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	<title>The Lo Re Report &#187; Terrorismo internazionale</title>
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	<description>Attualità politica internazionale, italiana e siciliana a cura di Carlo Lo Re</description>
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		<title>&#8220;Innocence of Muslims&#8221;, una boiata pazzesca</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 07:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premesso che ormai è chiaro come il sole che i disordini di giorno 11 in Libia ed Egitto sono stati dei veri e propri attentati terroristici e per nulla delle proteste di piazza, sono andato a visionare il cortometraggio Innocence of Muslims che, secondo errate ricostruzione della prima ora, sarebbe stato alla base dei sommovimenti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Premesso che ormai è chiaro come il sole che i disordini di giorno 11 in Libia ed Egitto sono stati dei veri e propri attentati terroristici e per nulla delle proteste di piazza, sono andato a visionare il cortometraggio <em>Innocence of Muslims</em> che, secondo errate ricostruzione della prima ora, sarebbe stato alla base dei sommovimenti di due giorni fa a Bengasi e al Cairo, sommovimenti così bene organizzati (con tanto di lanciarazzi!), da far pensare ad un progetto a lungo studiato proprio per assassinare l&#8217;ambasciatore americano in Libia, John Stevens<span id="more-12253"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Bene, credevo si trattasse del trailer di un film un minimo serio, mentre è un inguardabile sketch di poco più di 5 minuti, ideato e realizzato con il palese scopo di offendere i credenti musulmani tramite una banalissima parodia del Profeta Mohammed (in italiano tradizionalmente tradotto con Maometto, da &#8220;mal commetto&#8221;). Una porcheria indegna, recitata da cani, messa su in maniera sommamente dilettantesca.</p>
<p style="text-align: justify">Il punto della questione è però un altro. Se un sottoprodotto del genere fosse stato realizzato su Gesù Cristo, sul patriarca Abramo o su Buddha, cristiani, ebrei e buddisti in generale si sarebbero fatti quattro belle risate, sommergendo di fischi gli autori. Per buona parte degli islamici, però, ciò non accade, e la loro reazione all&#8217;irriverenza nei confronti del proprio credo è spesso incontrollabilmente violenta. Inammissibile portato dei 600 e passa anni di evoluzione che separano la civiltà cristiana da quella islamica (quella ebraica è &#8220;over quota&#8221;, essendo vecchia di oltre 7.000 anni).</p>
<p style="text-align: justify">Il tutto, coniugato alla sconvolgente miopia geopolitica dell&#8217;amministrazione Obama nel &#8220;seguire&#8221; le vicende delle cosiddette Primavere arabe, ci consegna un mix esplosivo di rara violenza. Proprio quando l&#8217;Iran degli ayatollah è ad un passo dall&#8217;ottenere la bomba atomica. Chi può (ossia Israele). Intervenga. E in fretta anche.</p>
<div id="attachment_12255" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/09/pictures_ambassador_john_stevens.jpg"><img class="size-medium wp-image-12255" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/09/pictures_ambassador_john_stevens-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">John Stevens</p></div>
<div class="shr-publisher-12253"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>La regina e il terrorista</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 10:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande davvero la potenza simbolica di questa foto. Io credo che l&#8217;immagine sia in agonia da anni ed anni, ma una simile fotografia ha una forza di testimonianza storica dirompente. Gli anni di piombo nordirlandesi &#8211; cui personalmente ho dedicato studio, fatica, riflessioni ed un viaggio giovanile indimenticabile &#8211; hanno prodotto oltre 3.000 morti e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Grande davvero la potenza simbolica di questa foto. Io credo che l&#8217;immagine sia in agonia da anni ed anni, ma una simile fotografia ha una forza di testimonianza storica dirompente. Gli anni di piombo nordirlandesi &#8211; cui personalmente ho dedicato studio, fatica, riflessioni ed un viaggio giovanile indimenticabile &#8211; hanno prodotto oltre 3.000 morti e decine di migliaia di feriti e mutilati. Ma il &#8217;900 volge ormai al termine e con esso i suoi scontri, le sue faide sanguinarie, i suoi odii anche in piena Europa. La regina Elisabetta che stringe la mano a Martin McGuinness (oggi vice premier dell&#8217;Ulster, ieri fra i massimi capi militari dell&#8217;Ira) sancisce la fine di un secolo mica poi tanto breve, chiudendo un&#8217;era per il Regno Unito.</p>
<div id="attachment_12105" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/06/20120627_queen_elisabeth_martin_mcguinness_belfast_lyric_theatre.jpg"><img class="size-medium wp-image-12105" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2012/06/20120627_queen_elisabeth_martin_mcguinness_belfast_lyric_theatre-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Belfast, Lyric Theatre, 27 giugno 2012: la regina Elisabetta e il vice premier dell&#039;Ulster, Martin McGuinness, si stringono la mano davanti a Peter Robin, primo ministro delle Sei Contee (Ansa/Paul Faith)</p></div>
<div class="shr-publisher-12104"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Strage in Norvegia, pista interna</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 06:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Norvegese, di destra, antiislamico: è questo il profilo del presunto attentatore di Utoya arrestato ieri. Travestito da poliziotto, il neonazista avrebbe aperto il fuoco contro i giovani presenti nell&#8217;isola a 30 km da Oslo, radunati per un meeting laburista. Alla fine 80 i morti, cui si aggiungono i 7 causati dall&#8217;autobomba nella capitale, a ridosso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Norvegese, di destra, antiislamico: è questo il profilo del presunto attentatore di Utoya arrestato ieri. Travestito da poliziotto, il neonazista avrebbe aperto il fuoco contro i giovani presenti nell&#8217;isola a 30 km da Oslo, radunati per un meeting laburista. Alla fine 80 i morti, cui si aggiungono i 7 causati dall&#8217;autobomba nella capitale, a ridosso del palazzo del governo<span id="more-10935"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;arrestato si chiama Anders Behring Breivik ed ha 32 anni. Sembra sia stato notato anche al momento dell&#8217;esplosione ad Oslo. Poi si sarebbe diretto ad Utoya per il massacro dei giovani laburisti. Il tutto, ovviamente, è da prendere con beneficio d&#8217;inventario, perché le notizie che arrivano dalla Norvegia sono ancora confuse e frammentarie.</p>
<p style="text-align: justify">Una cosa però appare certa: è assai improbabile che il fermato abbia agito da solo. Un attentato con autobomba nel cuore del potere norvegese è molto difficile da organizzare e realizzare in solitaria. È quindi caccia agli eventuali complici. In ogni caso, sulla matrice ideologica dell&#8217;attentato si continua ad indagare a 360°.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/07/pictures_anders_behring_breivik.jpg"><img class="size-medium wp-image-10936" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/07/pictures_anders_behring_breivik-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a></dt>
<dd>Anders Behring Breivik</dd>
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		<title>Oslo sotto attacco</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 17:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La capitale dello Stato più progredito del pianeta è sotto attacco. Una fortissima esplosione è infatti avvenuta oggi, verso le 15.30, dietro l&#8217;edificio del governo. Il primo ministro norvegese, il laburista Jens Stoltenberg, non è rimasto coinvolto, ma il suo ufficio è stato danneggiato. Al momento si registrano 7 morti ed alcuni feriti, mentre nell&#8217;isola [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La capitale dello Stato più progredito del pianeta è sotto attacco. Una fortissima esplosione è infatti avvenuta oggi, verso le 15.30, dietro l&#8217;edificio del governo. Il primo ministro norvegese, il laburista Jens Stoltenberg, non è rimasto coinvolto, ma il suo ufficio è stato danneggiato<span id="more-10918"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Al momento si registrano 7 morti ed alcuni feriti, mentre nell&#8217;isola di Utoya, a 30 chilometri da Oslo, un meeting giovanile laburista è stato interrotto da alcune raffiche di mitra che pare abbiano causato molte vittime (ben oltre 30 per un testimone). In questo caso, un arresto è già stato effettuato: si tratterebbe di un uomo travestito da poliziotto.</p>
<p style="text-align: justify">La polizia norvegese ha già confermato la natura terroristica dell&#8217;attentato, eseguito tramite un&#8217;autobomba collocata nel cuore del quartiere del potere di Oslo. Probabile, ma non certa, al momento la matrice islamista del gesto. Dopo gli attacchi a Copenhagen e Stoccolma di qualche mese fa, fortunatamente senza vittime, il terrore reazionario colpisce duramente il centro di gravità del progesso umano.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/07/flags_norway.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10920" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/07/flags_norway-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>La cabala del terrore</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 09:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi The Times of India nota come il 13 e il 26 siano le due date scelte dai estremisti islamici per numerosi attacchi sferrati sul territorio dell&#8217;Unione, in particolare quelli attribuibili alla formazione Indian Mujahiddin, legata ai fondamentalisti pachistani. L&#8217;ipotesi del quotidiano è che dietro il triplice attentato di ieri a Mumbai (un tempo Bombay) vi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Oggi <em>The Times of India</em> nota come il 13 e il 26 siano le due date scelte dai estremisti islamici per numerosi attacchi sferrati sul territorio dell&#8217;Unione, in particolare quelli attribuibili alla formazione Indian Mujahiddin, legata ai fondamentalisti pachistani. L&#8217;ipotesi del quotidiano è che dietro il triplice attentato di ieri a Mumbai (un tempo Bombay) vi potrebbe essere la medesima sigla<span id="more-10867"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Sul perché della scelta di queste date, però, al momento non vi è spiegazione. L&#8217;Undici Settembre pare sia stato scelto in quanto martedì, ossia il giorno in cui, per i musulmani, Allah creò gli inferi. Ora pare che nella mente dei jihadisti indiani 13 e 26 abbiano un qualche oscuro significato di cui forse non si saprà mai nulla. Siamo alla cabala del terrore &#8230;</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/07/mumbai_july_13_2011.jpg"><img class="size-medium wp-image-10869" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/07/mumbai_july_13_2011-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></dt>
<dd>Mumbai, 13 luglio 2011</dd>
</dl>
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		<title>Ayman al-Zawahiri è il nuovo capo di al-Qaeda</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 10:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Com&#8217;era nelle previsioni, è Ayman al-Zawahiri il nuovo capo di al-Qaeda. Lo ha reso noto la tv al-Arabiya, amplificando un comunicato jihadista diffuso via Internet. Il medico egiziano è stato a lungo il vice di Osama bin Laden, ucciso il 2 maggio in un blitz delle forze speciali americane ad Abbotabad, non lontano da Islamabad, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Com&#8217;era nelle previsioni, è Ayman al-Zawahiri il nuovo capo di al-Qaeda. Lo ha reso noto la tv al-Arabiya, amplificando un comunicato jihadista diffuso via Internet. Il medico egiziano è stato a lungo il vice di Osama bin Laden, ucciso il 2 maggio in un blitz delle forze speciali americane ad Abbotabad, non lontano da Islamabad, in Pakistan. Appena qualche giorno fa, aveva registrato una ulteriore dichiarazione di odio nei confronti dell&#8217;Occidente, giurando di portare avanti la lotta contro gli Stati Uniti e i loro alleati nel mondo musulmano<span id="more-10652"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">«Il comando generale di al-Qaeda annuncia, dopo consultazioni, la designazione dello sciecco Ayman al-Zawahiri alla guida dell&#8217;organizzazione», si legge nel comunicato pubblicato su alcuni siti Web islamisti. Nel testo si riafferma che il network del terrore fondamentalista porterà avanti la Jihad, la guerra santa contro Stati Uniti e Israele, colpendo anche gli alleati degli &#8220;infedeli&#8221;, specie in Arabia Saudita.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/06/pictures_ayman_al_zawahiri.jpg"><img class="size-medium wp-image-10654" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/06/pictures_ayman_al_zawahiri-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd>Ayman al-Zawahiri</dd>
