Non esiste più l’elettorato di centrodestra (tranne in Sicilia)

Scritto da: il 30.05.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

La lunga battaglia per le amministrative 2011 si è conclusa davvero male per Silvio Berlusconi. La perdita di Milano e Napoli (dove il candidato conservatore, Giovanni Lettieri, è stato letteralmente umiliato dall’outsider Luigi de Magistris) ha un altissimo valore simbolico, ma anche pratico. Altri gestiranno infatti il denaro dell’Expo 2015 e questo è sicuramente un brutto colpo per il sistema di potere del Cav. in Lombardia. Dire che lo scontento imperversa fra le fila del Pdl non rende l’idea di quel che sta accadendo all’interno del primo partito italiano e nei prossimi giorni il caos certamente sarà sommo.

Che cosa è successo? Come già chiaro 15 giorni fa, l’elettorato è stanco dell’estremismo verbale del premier. Ed è stanco della sua ossessione per i giudici. La gente non ritiene affatto la riforma del nostro sistema giudiziario una priorità per il Paese. Tutt’altro. Più in generale, poi, c’è da osservare come si stia sciogliendo come neve al sole il blocco di consenso per il centrodestra. Detta altrimenti, c’è seriamente da chiedersi se in Italia esista ancora un elettorato di centrodestra. La stessa domanda – anche se oggi sicuramente in misura minore che qualche mese fa – è da porsi per il centrosinistra, mentre sinistra e centro sembrano stare oggi assai meglio in salute (di una destra reale in questo momento è ancora prematuro parlare, ma un serio tentativo di ri-crearla su solide basi è in atto, lo sappiamo).

Unico odierno raggio di sole per Berlusconi è quindi l’ottimo risultato con il quale il candidato Pdl a sindaco di Ragusa (Nello Dipasquale, già in carica) ha vinto, confermando come l’Isola sia per il Cav. un vero e proprio “granaio”. Ma attenzione, il dato di Ragusa è assai particolare, perché riguarda un uomo capace, molto amato in città in maniera trasversale e che ha amministrato benissimo negli scorsi 4 anni. Una qualche indicazione la dirà pura la sua forte vittoria, quantomeno per la Sicilia, ma nulla che possa mai nemmeno alla lontana far passare l’amaro in bocca al premier per la débâcle di Milano e Napoli.

