Polo Sud, riparte la sfida fra Gran Bretagna e Norvegia

Scritto da: il 08.01.09
Articolo scritto da . Giornalista e saggista catanese. Dopo 18 anni altrove (prevalentemente a Bologna e a Roma, con una puntata a Turku, in Finlandia, e numerosi viaggi per il nord Europa) , è rientrato a CT e cerca, insieme ad alcuni amici, di capire (prima) e spiegare (poi) i meccanismi socio-politici che presiedono al "funzionamento" del microverso dell'Isola. Senza comunque dimenticare il resto del globo, dove ogni giorno accadono eventi che spessissimo sono (di molto) piú importanti di quelli siciliani ed etnei ... Con questo blog, chiamato "The Lo Re Report" in onore del fantastico "The Colbert Report" dell'umorista americano Stephen Colbert, Lo Re - che si sta sentendo profondamente scemo a scrivere di se stesso in terza persona - intende dare agli amici e conoscenti interessati alle sue analisi (non oltre i 24, uno in meno dei lettori del Manzoni, per carità) uno strumento piú agile e dinamico del sito, che per sua natura (nonché per ignavia del Lo Re stesso) è certo ben statico.

L’Antartide sarà di nuovo, a quasi un secolo di distanza, gelido scenario di scontro fra esploratori britannici e norvergesi. Nel 1911, infatti, la medesima sfida costò la vita al capitano Robert Falcon Scott ed ai suoi quattro compagni d’avventura, stremati dal gelo e dalla fatica, nonché anche dalla terribile delusione per essere stati preceduti di poco nella conquista del Polo Sud dalla rivale spedizione scientifica del norvegese Roald Amundsen (14 dicembre 1911 l’arrivo degli scandinavi, 18 gennaio 1911 quello dei britannici).

Roald Amundsen (1872-1928)
Roald Amundsen (1872-1928)

Pur rispettando la tempra dell’eroe, i britannici hanno sempre rimproverato a Scott una certa qual scarsa cura nello studio dell’impresa antartica, accusando parimenti di scorrettezza Amundsen, che avrebbe tenuto nascosto fino all’ultimo il suo reale obiettivo, la conquista del Polo Sud, appunto.

Ora, a distanza di 98 anni, sei equipaggi, ognuno composto di tre uomini, hanno deciso di sfidarsi in una nuova corsa verso l’Antartide. La gara è stata chiamata Amundsen Omega3 South Pole Race e parte oggi per dislocarsi lungo un percorso di circa 1.000 chilometri, con temperature che arriveranno anche a 50 gradi Celsius.

I novelli Amundsen e Scott avanzeranno camminado, aiutati solo da sci e trainando con delle slitte tutto l’occorrente per poter sopravvivere, in ricordo del tragico errore del britannico, che, ignorando il consiglio di chi gli aveva detto di portare sono cani di razza adeguata, utilizzò motoslitte che si bloccarono per il freddo e dei pony che (ovviamente!) morirono gelati.

La fine eroica della sfortunata spedizione britannica è stata poi eternata da una splendida frase scritta da uno dei componenti. Certo di stare ormai per morire, Lawrence Oates abbandonò la tenda per dare ai compagni la possibilità di cibarsi anche delle sue razioni. Lascio un memorabile biglietto: «Sto soltanto uscendo,  potrebbe volerci un po’ di tempo».

Quanto agli attuali avventurieri, vi è un analista finanziario della Borsa di Londra, vari diversi ex Royal Marines (come Scott) ed un medico che dopo aver rischiato di morire per una grave malattia vuole affrontare una prova così dura.

Fra i britannici, vi è anche Marc Pollock, un ex atleta 32enne cieci da dieci anni che sarà guidato da un compagno.

I norvegesi sono invece tutti militari specialisti di sci di fondo.

Una curiosità finale: per camminare 12 ore al giorno a meno 50 gradi per la bellezza di 15 miglia ogni giorno il dispendio energetico calcolato è di circa 12.000 calorie al giorno, quelle che ingerisce il mitico nuotatore statunitense Michael Phelps per i suoi allenamenti da “cannibale” di ori olimpici …

Il Polo Sud
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