</dl>
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		<title>Bin Laden, l&#8217;erede è egiziano?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 08:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarebbe un ex membro delle forze speciali egiziani, tale Saif al-Adel, il successore di Osama Bin Laden quale capo, almeno &#8220;ad interim&#8221;, di al-Qaeda. Lo sostiene Noman Benotman, un libico jihadista &#8220;pentito&#8221; (un fenomeno, questo, che è in crescita, a riprova di come il ripensamento critico della propria esistenza possa coinvolgere anche chi nella vita [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sarebbe un ex membro delle forze speciali egiziani, tale Saif al-Adel, il successore di Osama Bin Laden quale capo, almeno &#8220;ad interim&#8221;, di al-Qaeda. Lo sostiene Noman Benotman, un libico jihadista &#8220;pentito&#8221; (un fenomeno, questo, che è in crescita, a riprova di come il ripensamento critico della propria esistenza possa coinvolgere anche chi nella vita ha compiuto scelte radicalissime)<span id="more-10523"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">In un&#8217;intervista rilasciata alla Cnn, Benotman, attento osservatore di quanto viene scritto sul Web nei tanti forum islamisti esistenti, ha riferito che al-Adel, conosciuto pure come Muhamad Ibrahim Makkawi, non sarebbe stato scelto dal Consiglio (Shura) di al-Qaeda per il semplice motivo che è per ora impossibile organizzarlo, ma da un gruppo ristretto di circa 6-8 leader del movimento delle aree tribali tra Afghanistan e Pakistan.</p>
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/pictures_saif_al_adel.jpg"><img class="size-medium wp-image-10525" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/pictures_saif_al_adel-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></dt>
<dd>Saif al-Adel</dd>
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		<title>Morte di Osama, il (non) ruolo del Pakistan</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 07:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Si colora di tinte sempre più gialle la ricostruzione del blitz americano in Pakistan che ha condotto alla morte del fondatore di al-Qaeda Osama bin Laden. Ormai è infatti chiaro che, a differenza da come si pensava dopo le prime ricostruzioni, le forze speciali di Islamabad non hanno coadiuvato i Seals nell&#8217;impresa, che è stata condotta da cima a fondo solo da Washington, senza nemmeno informare i pachistani. Il che fa cadere qualsivoglia ragionamento sul ruolo di Zardari, casualmente in carica come presidente proprio al momento della morte di bin Laden appunto in territorio pachistano<span id="more-10466"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Senza neanche tentare di prendersi meriti non suoi (troppi i rischi), il presidente pachistano Asif Ali Zardari, in un intervento pubblicato sul <em>Washington Post</em>, ha ammesso schiettamente che i pachistani non hanno collaborato all&#8217;operazione che ha condotto all&#8217;uccisione di bin Laden. Zardari si è limitato a dire che il suo Paese avrebbe contribuito all&#8217;individuazione del corriere del leader jihadista che ha condotto gli americani al covo ultrablindato di Abbottabad. Ma Zardari ha anche voluto replicare a chi ha sostenuto che il Pakistan abbia fatto poco contro i terroristi presenti sul suo territorio, rivendicando gli ultimi dieci anni di collaborazione con gli Usa. Collaborazione &#8211; è bene sottolinearlo &#8211; voluta dal predecessore Musharraf, non certo da Zardari.</p>
<p style="text-align: justify">Leggiamo quanto il presidente pachistano ha scritto sull&#8217;influente quotidiano statunitense: «Sebbene i fatti di domenica non siano stati un&#8217;operazione congiunta, un decennio di cooperazione e partenariato fra gli Stati Uniti e il Pakistan ha portato all&#8217;eliminazione di Osama bin Laden in quanto minaccia costante al mondo civilizzato [...] Noi pachistani traiamo una certa soddisfazione dal fatto che il nostro aiuto per identificare un corriere di bin Laden ha condotto in fin dei conti agli eventi di questa giornata [...] Qualcuno nella stampa Usa ha suggerito che i pachistani abbiano mancato di energia nel perseguire il terrorismo o, ancora peggio, che siano stati ambigui e abbiano in realtà protetto i terroristi che affermavano di perseguire. Queste speculazioni senza fondamento possono produrre notizie televisive eccitanti, ma non rispecchiano i fatti. Il Pakistan ha tante ragioni per disprezzare Al Qaida quanto qualsiasi nazione. La guerra al terrorismo è tanto la guerra del Pakistan quanto quella dell&#8217;America».</p>
<p style="text-align: justify">Parole di circostanza di un vedovo eccellente che ha vissuto e sta vivendo una vita ben al di là delle più rosee aspettative solo per aver sposato la donna giusta. La realtà dei fatti è ben altra. La lotta al terrorismo islamista in Pakistan, negli anni prima e dopo la tragedia dell&#8217;Undici Settembre ha interessato solo l&#8217;ex presidente Musharraf, che pure &#8211; circondato da una buona parte di Forze Armate con palesi sentimenti islamisti e da un servizio di Intelligence, l&#8217;Isi, infiltrato da al-Qaeda come non mai &#8211; ha potuto fare poco per aiutare concretamente gli Usa. Usa che, come acclarato anche dalle dichiarazioni del direttore della Cia Leon Panetta, non si sono mai fidati dell&#8217;alleato. Tanto da mantenere top secret l&#8217;operazione di Abbottabad per timore di una soffiata che potesse rovinarla.</p>
<p style="text-align: justify">Ora, eliminato bin Laden, restano vari &#8220;latitanti&#8221; di estrema pericolosità da rendere inoffensivi. Ma la priorità è un&#8217;altra: evitare che l&#8217;arsenale nucleare pachistano possa mai finire in mani islamiste. Sia per via elettorale, per così dire, con una deriva fondamentalista che porti ai gangli di comando ad Islamabad dei nemici dell&#8217;Occidente pronti a tutto per combatterlo. Sia per via &#8220;militare&#8221;. E qui il termine può essere declinato come più piace &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Rimane un&#8217;ombra, un dubbio (in realtà ne rimangono tanti, ma per ora è meglio fermarsi qui): perché Obama nel pur ottimo discorso che ha tenuto per annunciare al mondo la morte di bin Laden ha parlato di una operazione congiunta con le forze speciali pachistane? Era in quel momento poco informato? Pare difficile crederlo. Voleva dare a Zardari il tempo per raccogliere le idee e prendere una posizione su quanto accaduto? Anche in questo caso, difficile crederlo. Ed allora? Perché mentire su di un simile particolare? Rovinando, tra l&#8217;altro, uno <em>speech</em> di altissimo profilo, a tratti commovente. Prima o poi, lo chiarirà. Ma è ovvio che in attesa delle sue spiegazioni le congetture si sprecano.</p>
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/maps_pakistan.gif"><img class="size-medium wp-image-10470" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/maps_pakistan-289x300.gif" alt="" width="289" height="300" /></a>Mappa del Pakistan</dt>
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		<title>Il discorso di Obama sulla morte di bin Laden</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 11:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Nell&#8217;informare gli Usa ed il mondo della morte di Osama bin Laden, il presidente statunitense Barack Obama ha fatto un discorso di altissimo livello, il discorso di uno statista consapevole di stare annunciando una notizia di portata epocale. Fin qui le scelte di politica estera di Obama sono state scialbe ed incolore, ma certo con gli ultimi eventi Obama è balzato parecchio in alto nella Storia<span id="more-10456"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Ora, finalmente, potrà essere ricordato non tanto per l&#8217;accidentale pigmentazione della pelle che lo ha condotto ad essere il primo inquilino (quasi) di colore della Casa Bianca, ma in quanto presidente caparbio (ma anche un po&#8217; fortunato, ammettiamolo) in grado di eliminare la più grave minaccia mai fronteggiata dall&#8217;Umanità dopo Hitler e Stalin.</p>
<p style="text-align: justify"><p><a href="http://thelorereport.blogdo.net/il-discorso-di-obama-sulla-morte-di-bin-laden/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
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		<title>La prima foto (taroccata) di Osama cadavere</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 06:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Questa sarebbe (ma è già stata ufficialmente dichiarata falsa) la prima foto disponibile del cadavere di Osama bin Laden. Viene mostrato il volto tumefatto del capo di al-Qaeda ucciso durante un&#8217;operazione congiunta Usa-Pakistan poche ore fa nei dintorni di Islamabad. L&#8217;immagine è di pessima qualità e a questo punto possiamo dire con certezza che si tratta di un montaggio. Il governo americano ha comunque garantito che a breve saranno disponibili dettagliate foto del corpo di bin Laden<span id="more-10448"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Per una chiara esigenza di sicurezza globale, diciamo così, è bene che le immagini del terrorista morto siano diffuse, in maniera da stroncare sul nascere speculazioni varie ed eventuali e dietrologie da salotto che già sul Web non mancano. Dopo quelle su Jim Morrison ed Elvis Presley davvero non si sente l&#8217;esigenza di un&#8217;ennesima leggenda metropolitana, stavolta con un bin Laden ritenuto vivo e sempre in agguato nell&#8217;ombra.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/osama_bin_laden_dead.jpg"><img class="size-full wp-image-10449" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/osama_bin_laden_dead.jpg" alt="" width="195" height="258" /></a></dt>
<dd>Osama bin Laden morto</dd>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Osama bin Laden è morto</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 04:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per anni ho desiderato scrivere questa notizia: Osama bin Laden è morto. Lo ha annunciato il presidente statunitense Barack Obama. Il leader di al-Qaeda è stato ucciso da un commando americano in cooperazione con le Forze Armate pakistane  parrebbe con una pallottola alla testa mentre era in una villa/fortezza ad Abbotabad, a circa 50 chilometri [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Per anni ho desiderato scrivere questa notizia: Osama bin Laden è morto. Lo ha annunciato il presidente statunitense Barack Obama. Il leader di al-Qaeda è stato ucciso da un commando americano in cooperazione con le Forze Armate pakistane  parrebbe con una pallottola alla testa mentre era in una villa/fortezza ad Abbotabad, a circa 50 chilometri da Islamabad, appunto in Pakistan. Insieme al grumo di Male responsabile dell&#8217;eccidio dell&#8217;Undici Settembre sono stati uccisi anche altri membri della famiglia bin Laden<span id="more-10432"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Queste le prime parole del presidente americano: «L&#8217;operazione è durata mesi, ho ordinato oggi l&#8217;intervento quando abbiamo avuto abbastanza informazioni di Intelligence. È il risultato più importante nella nostra lotta ad al-Qaeda. La battaglia non è finita, rimaniamo vigili. Ma la nostra guerra non è contro l&#8217;Islam».</p>
<p style="text-align: justify">E così quel che Bill Clinton non ha voluto fare, quel che George Walker Bush non ha saputo fare è riuscito a Barack Obama, che in pochi attimi ha riscattato una politica estera condotta fin qui in modo abbastanza deludente. Paradossalmente, lo stesso si può dire per i presidenti pakistani. L&#8217;ottimo  Pervez Musharraf  per anni ed anni ha dato la caccia al capo di al-Qaeda senza quella fortuna avuta oggi dal suo ambiguo successore, Asif Ali Zardari, marito di Benazir Bhutto.</p>
<p style="text-align: justify">Washington ha dichiarato che l&#8217;identità di bin Laden è provata oltre ogni ragionevole dubbio. Il corpo del burattinaio del terrorismo internazionale è in possesso degli americani, che a breve dovrebbero mostrarne le immagini al mondo intero per fugare ogni eventuale dubbio sull&#8217;operazione.</p>
<p style="text-align: justify">Ora il mondo è un posto più sicuro? Presto per dirlo. L&#8217;hydra qaedista potrebbe reagire furiosamente alla morte del leader, ma nel medio periodo l&#8217;internazionale del terrore islamista sentirà nel profondo la perdita della sua figura di riferimento più carismatica.</p>
