Numbers di Sicilia: nuovo sondaggio Demopolis sulle correnti preferenze politiche nell’Isola

Scritto da: il 14.11.11
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

È stata diffusa la nuova ricerca denominata Barometro Politico dell’Istituto di indagini demoscopiche Demopolis. I dati attengono le intenzioni di voto nazionale se si votasse oggi in Sicilia.  Intanto è bene evidenziare come per il 71% dei siciliani le dimissioni di Silvio Berlusconi dalla sua carica di premier siano state opportune. Per quanto  riguarda le intenzioni di voto per le politiche, il Popolo della Libertà si attesta al 25% dei consensi, il Partito Democratico al 20%, il Movimento per le Autonomie al 14%, l’Unione di Centro al 9.5%. Come sempre, il primo “partito” dell’Isola rimane quello degli indecisi.

Il 71% dei siciliani ritiene quindi che siano state opportune le dimissioni di Silvio Berlusconi, nella convinzione – ribadita da circa i tre quarti dei cittadini interpellati – che il Governo non sia stato in grado di gestire la gravissima emergenza finanziaria, né di varare negli ultimi mesi misure significative in grado di rilanciare seriamente la crescita economica del nostro Paese e del Sud in particolare.

«L’opinione pubblica siciliana – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – condivide, in larga maggioranza, la prospettiva, prescelta dal presidente Napolitano, di un Governo di larghe intese, guidato da una personalità super partes come Mario Monti: il 65% dei siciliani ribadisce l’urgenza di un piano, credibile e socialmente equo, per la crescita economica del Paese e la riduzione del debito pubblico, nella convinzione che l’Italia non possa permettersi adesso i tempi di una campagna elettorale. Il nuovo Governo dovrebbe anche, secondo gli intervistati, cambiare la legge elettorale, restituendo agli italiani la possibilità di scegliere, con le preferenze o i collegi uninominali, i propri rappresentanti in Parlamento».

Mentre a livello nazionale, pur non avendo ancora costruito una coalizione credibile agli occhi degli elettori, il centrosinistra – se unito – otterrebbe la maggioranza relativa nel Paese, staccando nettamente il centrodestra, che cosa accadrebbe oggi nell’Isola? Secondo il Barometro Politico di Demopolis, appunto diretto da Pietro Vento, se si fosse votato oggi in Sicilia per le Politiche, oltre 3 elettori su 10 sarebbero rimasti a casa, scegliendo il partito del non voto.

Molti sono gli incerti e gli indecisi, tra i quali è cresciuta, negli ultimi 3 anni, la disaffezione verso i partiti e le istituzioni politiche.  L’astensione penalizzerebbe oggi, in particolar modo, il Pdl, attestato al 25% ed ormai alla ricerca di un futuro oltre Berlusconi. Il Pd di Bersani – sempre secondo l’indagine dell’Istituto Demopolis – otterrebbe invece il consenso del 20% dei siciliani, restando ancora penalizzato da una identità regionale troppo frammentata ed incerta (pagherà l’alleanza con Lombardo in Regione?).

Cresce secondo Demopolis, anche se leggermente, l’area di sinistra (con l’Italia dei Valori al 4.5% e Sel di Vendola al 4.3%). Francamente, il dato mi pare un po’ avaro nei confronti dell’Idv, movimento non solo di protesta che nel comun sentire è sempre più considerato una valida alternativa al Pd siciliano pro Raffaele Lombardo (consideriamo come in Sicilia non sia irrealistico un risultato complessivo di Idv, Sel e FdS attorno al 12%). Nella ricerca la Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista più Comunisti Italiani) è invece attestata all’1.2%.

Si consolida poi – e progressivamente è bene sottolineare – con un risultato attorno all’8%, anche il bacino elettorale di Grande Sud di Gianfranco Micciché, ulteriore passo verso il Partito del Sud dovuto alla federazione fra Forza del Sud di Micciché, Io Sud di Adriana Poli Bortone e Noi Sud di Enzo Scotti. L’impressione è che, risolti i problemi di copyright (il “marchio” è infatti registrato da anni da forze del tutto minoritarie), davvero potrebbe alfine nascere il Partito del Sud, contraltare meridionale alla Lega Nord.

Sempre secondo l’indagine Demopolis, si rafforza soprattutto il peso del cosiddetto Terzo Polo, che ha nell’Isola la sua roccaforte nazionale con l’Mpa di Raffaele Lombardo che si attesta al 14% e l’Udc di Pier Ferdinando Casini e Gianpiero D’Alia che guadagna quasi 2 punti rispetto alla rilevazione dello scorso agosto, sfiorando in Sicilia il 10%. Seguono  Futuro e Libertà di Gianfranco Fini con il 4.6% e l’Api di Francesco Rutelli con l’1.4%.

Infine, 2.8% per i Popolari di Italia Domani, in calo rispetto al sondaggio dei primi di agosto (era al 3.4%) e 1.7% per La Destra di Francesco Storace e Nello Musumeci. Entrambe le formazioni hanno appena concluso la loro breve avventura governativa e devono ora porre mano alla “pratica” alleanze per affrontare al meglio i prossimi appuntamenti elettorali. 3% del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, poi, ma insieme ad altre liste.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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