza (ben tre partiti socialisti, due formazioni ecologiste, una libertaria ed il Reform Party di Ross Perot) ed i loro uomini (o donne, come nel caso dei Verdi, che, sganciatisi dal decennale abbaccio di Nader, si presentano con un ticket tutto al femminile).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partito della Legge Naturale</strong>, <strong>Partito Pace e Libertà</strong>, <strong>Partito Indipendente Ecologista</strong><br />
Candidato presidente: <strong>Ralph Nader</strong><br />
Candidato vicepresidente: Matt Gonzalez</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partito Libertario<br />
</strong>Candidato presidente: <strong>Bob Barr</strong><br />
Candidato vicepresidente: Wayne Allyn Root</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partito della Costituzione<br />
</strong>Candidato presidente: <strong>Charles «Chuck» Baldwin</strong><br />
Candidato vicepresidente: Darrell Castle</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Verdi</strong><br />
Candidata presidente: <strong>Cynthia McKinney</strong><br />
candidata vicepresidente: Rosa Clemente</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partito della Riforma<br />
</strong>Candidato presidente: <strong>Ted Weill</strong><br />
Candidato vice presidente: Franck McEnulty</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partito Socialista degli Stati Uniti d&#8217;America</strong><br />
Candidato presidente: <strong>Brian Moore</strong><br />
Candidato vicepresidente: Stewart Alexander</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partito Socialista dei Lavoratori</strong><br />
Candidato presidente: <strong>Roger Calero</strong><br />
Candidata vicepresidente: Alyson Kennedy</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Partito Socialismo e Liberazione</strong><br />
Candidata presidente: <strong>Gloria LaRiva</strong><br />
Candidato vicepresidente: Eugene Puryear</p>
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		<title>I sondaggi danno Obama stravincente, a McCain occorre un miracolo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 10:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli ultimi sondaggi danno Barack Obama ad oltre 6 punti (Gallup) ed alcuni addirittura ad 11 su McCain. Zogby dà poi il candidato democratico alla Casa Bianca in vantaggio in 6 su 8 degli Stati chiave. A dar retta alle rilevazioni demoscopiche, insomma, non vi sarebbe storia in queste elezioni che si vanno a celebrare domani. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Gli ultimi sondaggi danno Barack Obama ad oltre 6 punti (Gallup) ed alcuni addirittura ad 11 su McCain. Zogby dà poi il candidato democratico alla Casa Bianca in vantaggio in 6 su 8 degli Stati chiave. A dar retta alle rilevazioni demoscopiche, insomma, non vi sarebbe storia<span id="more-890"></span> in queste elezioni che si vanno a celebrare domani.</p>
<p style="text-align: justify">Si va dunque verso Obama presidente degli Usa? Vedremo, tutto può accadere in America, ma è evidente come a McCain davvero serva un miracolo (intero, mica mezzo) per rimontare una situazione ormai nerissima &#8230;</p>
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		<title>Una ipotesi da fantapolitica: e se finisse in pareggio?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 08:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella ridda di ipotesi e analisi che la presidential race scatena ogni quattro anni è saltata fuori qualche giorno fa quella (a mio avviso assolutamente inverosimile) del pareggio fra Obama e McCain, una eventualità remotissima, ma tecnicamente possibile. Secondo alcuni statistici esiste infatti una possibilità su 100 che la sfida per la White House si possa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Nella ridda di ipotesi e analisi che la <em>presidential race</em> scatena ogni quattro anni è saltata fuori qualche giorno fa quella (a mio avviso assolutamente inverosimile) del pareggio fra Obama e McCain<span id="more-898"></span>, una eventualità remotissima, ma tecnicamente possibile.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo alcuni statistici esiste infatti una possibilità su 100 che la sfida per la White House si possa concludere con 269 delegati a testa, con i voti del Maine e del Nebraska a fungere da ago della bilancia. Perché i due Stati non danno tutti i delegati ad uno dei candidati, ma li attribuiscono ad ogni vincitore del singolo collegio.</p>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;eventualità &#8211; ripeto: da fantapolitica &#8211; di un 269 a 269, la scelta passerebbe alla Camera dei Rappresentanti, che, per inciso, sarà parzialmente rinnovata martedì (perché non si vota solo per la White House, ma anche per il Congresso, per qualche governatore e per dei referenda vari).</p>
<p style="text-align: justify">Sarebbe una crisi storica del sistema elettorale americano, ma dubito fortemente che vi assisteremo. Con buona pace degli statistici, con un 1% di possibilità che un evento accada, questo è dai più considerato lontano anni luce.</p>
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		<title>Se il mondo fosse un luogo normale Obama stravincerebbe</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 08:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho appena finito di sentir parlare il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama ad una tv statunitense. Ha una voce semplicemente stupenda, un&#8217;arte oratoria unica, una logica ed una semplicità introvabili nella politica occidentale di oggi. E, soprattutto, dice cose sensatamente rivoluzionarie per gli Usa e, conseguentemente, per il mondo intero. Rimango sempre molto perplesso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ho appena finito di sentir parlare il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama ad una tv statunitense. Ha una voce semplicemente stupenda, un&#8217;arte oratoria unica, una logica ed una semplicità introvabili nella politica occidentale di oggi. E, soprattutto, dice cose sensatamente rivoluzionarie<span id="more-864"></span> per gli Usa e, conseguentemente, per il mondo intero.</p>
<p style="text-align: justify">Rimango sempre molto perplesso sulle sue, a mio avviso, non eccelse conoscenze di politica internazionale e, conseguentemente, sulla sua capacità di gestire grosse crisi globali, ma di sicuro l&#8217;uomo è affascinantissimo e assai preparato ad ampio spettro, soprattutto in economia.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, se questo fosse un mondo normale, se realmente le democrazie occidentali fossero democrazie, Obama fra due giorni dovrebbe stravincere la <em>presidential race</em> e sbaragliare McCain.</p>
<p style="text-align: justify">Ma poi cambio canale, faccio un po&#8217; di zapping e vedo quel che è realmente l&#8217;America oggi, quel che realmente è l&#8217;Occidente oggi. Un luogo bestiale dove i <em>redneck</em> di cui Sarah Palin è orgogliosa portavoce si diffondono come un virus. Ovunque. Anche e soprattutto grazie alla colpevole tolleranza dei <em>liberal</em> occidentali, che invece di ipotizzare una mano statale ultrapesante per risolvere il vero problema di Usa ed Europa (l&#8217;intreccio ammorbante di criminalità diffusa e comportamenti antisociali sempre più virulenti) ancora minano la sicurezza di tutti con quel giustificazionismo sociologico che ormai è dannoso tanto quanto il crimine stesso.</p>
