Nota sabatina/4

Scritto da: il 12.12.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

La settimana che si va a concludere è stata in qualche modo monopolizzata da due grossi eventi internazionali, la cerimonia di apertura della (ad oggi più che sterile) Conferenza Onu sui cambiamenti climatici a Copenhagen e la consegna del Premio Nobel per la Pace al presidente Usa Barack Obama, che, per uno di quei strani casi del destino, ha anche coinciso con l’ennesimo flop delle Forze Armate russe.

Ad Oslo, mentre i media norvegesi e mondiali si interrogavano su un singolare fenomeno luminoso poi rivelatosi essere la scia di un fallito test missilistico di Mosca, Obama ha tenuto un discorso davvero bello, di fatto inaugurando una sua vera e propria dottrina (a tal proposito invito a leggere l’analisi di oggi su Il Foglio di Giuliano Ferrara). La guerra non si può eliminare ed allora che almeno serva a costruire il più possibile un mondo pacificato, dall’Afghanistan all’Iraq, passando anche per gli altri scenari di devastazione del pianeta.
Un realismo quasi alla Carl Schmitt, mi verrebbe da dire. Di errori Obama ne ha fatti e ne farà, è chiaro, ma, per essere un presidente americano, ha lampi di genio talvolta pure in politica estera.

Anche le strane luci che hanno inquietato gli abitanti di Tromsø, nel Nord della Norvegia, ai confini con la Lapponia, hanno un certo rilievo internazionale. Sono infatti l’emblema del fallimento (definitivo)? del missile mare-aria Bulava (8.000 km di gittata), che nelle intenzioni sarebbe dovuto essere il fiore all’occhiello della Marina Militare russa, ma che nei fatti ha fallito molti dei test di prova (pare ben 9 su 13).
A questo punto, la domanda da porsi è: la Russia è davvero ancora una temibile potenza atomica?
Si sa che l’arsenale ereditato dall’Unione Sovietica già alla fine del periodo di presidenza Eltsin era obsoleto e malandato, non in grado di funzionare alla bisogna, insomma. Vladmir Putin ha speso molto, in un momento il cui l’alto prezzo del petrolio sui mercati internazionali glielo consentiva, per manutenere ed ammodernare testate e vettori, ma con quali risultati? Sembrava che le condizioni globali dell’arsenale russo e, più in generale, delle Forze Armate della Federazione fossero rintrate in standard accettabili, ma i continui fallimenti nel testare il Bulava a questo punto inducono a dubitare di molte cose che la sicurezza di Putin aveva fatto considerare certe senza controprova alcuna.

In Italia, il dato che più dà all’occhio è l’ormai incandescente relazione del premier con la Magistratura. Silvio Berlusconi, è evidente, ha scelto di difendersi attaccando senza mezze misure e scavando uno iato ormai incolmabile con l’ex alleato Gianfraco Fini.

Da notare, infine, come l’Udc, da fresca dichiarazione del suo leader, se si votasse oggi, si schiererebbe con il Pd e l’Idv. Segno  di come il lavoro di “rammendo” del rapporto fra il Cav. e Pier Ferdinando Casini sia ancora in alto mare.

Il progetto del missile russo Bulava, ormai ad un passo dall'essere abbandonato dal Cremlino

Il progetto del missile russo Bulava, ormai ad un passo dall'essere abbandonato dal Cremlino

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