Obama nel mirino dei razzisti

Scritto da: il 28.10.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La notizia che Fox News ha diffuso con tanto clamore sul presunto complotto ordito da due appena appena post-adolescenti per uccidere il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama è da verificare, ma certamente inquieta. Perché va a confermare timori che a mezza voce circolano da tempo sulla sicurezza del primo afroamericano impegnato nella presidential race.

Del resto, l’incognita della reazione suprematista è da mesi proprio uno dei principali rovelli di chi ragiona sulle vicende americane. Che cosa faranno i molti aderenti a gruppi e gruppuscoli (in genere ben armati) della cosiddetta White Supremacy in caso di vittoria del coloured Obama? Risposta, senza mezzi termini: tenteranno di ucciderlo. Todo modo

Non sorpendono quindi le notizie come quella diffusa in estate e questa nuovissima di ieri sera di piani più o meno articolati per eliminare Obama prima che giunga alla White House.

Ma anche dopo, nonostante la ferrea sorveglianza del Secret Service, sarà, in caso di sua elezione, un presidente oltremodo a rischio, sul quale, oltre alle tradizionali minacce del terrorismo internazionale e dei folli singoli, si accaniranno anche i tentativi dei razzisti a stelle e strisce.

Barack Obama
Barack Obama nella versione “neopop” di Shepard Fairey
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