<p style="text-align: justify">Ma in questi mondo alla rovescia i redneck votano. E i redneck sono assai più dei liberal che li tollerano. Quindi un evento semplicissimo e nell&#8217;ordine delle cose assolutamente possibili (nonché auspicali) come la vittoria di Obama rischia semplicemente di non verificarsi. Perché in quest&#8217;Occidente alla marcescenza un membro del Ku Klux Klan non solo è libero di dire la sua senza finire in galera, ma vota. Ed il suo voto ha lo stesso peso di quello di un critico letterario o di uno scienziato.</p>
<p style="text-align: justify">Liberal di tutto il mondo, vi meritate McCain e la Palin &#8230;</p>
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		<title>Bill Clinton a fianco di Obama, per McCain c&#8217;è da esultare &#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 12:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi ultimi giorni di campagna elettorale, Bill Clinton sta impegnandosi a fondo al fianco di Barack Obama. A giudicare dal danno che i suoi scatti d&#8217;ira hanno prodotto alla campagna della consorte Hillary durante le primaria democratiche, direi che davvero la notizia degli sforzi pro Obama di Clinton dovrebbe far gioire McCain, che già [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">In questi ultimi giorni di campagna elettorale, Bill Clinton sta impegnandosi a fondo al fianco di Barack Obama.<span id="more-855"></span> A giudicare dal danno che i suoi scatti d&#8217;ira hanno prodotto alla campagna della consorte Hillary durante le primaria democratiche, direi che davvero la notizia degli sforzi pro Obama di Clinton dovrebbe far gioire McCain, che già ieri un sondaggio Gallup (quindi assai serio) dava ad appena 2 punti dal candidato democratico.</p>
<p style="text-align: justify">In ogni caso, scappa da ridere a vedere Clinton che appoggia sul palco Obama, quando anche i sassi sanno che le residue speranze della moglie di divenire presidente fra 4 anni passano dalla sconfitta di Obama fra qualche giorno &#8230; Davvero il trionfo dell&#8217;ipocrisia &#8230;</p>
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		<title>Obama nel mirino dei razzisti</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 07:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia che Fox News ha diffuso con tanto clamore sul presunto complotto ordito da due appena appena post-adolescenti per uccidere il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama è da verificare, ma certamente inquieta. Perché va a confermare timori che a mezza voce circolano da tempo sulla sicurezza del primo afroamericano impegnato nella presidential race. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La notizia che Fox News ha diffuso con tanto clamore sul presunto complotto ordito da due appena appena post-adolescenti per uccidere il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama è da verificare, ma certamente inquieta.<span id="more-839"></span> Perché va a confermare timori che a mezza voce circolano da tempo sulla sicurezza del primo afroamericano impegnato nella <em>presidential race</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Del resto, l&#8217;incognita della reazione suprematista è da mesi proprio uno dei principali rovelli di chi ragiona sulle vicende americane. Che cosa faranno i molti aderenti a gruppi e gruppuscoli (in genere ben armati) della cosiddetta <em>White Supremacy</em> in caso di vittoria del <em>coloured</em> Obama? Risposta, senza mezzi termini: tenteranno di ucciderlo. <em>Todo modo</em> &#8230;</p>
<p>Non sorpendono quindi le notizie come quella diffusa in estate e questa nuovissima di ieri sera di piani più o meno articolati per eliminare Obama prima che giunga alla White House.</p>
<p>Ma anche dopo, nonostante la ferrea sorveglianza del Secret Service, sarà, in caso di sua elezione, un presidente oltremodo a rischio, sul quale, oltre alle tradizionali minacce del terrorismo internazionale e dei folli singoli, si accaniranno anche i tentativi dei razzisti a stelle e strisce.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/10/barack-obama1.jpg"><img class="size-full wp-image-849" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/10/barack-obama1.jpg" alt="Barack Obama" width="223" height="350" /></a></dt>
<dd>Barack Obama nella versione &#8220;neopop&#8221; di Shepard Fairey</dd>
</dl>
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		<title>&#8220;The New York Times&#8221; Electoral Map</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 06:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tenersi aggiornati in questi ultimi momenti (meno di 240 ore) di campagna elettorale Usa, credo possa essere utile la mappa che il New York Times ha messo on line, accurata ed facile da comprendere (ricordo che il rosso in Amercia è tradizionalmente il colore dei repubblicani, mentre il blu è quello dei democratici). Cliccando su http://elections.nytimes.com/2008/president/whos-ahead/key-states/map.html è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Per tenersi aggiornati in questi ultimi momenti (meno di 240 ore) di campagna elettorale Usa, credo possa essere utile la mappa che il <em>New York Times</em> ha messo on line, accurata ed facile da comprendere <span id="more-823"></span>(ricordo che il rosso in Amercia è tradizionalmente il colore dei repubblicani, mentre il blu è quello dei democratici).</p>
<p style="text-align: justify">Cliccando su <a href="http://elections.nytimes.com/2008/president/whos-ahead/key-states/map.html">http://elections.nytimes.com/2008/president/whos-ahead/key-states/map.html</a> è possibile notare il grande vantaggio di Barack Obama, ma onestamente qualcosa non mi convince, specie per quanto riguarda gli Stati &#8220;leaning Obama&#8221;. Vedremo il 4 notte &#8230;</p>
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		<title>Rimonta di McCain nei sondaggi</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 23:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appena qualche giorno fa Barack Obama era dato dai sondaggi ad un + 15% su John McCain. Ieri il vantaggio del candidato democratico si era ridotto a +9% ed oggi (ancora è pomeriggio negli Usa) Zogby lo dà ad appena + 5%. Insomma, McCain pare in rimonta, ad appena 9 giorni dal voto. Vuoi vedere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Appena qualche giorno fa Barack Obama era dato dai sondaggi ad un + 15% su John McCain. Ieri il vantaggio del candidato democratico si era ridotto a +9% <span id="more-808"></span>ed oggi (ancora è pomeriggio negli Usa) Zogby lo dà ad appena + 5%.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, McCain pare in rimonta, ad appena 9 giorni dal voto. Vuoi vedere che il veterano del Vietnam fa il colpaccio e stravolge tutti i pronostici, arrivando alla Casa Bianca? Fossi un sostenitore di Obama, non dormirei sonni tanto tranquilli &#8230;</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/10/john-mccain-interview-on-april-24-1974.jpg"><img class="size-full wp-image-811" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/10/john-mccain-interview-on-april-24-1974.jpg" alt="Un giovane (ma neanche tanto) John McCain intervistato nel 1974" width="350" height="334" /></a></dt>
<dd>Un giovane (ma neanche tanto) John McCain intervistato nel 1974</dd>
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</div>