<p style="text-align: justify">Certo, al-Qaeda è ormai da tempo una sorta di franchising del terrorismo e non ha bisogno di un coordinamento centrale. In tale ottica la morte di bin Laden potrebbe anche non intaccare in nulla la sua capacità operativa, ma almeno a livello simbolico (ancora importantissimo soprattutto nell&#8217;universo islamista) l&#8217;evento è di assoluto peso. Davvero un grande giorno per l&#8217;Umanità &#8230;</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/pictures_osama_bin_laden_3.jpg"><img class="size-medium wp-image-10437" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2011/05/pictures_osama_bin_laden_3-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></dt>
<dd>Osama bin Laden</dd>
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		<title>L&#8217;impennata del terrore globale è il solito tentativo di al-Queda di condizionare il voto americano</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 08:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il terrorismo globale ispirato da Osama bin Laden sta in questi giorni sferrando un articolato attacco agli Usa ed al resto del mondo con il tentativo, ormai usuale, di condizionare l&#8217;esito della elezioni statunitensi. La strategia dei pacchi bomba spediti per aereo dallo Yemen (per inciso, negli anni Settanta ed Ottanta lo Yemen era diviso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il terrorismo globale ispirato da Osama bin Laden sta in questi giorni sferrando un articolato attacco agli Usa ed al resto del mondo con il tentativo, ormai usuale, di condizionare l&#8217;esito della elezioni statunitensi. La strategia dei pacchi bomba spediti per aereo dallo Yemen (per inciso, negli anni Settanta ed Ottanta lo Yemen era diviso fra Sud comunista e Nord filo capitalista, l&#8217;America contribuì pesantemente alla vittoria di Sana&#8217;a contro al-Sha&#8217;ab e la riunificazione ci ha consegnato l&#8217;odierna Repubblica squassata da forti pulsioni islamiste), l&#8217;attentato di qualche giorno fa in pieno centro ad Istanbul e la strage nella chiesa siriaco-cristiana di Baghdad sono chiaramente parte di un piano organico tendente ad alzare il livello di terrore fra la gente e la pressione sui governanti degli Stati interessati al fenomeno jihadista<span id="more-9174"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo, in genere, il tentativo di al-Qaeda di condizionare il voto americano riesce anche. Si ricordi, ad esempio, il risultato delle presidenziali del 2004 dopo il destabilizzante messaggio video di Osama, un messaggio che sicuramente diede a George Walker Bush qualche energia (e qualche argomento) in più per battere l&#8217;avversario, il moderato JFKerry. Oggi, però, davvero si fatica a credere che i repubblicani negli Stati Uniti abbiano bisogno del disgustoso <em>endorsement</em> dei terroristi islamici. Obama e i democratici sembrano perfettamente in grado di perdere da sé le elezioni di mid-term. La loro odierna debolezza non ha proprio bisogno di ulteriori &#8220;spinte in discesa&#8221; &#8230;</p>
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<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/images_sanaa_the_old_city1.jpg"><img class="size-medium wp-image-9179" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/11/images_sanaa_the_old_city1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd>Sana&#8217;a, capitale dello Yemen unificato: la città vecchia</dd>
</dl>
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		<title>Paura a Parigi, allarme bomba sulla Torre Eiffel</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 23:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appena qualche ora dopo la trasformazione in legge del divieto di utilizzare il burqa in luoghi pubblici, la capitale francese è stata sconvolta da un allarme bomba che ha causato lo sgombero del simbolo nazionale, quella Torre Eiffel che era, come sempre, colma di turisti. Anche se il tutto venisse circoscritto alla telefonata in cui [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Appena qualche ora dopo la trasformazione in legge del divieto di utilizzare il burqa in luoghi pubblici, la capitale francese è stata sconvolta da un allarme bomba che ha causato lo sgombero del simbolo nazionale, quella Torre Eiffel che era, come sempre, colma di turisti.<br />
Anche se il tutto venisse circoscritto alla telefonata in cui si annunciava la presenza di un ordigno alla fine non rinvenuto, sarebbe lo stesso un pessimo segnale. Di certo, però,  lo Stato francese non può piegarsi all&#8217;immonda logica del terrore. La mano dura del presidente Sarkozy è la strada giusta da seguire, sia nei delicati rapporti con l&#8217;Islam interno che nella complessa vicenda dei gitani di cittadinanza romena.</p>
<p><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/09/flags_france_resized.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8901" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/09/flags_france_resized.jpg" alt="" width="350" height="262" /></a></p>
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		<title>Il caso Aum Shinrikyo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 17:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In seguito al massiccio attacco terroristico alla metropolitana di Tokyo nel marzo del 1995, assai vicino al fallito attentato Eta ad Aznar ed al massacro del terrorismo reazionario Usa ad Oklahoma City, l&#8217;Aum Shinrikyo si è imposta all&#8217;attenzione giapponese e mondiale come il più feroce movimento religioso terroristico nipponico. Un terrorismo strano, di marca buddista, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">In seguito al massiccio attacco terroristico alla metropolitana di Tokyo nel marzo del 1995, assai vicino al fallito attentato Eta ad Aznar ed al massacro del terrorismo reazionario Usa ad Oklahoma City, l&#8217;Aum Shinrikyo si è imposta all&#8217;attenzione giapponese e mondiale come il più feroce movimento religioso terroristico nipponico. Un terrorismo strano, di marca buddista, ma non per questo meno pericoloso<span id="more-8333"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Setta fortemente sincretista basata sulla figura carismatica del suo fondatore e leader Shoko Asahara, un santone semicieco, la Suprema Verità si è inizialmente aperta verso la società giapponese, proponendo un sentiero comune di salvezza collettiva, ma finendo poi per chiudersi in se stessa in seguito ad una serie di fallimenti mal digeriti dal guru.</p>
<p style="text-align: justify">Ad un certo punto, quindi, con l&#8217;intento conclamato di scatenare una guerra globale, ha preso di mira l&#8217;intera società nipponica.</p>
<p style="text-align: justify">Nella ricostruzione di Stefano Bonino, l&#8217;organizzazione interna del movimento e la struttura esterna della società si intrecciano, si fondono e si sfumano, lasciando l&#8217;amara consapevolezza dell&#8217;intimo rapporto tra fanatismo religioso e violenza.</p>
<p style="text-align: justify">Sostenuta da un&#8217;interessante apparato bibliografico, la storia del caso Aum Shinrikyo viene riproposta in un momento in cui il terrorismo internazionale sembre essere più pericoloso che mai. E non solo quello qaedista.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Stefano Bonino, <em>Il caso Aum Shinrikio. Società, religione e terrorismo nel Giappone contemporaneo</em>, con una presentazione di Erica Baffelli, <a href="http://www.edizionisolfanelli.it/" target="_blank">Edizioni Solfanelli</a>, Chieti, 2010, pp. 128, 10.00 euro.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/05/covers_il_caso_aum_shinrikyo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8334" title="covers_il_caso_aum_shinrikyo" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/05/covers_il_caso_aum_shinrikyo.jpg" alt="" width="200" height="304" /></a></p>
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		<title>L&#8217;anacronismo maoista fa strage in India</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 10:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se c&#8217;è una cosa che mi rattrista è l&#8217;apprendere di morti per idee ormai sepolte dalla Storia. Morti come i circa 70 poliziotti indiani che stamattina, nello Stato del Chhattisgarh, sono caduti vittime dei ribelli maoisti attivi nel Centro e nel Nord Est dell&#8217;India. L&#8217;agguato è avvenuto in una sperduta porzione di giungla nella regione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Se c&#8217;è una cosa che mi rattrista è l&#8217;apprendere di morti per idee ormai sepolte dalla Storia. Morti come i circa 70 poliziotti indiani che stamattina, nello Stato del Chhattisgarh, sono caduti vittime dei ribelli maoisti attivi nel Centro e nel Nord Est  dell&#8217;India.<br />
L&#8217;agguato è avvenuto in una sperduta porzione di giungla nella regione del Dantewala, roccaforte dei naxaliti, come si chiamano i maoisti indiani. Gente davvero così fuori dal Tempo da suscitare insieme sdegno per il sangue versato e un sorriso per l&#8217;abissale ingenuità politica.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/04/flags_india.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8098" title="flags_india" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/04/flags_india.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
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		<title>Serve a poco la mano dura di Putin nel Caucaso, ennesima strage islamista a Mosca</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 06:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Mosca, una doppia esplosione stamattina nella centralissima stazione metropolitana della Lubianka, ad un passo dalla sede dei servizi segreti russi, ha provocato almeno 30 vittime, anche se il bilancio finale potrebbe essere di centinaia. Fortissimi i sospetti sugli islamisti caucasici. La mano dura di Vladmir Putin, dettata dallo scarso realismo di un leader convinto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">A Mosca, una doppia esplosione stamattina nella centralissima stazione metropolitana della Lubianka, ad un passo dalla sede dei servizi segreti russi, ha provocato almeno 30 vittime, anche se il bilancio finale potrebbe essere di centinaia. Fortissimi i sospetti sugli islamisti caucasici<span id="more-8052"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">La mano dura di Vladmir Putin, dettata dallo scarso realismo di un leader  convinto di poter risolvere tutto con la potenza militare, negli anni non ha affatto fermato il terrorismo islamista-separatista ceceno, tutt&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify">Il premier, così duro con i &#8220;dissidenti&#8221; russi che si oppongono alle sue politiche, non ha trovato il modo di piegare i ceceni, che da fenomeno separatista e basta durante gli anni di potere dell&#8217;ex agente del Kgb hanno saldato i propri interessi con quelli dell&#8217;islamismo radicale stile al-Qaeda. Non c&#8217;è che dire, davvero un esito fallimentare quello della politica caucasica putiniana.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/03/flags_russia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8053" title="flags_russia" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/03/flags_russia.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a></p>
<div class="shr-publisher-8052"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Dall&#8217;Ira all&#8217;Ita (Irish Traffic Army)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Irlanda è al centro di un commercio illegale di sigarette che coinvolge tutta l&#8217;Europa. Il nuovo business pare veda un ruolo centrale di ex membri dell&#8217;Ira, l&#8217;Irish Republican Army, che opererebbero insieme a trafficanti di droga. Salato il conto economico per Dublino, visto che il contrabbando di sigarette sta vivendo una incontenibile fase di crescita: [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">L&#8217;Irlanda è al centro di un commercio illegale di sigarette che coinvolge tutta l&#8217;Europa. Il nuovo business pare veda un ruolo centrale di ex membri dell&#8217;Ira, l&#8217;Irish Republican Army, che opererebbero insieme a trafficanti di droga. Salato il conto economico per Dublino, visto che il contrabbando di sigarette sta vivendo una incontenibile fase di crescita: nel 2009 400 milioni di euro in meno per il Tesoro irlandese, fra tasse e contributi vari evasi<span id="more-7895"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Com&#8217;è storicamente accertato, durante gli anni terribili del conflitto nordirlandese (da metà anni Sessanta al 1998) il contrabbando di sigarette era appannaggio dell&#8217;Ira, il gruppo armato indipendentista repubblicano che si finanziava in molti modi, alcuni anche originali, come il contrabbando di carburante. Ora, pare che dopo lo scioglimento del gruppo terroristico gli ex membri abbiano deciso di continure ad occuparsi del traffico di sigarette, mettendosi in affari con i delinquenti con i quali erano già abituati a lavorare.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo gli inquirenti, i vecchi membri dell&#8217;Ira, i nuovi della cosiddetta Real Ira e criminali comuni avrebbero costruito una colossale rete internazionale di traffico di sigarette contraffatte, operante dagli Stati Uniti all&#8217;Asia, passando per l&#8217;Europa dell&#8217;Est.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, dall&#8217;Ira all&#8217;Ita, Irish Traffic Army &#8230; Miseria della lotta armata &#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/03/flags_ira_resized.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7899" title="flags_ira_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2010/03/flags_ira_resized.jpg" alt="" width="350" height="249" /></a></p>
