Pesaro, nuovo oltraggio all’universo

Scritto da: il 19.03.14
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Confesso che i fatti di Pesaro continuano a darmi angoscia. La mia sensibilità “guevariana” mi fa realmente soffrire per ogni dolore che subisce un innocente a questo mondo. Ieri un altro affronto alla vittima, un altro affronto all’universo intero: il nemico di Dio sotto processo per aver assoldato dei malviventi per compiere un atto peggiore dell’assassinio ha quasi preteso di derubricare a bravata l’immondo crimine perpetrato.

Credo che su questa vicenda, assolutamente dolorosa, dolorosamente assoluta, davvero un Paese dovrebbe interrogarsi su dove stia andando, ma anche sui limiti logici, oltreché morali, del garantismo e dei diritti per i criminali.

Le 3 bestie inumane sotto processo a Pesaro, a mio avviso, dovrebbero, previa modifica costituzionale e apposita legge retroattiva, subire dallo Stato quello che hanno fatto subire alla loro vittima. Nessuna altra pena è ipotizzabile, non 20′anni di reclusione, non 30, non l’ergastolo e nemmeno la morte, che, portando, alfine, pace e consolazione, animali del genere non meritano. Per favore, chiunque ritenga che questa mia posizione sia indecente, prima di scandalizzarsi per un attimo si fermi a considerare che sentimenti vivrebbe se Lucia fosse sua figlia.

È in occasioni del genere che uno Stato degno di questo nome dovrebbe “tirare una linea” e dire BASTA, dire che da ora in avanti le cose cambieranno sul serio. Invece, assistiamo allo scorrere di fiumi esondanti di inutili parole, alla solidarietà grottesca di chi, pur potendo, nulla fa per arginare il Male che sta divorando la società occidentale, a tante belle quanto sterili celebrazioni per l’8 marzo. Ma nessuno in Parlamento che almeno “faccia la mossa” di tentare di innalzare la pena per un simile reato, magari prevedendo l’ergastolo. L’incapacità della liberaldemocrazia di proteggere i più deboli mi sconcerta sempre più. Come la protervia di chi difende la feccia.

Vincent van Gogh, "Pietà (after Delacroix)", 1889, Amsterdam, Van Gogh Museum

Vincent van Gogh, “Pietà (after Delacroix)”, 1889, Amsterdam, Van Gogh Museum

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