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		<title>Confermo, terzo atto fra Obama e McCain inutile e noiosetto</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 07:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Meno male che è finita! Basta, non ne potevo più di questo supplizio dei dibattiti fra Obama e McCain (a proposito, ma avete mai fatto caso che il suo cognome tradotto in italiano suonerebbe tipo &#8220;De Caino&#8221;?) &#8230; Come nei due confronti precedenti, anche ad Hempstead Obama pare aver convinto di più, soprattutto per i nervi saldi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Meno male che è finita! Basta, non ne potevo più di questo supplizio dei dibattiti fra Obama e McCain (a proposito, ma avete mai fatto caso che il suo cognome tradotto in italiano suonerebbe tipo &#8220;De Caino&#8221;?) &#8230; Come nei due confronti precedenti, anche ad Hempstead Obama pare aver convinto di più,<span id="more-716"></span> soprattutto per i nervi saldi dimostrati di fronte agli attacchi dell&#8217;avversario, un po&#8217; irascibile. In ogni caso, come sempre, il giudizio dei politologi e quello dei telespettatori diverge. Per i primi McCain avrebbe vinto, per i secondi tutto il contrario.</p>
<p style="text-align: justify">Da canto suo, McCain, in buona forma, puntine di ira a parte, ha tentato in tutti i modi di smarcarsi da Bush jr ed ha puntato su terrorismo, tasse e aborto, evidenziando la posizione estremista di Obama in merito all&#8217;interruzione di gravidanza.</p>
<p style="text-align: justify">Ancora una ventina di giorni scarsi, quindi, per i due contendenti. Obama vola nei sondaggi, ma in 2/3 di mese, un tempo lunghissimo in America, tutto può accadere. Certo, la crisi finanziaria in atto avvantaggia il candidato democratico, ma personalmente continuo a ritenere ben difficile che un uomo dell&#8217;Asinello torni alla Casa Bianca &#8230;</p>
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		<title>Mc-Cain-Obama, aspettando l&#8217;inutile terzo atto &#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 23:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre mi costringo a restare sveglio per vedere in diretta l&#8217;ultimo dei confronti previsti fra i due maggiori candidati alla Casa Bianca, mi sorprendo a pensare (sarà la stizza) alla suprema inutilità del vincere tali match. Nel 2004 JFKerry, come lo chiamo io, li vinse tutti e poi perse di un bel po&#8217; la sfida con l&#8217;incumbent Bush [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Mentre mi costringo a restare sveglio per vedere in diretta l&#8217;ultimo dei confronti previsti fra i due maggiori candidati alla Casa Bianca, mi sorprendo a pensare (sarà la stizza) alla suprema inutilità del vincere tali match.<span id="more-705"></span> Nel 2004 JFKerry, come lo chiamo io, li vinse tutti e poi perse di un bel po&#8217; la sfida con l&#8217;<em>incumbent</em> Bush jr.</p>
<p style="text-align: justify">Obama in tv è un dio, nessuno lo nega. Ma, ripetiamo un concetto più volte espresso negli ultimi mesi, l&#8217;America profonda mai voterà per lui. Per quell&#8217;America la tv è un gadget troppo sofisticato da usare. Loro, i <em>redneck</em>, ascoltano prevalentemente la radio. Dove la fanno da assoluti padroni i predicatori dell&#8217;evangelismo estremo. Cromosomicamente repubblicano &#8230;</p>
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		<title>Ed ecco il Branchflower Report sulla Palin</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 16:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi volesse saperne di più sulle accuse della commissione parlamentare dell&#8217;Alaska alla Palin, sono riuscito a trovare il rapporto di Stephen Branchflower, capo della suddetta commissione appunto. Devo dire che è proprio circostanziato e preciso. Rimangono pochissimi dubbi sul fatto che la Palin abbia davvero tentato di far licenziare l&#8217;ex marito della sorella dalla polizia e, non essendovi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Per chi volesse saperne di più sulle accuse della commissione parlamentare dell&#8217;Alaska alla Palin, sono riuscito a trovare il rapporto di Stephen Branchflower, capo della suddetta commissione appunto.<span id="more-609"></span> Devo dire che è proprio circostanziato e preciso. Rimangono pochissimi dubbi sul fatto che la Palin abbia davvero tentato di far licenziare l&#8217;ex marito della sorella dalla polizia e, non essendovi riuscita, abbia poi esautorato il capo della sicurezza nazionale dell&#8217;Alaska.</p>
<p style="text-align: justify">Per leggere il rapporto, basta scaricare il relativo <a href="http://blogdo.net/documenti/report.pdf">file pdf</a>.</p>
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		<title>Sarah Palin accusata di abuso di potere</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 05:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BREAKING NEWS &#8211; Sarah Heath Palin, vice del candidato repubblicano alla presidenza, John McCain, è stata accusata di abuso di potere da una commissione etica di 12 parlamentari dell&#8217;Alaska in merito alla vicenda delle presunte pressioni fatte dal governatore dello Stato del profondo Nord per far licenziare dalla polizia l&#8217;ex cognato, Mike Wooten, subito dopo la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">BREAKING NEWS &#8211; Sarah Heath Palin, vice del candidato repubblicano alla presidenza, John McCain, è stata accusata di abuso di potere da una commissione etica di 12 parlamentari dell&#8217;Alaska<span id="more-589"></span> in merito alla vicenda delle presunte pressioni fatte dal governatore dello Stato del profondo Nord per far licenziare dalla polizia l&#8217;ex cognato, Mike Wooten, subito dopo la separazione dalla sorella.</p>
<p style="text-align: justify">La Palin, per la precisione, è accusata di aver licenziato il responsabile della sicurezza nazionale dell&#8217;Alaska, Walt Monegan, per essersi rifiutato di cacciare dalla polizia l&#8217;ex cognato del governatore.</p>
<p style="text-align: justify">In un momento in cui i sondaggi danno il candidato presidente dei democratici, Barack Obama, ben 11 punti percentuali in vantaggio su McCain, la posizione dei repubblicani è chiaro che va a peggiorare sensibilmente.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo tale ben poco edificante conclusione dell&#8217;inchiesta parlamentare, la Palin, si dimostra sempre più croce e delizia della <em>presidential race</em> del Grand Old Party. Ancora sono dell&#8217;idea che simili scandali poco possano scuotere le granitiche certezze della valanga di <em>redneck</em> che voterà certamente McCain, ma di sicuro che si sappia di un comportamento così smaccatamente protervo da parte della sua vice non aiuterà la corsa del <em>maverick</em> verso la Casa Bianca.</p>
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		<title>Secondo dibattito: l&#8217;economia spinge Obama</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 05:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo i primi sondaggi, gli spettatori statunitensi avrebbero incoronato Barack Obama vincitore del secondo dibattito, da poco conclusosi, fra i due principali sfidanti per la Casa Bianca. Obama è già in vantaggio nei sondaggi, ma francamente continuo a non credere nella possibilità di una sua vittoria finale. A meno che la crisi finanziaria non si trascini con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Secondo i primi sondaggi, gli spettatori statunitensi avrebbero incoronato Barack Obama vincitore del secondo dibattito, da poco conclusosi, fra i due principali sfidanti per la Casa Bianca.<span id="more-557"></span> Obama è già in vantaggio nei sondaggi, ma francamente continuo a non credere nella possibilità di una sua vittoria finale. A meno che la crisi finanziaria non si trascini con l&#8217;attuale intensità per un altro mese ancora.</p>