<div class="shr-publisher-7895"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Bush e Rumsfeld non vollero catturare bin Laden?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 07:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia fra gli esperti di politica internazionale girava da anni, ma senza prove. Nel dicembre del 2001, Osama Bin Laden sarebbe stato accerchiato dalle truppe statunitensi in Afghanistan, molto vicine alle sua cattura. Il numero uno di al-Qaeda si sarebbe trovato a Tora Bora, in quei giorni sommersa dai bombardamenti alleati, ma alla fine [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La notizia fra gli esperti di politica internazionale girava da anni, ma senza prove. Nel dicembre del 2001, Osama Bin Laden sarebbe stato accerchiato dalle truppe statunitensi in Afghanistan, molto vicine alle sua cattura. Il numero uno di al-Qaeda si sarebbe trovato a Tora Bora, in quei giorni sommersa dai bombardamenti alleati, ma alla fine i vertici militari (ovvero George Walker Bush e Donald Rumsfeld, allora rispettivamente presidente americano e segretario alla Difesa) avrebbero preso la decisione di non sferrare l&#8217;attacco finale al suo presunto rifugio<span id="more-6751"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Questi retroscena sono stati rivelati da un rapporto che il Committee on Foreign Relations (Comitato per le Relazioni Estere) ha svolto per conto del Senato statunitense. Già il titolo scelto per lo studio la dice lunga: <em>How we failed to get bin Laden and Why it matters today</em> (<em>Come abbiamo fallito nel catturare bin Laden e perché oggi questo ciò è importante</em>).</p>
<p style="text-align: justify">Nel rapporto, pubblicato già da qualche giorno sul <a href="http://foreign.senate.gov/imo/media/doc/Tora_Bora_Report.pdf" target="_blank">sito Web del Senato</a>, dove è stato presentato ieri dal suo principale relatore, John Kerry, l&#8217;ex sfidante di Bush jr alle presidenziali 2004, si può leggere che il fallimento nella cattura del leader di al-Qaida appena tre mesi dopo l&#8217;attacco alle Twin Towers nel lungo periodo ha avuto gravissime conseguenze e, specialmente, ha creato le condizioni per l&#8217;odierna rinascita della guerriglia talebana in Afghanistan e per i tanti conflitti interni che mettono a rischio la sicurezza del Pakistan («Quando siamo andati in guerra meno di un mese dopo gli attacchi dell&#8217;11 settembre, l&#8217;obiettivo era quello di distruggere al-Qaeda e uccidere o catturare il suo leader, Osama Bin Laden e altri importanti personaggi. La nostra incapacità di concludere il lavoro alla fine del 2001 ha contribuito al conflitto di oggi che mette a rischio non solo le nostre truppe e quelle dei nostri alleati, ma la stabilità di una regione cruciale e instabile»).</p>
<p style="text-align: justify">Il nutrito dossier individua anche dei chiari responsabili della mancata cattura di bin Laden, Donald Rumsfeld, ovviamente, nonché l&#8217;ex comandante del Centcom, Tommy Franks.</p>
<p style="text-align: justify">Nota il report come «rimuovere il leader di al-Qaeda dal campo di battaglia otto anni fa non avrebbe eliminato la minaccia estremista nel mondo. Ma le decisioni che hanno aperto la porta alla sua fuga in Pakistan hanno comunque permesso a bin Laden di emergere come potente figura simbolo che continua ancora oggi ad attrarre flussi costanti di denaro e ad ispirare fanatici in tutto il mondo. Il fallimento dell&#8217;amministrazione Bush in quei giorni ha alterato per sempre il corso del conflitto in Afghanistan ed il futuro del terrorismo internazionale».</p>
<p style="text-align: justify">Il documento voluto da JFKerry &#8211; basato anche su dati non classificati del governo americano e su molte interviste a soldati che parteciparono all&#8217;operazione &#8211; sostiene insomma con granitica certezza che il leader di al-Qaeda si nascondeva tra le montagne di Tora Bora in un momento in cui gli Stati Uniti avevano mezzi militari più che sufficienti per dare avvio ad una veloce operazione su vasta scala con migliaia di uomini e catturarlo o, almeno, ucciderlo.</p>
<p style="text-align: justify">«Osama bin Laden era a portata di mano a Tora Bora &#8211; si legge ancora nel rapporto &#8211; accerchiato in uno dei luoghi più ostili del mondo, ma lui e centinaia dei suoi uomini riuscirono a resistere ai quasi a 100 bombardamenti al giorno». A prescindere  dal palese (ed umanamente anche parecchio comprensibile) livore anti-Bush di Kerry, senza dubbio, tutto ciò è assai singolare e legittima qualche sospetto sulla giustezza delle scelte militari Usa in quel frangente.</p>
<div id="attachment_6761" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-6761" title="Osama bin Laden su al-Jazeera 30.10.2004" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/12/Osama-bin-Laden-su-al-Jazeera-30.10.2004.jpg" alt="Osama bin Laden (immagine tratta dal video trasmesso da &quot;al-Jazeera&quot; il 30 ottobre 2004, pochi giorni prima della sfida elettorale Bush-Kerry per la Casa Bianca)" width="450" height="302" /><p class="wp-caption-text">Osama bin Laden (immagine tratta dal video trasmesso da &quot;al-Jazeera&quot; il 30 ottobre 2004, pochi giorni prima della sfida elettorale Bush-Kerry per la Casa Bianca)</p></div>
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		<title>Massacro nelle Filippine, la campagna elettorale a Mindanao comincia con un bagno di sangue</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In sé è oggettivamente una operazione terroristica davvero bene organizzata, portata a compimento per ottenere il massimo risalto mediatico possibile. Nonché per porre una pesante ipoteca sulle elezioni per il governatorato di Mindanao (isola islamica dell&#8217;Arcipelago) che si terranno a maggio prossimo. Il bilancio provvisorio del sequestro dei veicoli che trasportavano un gruppo di sostenitori [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">In sé è oggettivamente una operazione terroristica davvero bene organizzata, portata a compimento per ottenere il massimo risalto mediatico possibile. Nonché per porre una pesante ipoteca sulle elezioni per il governatorato di Mindanao (isola islamica dell&#8217;Arcipelago) che si terranno a maggio prossimo.<br />
Il bilancio provvisorio del sequestro dei veicoli che trasportavano un gruppo di sostenitori di Ismael Mangudadatu, candidato, appunto, alle prossime elezioni di primavera per eleggere il nuovo governatore, è di oltre 40 persone e la presidente Gloria Macapagal Arroyo è stata costretta a dichiarare lo stato di emergenza nell&#8217;isola<span id="more-6652"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo una prima ricostruzione delle forze dell&#8217;ordine, l&#8217;attacco sarebbe stato sferrato da circa un centinaio di persone, probabilmente militanti islamici separatisti, anche se non si esclude la pista &#8211; diversissima &#8211; della mera rivalità politica fra candidati.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_6655" class="wp-caption aligncenter" style="width: 170px"><img class="size-full wp-image-6655" title="maps_philippines_resized" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/11/maps_philippines_resized.jpg" alt="Mappa delle Filippine" width="160" height="350" /><p class="wp-caption-text">Mappa delle Filippine</p></div>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Islam, Why the Peaceful Majority is Irrelevant</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un amico mi ha inviato qualche giorno fa questa interessante nota sull&#8217;Islam quale religione di Pace ed il fanatismo musulmano, scritta da Paul E. Marek di Saskatoon, in Canada. Davvero è di un certo interesse Why the Peaceful Majority is Irrelevant by Paul E. Marek A man, whose family was German aristocracy prior to World [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Un amico mi ha inviato qualche giorno fa questa interessante nota sull&#8217;Islam quale religione di Pace ed il fanatismo musulmano, scritta da Paul E. Marek di Saskatoon, in Canada. Davvero è di un certo interesse</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Why the Peaceful Majority is Irrelevant</strong><br />
by Paul E. Marek</p>
<p style="text-align: justify">A man, whose family was German aristocracy prior to World War II, owned a number of large industries and estates. When asked how many German people were true Nazis, the answer he gave can guide our attitude toward fanaticism. &#8216;Very few people were true Nazis,&#8217; he said, &#8216;but many enjoyed the return of German pride, and many more were too busy to care.<br />
I was one of those who just thought the Nazis were a bunch of fools So, the majority just sat back and let it all happen. Then, before we knew it, they owned us, and we had lost control, and the end of the world had come<span id="more-6557"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">My family lost everything. I ended up in a concentration camp and the Allies destroyed my factories.&#8217; We are told again and again by &#8216;experts&#8217; and &#8216;talking heads&#8217; that Islam is the religion of peace and that the vast majority of Muslims just want to live in peace. Although this unqualified assertion may be true, it is entirely irrelevant. It is meaningless fluff, meant to make us feel better, and meant to somehow diminish the spectre of fanatics rampaging across the globe in the name of Islam. The fact is that the fanatics rule Islam at this moment in history. It is the fanatics who march. It is the fanatics who wage any one of 50 shooting wars worldwide. It is the fanatics who systematically slaughter Christian or tribal groups throughout Africa and are gradually taking over the entire continent in an Islamic wave. It is the fanatics who bomb, behead, murder, or honour-kill. It is the fanatics who take over mosque after mosque. It is the fanatics who zealously spread the stoning and hanging of rape victims and homosexuals. It is the fanatics who teach their young to kill and to become suicide bombers. The hard, quantifiable fact is that the peaceful majority, the &#8216;silent majority,&#8217; is cowed and extraneous.</p>
<p style="text-align: justify">Communist Russia was comprised of Russians who just wanted to live in peace, yet the Russian Communists were responsible for the murder of about 20 million people. The peaceful majority were irrelevant. China&#8217;s huge population was peaceful as well, but Chinese Communists managed to kill a staggering 70 million people.</p>
<p style="text-align: justify">The average Japanese individual prior to World War II was not a warmongering sadist. Yet, Japan murdered and slaughtered its way across South East Asia in an orgy of killing that included the systematic murder of 12 million Chinese civilians; most killed by sword, shovel, and bayonet.</p>
<p style="text-align: justify">And who can forget Rwanda, which collapsed into butchery. Could it not be said that the majority of Rwandans were &#8216;peace loving&#8217;?</p>
<p style="text-align: justify">History lessons are often incredibly simple and blunt, yet for all our powers of reason, we often miss the most basic and uncomplicated of points: Peace-loving Muslims have been made irrelevant by their silence. Peace-loving Muslims will become our enemy if they don&#8217;t speak up, because like my friend from Germany, they will awaken one day and find that the fanatics own them, and the end of their world will have begun.</p>
<p style="text-align: justify">Peace-loving Germans, Japanese, Chinese, Russians, Rwandans, Serbs, Afghans, Iraqis, Palestinians, Somalis, Nigerians, Algerians, and many others have died because the peaceful majority did not speak up until it was too late. As for us who watch it all unfold, we must pay attention to the only group that counts&#8211;the fanatics who threaten our way of life.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-6560" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/11/reinterpreting_islam_resized.jpg" alt="reinterpreting_islam_resized" width="350" height="350" /></p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Arabia Saudita, attentato contro un membro della famiglia reale</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 09:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2003]]></category>
