Polo Nord e Spazio, le nuove frontiere geopolitiche

Scritto da: il 01.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

Riflettendo sulla fin qui ben riuscita avventura lunare di New delhi, notavo l’ormai pressante necessità, soprattutto da parte di India e Cina, di rintracciare ed eventualmente andare a prendere sul nostro satellite quelle risorse che sulla Terra sono ormai di sempre più difficile acquisizione.

La possiblità, che nei decenni futuri si rivelerà sempre più concreta, di inviare missioni robotiche o umane fuori dal nostro pianeta per prelevare minerali ed eventuali idrocarburi, nel lungo periodo sposterà quindi nello Spazio lo scontro geopolitico.

Già nei decenni scorsi avevamo assistito alla corsa di Usa e Urss alle stelle, ma era più che altro propaganda, tant’è che, arrivati per primi (ed unici) sulla Luna, gli americani, popolo giovane con notevoli difficoltà a pensare il lungo periodo (e talora anche il medio), mica hanno saputo bene che cosa fare del satellite “conquistato”.

Avessero pensato nel 1969 all’eventualità di una colonia lunare oggi sarebbero quarant’anni avanti ai competitor. Ed invece faticano a rimettere in piedi un realistico programma lunare. Anche se, sia chiaro, sono pur sempre i migliori al mondo, con la Nasa che credo sia da considerare l’orgoglio supremo dell’intera specie umana.

Poi lo scontro si è spostato sul “terreno” del posizionamento dei satelliti, sia di quelli spia che di quelli eventualmente in grado d’essere rapidamente riprogrammati per colpire dall’alto dei bersagli.

Ora la competizione muta radicalmente natura e si ripropone quale corsa all’elio-3 (indispensabile per le centrali atomiche che India e Cina hanno in mente di creare nei prossimi anni) o, più in generale, quale corsa alle risorse sfruttabili, sulla Luna, su Marte e dove sarà progressivamente possibile arrivare. 

Ovviamente, occorre lungimiranza e visione d’insieme per approntare programmi costosissimi che daranno frutti tangibili solo alle generazioni future di una Nazione. Non è un caso, quindi, che proprio quei Paesi (tipo Cina ed India) per tradizione più in grado di altri di guardare lontano e pianificare il Destino dei propri popoli su scala secolare stiano investendo sempre più nel settore aerospaziale.

Come, per inciso, non è certo casuale che le sole due realtà millenarie dell’Occidente, la Santa Sede ed Israele (giovane come Stato, ma antichissimo come Popolo), per quanto piccoli, con la Specola Vaticana e con l’Israel Space Agency, mostrino una grande attenzione nel monitorare il Cosmo, pur essendo assolutamente evidente, soprattutto per il Vaticano, l’assenza di un rientro immediato di queste ricerche.

Insomma, ormai cresce sempre più il numero degli esperti che vanno considerando l’intero sistema solare quale nuova frontiera geopolitica, frontiera che diverrà nei decenni progressivamente sempre più realistica, trasformandosi, nel lungo periodo, nella più importante.

Nel frattempo, qui sulla Terra un ruolo sempre più centrale sta assumendo il Polo Nord, area che, nel breve-medio periodo invece, diverrà il vero nodo geopolitico con il quale confrontasi, con la Russia a caccia del petrolio artico e Danimarca, Norvegia e Canada a tentare di far valere le proprie ragioni in sede Onu.

Polo Nord e Spazio, quindi, quali nuovi “Great Games”. Altro che Iraq ed Afghanistan.

Chesley Bonestell, 'Saturn seen from Titan', 1944
Chesley Bonestell, ‘Saturn seen from Titan’, 1944

 

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