<p style="text-align: justify">McCain, è noto, è meno ferrato in economia. Per non parlare della sua vice, Sarah Heath Palin. Ma siccome un mese in America è un tempo assai lungo (ben più lungo che da noi) si può tranquillamente affermare come ancora nulla vi sia di certo. In ogni caso, non è da sottovalutare l&#8217;annuncio ad effetto di McCain su Warren Buffett, il guru di Omaha, quale suo eventuale segretario al Tesoro. Buffett è uno dei più grandi conoscitori, se non il più grande in assoluto, dell&#8217;odiena finanza globale e nessuno meglio di lui potrebbe gestire la crisi corrente.</p>
<p style="text-align: justify">Per ora, quindi, Obama è avanti nei sondaggi e la situazione complessiva è certamente a suo favore. Ma da qui al 4 novembre tutto può cambiare. Diciamo che per il momento il candidato democratico alla presidenza sta accumulando un certo vantaggio. Tutto qui. Fossi in McCain non mi preoccuperei più di tanto.</p>
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		<title>La Palin spara a zero su Obama: avrebbe rapporti con un ex terrorista</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 13:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BREAKING NEWS &#8211; Con un clamoroso affondo che rappresenta un vero e proprio salto di qualità nella durezza della campagna presidenziale Usa 2008, Sarah Heath Palin ha dichiarato che il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, intratterrebbe rapporti con il noto sovversivo Bill Ayers, negli Anni Settanta membro di spicco di un gruppo armato, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">BREAKING NEWS &#8211; Con un clamoroso affondo che rappresenta un vero e proprio salto di qualità nella durezza della campagna presidenziale Usa 2008, Sarah Heath Palin ha dichiarato che il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, intratterrebbe rapporti con il noto sovversivo Bill Ayers, negli Anni Settanta membro di spicco di un gruppo armato, i <em>Weather Underground</em><span id="more-544"></span>, anche detti <em>Weathermen</em>, operativo negli Usa a ridosso della Guerra del Vietnam.</p>
<p style="text-align: justify">Quello dei Weather Underground fu un movimento di protesta &#8211; violento sì, ma non troppo &#8211; nato in reazione alle scelte di politica estera degli Usa. Sostanzialmente attivo per soli 7 anni, dal 1969 al1976, era di ispirazione dichiaratamente comunista rivoluzionaria. Seppe sfruttare bene la contestazione giovanile post-Sessantotto e fuse le proprie istanze politiche con la (per me) sacrosanta causa antirazzista delle Black Panther.</p>
<p style="text-align: justify">Il nome Weather Underground deriva dalla canzone del mitico Bob Dylan <em>Subterranean Homesick Blues</em>, nel quale si può ascoltare il verso «You don&#8217;t need a weatherman to know which way the wind blows». Ossia, «non serve un meteorologo per capire da che parte tira il vento».</p>
<p style="text-align: justify">La prima azione pubblica dei Weather Underground, nell&#8217;ottobre del 1969, fu una marcia violenta in un quartiere chic di Chicago, marcia che finì con l&#8217;indiscriminata opera di distruzione di automobili e negozi. Nel 1970 il gruppo sovversivo entrò in clandestinità e cominciò a compiere degli attentati dinamitardi contro classici luoghi simbolo, tipo il Campidoglio a Washington.</p>
<p style="text-align: justify">Come molti anni dopo alcuni di loro avrebbero dichiarato in una lunga intervista-documentario girata nel 2002, la maggior parte di tali azioni aveva semplice scopo dimostrativo ed i target venivano accuratamente scelti in maniera da non provocare morti o feriti fra la gente. In ogni caso, ogni singola azione veniva giustificata a posteriori ai giornali come risposta presunte violenze delle forze di polizia o federali, come, ad esempio, l&#8217;operazione in cui rimase ucciso il capo delle Black Panther, Fred Hampton, il Golpe di Pinochet in Cile o l&#8217;invasione del Laos. Degna di nota fu l&#8217;evasione, organizzata dai Weather Underground, del guru dell&#8217;Lsd, Timothy Leary.</p>
<p style="text-align: justify">Nei primi Anni Ottanta alcuni dei Weathermen decisero di costituirsi alle autorità, ponendo fine alla fase della clandestinità. Ma durante il processo al gruppo sovversivo ecco che &#8220;ci scappa&#8221; la sorpresona: l&#8217;Fbi aveva raccolto le prove contro i guerriglieri comunisti con metodi irrispettosi delle normali procedure. Grazie a tale incuria dei federali, ben pochi membri dei Weather Underground furono condannati (le pene più alte furono per David Gilbert e Kathy Boudin, all&#8217;ergastolo per l&#8217;assalto ad un furgone blindato conclusosi con un massacro).</p>
<p style="text-align: justify">Altri leader del gruppo, come Bernardine Dohrn, Mark Rudd, Brian Flanagan, Naomi Jaffe e Bill Ayers, il presunto amico di Barack Obama, a dire della Heath Palin, sono liberi e non si sono mai allontanati dal loro Paese.</p>
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		<title>Confronto Palin-Biden, un pareggio assai incolore</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 06:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I due principali candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti, Sarah Heath Palin e Joe Biden, si sono confrontati stanotte in tv durante un incontro che definire incolore non rende l&#8217;idea. Nessuno dei due ha fatto gaffes clamorose, come qualcuno si attendeva, ma nessuno dei due ha nemmeno detto qualcosa che non fosse banale e scialba. A [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">I due principali candidati alla vicepresidenza degli Stati Uniti, Sarah Heath Palin e Joe Biden, si sono confrontati stanotte in tv durante un incontro che definire incolore non rende l&#8217;idea.<span id="more-512"></span> Nessuno dei due ha fatto gaffes clamorose, come qualcuno si attendeva, ma nessuno dei due ha nemmeno detto qualcosa che non fosse banale e scialba.</p>
<p style="text-align: justify">A ben vedere, forse la Palin potrebbe dirsi vincitrice di questo primo confronto. Ma solo per il grigiore insopportabile, sia fisico che dell&#8217;eloquio, che promana da Biden.</p>
<p style="text-align: justify">In ogni caso, è davvero singolare che un simile dibattito sia giudicato per l&#8217;assenza di gaffes e strafalcioni. Il che la dice lunga sulle attese pressocché nulle che la stampa e la gente ripone sui due.</p>
<p style="text-align: justify">Eppure, la Palin a mio avviso ha alcuni elementi che potrebbero farla emergere alla distanza. Come vice di McCain alla Casa Bianca potrebbe farsi le ossa e divenire un giorno un presidente <em>assolutamente rappresentativo</em> degli Usa. Di oggi e di domani. Perché lei &#8211; non smetteremo mai di ricordarlo visto che il rischio è di averla al comando per 16 anni di fila - rappresenta l&#8217;America profonda. In tutte le sue sfaccettature, negative (tante), ma anche alcune positive.</p>
