L’operazione Odissey Dawn (Alba dell’Odissea o Odissea all’Alba che dir si voglia) scatenata da Francia e Gran Bretagna contro la Libia di Gheddafi, ha degli sponsor assolutamente interessati in alcuni Paesi della Lega Araba. Diciamo pure che il dittatore di Tripoli, per decenni laico e tutto sommato di sinistra, non è mai piaciuto ai componenti della Lega. Da tempo, poi, con il marcare ripetutamente l’identità africana della Libia a scapito di quella araba, Gheddafi di fatto era un intruso nel consesso degli Stati arabi. E così oggi c’è chi, come l’Arabia Saudita, sorride largamente che qualcuno abbia tolto dal fuoco il “castagnone” Gheddafi.
Ryad ha infatti tutto da guadagnare dall’eliminazione del Colonnello, anche e soprattutto dal punto di vista economico. Non solo vien fatto fuori un leader (più o meno) laico che a lungo ha tenuto testa al tentativo di infiltrazione wahhabita dei sauditi, ma viene anche spazzato via un pericoloso rivale sul mercato del petrolio.
Senza Gheddafi, infatti, l’Arabia Saudita si avvicinerà alla completa egemonia sui flussi petroliferi, facendo il buono ed il cattivo tempo, decidendo i prezzi del greggio e stabilendo politiche e strategie petrolifere almeno per tutto il mondo arabo. Anche per questo un giorno, sicuramente non troppo lontano, l’Occidente potrebbe pentirsi di aver così frettolosamente optato per la definitiva rimozione dal potere del raìs di Tripoli.