Nota sabatina/10

Scritto da: il 23.01.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Sul finire di una settimana scialba sul fronte dell’informazione, giusto ieri e oggi arrivano due notizie degne di essere approfondite, una internazionale (l’attacco di Barack Obama alle banche) e una italiana (la condanna a sette anni di Totò Cuffarò per favoreggiamento alla Mafia).
Obama, lo si sa, ragiona e opera meglio sui temi economici che non su quelli esteri. E l’affondo portato nella notte fra giovedì e venerdì al mondo delle banche lo prova ampiamente. Il presidente americano, infatti, ha colpito nel segno, individuando nelle dimensioni dei gruppi bancari il vero problema da affrontare per giungere ad un “capitalismo ben temperato”, per usare la fortunata espressione di Romano Prodi.

Stop di Obama alle maxi fusioni e agli accorpamenti scriteriati, quindi. E si spera che il ragionamento valga non solo per le banche, ma per tutti i protagonisti dell’economia e della finanza. Perché, come scrivevo ieri, ormai sembra chiaro come i vantaggi dell’economia di scala siano di gran lunga superati dagli svantaggi che procurano le enormi dimensioni di taluni gruppi. Bancari, ma anche telefonici, energetici, assicurazivi e/o industriali.

Quanto alla seconda notizia di una certa importanza della settimana, questa tutta italiana, c’è da dire che non è stata una sorpresa. Una condanna significativa per l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro era nell’aria. Dopo la sentenza, Totò “Vasa Vasa” (ossia “Bacia Bacia”) ha lasciato tutti gli incarichi che aveva nell’Udc, ma – ovviamente – ha mantenuto la carica di senatore.

A questo punto, la sua posizione non può non rappresentare un grosso problema per Pier Ferdinando Casini. Il suo 8% circa nazionale si basa in buona parte sulla Sicilia. Ma proprio nell’Isola l’Udc ora rischia di spaccarsi, rovinando i piani di espansione dell’ex presidente della Camera. Che deve affrettarsi a porre in essere l’operazione Pdn (Partito della Nazione), pena lo sbriciolarsi della sua creatura, l’Udc, che più di quel che ha dato in termini di raccolta di consensi francamente non credo possa dare.

Barack Obama

Barack Obama

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