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		<title>La crisi della finanza spinge Obama nei sondaggi. Non basterà, ma l&#8217;economia è la sua sola speranza di successo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 10:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno del crollo di Lehman Brothers il candidato repubblicano alla presidenza John McCain (considerato più adatto a gestire crisi improvvise) sembrava aver tratto nell&#8217;immediato qualche vantaggio sul suo competitor democratico Barack Obama. Ma nei giorni successivi, com&#8217;era facile intuire, le cose si sono ribaltate ed ora i sondaggi danno Obama di 9 punti percentuali [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il giorno del crollo di Lehman Brothers il candidato repubblicano alla presidenza John McCain (considerato più adatto a gestire crisi improvvise) sembrava aver tratto nell&#8217;immediato qualche vantaggio sul suo competitor democratico Barack Obama. Ma nei giorni successivi, com&#8217;era facile intuire, le cose si sono ribaltate ed ora i sondaggi danno Obama di 9 punti percentuali in vantaggio su McCain.<span id="more-487"></span> Questo perché è diffusa l&#8217;idea, e non senza fondamento, di una maggiore competenza di Obama in merito a questioni economiche.</p>
<p style="text-align: justify">Di contro, è altrettanto diffusa l&#8217;idea di una ben maggiore competenza di McCain in politica estera, anche in questo caso non certo senza fondamento.</p>
<p style="text-align: justify">Che a poco più di un mese dal voto un elemento di grande impatto mediatico come l&#8217;immane crisi finanziaria abbia mutato la percezione che gli americani hanno dei due contendenti e ridato un buon vantaggio ad Obama è certo da tenere in considerazione. Ma alla fine ritengo sempre poche le chance finali di Obama di divenire il nuovo inquilino della White House. Per tutta una serie di ragioni.</p>
<p style="text-align: justify">Perché l&#8217;America profonda, l&#8217;America incolta e razzista dei <em>redneck</em>, voterà compatta per McCain. Perché il vice scelto da Obama, Joe Biden, è troppo debole e gaffeur (clamorosa l&#8217;ultima &#8220;papera&#8221; su Franklin Delano Roosevelt presidente che avrebbe ben gestito la crisi del 1929, quando nel 1929 alla Casa Bianca c&#8217;era ancora Herbert Hoover). Perché la Palin, che inizialmente non mi era sembrata la scelta migliore, sta emergendo come ottimo modello di repubblicano del futuro e, in ogni caso, ha sanato la frattura &#8211; a lungo ritenuta insanabile &#8211; fra McCain e la destra religiosa.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, il vantaggio che Obama sta accumulando in questi giorni nei sondaggi probabilmente non gli basterà a vincere. Ma certo la sua sola speranza di successo è legata alla più profonda conoscenza dei meccanismi di regolamento dell&#8217;economia globale. Argomento che, sia chiaro, all&#8217;americano bianco e con bassa scolarizzazione del Sud o del Mid West interessa meno di zero &#8230;</p>
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		<title>Early voting: gli americani cominciano oggi a scegliere il nuovo presidente</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 20:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi lo sanno, ma oggi sono cominciate le votazioni per la Casa Bianca. Tramite l&#8217;istituto dell&#8217;early voting (voto anticipato), infatti, in ben 34 Stati (Virginia, Georgia, Kentucky fra i primi) è già possibile cominciare a votare sin da ora. Parallelo a questo, vi è anche il sistema dell&#8217;absentee vote, che si esprime per posta a partire [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Pochi lo sanno, ma oggi sono cominciate le votazioni per la Casa Bianca. Tramite l&#8217;istituto dell&#8217;<em>early voting</em> (voto anticipato), infatti, in ben 34 Stati (Virginia, Georgia, Kentucky fra i primi) è già possibile cominciare a votare sin da ora.<span id="more-465"></span> Parallelo a questo, vi è anche il sistema dell&#8217;<em>absentee vote</em>, che si esprime per posta a partire da un mese prima delle elezioni.</p>
<p style="text-align: justify">Le differenze? Semplici ma sostanziali: mentre l&#8217;early voting consente di votare personalmente in un ufficio pubblico prima del giorno delle elezioni, l&#8217;absentee vote fa votare solo ed esclusivamente per posta. In ogni caso, tutte le schede saranno visionate e conteggiate alla chiusura dei seggi il fatidico primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre (che, per la cronaca, quest&#8217;anno cadrà di giorno 4, ricorrenza di San Carlo Borromeo) &#8230;</p>
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		<title>Alcune (altre) considerazioni su Sarah Palin</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 05:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Confesso che davvero non ho una idea ben chiara sulla Sarah Palin. Rimbalzo fra l&#8217;ammirazione per talune sue posizioni forti ed il disappunto per alcune scelte private che ritengo ben opinabili (chi porta a termine una gravidanza sapendo che il proprio figlio sarà affetto dalla sindrome down è coraggioso o incosciente, un eroe o un criminale?) [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Confesso che davvero non ho una idea ben chiara sulla Sarah Palin. Rimbalzo fra l&#8217;ammirazione per talune sue posizioni forti ed il disappunto per alcune scelte private che ritengo ben opinabili<span id="more-242"></span> (chi porta a termine una gravidanza sapendo che il proprio figlio sarà affetto dalla sindrome down è coraggioso o incosciente, un eroe o un criminale?) e, soprattutto, per quest&#8217;aura da &#8220;orgoglio coatto&#8221; che ormai le stanno incollando addosso.</p>
<p style="text-align: justify">In effetti finora i Palin sono sembrati parecchio garbati tutti, ma aver accettato in famiglia un ragazzino che non si vergogna di definirsi un <em>redneck</em>, anzi caldeggiare il matrimonio della giovane figlia incinta con siffatto virgulto mi sembra davvero inappropriato. Scelte private, per carità, ma le scelte private di chi pretende di governare il mondo sono un po&#8217; meno private delle nostre, sia chiaro. Non foss&#8217;altro per l&#8217;effetto emulazione che possono avere.</p>
<p style="text-align: justify">Venendo a questioni più squisitamente politiche, a me la Palin piace, sono sincero. Avrei preferito Romney, l&#8217;ho detto e scritto più volte, ma a me questa governatrice di uno Stato di frontiera a pelle piace proprio. Non ritengo sposterà molti voti a favore di McCain (ripeto, la destra religiosa voterebbe comunque compatta McCain contro Obama), ma ritengo che possa essere una buona vicepresidente. Magari risulterà essere un grande oratore stracciando Biden nei confronti tv (ed allora sì che di voti a McCain ne porterebbe), ma ad oggi credo che il suo apporto &#8220;numerico&#8221; sia irrilevante. In ogni caso ha carisma, è indubbio &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">La Palin viene dal mondo pressoché sconosciuto del <em>northern exposure</em>, un luogo estremo dove davvero l&#8217;ambiente tempra il fisico e forma il carattere e la psiche. Ossia l&#8217;anima &#8230; È sicuramente una combattente, una classica donna di frontiera chiamata due anni fa a governare l&#8217;Alaska (la cui capitale non è Anchorage, come molti erroneamente credono, ma Juneau, poco più di 30mila abitanti, raggiungibile solo in aereo o in barca, perché non vi sono autostrade che arrivino fin lì), una lastra di ghiaccio e permafrost.</p>
<p style="text-align: justify">La sua esperienza amministrativa è scarsa? Non direi, è media, al limite. Ma di certo per governare il mondo di oggi e, soprattutto, il mondo che verrà (perché la minaccia islamista è sempre più virulenta ed il nuovo presidente pachistano, Zardari, farà presto rimpiangere Musharraf), occorre un polso d&#8217;acciaio. E questo Sarah Heath Palin c&#8217;è l&#8217;ha. Più che d&#8217;acciaio: di cromomolibdeno &#8230;</p>