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		<description><![CDATA[Il principe Mohamed Ben Nayef, membro della famiglia reale saudita e responsabile della lotta al terrorismo nel Regno, è sopravvissuto a un attentato suicida nel suo ufficio a Jedda. Fortunatamente, il principe, che è anche viceministro dell&#8217;Interno, ha solo riportato lievi ferite e nessuna delle persone che erano con lui ha subito dei danni. Il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Il principe Mohamed Ben Nayef, membro della famiglia reale saudita e responsabile della lotta al terrorismo nel Regno, è sopravvissuto a un attentato suicida nel suo ufficio a Jedda.<br />
Fortunatamente, il principe, che è anche viceministro dell&#8217;Interno, ha solo riportato lievi ferite e nessuna delle persone che erano con lui ha subito dei danni. Il kamikaze morto era un terrorista ricercato che aveva chiesto di incontrare il principe per potersi consegnare<span id="more-5651"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Da quando, nel 2003, al-Qaeda ha cominciato la sua violenta campagna contro la monarchia saudita, questo è il primo tentativo di colpire un membro della famiglia reale, segno che la strategia del network terroristico sta puntando sempre più in alto nel suo progetto di destabilizazione del Regno.</p>
<p style="text-align: justify">Osama bin Laden, lo sottolineo da anni, ha un obiettivo primario cui tutto è sottoposto: inserirsi nelle (perenne, vista l&#8217;età assai alta dei membri della famiglia reale &#8220;papabili&#8221; per il trono) contesa dinastica saudita per condizionare in maniera più diretta possibile la politica di Ryad.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_5658" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><img class="size-full wp-image-5658" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/08/maps_saudi_arabia.jpg" alt="Mappa dell'Arabia Saudita" width="425" height="456" /><p class="wp-caption-text">Mappa dell&#39;Arabia Saudita</p></div>
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		<title>I talebani si danno alle rapine di finanziamento</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 10:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre morti fra i talebani e tre fra le forze di polizia afghane è il risultato di una rapina tentata da un gruppo di 5 persone che stamattina ha assalito una banca a Kabul. Ad un giorno dalle elezioni, quindi, fra stragi varie ed attacchi al palazzo presidenziale, i talebani pensano anche a come finanziarsi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Tre morti fra i talebani e tre fra le forze di polizia afghane è il risultato di una rapina tentata da un gruppo di 5 persone che stamattina ha assalito una banca a Kabul.<br />
Ad un giorno dalle elezioni, quindi, fra stragi varie ed attacchi al palazzo presidenziale, i talebani pensano anche a come finanziarsi e scelgono una strategia, la classica rapina in banca, un tempo cara ai sovversivi di casa nostra, tipo Brigate rosse e Prima Linea.<br />
Mah &#8230; Un tempo, fra i proventi della vendita di oppio ed i soldi di Osama bin Laden (che non arrivino più?) il seguaci del moullah Omar non avevano certo simili pensieri &#8230;</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_5530" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-5530" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/08/maps_afghanistan_ethnolinguistic_groups_resized.jpg" alt="Mappa dei gruppi etnolinguistici in Afghanistan" width="350" height="293" /><p class="wp-caption-text">Mappa dei gruppi etnolinguistici in Afghanistan</p></div>
<p style="text-align: justify">
<div class="shr-publisher-5526"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Ancora sangue nei Paesi Baschi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 11:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grave attentato stamattina nel cuore dei Paesi Baschi spagnoli. L&#8217;automobile di un uomo dell&#8217;antiterrorismo è stata imbottita di esplosivo ad Arrigorriaga, vicino Bilbao. La vittima, saltata in aria in un parcheggio, si chiamava Antonio Puelles Garcia ed aveva 49 anni. Fortissimi i sospetti sull&#8217;Eta, il gruppo armato indipendentista basco. Il capo del governo autonomo basco, Patxi Lopez, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Grave attentato stamattina nel cuore dei Paesi Baschi spagnoli. L&#8217;automobile di un uomo dell&#8217;antiterrorismo è stata imbottita di esplosivo ad Arrigorriaga, vicino Bilbao. La vittima, saltata in aria in un parcheggio, si chiamava Antonio Puelles Garcia ed aveva 49 anni. Fortissimi i sospetti sull&#8217;Eta, il gruppo armato indipendentista basco<span id="more-5131"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Il capo del governo autonomo basco, Patxi Lopez, si è subito recato sul luogo dell&#8217;attentato.</p>
<p style="text-align: justify">Prima di oggi, l&#8217;ultimo attentato mortale dell&#8217;Eta si era verificato il 3 dicembre 2008, quando ad Azpeitia era stato ucciso a colpi di pistola l&#8217;anziano imprenditore Ignacio Uria Mendizabal, 71 anni, la cui impresa è impegnata nella realizzazione della liena per l&#8217;alta velocità nella regione basca, un progetto che il gruppo terroristico avversa.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-5137    aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/06/etalogo.jpg" alt="etalogo" width="150" height="150" /></p>
<div class="shr-publisher-5131"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Su Obama il fantasma di Osama</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 20:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era ovvio che Osama bin Laden, se la voce registrata nell&#8217;audio messaggio di oggi è realmente la sua,  non poteva lasciarsi scappare l&#8217;occasione di dire qualcosa nel giorno dell&#8217;arrivo del presidente americano nella &#8220;sua&#8221; Arabia Saudita. Ma è altrettanto ovvio come la sua figura sia ormai quella di una sorta di fantasma. Sono infatti ormai anni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Era ovvio che Osama bin Laden, se la voce registrata nell&#8217;audio messaggio di oggi è realmente la sua,  non poteva lasciarsi scappare l&#8217;occasione di dire qualcosa nel giorno dell&#8217;arrivo del presidente americano nella &#8220;sua&#8221; Arabia Saudita. Ma è altrettanto ovvio come la sua figura sia ormai quella di una sorta di fantasma.<br />
Sono infatti ormai anni che Osama non invia messaggi video, ma solo audio. Di sicuro, ammesso e non concesso che sia ancora davvero vivo, per le certamente pessime condizioni di salute che delle immagini non potrebbero non evidenziare<span id="more-4913"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">In ogni caso, ad al-Qaeda, un network di cellule eversive che sostanzialmente applicano al terrorismo internazionale le regole del franchising commerciale, fa comodo che ancora nel mondo circoli almeno la voce del fondatore, per perpetuarne la leggenda.</p>
<p style="text-align: justify">Osama è quindi ormai ridotto ad uno spettro che si aggira per il Web. Uno spettro che tenta di impensierire Obama, ma che in effetti rappresenta una porzione ben piccola del problema islamista. Perché ormai la sua creatura è cresciuta e si è ramificata così bene da poter fare a meno di lui. Come in Pakistan, dove gli integralisti potrebbero anche riuscire a mettere le mani sull&#8217;arsenale atomico di Islamabad. Eventualità assai più devastante dell&#8217;effetto - simbolicamente non da sottovalutare, per carità &#8211; di un messaggio del leader ogni tanto.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-4916" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/06/osama_bin_laden.jpg" alt="Osama bin Laden" width="600" height="640" /></dt>
<dd>Osama bin Laden</dd>
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		<title>Pirati, nave da crociera italiana sfugge all&#8217;abbordaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 04:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[assalto pirata]]></category>
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		<category><![CDATA[equipaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Una nave da crociera, la Melody della compagnia italiana Msc, con con circa 1.500 persone a bordo (991 passeggeri, di cui 134 italiani,  e 536 membri dell&#8217;equipaggio), è sfuggita in nottata ad un tentativo pirata di abbordaggio a nord delle Isole Seychelles, grossomodo davanti alle coste della Somalia. La nave è stata attaccata da una imbarcazione leggera con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Una nave da crociera, la Melody della compagnia italiana Msc, con con circa 1.500 persone a bordo (991 passeggeri, di cui 134 italiani,  e 536 membri dell&#8217;equipaggio), è sfuggita in nottata ad un tentativo pirata di abbordaggio a nord delle Isole Seychelles, grossomodo davanti alle coste della Somalia<span id="more-3996"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">La nave è stata attaccata da una imbarcazione leggera con a bordo sei uomini armati di kalashnikov. Il servizio di sicurezza della nave italiana ha però risposto al fuoco pirata, mentre l&#8217;equipaggio riusciva a portarla lontano.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3999  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/bandiera-pirata.jpg" alt="Bandiera pirata" width="350" height="277" /></p>
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		<title>BREAKING NEWS &#8211; Vagni, è giallo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 07:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Terrorismo internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Abu Sayyaf]]></category>
		<category><![CDATA[agenzie stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Vagni]]></category>
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		<description><![CDATA[BREAKING NEWS &#8211; Subito dopo la notizia diffusa dal governo di Manila della liberazione di Eugenio Vagni, arriva la frenata della Farnesina, che invita alla cautela. Per il nostro Ministero degli Esteri non c&#8217;è prova, infatti, che l&#8217;ostaggio italiano sia realmente libero. Fra le ipotesi della agenzie stampa anche quella che sia stato &#8220;ceduto&#8221; ad un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">BREAKING NEWS &#8211; Subito dopo la notizia diffusa dal governo di Manila della liberazione di Eugenio Vagni, arriva la frenata della Farnesina, che invita alla cautela. Per il nostro Ministero degli Esteri non c&#8217;è prova, infatti, che l&#8217;ostaggio italiano sia realmente libero. Fra le ipotesi della agenzie stampa anche quella che sia stato &#8220;ceduto&#8221; ad un altro gruppo guerriero dai terroristi di Abu Sayyaf che lo tenevano prigioniero fino a qualche ora fa.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3936" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/abu-sayaff.jpg" alt="Un gruppo di miliziani di Abu Sayaff" width="400" height="310" /></dt>
<dd>Un gruppo di miliziani di Abu Sayaff</dd>
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		<title>BREAKING NEWS &#8211; Filippine, Vagni è libero</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 07:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BREAKING NEWS &#8211; L&#8217;ostaggio italiano Eugenio Vagni, nelle mani del gruppo separatista islamico Abu Sayyaf da metà gennaio, è stato abbandonato vivo dai suoi sequestratori, pressati dalle forze speciali filippine che nel pomeriggio di ieri avevano iniziato un vasta operazione di accerchiamento dei terroristi nell&#8217;isola di Jolo. L&#8217;isola di Jolo nell&#8217;arcipelago delle Filippine]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">BREAKING NEWS &#8211; L&#8217;ostaggio italiano Eugenio Vagni, nelle mani del gruppo separatista islamico Abu Sayyaf da metà gennaio, è stato abbandonato vivo dai suoi sequestratori, pressati dalle forze speciali filippine che nel pomeriggio di ieri avevano iniziato un vasta operazione di accerchiamento dei terroristi nell&#8217;isola di Jolo.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3930" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/jolo-island.jpg" alt="L'isola di Jolo nell'arcipelago delle Filippine" width="203" height="250" /></dt>
<dd>L&#8217;isola di Jolo nell&#8217;arcipelago delle Filippine</dd>
</dl>
