Nomura: piccolo scandalo, grandi rischi

Scritto da: il 30.07.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il Giappone è scosso da un brutto scandalo finanziario la cui eco fatica a giungere in Europa, ma che la sua importanza ce l’ha eccome. La vicenda degli insider trading sui collocamenti azionari ha infatti azzerato i vertici della Nomura Holding, con il ceo Kenichi Watanabe e il coo Takumi Shibata che si sono dovuti dimettere, sostituiti (dal primo agosto) da Koji Nagai (al momento dg) e Atsushi Yoshikawa (oggi ceo per le Americhe). La banca d’affari giapponese ha poi anche comunicato l’impressionante calo del 90% dell’utile netto nel secondo trimestre 2012 ad appena soli 1.89 miliardi di yen (che corrispondono a 18 milioni di euro, una inezia per un colosso delle dimensioni di Nomura). Il crollo è stato parzialmente causato dalla perdita lorda di 12.1 miliardi di yen nelle operazioni estere, che sono andate in rosso per il nono trimestre consecutivo (ossia oltre 2 anni). Non sarebbero invece al momento calcolabili i danni dello scandalo in corso, anche perché si attendono le decisioni “disciplinari” delle autorità nipponiche.

Come si sa, il Giappone ha una normativa molto leggera sull’insider trading, un illecito che l’Unione Europea ha invece codificato in profondità (assai meno lo hanno fatto gli Usa). La Nomura è stata ora scoperta essere una specie di campione della specialità, tanto che il governo di Tokio ha dovuto promettere di varare (ma solo l’anno prossimo) una legge più severa in merito. Per ora, quindi, solo il vertice della banca paga i misfatti, con delle classiche dimissioni di massa dei capi.

Ma l’affaire Nomura è importante non tanto per le conseguenze che potrà avere in Giappone, quanto perché è indice di una mancata “conversione dei cuori” (e delle menti) di chi si occupa di mercati azionari. Nel settembre 2008 la banca d’affari nipponica fu veloce ad acquisire i business asiatici ed europei della Lehman Brothers, appena fallita. L’intenzione era di trasformare la Nomura in un protagonista di rango della finanza mondiale, tanto da concedere ai manager ex Lehman Bros ruoli di grande potere decisionale. Che dopo un disastro di quelle dimensioni non si sia avvertito il dovere di evitare come la peste comportamenti così contrari all’etica come l’insider trading è quindi un pessimo segnale. Lo scandalo Nomura in sé è piccolo visto da Bruxelles o da Roma, ma il rischio implicito è grande. Nel senso che, nonostante la lunga crisi nella quale tutti ancora ci dibattiamo, davvero i signori della guerra finanziaria globale sembrano non aver imparato nulla dai fatti del 2008.

Kenichi Watanabe

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