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		<title>Un redneck di casa alla White House?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 05:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai è una moda quella di considerare tutte le variabili elettorali possibili per le presidenziali Usa 2008. E certo la scelta di McCain di correre accanto ad un candidato vicepresidente come Sarah Palin ne ha introdotte di variabili nella presidential race. La famiglia Palin non è di certo una famiglia liberal stile bostoniano o newyorkese. Sono davvero [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ormai è una moda quella di considerare tutte le variabili elettorali possibili per le presidenziali Usa 2008. E certo la scelta di McCain di correre accanto ad un candidato vicepresidente come Sarah Palin ne ha introdotte di variabili nella <em>presidential race</em>.<span id="more-209"></span> La famiglia Palin non è di certo una famiglia <em>liberal</em> stile bostoniano o newyorkese. Sono davvero singolari e questa loro singolarità i media non sanno proprio come leggerla.</p>
<p style="text-align: justify">Sarà un vantaggio per McCain? O lo porterà alla sconfitta? Quanto può influire sul voto americano la vicenda della giovane Bristol Palin (a proposito, ma in qualche slang britannico &#8220;bristol&#8221; non vuol dire &#8220;seno&#8221;?), incinta a 17 anni di un giovane giocatore di hockey sul ghiaccio, una sorta di bifolco patentato che si definisce fieramente un <em>redneck</em> &#8230; Ossia un coatto &#8230; Un coatto che rischia di divenire assiduo frequentatore della Casa Bianca!</p>
<p style="text-align: justify">Il problema è che i cosiddetti redneck in America sono un vero e proprio gruppo sociale di grande peso durante le elezioni. Sono razzisti e con basso livello di scolarizzazione, ma sono tanti. E votano. Mantenendo da decenni saldamente a destra (nonostante gli 8 anni di Bill Clinton alla White House) la barra politica statunitense.</p>
<p style="text-align: justify">Non è quindi detto che il giovin cafone che sta per entrare nel clan Palin sia un danno per la campagna elettorale di McCain. Moltissimi americani sono come lui. Redneck, appunto, ed orgogiosi di esserlo. Il sistema democratico incautamente garantisce loro il diritto di voto. E loro votano da sempre repubblicano &#8230; Robe da far riflettere molto sulla liceità del suffragio universale! Il dramma è che se fossi americano anch&#8217;io voterei McCain &#8230; Che confusione &#8230; Sarà perché votiamo &#8230;</p>
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		<title>McCain: Bush jr lo dice pronto a guidare l&#8217;America e l&#8217;ex avversario Lieberman lo esalta</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 06:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla convention repubblicana di St. Paul, nel Minnesota, il presidente in carica George Walker Bush, in collegamento satellitare, ha definito il candidato del Grand Old Party John McCain &#8220;pronto per guidare l&#8217;America&#8221;, nonché &#8220;indipendente&#8221;. Intendendo, è chiaro, indipendente dalle correnti linee guida della Casa Bianca. Non è un favore da poco per McCain, visto che la popolarità [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Alla convention repubblicana di St. Paul, nel Minnesota, il presidente in carica George Walker Bush, in collegamento satellitare, ha definito il candidato del Grand Old Party John McCain &#8220;pronto per guidare l&#8217;America&#8221;, nonché &#8220;indipendente&#8221;.<span id="more-200"></span> Intendendo, è chiaro, indipendente dalle correnti linee guida della Casa Bianca.</p>
<p style="text-align: justify">Non è un favore da poco per McCain, visto che la popolarità di Bush jr oggi è davvero bassa e quindi mettere un po&#8217; di distanza fra sé e l&#8217;attuale inquilino della White House è cosa saggia.</p>
<p style="text-align: justify">Notevole è stato poi l&#8217;intervento del senatore del Connecticut Joe Lieberman, che 8 anni dopo aver partecipato alla corsa presidenziale da democratico come vice del candidato Al Gore, a St. Paul ha esaltato McCain, appoggiandolo contro Obama. Il percorso politico del senatore di fede ebraica è a mio avviso sensazionale: senza temere accuse di incoerenza, ha seguito l&#8217;evoluzione del mondo ed ha avuto il coraggio di cambiare idee e scelte. Anche lui sarebbe stato un ottimo candidato vicepresidente &#8230;</p>
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		<title>Sarah, Sarah, tu ti inquieti e ti affanni per mille cose &#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 07:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; mentre una sola è quella che vale: il numero dei voti elettorali (3 per l&#8217;Alaska)! Sarah Palin è dal 2006 governatore, appunto, dell&#8217;Alaska, il primo donna. Madre di ben cinque figli, sposata con un inuit (Todd, che però tutto sembra tranne che un eschimese), è nata 44 anni fa nell&#8217;Idaho. Ha la tessera della National Rifle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">&#8230; mentre una sola è quella che vale: il numero dei voti elettorali (3 per l&#8217;Alaska)!</p>
<p style="text-align: justify">Sarah Palin è dal 2006 governatore, appunto, dell&#8217;Alaska, il primo donna. Madre di ben cinque figli, sposata con un inuit (Todd, che però tutto sembra tranne che un eschimese), è nata 44 anni fa nell&#8217;Idaho.<span id="more-148"></span> Ha la tessera della National Rifle Association (la potentissima lobby delle armi che qualcuno definisce la più grande organizzazione terroristica al mondo) e corre la maratona. Inoltre, è presidente dell&#8217;Alaska Oil and Gas Conservation Commission.</p>
<p style="text-align: justify">Premettendo la mia simpatia &#8220;tecnica&#8221; (ossia li avrei considerati molto più utili al candidato repubblicano nella sua corsa per la White House) per Romney e Giuliani, mi pongo una domanda precisa: perché la Palin? Certo la sua carriera politica è degna di nota, ma neanche di quelle al fulmicotone: da giovane fa molto sport e partecipa a concorsi di belleza, a 30 anni è sindaco della cittadina di Wasilia e nel 2006 vince la corsa a governatore dell&#8217;Alaska sconfiggendo a sorpresa alle primarie repubblicane Frank Murkowsky, che era in carica, ma che la Palin aveva accusato di numerose scorrettezze nella gestione del patrimonio petrolifero del gelido Stato ai confini dell&#8217;Universo.</p>
<p style="text-align: justify">Certo, la Palin ha un tasso di gradimento del 90%, il che ne fa teoricamente uno dei governatori più popolari degli States. Ma di fatto è una sconosciuta. Ed allora, perchè la scelta di McCain?</p>
<p style="text-align: justify">Intanto, crediamo, per la giovane età, in maniera da rassicurare in merito al principale problema che la gente avverte nei confronti di McCain, ossia i suoi 72 anni compiuti proprio ieri.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre, la Palin garantisce al ticket repubblicano una posizione solida su tutti quei temi che stanno a cuore ai conservatori ed alla destra religiosa Usa. Perché la lady che viene dal ghiaccio è contro l&#8217;aborto (ha anche un figlio down) e contro i matrimoni gay. Ed è favorevole alla pena di morte ed al diritto di portare armi.</p>