  • Paolo Majolino

    Dear Carlo, la mia visione dello status attuale politico potrà sembrare ad alcuni inverosimile; invero sono confortato dalla memetica che – ad oggi – mia ha sempre gratificato di indicazioni poi realizzatesi.
    Ad esempio. Posso ragionevolmente affermare chi sarà il prossimo Sindaco di Palermo (tranne che non accadano fatti imponderabili, ora non noti, nè previsti): Tommaso Dragotto, che appena poche settimane fa ha lanciato Palermo Impresa e si propone alla “Cito”, vale a dire girare per la città, estrapolare i problemi e portarli in radio/video. E’ qualcosa che coinvolge e presentandosi come imnprenditore di successo, il ragionamento sottostante (come lo è stato per Berlusconi) è far comprendere – senza dirlo – se sono bravo in affari, sarò bravo anche in politica.
    La base elettorale a Dragotto è garantita dall’europarlamentare Iacolino, che può contare su poco meno di 50mila voti a Palermo e comunque Iacolino vuol dire il ministro Alfano: come dire l’astro nascente del Centrodestra e persona alla quale può guardarsi con serenità perchè ha una storia, fin dagli studi, di piena rispettabilità. Alfano ovviamente vuol dire Schifani, Presidente del Senato.
    La lotta interna Schifani-Alfano>Miccichè-Prestigiacomo, porterà ad una egemonia dei primi, non fosse altro che Miccichè sta ponendosi come sostituto di Lombardo nell’ideologia di un SUD più forte lasciando la messe di voti comunque berlusconiana.
    Tutto questo significa che, oramai, Lombardo è zombi e lo sa bene anche lui che, pur di restare ancora un pò a gestire il potere ha ‘mangiato’, da buon zombi, chiunque poteva creargli anche il minimo ostacolo al proseguimento della gestione. E’ pur vero che il potere gestito è stato ed è enorme ed in Sicilia, l’ho constatato personalmente in occasione della candidatura al Parlamento europeo, ciò che conta è assegnare posti e non provare a realizzare progetti che, conseguentemente, creino posti senza necessità alcuna di ottenerli per il tramite della questua al politico al potere!
    Relativamente all’ultimo voto: amministrativo! la ‘felicità’ del PD è vox clamantis in deserto.
    Non ha vinto il PD, è ritornata la sinistra, quella vera (scrissi un anno fa un articolo ‘Se si candidase Vendola a premier la sinistra ‘rischierebbe’ di vincere”). A Salerno, l’imperatore De Luca ha così strizzato il PD che questo partito, per paura di non prendere voti, almeno il minimo per 1 Consigliere, non ha presentato neanche il proprio simbolo!!! I voti del PD, fatte rare eccezioni, sono in calo e Bersani non ha nulla di che gioire o di far vedere che ha vinto: vinto cosa? a Milano senza la sinistra, quella vera, non ci sarebbe stata alcuna vittoria e la perdita dei consensi nel Centrodestra deve leggersi in altri termini: economici e per questo necessita uno scritto a sè e mi riservo di farlo.
    Ed ancora, dopo tanti anni di sconfitte aver spuntato una minima vittoria (Napoli non è una vittoria perchè era governata dalla sinistra di Bassolino che ha fatto capire che comanda ancora lui appoggiando De Magistris e chi vive la politica napoletana sa che è così perchè il candidato del PD non è stato ‘nominato’ da Bassolino!) pur se comprensiva di Milano e per questo, come accennato le ragioni sono meramente economiche, non vuol dire aver avuto la legittimazione a ‘spodestare’ Berlusconi. Ho scritto, tre anni fa, che il probabile candidato premier del Centro-Sinistra sarebbe stato Casini e, forse, finirà così perchè il CentroSinistra solo con il Centro ha i numeri per governare e Casini si staccò da Berlusconi proprio perchè non si vedeva delfino designato, ovvero e meglio, non vedeva la ‘morte politica del Re’.
    L’ambiguità di allearsi a sinistra ed a destra consente a Casini il raggiungimento di potere da parte di suoi candidati e ben sa che è questa la premessa per l’ottenimento dei voti; fanno eccezione partiti estremisti che votano per pregiudizio ideologico o, se messi di fronte a scelte non gradite, non votano affatto ed è quello che è successo a Milano, ribadisco oltre agli interessi economici, provocando la debacle della Moratti: soggetto adatto ad essere un valido Direttore Generale di qualsiasi cosa e non essere il dominus perchè è soggetto tecnico e le scelte tecniche, in Italia purtroppo, non sono mai condivise dalla politica che amministra voti e non Cittadini.
    Sto scrivendo ‘alla penna’ e mi rendo conto di aver scritto molto ma i pensieri fuoriescono e sono molti di più di quelli messi in forma scritta.
    Ieri sera ho parlato di futuro ponendo la domanda ” guardando un fiume scorrere, secondo Voi qual’è il futuro di quel fiume?” Le risposte, almeno per me, sono state ovvie perchè tutti, nessuno escluso, hanno indicato nel mare il futuro del fiume: E non è così. Quando ho chiarito che il futuro del fiume è la sorgente, dopo un comprensibile silenzio concesso alle menti per il conseguente elaborare dell’appreso, tutti hanno convenuto in ciò.
    Cosa intendo dire con questo esempio? rivedo che lo spazio occupato con lo scritto è eccessivo e rimando ad altro intervento: se gradito e richiesto, rendendo noto che lo scritto è dimostrazione del pensiero, non il solo mostrarlo all’ascolto.
    Con stima ed affetto a tutti gli Amici del blog
    paolo majolino

  • http://thelorereport.blogdo.net Carlo Lo Re

    Caro Paolo, sono d’accordissimo su alcune cose, meno su altre. Concordo in pieno nel ritenere che il Pd abbia ben poco da gioire per il risultato di questa tornata elettorale … Ha perso di brutto … E lo sanno … La vittoria è andata ad uomini di sinistra, NON DI CENTROSINISTRA … Concordo anche nel ritenere Casini il più probabile candidato premier del centrosinistra alle prossime politiche, il Pd non ha il nerbo per imporre nessun’altra soluzione … Detto questo, non credo che vi sia una lotta dentro il centrodestra fra Schifani-Alfano da un lato e Micciché-Prestigiacomo dall’altro … Anzi, mi sembrano un buon team … Magari anche un team di rivali, Obama style, ma un team … Anche perché in Sicilia l’avversario comune per tutti loro è il presidente della Regione Lombardo … Ed il suo pesp politico non consente frazionamenti nel fronte avverso …
    Sempre lieto di leggerti,
    Carlo

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