Palermo, qualche considerazione a spoglio in corso

Scritto da: il 07.05.12
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Quel che in queste ore sta accadendo a Palermo, metropoli cosmopolita colta e raffinata convertita in discarica a cielo aperto da un’allegra banda di incapaci, è assai semplice: è stata seppellita dagli elettori della capitale siciliana la follia del Partito Democratico pro Raffaele Lombardo. Con il candidato imposto dagli oltranzisti dell’accordo con l’Mpa – il giovane Fabrizio Ferrandelli, ex Idv folgorato sulla via di Grammichele vincitore di caotiche primarie contro l’ottima candidata Rita Borsellino – che esce incredibilmente ridimensionato rispetto alle (fin troppo generose) previsioni. Per inciso, davvero patetico il tentativo di qualcuno dei maggiorenti Pd di saltare sul carro del vincitore a spoglio appena iniziato. Proprio nullo il senso del ridicolo di questi signori, viene da vergognarsi per loro: un po’ di dignità, suvvia! Ed anche di capacità di capire quando restare in silenzio … Che non guasta mai..

Probabilmente Orlando non vincerà al primo turno (anche se ancora tutto è da vedere), ma è ovvio che al secondo si imporrà, tornando a sedere a Palazzo delle Aquile. Chiaro segno che in Sicilia la gente è arcistufa della criminale volontà sottosviluppista di una certa politica. Lo accettino gli esponenti del Pdl, in liquefazione in giro per l’Italia, e dell’Udc, partiti che dell’Mpa sono stati per anni colpevoli alleati. E lo accettino soprattutto quegli esponenti democratici siciliani che in questi anni hanno anteposto i propri interessi di corrente al bene comune (che non è difficile da individuare a queste latitudini: semplicemente è una seria, convinta, radicale lotta al crimine organizzato ed ai link che lo fortificano) appoggiando ricette politico-economiche stanno portando allo sbando l’Isola.

Ora c’è da rifondare tutto, a Palermo come nel resto della Sicilia. Dalla capitale fra quindici giorni può partire la liberazione dell’Isola dal manipolo di incompetenti che, facendo dell’ignoranza la propria orgogliosa bandiera, stanno portando alla disperazione milioni di uomini e donne. Con Orlando sindaco a Palazzo delle Aquile può rinascere la speranza dei siciliani per bene. Di quelli che lavorano sodo, che non fanno la fila nelle segreterie politiche, che non accusano Roma o i Savoia della povertà dilagante, che non strizzano l’occhio alla protesta violenta “Forconi style”, che non farneticano di improbabili secessionismi. Una Sicilia diversa è possibile. I palermitani oggi lo hanno (ri)detto chiaro.

Leoluca Orlando

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