<p style="text-align: justify">Ma un dubbio sorge spontaneo. Vero è che McCain, considerato troppo laico da molti elettori ipercredenti, aveva bisogno di coprirsi proprio su questo fronte e quindi la Palin all&#8217;uopo è perfetta. Ma comunque, sia chiaro, non è che il voto degli estremisti religiosi abbia mai avuto la benché minima possibilità d&#8217;essere intercetatto da Obama.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, fuori dai denti, non è che i <em>redneck</em>, ci si perdoni il termine very politically incorrect, possano mai pensare di non votare McCain, favorendo implicitamente l&#8217;elezione del primo presidente (quasi) nero nella storia degli Usa. Tutto il materiale genetico di risulta dell&#8217;America profonda, rurale, ignorante, razzista, voterà comunque McCain. I cantori del White Suprematism, il Ku Klux Klan, le varie milizie paramilitari appoggeranno (suo malgrado, perché McCain li disprezza) il candidato repubblicano per fare quadrato contro la minaccia che per la loro immonda visione del mondo rappresenta Obama.</p>
<p style="text-align: justify">In tale ottica, quindi, la scelta della Palin ci sembra poco utile. A meno che McCain non avesse avuto il sentore di un pesante (e sommamente autolesionistico) boicottaggio della destra religiosa nei suoi confronti. Il che, però, sconfina nella fantapolitica.</p>
<p style="text-align: justify">Ben più di supporto, lo ripetiamo, sarebbe stato a nostro avviso scegliere Mitt Romney (esperto di economia, proprio il fronte più debole di McCain) o il notissimo Rudy Giuliani (ma in tal caso si sarebbe &#8220;allargato&#8221; lo strappo con la destra conservatrice).</p>
<p style="text-align: justify">Un&#8217;ultima considerazione. C&#8217;è chi ha evidenziato che la Palin, da donna, sarebbe in grado di attrarre il voto di quelle femministe deluse dal fallimento della Rodham Clinton. A nostro avviso non è così. Una femminista preferisce votare Obama che non un&#8217;ultrà reazionaria stile Palin. Questo è più che certo &#8230;</p>
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		<title>McCain, Sarah Palin è la vice</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 15:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BREAKING NEWS &#8211; Il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha scelto come suo vice Sarah Palin, governatrice dell&#8217;Alaska, 44 anni, madre di 5 figli, stella nascente della destra religiosa americana nonché assai vicina alla lobby Usa delle armi. La Palin è la seconda donna candidata alla vicepresidenza nella storia Usa. La prima fu Geraldine Ferraro, che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">BREAKING NEWS &#8211; Il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha scelto come suo vice Sarah Palin, governatrice dell&#8217;Alaska, 44 anni, madre di 5 figli, stella nascente della destra religiosa americana nonché assai vicina alla lobby Usa delle armi.<span id="more-140"></span> La Palin è la seconda donna candidata alla vicepresidenza nella storia Usa. La prima fu Geraldine Ferraro, che venne scelta nel 1984 dal candidato democratico Walter Mondale. I due vennero umiliati dall&#8217;<em>incumbent</em> Ronald Reagan, che si aggiudicò la bellezza di 49 Stati su 50 (praticamente tutti eccetto il Minnesota da cui proveniva l&#8217;avversario e Washington DC).</p>
<p style="text-align: justify">Il nome della Palin è emerso a sorpresa, quando ormai quasi tutti i commentatori davano McCain ad un passo dallo scegliere l&#8217;ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, l&#8217;ex sindaco di New York Rudy Giuliani o il governatore del Minnesota Tim Pawlenty.</p>
<p style="text-align: justify">Ma a dire il vero, in Italia Giuliano Ferrara, su <em>Il Foglio</em>, da circa sei mesi fa il nome della Palin quale &#8220;papabile&#8221; vicepresidente di McCain. Insomma, onore all&#8217;&#8221;elefantino&#8221;, che piazza un altro grande colpo giornalistico, dopo aver dato Bush jr per vincente su Kerry quando tutti gli exit poll davano avanti il democratico e dopo aver previsto l&#8217;elezione di Joseph Ratzinger al soglio pontificio e parecchie altri eventi (al confronto) di minore importanza. A riprova che la realtà dà sempre segnali e chi sa interpretarli meglio ha una marcia in più nel comprendere dove va il mondo &#8230;</p>
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		<title>Alcune perplessità sulla scelta di Biden</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 05:19:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più passano i giorni e più mi pare che la scelta di Joe Biden come suo vicepresidente sia stata per Barack Obama la meno fruttuosa. A cominciare dai non pochi problemi di coerenza che pone. Ragioniamoci su. Intanto sulla guerra in Iraq la posizione dei due è sempre stata divergente. Obama è sempre stato contrario, mentre [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Più passano i giorni e più mi pare che la scelta di Joe Biden come suo vicepresidente sia stata per Barack Obama la meno fruttuosa. A cominciare dai non pochi problemi di coerenza che pone.<span id="more-95"></span> Ragioniamoci su.</p>
<p style="text-align: justify">Intanto sulla guerra in Iraq la posizione dei due è sempre stata divergente. Obama è sempre stato contrario, mentre Biden nel 2002 votò a favore dell&#8217;intervento, dopo il quale ha criticato la gestione Bush jr solo per la scarsità di uomini e mezzi a suo avviso impiegati nel Paese mesopotamico.</p>
<p style="text-align: justify">E vogliamo parlare della stima che Biden ha sempre manifestato apertamente per McCain? Tanto da consigliare pubblicamente nel 2004 al candidato alla Casa Bianca John Kerry di scegliere il senatore dell&#8217;Arizona come vice &#8230; Come farà ora ad attaccare un uomo che ha sempre detto di stimare profondamente? Insomma, credibilità zero per Biden su questo fronte. Come sull&#8217;Iraq, del resto.</p>
<p style="text-align: justify">Altra perplessità: il ticket Obama-Biden è oggettivamente assai sbilanciato a sinistra. In un Paese, ricordiamolo, che comprende poco o nulla le istanze di un&#8217;area sociopolitica, quella liberal, che rimane estranea ai più. Per non dire assolutamente avversa &#8230;</p>
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		<title>Obama Bi(nla)den &#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 17:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarò un po&#8217; tardo di questi tempi, complice il caldo etneo, ma solo ora mi si è palesato un gioco di parole che in effetti è più che evidente: il cognome Obama (che già molti repubblicani negli States chiamano Osama, fantasticando su di un suo eventuale criptoislamismo) accanto al cognome Biden porge il fianco alle più [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sarò un po&#8217; tardo di questi tempi, complice il caldo etneo, ma solo ora mi si è palesato un gioco di parole che in effetti è più che evidente: il cognome Obama (che già molti repubblicani negli States chiamano Osama, fantasticando su di un suo eventuale criptoislamismo) accanto al cognome Biden porge il fianco alle più malevole interpretazioni: Obama Bi(nla)den, ad esempio.<span id="more-78"></span> Perché Biden è già di per sé una contrazione perfetta di bin Laden &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Ora, io mi domando e dico, ma uno che si chiama Obama e che già parte con cotanto handicap nell&#8217;aspirare (legittimamente, per carità) alla presidenza Usa, può mai andare a complicarsi la vita prendendo come suo eventuale vicepresidente uno che di cognome fa Biden? Nessuno nel suo staff gli ha fatto notare che i due cognomi vicini sono praticamente un quasi anagramma di Osama bin Laden? Nessuno? Non c&#8217;è arrivato lui, non c&#8217;è arrivato nessuno dei suoi &#8230; E vuole arrivare alla Casa Bianca &#8230;</p>
