Polo Nord: una prima nave completa i Passaggi a Nord Ovest e a Nord Est senza incontrare ghiaccio lungo rotta

Scritto da: il 20.10.08
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

La Polarstern aveva lasciato Bremerhaven (nella Germania settentrionale) il 12 giugno scorso per intraprendere una spedizione scientifica in Groenlandia e nelle Spitzbergen prima di iniziare, con partenza da Reykjiavík, in Islanda, il periplo completo dell’Artico, della prevista durata di circa 70 giorni.

«L’obiettivo era arrivare nel cuore dell’Artico per fare ricerche, cosa che non sempre è possibile, ma stavolta lo è stato», ha dichiarato la direttrice dell’Istituto Alfred Wegener, Karin Lochte, che ha anche spiegato ai giornalisti come l’apertura contemporanea dei due Passaggi, quello a Nord Ovest e quello a Nord Est, abbia aperto possibilità assi interessanti per la ricerca scientifica.

Ovviamente, ha sottolineato la Lochte, la vicenda è assai allarmante se invece la si considera sotto il profilo delle (presunte) emergenze a riguardo dei cambiamenti climatici e degli esiti dell’effetto serra.

Il rompighiaccio Polarstern ospitava a bordo 117 scienziati di 12 Paesi diversi presenti, che hanno potuto osservare, ha spiegato il responsabile operativo della spedizione, Wilfried Jokat, «specie di uccelli che si trovano abitualmente nell’Atlantico del Nord».

Gli studiosi hanno effettuato sia prelievi dai fondali marini che misurazioni acustiche, con lo scopo di elaborare un preciso modello geofisico per l’Artico centrale. Queste ricerche – ha precisato Jokat – risultano essere assai importanti per la corretta valutazione delle risorse naturali dell’Artico.

Secondo l’Agenzia geologica americana (Usgs), infatti, il Polo Nord racchiuderebbe riserve, già sfruttabili con le attuali attuali tecnologie, di ben 90 miliardi di barili di petrolio e di 44 milioni di barili di gas naturale liquefatto.

Per l’Esa (European Space Agency), il ramo più lungo del Passaggio a Nordovest – la cosiddetta via Amundsen, vicino alle coste canadesi – era già aperto da luglio. Mentre il ramo più diretto, secondo le osservazioni fatte soprattutto dal satellite europeo Envisat, un po’ più a Nord, era divenuto navigabile il 18 agosto. Da ultimo, il 5 settembre si era aperto il passaggio a Nord Est. Da notare, come, comunque, già il 22 settembre entrambi i Passaggi fossero di nuovo chiusi.

L’apertura definitiva dei due mitici Passaggi alla navigazione consentirebbe enormi risparmi di tempo e di carburante nei collegamenti tra Europa ed Asia, riducendo le attuali rotte di oltre 4.000 chilometri.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | Hosted by MediaTemple