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		<title>BREAKING NEWS &#8211; Filippine, in corso blitz per liberare Vagni</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 12:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BREAKING NEWS &#8211; Nell&#8217;isola di Jolo, Filippine, è in corso un blitz delle forze speciali governative per liberare l&#8217;ostaggio italiano Eugenio Vagni, l&#8217;operatore della Croce Rossa sequestrato da miliziani islamici di Abu Sayyaf lo scorso 15 gennaio. Eugenio Vagni]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">BREAKING NEWS &#8211; Nell&#8217;isola di Jolo, Filippine, è in corso un blitz delle forze speciali governative per liberare l&#8217;ostaggio italiano Eugenio Vagni, l&#8217;operatore della Croce Rossa sequestrato da miliziani islamici di Abu Sayyaf lo scorso 15 gennaio.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3907" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/eugenio-vagni.jpg" alt="Eugenio Vagni" width="350" height="281" /></dt>
<dd>Eugenio Vagni</dd>
</dl>
</div>
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		<title>Arrestato il capo militare dell&#8217;Eta</title>
		<link>http://thelorereport.blogdo.net/arrestato-il-capo-militare-delleta/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 13:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Aitzol Iriondo]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
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		<description><![CDATA[Jurdan Martitegi, capo militare dell&#8217;Eta è stato arrestato insieme a due compagni nel sud della Francia durante una operazione congiunta della polizia transalpina e di quella spagnola. L&#8217;uomo avrebbe preso il posto al vertice del gruppo terroristico secessionista dopo l&#8217;arresto del dicembre scorso di Aitzol Iriondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Jurdan Martitegi, capo militare dell&#8217;Eta è stato arrestato insieme a due compagni nel sud della Francia durante una operazione congiunta della polizia transalpina e di quella spagnola<span id="more-3819"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;uomo avrebbe preso il posto al vertice del gruppo terroristico secessionista dopo l&#8217;arresto del dicembre scorso di Aitzol Iriondo.</p>
<div class="shr-publisher-3819"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Perù, il ritorno di Sendero Luminoso</title>
		<link>http://thelorereport.blogdo.net/peru-il-ritorno-di-sendero-luminoso/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 05:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I ribelli maoisti di Sendero luminoso hanno ucciso 13 soldati in due diverse imboscate nella zona di Ayacucho, in Perù, 550 chilometri a sudest di Lima. È l&#8217;attacco più grave da dieci anni a questa parte, condotto con granate ed esplosivo. Nel settembre 1992, quando il leader del gruppo, l&#8217;intellettuale Abimael Guzman, fu arrestato dall&#8217;Esercito, la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">I ribelli maoisti di Sendero luminoso hanno ucciso 13 soldati in due diverse imboscate nella zona di Ayacucho, in Perù, 550 chilometri a sudest di Lima. È l&#8217;attacco più grave da dieci anni a questa parte, condotto con granate ed esplosivo<span id="more-3675"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel settembre 1992, quando il leader del gruppo, l&#8217;intellettuale Abimael Guzman, fu arrestato dall&#8217;Esercito, la maggior parte dei membri della formazione terroristica abbandonò la lotta armata, ma un centinaio di ribelli si rifiutarono di deporre le armi, concentrando la rivolta nella regione di Ayacucho, anche se senza azioni clamorose.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2008 Sendero Luminoso, che finanzia la sua attività con il fiorente commercio della cocaina, ha ripreso in sordina gli attacchi alle forze armate peruviane, fino alla clamorosa operazione che ha visto 13 vittime.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3678" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/04/abimael-guzman.jpg" alt="Abimael Guzman" width="300" height="300" /></dt>
<dd>Abimael Guzman</dd>
</dl>
</div>
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		<title>Il discorso di Obama sull&#8217;Afghanistan e su al-Qaeda</title>
		<link>http://thelorereport.blogdo.net/il-discorso-di-obama-sullafghanistan-e-su-al-qaeda/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 15:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo internazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Proprio nel giorno in cui una bomba in una moschea in Pakistan faceva più di 70 morti, il presidente americano Barack Obama ha delineato la sua strategia per l&#8217;Afghanistan, quasi una exit strategy tendente a formare e responsabilizzare al massimo le Forze Armate e di polizia locali nella lotta ai talebani e ad al-Qaeda. Il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Proprio nel giorno in cui una bomba in una moschea in Pakistan faceva più di 70 morti, il presidente americano Barack Obama ha delineato la sua strategia per l&#8217;Afghanistan, quasi una exit strategy tendente a formare e responsabilizzare al massimo le Forze Armate e di polizia locali nella lotta ai talebani e ad al-Qaeda<span id="more-3367"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Il suo discorso è davvero di alto profilo e vale la pena di ascoltarlo. Ecco il link con il sito della Cnn per accedere al relativo video: <a href="http://edition.cnn.com/video/#/video/politics/2009/03/27/obama.afghan.plan.entire.cnn">http://edition.cnn.com/video/#/video/politics/2009/03/27/obama.afghan.plan.entire.cnn</a>.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3370" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/03/obama-speech-on-afghanistan.jpg" alt="Barack Obama" width="258" height="321" /></dt>
<dd>Barack Obama</dd>
</dl>
</div>
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		<item>
		<title>Gli Usa non parleranno più di War on Terror</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 10:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[overseas contingency operation]]></category>
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		<category><![CDATA[Ufficio per la revisione della sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[War on Terror]]></category>
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		<category><![CDATA[White House]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;autorevole quotidiano statunitense Washington Post, il Pentagono si appresterebbe a mettere al bando l&#8217;espressione «Global War on Terror» («guerra globale al terrorismo»), pensata dai &#8220;creativi&#8221; dell&#8217;amministrazione di George W. Bush. La nuova espressione da utilizzare, probabilmente coniata dal responsabile dell&#8217;Ufficio per la revisione della sicurezza, Dave Riedel, sarebbe «Overseas Contingency Operation» («operazione d&#8217;emergenza oltremare»). Addio all&#8217;apocalittica [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Secondo l&#8217;autorevole quotidiano statunitense <em>Washington Post</em>, il Pentagono si appresterebbe a mettere al bando l&#8217;espressione «Global War on Terror» («guerra globale al terrorismo»), pensata dai &#8220;creativi&#8221; dell&#8217;amministrazione di George W. Bush<span id="more-3315"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">La nuova espressione da utilizzare, probabilmente coniata dal responsabile dell&#8217;Ufficio per la revisione della sicurezza, Dave Riedel, sarebbe «Overseas Contingency Operation» («operazione d&#8217;emergenza oltremare»).</p>
<p style="text-align: justify">Addio all&#8217;apocalittica visionarietà lessicale di Bush jr, quindi, nel solco dell&#8217;ormai celebre pragmatismo obamiano. Sarà un bene allentare la tensione anche tramite l&#8217;utilizzo di termini più soft? Vedremo.</p>
<p style="text-align: justify">Di sicuro le sintetiche parole d&#8217;ordine della Casa Bianca negli anni di predominanza <em>neocon</em> hanno creato un linguaggio d&#8217;impatto che, nel tentativo di definire una realtà, in qualche modo contribuiva a consolidarla (anche solo irritando gli interlocutori e predisponendoli alla chiusura anziché al dialogo).</p>
<p style="text-align: justify">Il nuovo corso di Obama si rivela quindi, almeno nella forma, estremamente rivoluzionario anche sul versante del linguaggio usato. Ma a prescindere dai termini che il presidente in carica utilizza ed utilizzerà, rimane da capire se la visione da scontro di Civiltà che stava sotto le parole di Bush jr sia o meno vera. Esagerava ieri &#8220;il texano&#8221; a parlare di guerra al terrore o sottovaluta oggi i pericoli &#8220;il cosmopolita&#8221; utilizzando circonlocuzioni di poco impatto?</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, <em>nomina sunt consequentia rerum</em>, ma talvolta può essere vero anche il contrario &#8230;</p>
<p style="text-align: center"> <img class="size-full wp-image-3322  aligncenter" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/03/pentagon-logo.jpg" alt="Pentagon Logo" width="150" height="103" /></p>
<div class="shr-publisher-3315"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Irlanda del Nord, un ragazzino il killer della Continuity Ira?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 06:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<category><![CDATA[1998]]></category>
		<category><![CDATA[Armagh]]></category>
		<category><![CDATA[Continuity Ira]]></category>
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		<category><![CDATA[Ira]]></category>
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		<category><![CDATA[Irlanda del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Carroll]]></category>
		<category><![CDATA[Ulster]]></category>

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		<description><![CDATA[A sorpresa gli inquirenti hanno incriminato un 17enne cattolico per l&#8217;omicidio di Stephen Carroll, il poliziotto ucciso il 10 marzo in un attentato nella contea di Armagh, in Ulster. L&#8217;omicidio è stato rivendicato dalla Continuity Ira, una scheggia impazzita dell&#8217;Ira, il gruppo paramilitare indipendentista che dal 1998 ha definitivamente deposto le armi, suscitando il dissenso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">A sorpresa gli inquirenti hanno incriminato un 17enne cattolico per l&#8217;omicidio di Stephen Carroll, il poliziotto ucciso il 10 marzo in un attentato nella contea di Armagh, in Ulster<span id="more-3302"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;omicidio è stato rivendicato dalla Continuity Ira, una scheggia impazzita dell&#8217;Ira, il gruppo paramilitare indipendentista che dal 1998 ha definitivamente deposto le armi, suscitando il dissenso di alcuni militanti, riorganizzatisi in altri gruppi armati, più piccoli, ma certo assai pericolosi.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3305" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/03/ulster-mappa-del-nuovo-terrore.jpg" alt="La mappa del nuovo terrore in Ulster" width="460" height="345" /></dt>
<dd>La mappa del nuovo terrore in Ulster</dd>
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		<title>Disordini in Ulster dopo gli arresti di oggi</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 20:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Antrim]]></category>
		<category><![CDATA[Armagh]]></category>
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		<category><![CDATA[terrorismo repubblicano]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni disordini si sono verificati oggi pomeriggio nei dintorni di Belfast  dopo l&#8217;arresto di tre uomini per l&#8217;attentato che una settimana fa è costato la vita a due militari britannici a Massareene, Mark Quinsey, di 23 anni, e Patrick Azimkar, di 21, entrambi in partenza per l&#8217;Afghanistan. Bombe incendiarie sono state lanciate contro degli agenti a Lurgan, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Alcuni disordini si sono verificati oggi pomeriggio nei dintorni di Belfast  dopo l&#8217;arresto di tre uomini per l&#8217;attentato che una settimana fa è costato la vita a due militari britannici a Massareene, Mark Quinsey, di 23 anni, e Patrick Azimkar, di 21, entrambi in partenza per l&#8217;Afghanistan<span id="more-3143"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Bombe incendiarie sono state lanciate contro degli agenti a Lurgan, nella contea di Armagh, ad una ventina di miglia ad ovest di Belfast. Fortunatamente, al momento non si registrano feriti, ma certo una simile reazione da parte cattolica è un pessimo segnale che sta ad indicare come il terrorismo repubblicano goda ancora di una qualche forma di comprensione in taluni anfratti della società nordirlandese.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3149" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/03/disordini-a-craigavon.jpg" alt="Disordini nella conta di Armagh lo scorso ottobre" width="294" height="294" /></dt>
<dd>Disordini nella conta di Armagh lo scorso ottobre</dd>
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		<title>Irlanda del Nord, sei arresti per i recenti attacchi</title>
