Polar Thriller

Scritto da: il 06.01.10
Articolo scritto da . Carlo Lo Re, giornalista e saggista, è un esperto di politica estera e terrorismo internazionale. Rientrato da qualche anno in Sicilia dopo un quasi ventennale “tour” d'Italia e d'Europa, vive a Catania, dove si occupa di economia e comunicazione.

Nella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell’Europa ho recentemente scoperto un filone di action thriller che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. Non è un genere alto, per carità, lo capisco bene, ma a me piace e rilassa, quindi lo consiglio a tutti.

Del resto, io credo che in letteratura sia sì fondamentale lo stile (l’autore deve innanzitutto saper scrivere, è chiaro), ma anche l’ambientazione spazio-temporale, che dà emozioni non da poco al lettore. Insomma, un libro ottimamente scritto ambientanto nel 2005 a Capacabana, Catania o Malindi proprio non mi stuzzica la fantasia. Un pessimo giallo ambientato nella Londra vittoriana, a Edimburgo o nella Stoccolma di ieri/oggi/domani semplicemente mi esalta. A scanso di equivoci, puntualizzo subito che le prove d’autore degli ultimi anni ambientate a Stoccolma sono in genere dei capolavori, come il caso Stieg Larsson (di)mostra ampiamente …

E così, ecco che il comodino si è in breve riempito di quelli che la mia nota coazione all’anglo-sintesi mi ha suggerito di chiamare polar thriller … Il primo che ho letto, tutto d’un fiato, è stato La verità del ghiaccio [il cui titolo originale, Deception Point (Simon & Schuster, New York, 2001), ossia “punto d’inganno”, mi sembra più azzeccato della traduzione italiana]. Scritto da Dan Brown come terzo romanzo (appena prima de Il codice da Vinci, che è del 2003), in Italia è stato pubbicato da Mondadori a fine 2005. Ora si attende il film, che dovrebbe arrivare a breve nelle sale mondiali e la cui sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Dan Brown.
La verità del ghiaccio ha tutto per appassionare i patiti dell’action thriller e/o della fantascienza. Ambientazione artica, la Nasa protagonista assoluta, la ricerca di prove di vita extraterrestri, la corsa per la Casa Bianca sullo sfondo. Un mix che farà inorridire molti, ma che a me, tutto sommato, è piaciuto.

Finito di leggere (l’ennesimo) Brown (li ho tutti in libreria), mi sono fiondato su La tomba di ghiaccio di Steve Berry (in originale The Charlemagne Pursuit, Randon House, New York-London-Münich, 2008), che in Italia la mitica Editrice Nord ha dato alle stampe a fine 2009. L’ambientazione è fra la Baviera e l’Antartide, il mistero è tutto al Polo Sud, alla ricerca di una protociviltà umana già individuata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Come sempre, ottima la cura che la Editrice Nord dedica ai suoi volumi, ma un appunto, a malincuore, lo devo per forza fare: a p. 7, nell’accurata cartina dell’Antartide pubblicata, non si poteva proprio evitare il mostruoso refuso inerente il Circolo Polare?!? Che, ovviamente, a Sud è quello Antartico, non Artico …

Finito Berry, mi aspettano Tempesta al Polo di Clive Cussler e Paul Kemprecos (Longanesi, Milano, 2008, in originale Polar Shift, Putnam, New York, 2005), Artico di James Rollins (Editrice Nord, Milano, 2005, in originale Ice Hunt, Baror International, New York, 2003) e Ice Limit di Douglas Preston e Lincoln Child, Sonzogno, Milano, 2001, in originale The Ice Limit, Warner Books, New York, 2000). Al termine, rimpiangerò l’estate …

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