Perché appoggio Bersani

Scritto da: il 23.10.09
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Chi mi conosce e mi legge sa quanto io, soprattutto per la mia durissima posizione sulle questioni di Law & Order, sia distante dal Partito Democratico. Eppure, oltre ad avere molti amici fidati che vi militano, negli anni ho detto e scritto più volte che quella del Pd è di certo la migliore idea politica mai nata in Italia da fine Ottocento ad oggi. Una idea tendente ad aggregare vari soggetti in vista di un unico partito liberal all’americana. Ho fieramente combattutto contro maggioritario ed uninominale, ma ben venga la semplificazione quando è intelligente. E quella che ha fatto nascere il Pd a mio avviso lo è.

Per le primarie di domenica 25 prossima, il Pd ha scelto un modello ben preciso, anche questo importato dagli Usa (dove vige in alcuni Stati), quello che prevede il voto non solo per gli iscritti, ma per tutti i cittadini elettori. Approfittando di tale opportunità, che è indubbio segnale di vero liberalismo, domenica andrò a votare. E voterò Pierluigi Bersani.

Voterò Bersani per tutta una serie di motivi. Innanzitutto perché ritengo che il centrosinistra italiano abbia finalmente bisogno di un leader che dica e faccia cose di sinistra. Ossia che, in primis, difenda con convinzione e capacità i diritti dei lavoratori, sotto tiro ormai da decenni in tutto l’Occidente, e si adoperi per creare altre possibilità occupazionali nel Paese, sottraendo all’oblio i tanti italiani che un lavoro non ce l’hanno affatto.

Inoltre, ho un ottimo ricordo di Bersani ministro, con tutta una serie di semplificazioni attuate nel nostro ordinamento, soprattutto in merito agli ordini professionali. Da accanito sostenitore della teoria delle 3 T (Talento, Tecnologia e Tolleranza) di Richard Florida quali motori di sviluppo economico ed umano non posso che plaudire alla riforma Bersani, che ha svecchiato in breve leggi antiche anche di un secolo.

Insomma, Bersani mi sembra un ottimo segretario per una forza che oggi è all’opposizione e che domani potrebbe anche giungere a governare il Paese.

Dopo anni di pseudo-buonismo veltroniano, che ha avuto come esito (per me francamente drammatico soprattutto per le conseguenze sociali che ciò può comportare) un Parlamento senza comunisti e senza socialisti, credo che il centrosinistra debba tornare a dialogare con tutti quegli interlocutori che non si ritengono assimilabili al centro moderato.

Walter Veltroni ha avuto come quasi unico obiettivo politico fare tabula rasa di tutto ciò che stava alla sua sinistra. E per raggiungere tale scopo ha pensato insieme a Silvio Berlusconi un legge elettorale nazionale (il cui spirito ha poi malignamente pervaso anche quella per le consultazioni europee) assolutamente liberticida ed antidemocratica.

Ecco, da un Pd targato Bersani mi aspetto un atteggiamento opposto a quello di Veltroni. Un atteggiamento di dialogo e di apertura a sinistra. Perché l’avversario maggiore del Pd non è Rifondazione Comunista, come da alcuni ritenuto per troppo tempo. È quel Pdl che ancora non ha una chiara identità e governa in maniera confusa pur avendo un larghissimo mandato popolare.

Con Bersani, insomma, spero che il centrosinistra italiano sia un po’ meno centro ed un po’ più sinistra. E che, soprattutto, ritrovi al più presto la bussola per fare vera opposizione, come serve al Paese.

Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani

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