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		<title>McCain &#8220;Seven Houses&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 05:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tutta una serie di ragioni non credo che il ticket Obama-Biden a novembre possa vincere contro McCain-Romney, in primo luogo per il peso ancora considerevolissimo che ha nelle urne l&#8217;America profonda e rurale, che ben difficilmente accetterà un presidente (quasi) di colore e per di più con i cromosomi culturali così cosmopoliti come Obama. In [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Per tutta una serie di ragioni non credo che il ticket Obama-Biden a novembre possa vincere contro McCain-Romney, in primo luogo per il peso ancora considerevolissimo che ha nelle urne l&#8217;America profonda e rurale, che ben difficilmente accetterà un presidente (quasi) di colore e per di più con i cromosomi culturali così cosmopoliti come Obama.<span id="more-63"></span> In ogni caso, credo che la vicenda, di per sé banalissima, del numero di case di sua proprietà (che il candidato repubblicano alla Casa Bianca non ha saputo quantificare a precisa domanda di un giornalista) possa divenire un boomerang pericoloso per McCain, che già è stato preso di mira da uno spot televisivo di Obama ed ora viene chiamato da Biden &#8220;McCain Sette Case&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Un nomignolo così velenoso, dovesse attecchire fra la gente, potrebbe davvero causare guai grossi alla campagna dell&#8217;anziano reduce, proprio in un momento in cui i sondaggi sembravano esser tornati favorevoli. Del resto, non è che Obama-Biden abbiano molte carte da giocare. Sanno che &#8211; nonostante l&#8217;appoggio dell&#8217;opinione pubblica Usa <em>liberal</em> e dell&#8217;Europa progressista &#8211; la strada per Washington è in salita e giustamente tentano di incunearsi là dove possono, attaccando l&#8217;avversario sul piano personale.</p>
<p style="text-align: justify">McCain di svarioni vari ed aventuali ne prende, se i democratici riescono a trasformarli in &#8220;tormentone&#8221; mediatico hanno chance di vittoria, altrimenti è ben difficile che Obama possa divenire presidente.</p>
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		<title>E Obama sceglie Biden</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 05:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BREAKING NEWS &#8211; La Cnn ha appena annunciato che Barack Obama avrebbe scelto come suo candidato alla vicepresidenza Joe Biden, senatore democratico del Delaware. La mossa dovrebbe fargli guadagnare consensi fra gli operai (i cosiddetti &#8220;blue collar&#8221;) e fra quelli che temono la scarsa esperienza di Obama in politica estera (Biden, cattolico di origini irlandesi, è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p align="justify">BREAKING NEWS &#8211; La Cnn ha appena annunciato che Barack Obama avrebbe scelto come suo candidato alla vicepresidenza Joe Biden, senatore democratico del Delaware. La mossa dovrebbe fargli guadagnare consensi fra gli operai (i cosiddetti &#8220;blue collar&#8221;) e fra quelli che temono la scarsa esperienza di Obama in politica estera (Biden, cattolico di origini irlandesi, è presidente del Senate Committe on Foreign Relations).<span id="more-62"></span> Sono state così deluse le aspettative di chi avrebbe gradito Hillary Rodham Clinton almeno come vicepresidente.</p>
<p align="justify">Joseph R. Biden jr (la R. sta per Robinette) è un politico di lunga esperienza con un eloquio diretto che non dispiace alla gente, ma la scelta di Obama non appare comunque la migliore delle possibili. La Rodham Clinton di certo gli sarebbe stata più utile per la corsa alla Casa Bianca, anche se di sicuro avrebbe potuto rappresentare un grave problema interno una volta (eventualmente) eletti.</p>
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		<title>McCain avrebbe scelto Romney come vice</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 13:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BREAKING NEWS &#8211; Secondo il Time, il senatore dell&#8217;Arizona John McCain, candidato repubblicano alla Casa Bianca, avrebbe scelto l&#8217;ex governatore del Massachusetts, il mormone Mitt Romney, come candidato alla vicepresidenza. Ora si attende la conferma ufficiale, che McCain dovrebbe dare il 29 agosto, giorno del suo 72simo compleanno. Lo scoop sulla scelta di McCain è di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p align="justify">BREAKING NEWS &#8211; Secondo il <em>Time</em>, il senatore dell&#8217;Arizona John McCain, candidato repubblicano alla Casa Bianca, avrebbe scelto l&#8217;ex governatore del Massachusetts, il mormone Mitt Romney, come candidato alla vicepresidenza.<span id="more-60"></span> Ora si attende la conferma ufficiale, che McCain dovrebbe dare il 29 agosto, giorno del suo 72simo compleanno.</p>
<p align="justify">Lo scoop sulla scelta di McCain è di Mike Halperin, una delle firme più prestigiose dello storico settimanale statunitense, che cita due anonimi esponenti del Partito repubblicano. Secondo altre fonti, invece, McCain potrebbe comunque sorprendere tutti con un nome a sorpresa, magari annunciato alla Convention repubblicana che si apre il primo settembre a St. Paul, in Minnesota. Di opinione opposta a quella del <em>Time</em> è il <em>New York Times</em>, che scrive di forti pressioni cui McCain sarebbe sottoposto da parte di alcuni stretti collaboratori per scegliere come vice il generale David Petraeus, il comandante delle forze americane in Iraq, personaggio notissimo negli States. La scelta di Romney potrebbe comunque rivelarsi azzeccatissima, in quanto consentirebbe a McCain di difendersi nel suo lato più che debole, l&#8217;economia.</p>
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		<title>The Obama Nation</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 06:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jerome Corsi colpisce ancora! A quattro anni di distanza dal devastante Unfit for Command con il quale contribuì a colare a picco la campagna elettorale di John Kerry, il commentatore repubblicano assai politically incorrect pubblica un altro saggio esplosivo contro il candidato democratico alla Casa Bianca. The Obama Nation è il titolo del nuovo libro di Corsi, nel quale [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p align="justify">Jerome Corsi colpisce ancora! A quattro anni di distanza dal devastante <em>Unfit for Command</em> con il quale contribuì a colare a picco la campagna elettorale di John Kerry, il commentatore repubblicano assai <em>politically incorrect</em> pubblica un altro saggio esplosivo contro il candidato democratico alla Casa Bianca.<span id="more-54"></span> <em>The Obama Nation</em> è il titolo del nuovo libro di Corsi, nel quale Barack Obama viene dipinto come un pericoloso sinistrorso filoislamico, addirittura in odore di affari sospetti con il costruttore di Chicago Tony Rezko.</p>
<p align="justify">Obama viene &#8220;inchiodato&#8221; anche per il recente appoggio a Raila Odinga, qualche mese fa candidato alla presidenza del Kenya. Odinga, per Corsi, è un radicale cresciuto alla scuola del comunismo della Germania Orientale, avendo studiato all&#8217;Università di Magdeburgo, appunto nella Ddr. Obama sarebbe stato assolutamente incauto a sostenerlo, evidenziando così la sua vera anima di sinistra estrema.</p>
<p align="justify">Di certo le affermazioni di <em>The Obama Nation</em> sono da prendere con le pinze, ma il suo successo in libreria è comunque assicurato. Così come quale voto in meno per il candidato democratico &#8230;</p>
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