		<link>http://thelorereport.blogdo.net/irlanda-del-nostro-tre-arresti-per-lattacco-di-massareene/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 15:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Belfast]]></category>
		<category><![CDATA[Continuity Ira]]></category>
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		<description><![CDATA[Un portavoce della polizia nordirlandese ha comunicato alla stampa l&#8217;arresto di tre uomini di 41, 32 e 21 anni che sarebbero implicati nell&#8217;attentato del 7 marzo scorso (rivendicato dalla Real Ira) alla caserma di Massareene, nel quale morirono due giovani soldati. Altri tre arresti sono stati effettuati per l&#8217;omicidio del poliziotto Stephen Carroll, vittima di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Un portavoce della polizia nordirlandese ha comunicato alla stampa l&#8217;arresto di tre uomini di 41, 32 e 21 anni che sarebbero implicati nell&#8217;attentato del 7 marzo scorso (rivendicato dalla Real Ira) alla caserma di Massareene, nel quale morirono due giovani soldati<span id="more-3135"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Altri tre arresti sono stati effettuati per l&#8217;omicidio del poliziotto Stephen Carroll, vittima di un agguato a Craigavon, a sud ovest di Belfast, il 9, stavolta rivendicato dalla Continuity Ira.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3140" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/03/belfast-map.jpg" alt="I quartieri di Belfast suddivisi in base alla confessione religiosa professata" width="517" height="335" /></dt>
<dd>I quartieri di Belfast suddivisi in base alla confessione religiosa professata</dd>
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		<title>Osama bin Laden accusa i Paesi arabi moderati di connivenza con l&#8217;Occidente</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 14:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo internazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Si rifà vivo con un nuovo messaggio audio Osama bin Laden. Il leader di al-Qaeda ha accusato i governanti arabi moderati di parteggiare per l&#8217;Occidente contro i veri musulmani. «È chiaro che taluni leader arabi hanno complottato con la coalizione crociato-sionista contro il nostro popolo», ha affermato Osama in una registrazione parzialmente trasmessa da al-Jazeera. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Si rifà vivo con un nuovo messaggio audio Osama bin Laden. Il leader di al-Qaeda ha accusato i governanti arabi moderati di parteggiare per l&#8217;Occidente contro i veri musulmani<span id="more-3130"></span>. «È chiaro che taluni leader arabi hanno complottato con la coalizione crociato-sionista contro il nostro popolo», ha affermato Osama in una registrazione parzialmente trasmessa da al-Jazeera.</p>
<p style="text-align: justify">Bin Laden hai poi definito alcuni Paesi arabi «complici di Israele» nella recente offensiva sferrata nella Striscia di Gaza.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-3133" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2009/03/osama-bin-laden-su-al-jazeera-30102004.jpg" alt="Una delle ultime immagini disponibili di Osama bin Laden, tratta da un messaggio video andato in onda su &quot;al-Jazeera&quot;  il 30 ottobre 2004" width="450" height="302" /></dt>
<dd>Una delle ultime immagini disponibili di Osama bin Laden, tratta da un messaggio video andato in onda su &#8220;al-Jazeera&#8221; il 30 ottobre 2004</dd>
</dl>
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		<title>Quel che resta dell&#8217;Eta uccide l&#8217;uomo della Tav basca</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 14:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri dei sicari dell&#8217;organizzazione basca Eta hanno sparano all’imprenditore Ignacio Uria, 71 anni, vittima inerme di un gruppo terroristico senza più freni alla sua follia. Si è trattato di una operazione organizzata con precisione militare per assassinare un anziano disarmato e senza scorta, nonostante le minacce subite. I terroristi dell&#8217;Eta hanno così ricominciato a mietere cadaveri a quasi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ieri dei sicari dell&#8217;organizzazione basca Eta hanno sparano all’imprenditore Ignacio Uria, 71 anni, vittima inerme di un gruppo terroristico senza più freni alla sua follia. Si è trattato di una operazione organizzata con precisione militare <span id="more-1291"></span>per assassinare un anziano disarmato e senza scorta, nonostante le minacce subite.</p>
<p style="text-align: justify">I terroristi dell&#8217;Eta hanno così ricominciato a mietere cadaveri a quasi dieci mesi dall&#8217;ultimo attentato mortale, quello all&#8217;ex consigliere comunale socialista Isaias Carrasco, assassinato il 7 marzo scorso. Ed hanno scelto ancora una volta un obiettivo facile facile, anche perché assolutamente indifeso: un imprenditore ultrasettantenne, Ignacio Uria Mendizabal, che con la sua azienda collaborava alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità, soprannominata la &#8220;Y basca&#8221; per la particolare forma del tracciato, linea odiata dagli indipendentisti come una insopportabile intrusione del governo di Madrid nelle vicende basche.</p>
<p style="text-align: justify">Ma forse ciò che più interessava <em>quel che resta dell&#8217;Eta</em> era di dimostrare di essere ancora operativa nonostante l&#8217;arresto in Francia, appena un paio di settimane fa, di uno dei capi più ricercati, Garikoitz Aspiazu Rubina, detto &#8220;Txeroki&#8221;, il comandante militare.</p>
<p style="text-align: justify">E così, due killer hanno rubato una macchina ieri di primo mattino, sequestrando anche il conducente in una zona parecchio isolata tra le montagne di Itziar, vicino San Sebastian, o Donosti che dir si voglia, e sono andati ad Azpeitia, a circa 25 chilometri di distanza, attendendo che l&#8217;anziano imprenditore uscisse dalla sua frabbrica, la Altuna y Uria, e lo hanno freddato.</p>
<p style="text-align: justify">Sono di certo gli ultimi colpi di coda dell&#8217;Eta, ma Madrid dovrebbe sbrigarsi ad adottare misure risolutive della vincenda basca. Dialogando con chi merita di sedere ad un tavolo di trattattive. E colpendo durissimamente chi merita solo d&#8217;essere annientato.</p>
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		<title>India, cronaca di una massacro</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 06:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con le indicazioni secondo il fuso orario italiano, ecco la cronaca dettagliata, attraverso i continui aggiornamenti dell&#8217;agenzia Ansa, che ha ottimamente coperto il tragico evento, delle 60 ore di terrore successive gli attacchi terroristici seriali iniziati mercoledì 26 novembre a Bombay/Mumbai, il cui bilancio ufficiale &#8211; comunque ancora da considerarsi provvisorio &#8211; è di 184 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Con le indicazioni secondo il fuso orario italiano, ecco la cronaca dettagliata, attraverso i continui aggiornamenti dell&#8217;agenzia Ansa, che ha ottimamente coperto il tragico evento, delle 60 ore di terrore successive gli attacchi terroristici seriali iniziati mercoledì 26 novembre a Bombay/Mumbai<span id="more-1276"></span>, il cui bilancio ufficiale &#8211; comunque ancora da considerarsi provvisorio &#8211; è di <strong>184 morti</strong> e quasi <strong>300 feriti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Fra le vittime, 27 sono i cittadini stranieri, tra i quali l&#8217;italiano Antonio Di Lorenzo, consulente finanziario, ucciso dallo scoppio di una granata all&#8217;interno dell&#8217;Hotel Oberoi-Trident.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mercoledì 26<br />
</strong>Poco dopo le <strong>18:00</strong> italiane (le 22:30 locali), alcuni uomini armati con granate e mitragliatori attaccano simultaneamente una serie di obiettivi a Bombay, capitale finanziaria dell&#8217;India. Tra questi figurano la stazione ferroviaria centrale, un ospedale e due alberghi di lusso frequentati solitamente da turisti e uomini d&#8217;affari occidentali: il <strong>Taj Mahal</strong> e l&#8217;<strong>Oberoi-Trident</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ore 22:30:</strong> Reparti speciali indiani compiono un primo blitz all&#8217;interno dell&#8217;Hotel Oberoi, dove si odono spari ed esplosioni. Un&#8217;organizzazione finora sconosciuta, i <strong>Mujaheddin del Deccan</strong>, rivendica gli attacchi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Giovedì 27<br />
Ore 07:00:</strong> Alcune compagnie aeree annunciano la sospensione dei voli da e per Mumbai. La Borsa resta chiusa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>08:13:</strong> &#8211; La tv indiana dà notizia dell&#8217;inizio di un blitz dei reparti antiterrorismo nei due alberghi sotto sequestro.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>09:47:</strong> La Farnesina annuncia che un cittadino italiano è morto. Si tratta di Antonio Di Lorenzo, 63 anni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10:53:</strong> Si odono esplosioni presso i due alberghi e presso il centro ebraico ultraortodosso <strong>Chabad</strong> nella <strong>Nariman House</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>12:05:</strong> Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini annuncia che 40 connazionali sono salvi all&#8217;interno del Consolato italiano.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>12:20:</strong> Il primo ministro indiano Manmohan Singh sostiene che i terroristi hanno dei sicuri collegamenti esterni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>16:42:</strong> Un alto responsabile dell&#8217;Esercito indiano sostiene che i terroristi sono giunti dal <strong>Pakistan</strong>, ma il governo di Islamabad subito respinge le accuse.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>17:29:</strong> I commando dell&#8217;esercito indiano combattono contro i terroristi ancora asserragliati all&#8217;interno del Taj Mahal e dell&#8217;Oberoi-Trident con decine di ostaggi. Scoppia un incendio in un&#8217;ala dell&#8217;Oberoi, dove sono intrappolati sette italiani, tra cui una donna con la sua bambina di sei mesi.  </p>
<p style="text-align: justify"><strong>19:02:</strong> Fonti ufficiali indiane annunciano che tutti i terroristi asserragliati nell&#8217;Hotel Taj Mahal, meno uno, sono stati uccisi. Ancora si odono ancora spari ed esplosioni all&#8217;interno.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Venerdì 28</strong><br />
<strong>Ore 06:19:</strong> &#8211; Sono libere la donna italiana e la sua bimba di sei mesi rimaste bloccate da mercoledì sera all&#8217;Oberoi-Trident Hotel.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>07:00:</strong> Si diffonde la notizia che all&#8217;interno del Taj Mahal Hotel vi sono ancora due o tre terroristi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>08:45:</strong> Si cominciano a rinvenire i primi corpi negli alberghi: al Taj Mahal soltanto in una camera se ne trovano 15.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>09:41:</strong> Tutti gli italiani sono liberi e stanno bene.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>09:44:</strong> Il ministro degli Esteri indiano accusa il Pakistan di essere coinvolto nell&#8217;attacco terroristico. Il suo omologo pachistano risponde che il terrorismo è un nemico comune dei due Paesi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>13:45:</strong> Secondo un testimone italiano, i terroristi avrebbero condotti dei processi sommari, giustiziando i malcapitati in loro potere.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>14:40:</strong> Il ministro degli Esteri pachistano afferma di voler cooperare con New Delhi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>14:43:</strong> La tv israeliana rivela che al centro ebraico sei ostaggi e tre terroristi sarebbero morti. Tra le vittime anche il rabbino, di nazionalità americana, e la sua giovane moglie.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>18:18:</strong> A due giorni dall&#8217;inizio degli attacchi si combatte ancora al Taj Mahal Hotel.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sabato 29</strong><br />
<strong>Ore 02:00:</strong> Nuovo blitz al Taj Mahal Hotel. Per il capo della polizia Hassan Gaoor si tratterebbe dell&#8217;assalto finale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>05:37:</strong> Conclusa la battaglia al Taj Mahal ed uccisi gli ultimi tre terroristi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>07:38:</strong> &#8211; Per il <em>Times of India</em> sono almeno 195 i morti. Per l&#8217;Afp, le vittime straniere sono 26.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>11:09:</strong> Il premier indiano Singh, al centro di critiche interne per inefficienza, tiene un vertice e Mumbai con i capi dell&#8217;Esercito e dell&#8217;Intelligence.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>12:55:</strong> &#8211; Secondo una tv indiana, le teste di cuoio hanno ucciso 15 terroristi e ne hanno catturato uno, pachistano, che avrebbe dichiarato di essere un militante del Lashkar-e-Taiba, gruppo islamico pachistano attivo nell&#8217;India orientale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>12:57:</strong> 19 italiani provenienti da Mumbai sbarcano  all&#8217;aeroporto di Parigi, da dove proseguiranno per l&#8217;Italia. Per loro è la fine di un incubo.</p>
