Obama contro la mergermania

Scritto da: il 22.01.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Il presidente statunitense Barack Obama ha dichiarato guerra ai banchieri di Wall Street, annunciando una serie di rivoluzionarie misure che saranno alla base di una riforma finanziaria epocale. Intanto il limite del 10% dei depositi complessivi americani per istituto. Poi il divieto di essere nel contempo banca d’affari e banca commerciale. Ed infine anche un limite alle dimensioni degli istituti, in maniera da sottrarre loro una fondamentale arma di ricatto, ossia il classico ragionamento “siamo troppo grandi per poter fallire, l’effetto sociale sarebbe devastante”.

Insomma, un attacco in piena regola a quella che io definisco mergermania, la tendeza bulimica a ricorrere a merger & acquisitions per crescere sempre più, sconfinando in una elefantiasi che finisce col distruggere buona parte dei vantaggi dell’economia di scala.

Grande Obama  in questa occasione, quindi. Pessimo presidente in politica estera e nella lotta al terrorismo internazionale, ma fin qui buono davvero in politica interna ed economica. Se passerà la riforma sanitaria entrerà nella Storia per un motivo serio che non quello del colore della sua pelle. E se poi riuscirà a ideare e attuare anche una radicale riforma finanziaria, davvero avrà buttato le basi per grande un avanzamento (social)democratico del suo Paese.

Barack Obama in posa davanti a una statua di Superman

Barack Obama in posa davanti a una statua di Superman

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