Non è un paese per geometri

Scritto da: il 30.03.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Ieri a Genova un uomo di 55 anni è stato trovato impiccato ad un albero con in tasca alcuni biglietti in cui spiegava il suo gesto. Geometra, aveva perso il lavoro qualche tempo fa e, nonostante  gli sforzi, non riusciva a trovarne un altro, pur vivendo nella parte Nord del nostro Paese, di certo la più ricca di opportunità.

Leggendo una simile storia tragica ci vengono in mente le battute leggere del premier sull’argomento disoccupazione. Forse che il pover’uomo non si è dato da fare abbastanza? Forse non ha avuto la fantasia in cui Silvio Berlusconi eccelle e che secondo lui è necessaria per uscire dalla crisi? In ogni caso, il geometra ligure non ce l’ha fatta a rintrare nel circuito occupazionale e, disperato, si è ucciso.

Morire di disoccupazione a 55 anni, a Genova, una città ricca di storia e di soldi, non è un destino accettabile. Non era certo il destino che immaginava il ragazzo che una quarantina di anni fa si era iscritto ad un istituto tecnico convinto che il diploma, che negli anni Sessanta già era un bel titolo di studio, gli avrebbe garantito una vita quantomeno serena. Non era certo il destino per lui ipotizzato da un Dio benevolo i cui disegni devono sempre fare i conti con la libertà dell’uomo e con la sua spesso immane cupidigia.

E così in pochi decenni l’Italia si è trasformata in un luogo ostile, in cui perdere il lavoro (anche per un laureato, figuriamoci per un diplomato vicino alla pensione) diventa sempre più spesso una tragedia in grado di segnare l’intera esistenza. Un luogo ostile in cui la vita, da Catania a Genova, da Cagliari a Milano, è sempre più precaria, sfumata, incerta. Così tanto da far preferire la certezza della morte.

Colore Viola Resized

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