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		<title>India, i numeri di un massacro</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 08:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bombay]]></category>
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		<description><![CDATA[Bilancio a mio avviso non ancora definitivo, ma sicuramente vicino al vero, quello diramato dalle Autorità di New Delhi: dopo 60 ore di combattimenti, vi sarebbero 183 morti (ma sicuramente a fine computo saranno di più, anche per l&#8217;inevitabile decesso di alcuni feriti gravi), 27 dei quali cittadini stranieri, e 295 feriti. Un bilancio certo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Bilancio a mio avviso non ancora definitivo, ma sicuramente vicino al vero, quello diramato dalle Autorità di New Delhi: dopo <strong>60 ore</strong> di combattimenti, vi sarebbero <strong>183</strong> morti (ma sicuramente a fine computo saranno di più, anche per l&#8217;inevitabile decesso di alcuni feriti gravi), <strong>27</strong> dei quali cittadini stranieri, e <strong>295</strong> feriti<span id="more-1249"></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Un bilancio certo pesante, ma tutto sommato assai inferiore alle previsioni dei terroristi, che, a dare ascolto alle prime dichiarazioni di alcuni degli arrestati, avrebbero pianificato l&#8217;attacco per uccidere circa <strong>5.000</strong> persone.</p>
<p style="text-align: justify">Sul numero degli uomini impegnati nella mega operazione terroristica regna invece il caos. Ed oggettivamente sarà difficile stabilire con esattezza quanti fossero. Sembrerebbe circa <strong>70</strong>, anche se alcune fonti addirittura hanno avanzato una stima molto al ribasso, parlando di <strong>10</strong> in tutto (ricostruzione contraddetta dall&#8217;evidenza dei fatti e dalle numerose immagini a disposizione).</p>
<p style="text-align: justify">Di certo, comunque, si può dire che le varie cellule impegnate nello spettacolare attentanto seriale hanno adottato tecniche di guerra (non guerriglia) ed hanno mostrato un grado di preparazione militare elevatissimo. Segno che davvero deve esservi una qualche entità statale dietro la crisi di Bombay.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, il Pakistan può negare quanto vuole, ma è sommamente evidente come la pista dei fatti di Mumbai porti dritto dritto ad Islamabad &#8230;</p>
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		<title>Bombay sotto attacco</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 23:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A poche ore dall&#8217;allarme lanciato dall&#8217;Intelligence Usa su eventuali attentati di al-Qaeda alla metropolitana di New York pianificati per il periodo di Natale, è toccato all&#8217;India subire un terribile attacco terroristico, con la capitale economica Bombay (ribattezzata Mumbai dal passato governo induista nel tentativo di cancellare le ultime tracce del colonialismo britannico) squassata da una serie di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">A poche ore dall&#8217;allarme lanciato dall&#8217;Intelligence Usa su eventuali attentati di al-Qaeda alla metropolitana di New York pianificati per il periodo di Natale, è toccato all&#8217;India subire un terribile attacco terroristico<span id="more-1226"></span>, con la capitale economica Bombay (ribattezzata Mumbai dal passato governo induista nel tentativo di cancellare le ultime tracce del colonialismo britannico) squassata da una serie di esplosioni ed incendi.</p>
<p style="text-align: justify">Addirittura due alberghi (il Taj Mahal, e l&#8217;Oberoi-Trident) sono stati assaltati, con decine e decine di turisti stranieri (probabilmente il vero obiettivo della spettacolare azione) presi in ostaggio. In totale sembrerebbero sedici i siti colpiti, compresi un ospedale, un cinema, una stazione.</p>
<p style="text-align: justify">Al momento il bilancio ufficiale è di 78 morti e 250 feriti, ma sicuramente le vittime sono molte di più.</p>
<p style="text-align: justify">Un attacco di queste dimensioni è chiaramente opera del terrorismo islamista di al-Qaeda o della sua filiazione separatista kashmira. Ed è un chiaro segno di come per il gruppo terrorista di Osama bin Laden l&#8217;India e l&#8217;Induismo rappresentino un nemico radicale, al pari degli Usa, di Israele, del Cristianesimo e dell&#8217;Ebraismo.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;India saprà certamente reagire alla serie di attentati, ma ora il Paese rischia davvero di precipitare in uno scontro di Civiltà potenzialmente in grado di metterlo in grave crisi e di vanificarne l&#8217;impetuosa crescita economica degli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify">Il concreto regresso di quella che viene definita (forse troppo generosamente) la più grande democrazia del mondo non è una ipotesi remota. E proprio in un momento in cui l&#8217;Asia tenta di uscire dal suo passato più che prossimo di sottosviluppo davvero uno stop del gigante indiano può avere pesantissime ripercussioni globali.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center">
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/11/il-taj-mahal-hotel-di-bombay-in-fiamme.jpg"><img class="size-full wp-image-1236" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/11/il-taj-mahal-hotel-di-bombay-in-fiamme.jpg" alt="Il Taj Mahal Hotel di Bombay in fiamme" width="350" height="152" /></a></dt>
<dd>Il Taj Mahal Hotel di Bombay in fiamme</dd>
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		<title>L&#8217;Fbi lancia l&#8217;allarme sull&#8217;ecoterrorismo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 06:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si dice il caso: neanche a farlo apposta, il giorno dopo la mia recensione di Quantum of Solace, l&#8217;ultimo film di 007 in cui James Bond si scontra con un gruppo di ecoterroristi, arriva la notizia che l&#8217;Fbi sta puntando l&#8217;attenzione sull&#8217;eversione ambientalista, quintuplicando la taglia (ora di 50 mila dollari) sulla testa di quattro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Quando si dice il caso: neanche a farlo apposta, il giorno dopo la mia recensione di <em>Quantum of Solace</em>, l&#8217;ultimo film di 007 in cui James Bond si scontra con un gruppo di ecoterroristi, arriva la notizia che l&#8217;Fbi sta puntando l&#8217;attenzione sull&#8217;eversione ambientalista<span id="more-1154"></span>, quintuplicando la taglia (ora di 50 mila dollari) sulla testa di quattro ricercati che da dieci anni sono accusati dell&#8217;incendio doloso del Vail Ski Resort.</p>
<p style="text-align: justify">Il rogo causò danni per 26 milioni di dollari e fu imputato alle canadesi Josephine Overaker e Rebecca Rubin e agli statunitensi Justin Solondz e Joseph Dibee, tutti membri (sembrerebbero gli ultimi ancora in circolazione) di <em>The Family</em>, un gruppo che negli anni ha causato ben 48 milioni di dollari di danni vari con i suoi attentati.</p>
<p style="text-align: justify">Per inciso, si ritiene che The Family sia affiliato all&#8217;<em>Earth Liberation Front</em>, un movimento ecologista radicale a carattere clandestino (ma non troppo, visto che nel 1999 si è dotato un ufficio stampa ufficiale, basato a Portland, nell&#8217;Oregon).</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;Elf fece la sua prima apparizione a Brighton nel 1992, dopo una scissione maturata in seno a Earth First!, gruppo terroristico ecologista operante da decenni. L&#8217;Elf si caratterizza per le azioni dirette tese al sabotaggio economico. Suo scopo principale è bloccare lo sviluppo incontrollato della società moderna e di quelle che vengono ritenute le sue più dannose espressioni.</p>
<p style="text-align: justify">Nei numerosi anni di attività, l&#8217;Elf si è concentrato su temi caldi quali la deforestazione progressiva del pianeta, l&#8217;urbanizzazione incontrollata negli Usa e non solo, lo sviluppo degli Ogm.</p>
<p style="text-align: justify">La struttura dell&#8217;Elf è assai agile, formata da piccole cellule, come The Family, appunto. Più volte l&#8217;Elf ha operato congiuntamente ad un altro movimento radicale, l&#8217;Animal Liberation Front, o Alf, cui si può accostare sia per il comune metodo organizzativo orizzontale che per l&#8217;analogo modus operandi.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2001 l&#8217;Fbi ha inserito l&#8217;Elf al vertice della classifica delle minacce &#8220;interne&#8221; americane, classificando ufficialmente l&#8221;organizzazione come ecoterrorista. Sette anni dopo, il Federal Bureau of Investigation alza il livello d&#8217;attenzione, comprendendo, forse un po&#8217; in ritardo, come il radicalismo ambientalista stia divenendo un pericolo grave. Molto più di quanto comunemente di ritenga.</p>
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		<title>Catturato in Francia il capo militare dell&#8217;Eta</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 08:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina il ministro degli Interni francese, Michèle Alliot-Marie, ha annunciato l&#8217;arresto di Txeroki, al secolo Garikoitz Aspiazu Rubina, capo militare del gruppo terroristico Eta. Il superlatitante si trovava nel Sud Est della Francia, a Cauterets, nei Pirenei. L&#8217;operazione, condotta dalla Guardia Civil spagnola e dalla polizia francese, conferma l&#8217;ottimo momento per il rapporto di collaborazione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Stamattina il ministro degli Interni francese, Michèle Alliot-Marie, ha annunciato l&#8217;arresto di Txeroki, al secolo Garikoitz Aspiazu Rubina, capo militare del gruppo terroristico Eta<span id="more-1127"></span>. Il superlatitante si trovava nel Sud Est della Francia, a Cauterets, nei Pirenei.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;operazione, condotta dalla Guardia Civil spagnola e dalla polizia francese, conferma l&#8217;ottimo momento per il rapporto di collaborazione fra Madrid e Parigi.</p>
<p style="text-align: justify">Concluso il lungo periodo di tolleranza delle autorità transalpine verso i latitanti baschi, la lotta al&#8217;Eta ha segnato una serie di successi che stanno sempre più chiudendo all&#8217;angolo l&#8217;Euskadi ta Askatasuna (Paese Basco e Libertà), che però ha ancora una notevole forza nella sua area di riferimento.</p>
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<dt><a href="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/11/garikoitz-aspiazu-rubina-alias-txeroki.jpg"><img class="size-full wp-image-1129" src="http://thelorereport.blogdo.net/files/2008/11/garikoitz-aspiazu-rubina-alias-txeroki.jpg" alt="Garikoitz Aspiazu Rubina, alias Txeroki" width="257" height="350" /></a></dt>
<dd>Garikoitz Aspiazu Rubina, alias Txeroki</dd>
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		<title>Chiesta la revisione del processo per Shoko Asahara</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 10:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lo Re</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Aum Shinrikyo]]></category>
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		<category><![CDATA[Shoko Asahara]]></category>
		<category><![CDATA[Suprema Verità]]></category>
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		<description><![CDATA[In Giappone è stata chiesta la revisione del processo di Shoko Asahara, il &#8220;guru&#8221; che architettò gli attentati al gas sarin compiuti nel 1995 nella metropolitana di Tokyo e che costarono la vita a 27 persone. Nel 2004 il fondatore della setta pseudo buddista Aum Shinrikyo (Suprema Verità), il cui vero nome e&#8217; Chizuo Matsumoto, è stato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">In Giappone è stata chiesta la revisione del processo di Shoko Asahara, il &#8220;guru&#8221; che architettò gli attentati al gas sarin compiuti nel 1995 nella metropolitana di Tokyo<span id="more-1068"></span> e che costarono la vita a 27 persone.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2004 il fondatore della setta pseudo buddista Aum Shinrikyo (Suprema Verità), il cui vero nome e&#8217; Chizuo Matsumoto, è stato condannato alla pena di morte. Ora i suoi avvocati chiedono di ripetere l&#8217;iter processuale.</p>
<div class="shr-publisher-1068"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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